CASSAZIONE: l’imposta di registro si riscuote soltanto con il ruolo


Secondo la sentenza di Cassazione n. 3956/11, l’imposta di registro contenuta negli atti di rettifica divenuti definitivi si riscuote con il ruolo e non con gli avvisi di liquidazione, con la conseguenza che i tempi a disposizione per la riscossione sono più brevi e, se non rispettati, fanno decadere la pretesa erariale.. Il caso prende origine da un contenzioso contro l’allora ufficio del registro relativo a un avviso di rettifica per registro e Invim. Il ricorso veniva rigettato dalla Ctp nel 1998, diventando definitivo nel 1999 per mancato appello dei ricorrenti; l’avviso di liquidazione, invece, era notificato nel 2002. Avverso detta notifica i contribuenti ricorrevano in Ctp per contestare modalità e tempi della riscossione. A loro avviso, il ruolo si sarebbe dovuto formare entro il 31 dicembre 2001 (secondo anno) e non l’anno dopo (terzo anno). Questa tesi veniva però rigettata dalla Ctp mentre la Ctr dava ragione ai contribuenti. A questo punto, l’amministrazione finanziaria ricorreva in cassazione, che, però, confermava il giudizio di secondo grado sia sulla corretta identificazione del tipo di atto da utilizzare per la riscossione sia per i termini applicabili. Nella sentenza citata, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per formazione di giudicato esterno. Il ruolo era stato formato sulla scorta della prima sentenza che la Commissione tributaria provinciale competente aveva reso nel 2003 confermando la legittimità dell’avviso di liquidazione; il ruolo, però, risultava essere illegittimo in quanto, nel frattempo, il collegio tributario d’appello aveva annullato l’avviso di liquidazione, che era il presupposto su cui il fisco aveva proceduto all’iscrizione.


Partecipa alla discussione sul forum.