CASSAZIONE: le “vecchie” parcelle non danno diritto alla pre-deduzione IVA


La sentenza della Cassazione (n. 8222 depositata ieri 11 aprile 2011) conferma il principio secondo il quale la prestazione professionale resa nei confronti di un soggetto successivamente fallito non consente la rivalsa dell’Iva in pre-deduzione. Secondo la Corte è necessario verificare se il credito vantato rientri o meno nei cosiddetti crediti di massa da soddisfare in pre-deduzione. Fino alle modifiche alla normativa fallimentare, detti crediti si individuano tra quelli sorti nei confronti della gestione del fallimento come spesa o come credito di amministrazione o, anche, come credito inerente all’esercizio provvisorio dell’impresa. La sentenza sottolinea che il profilo determinante non è l’elemento temporale ma quello funzionale, se sono, cioè, riferiti a costi assunti nell’interesse dei creditori concorsuali per il conseguimento degli scopi dell’esecuzione collettiva. L’emissione della parcella all’atto della ricezione del pagamento è solo una facoltà riconosciuta al prestatore di servizi, che può anche scegliere di fatturare, registrando la relativa imposta, al momento della prestazione del servizio. Essendo tale, non sposta in avanti il momento del credito di rivalsa e, comunque, non lo trasforma in credito di massa in caso di fallimento del debitore.


Partecipa alla discussione sul forum.