I commercialisti dicono NO allo spesometro trimestrale


Lo spesometro trimestrale non piace ai commercialisti, al limite si potrebbe pensare ad un invio semestrale e lasciare intatta, in ogni caso, l’attuale possibilità di effettuare la comunicazione in forma semplificata. È questa la richiesta fatta dal Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, Gerardo Longobardi, alle Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera. Il numero uno della categoria ha inoltre chiesto di adottare il pacchetto di semplificazioni fiscali concordato da tempo con il Ministero e di ridurre drasticamente le nuove sanzioni previste dal D.L. 193/2016. “Per quanto concerne la comunicazione dei dati delle fatture, proponiamo di eliminare la sanzione di 25 euro (con un massimo di 25.000 euro) commisurata alla singola fattura i cui dati siano stati omessi o erroneamente trasmessi, sostituendola con la sanzione unica da euro 500 a euro 1.000 nei casi di omessa trasmissione della comunicazione o di sua incompleta, inesatta o irregolare compilazione analogamente a quanto previsto per le violazioni relative ai modelli INTRASTAT, prevedendo peraltro la riduzione alla metà della predetta sanzione nel caso in cui la comunicazione sia regolarmente effettuata con un ritardo non superiore a 15 giorni, fermi restando gli ulteriori benefici in termini sanzionatori in caso di utilizzo dell’istituto del ravvedimento operoso”.


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