Cassazione: a chi spettano i canoni dell’immobile pignorato?


In caso di contratto di locazione stipulato dall’ex proprietario dei beni pignorati dopo il pignoramento e senza l’autorizzazione del giudice, a chi spettano i canoni? La risposta è data dalla Corte di Cassazione nella sentenza n.19264 del 29 settembre 2016. La Corte di Cassazione, seguendo un orientamento costante, chiarisce che i canoni di locazione costituiscono frutti dell’immobile, ai sensi dell’art.820, c.c., e che essi e le rendite, quando l’immobile è sottoposto a pignoramento sono dovuti al custode della procedura di pignoramento che può agire per ottenere il risarcimento del danno dal conduttore e quindi le indennità di occupazione, in quanto, nei suoi confronti l’immobile è stato occupato sine titulo. Naturalmente, il conduttore non può essere costretto a corrispondere i canoni per la locazione e, insieme ad essi, l’indennità di occupazione, in quanto il diritto di godimento che egli acquisisce si poggia sul un medesimo titolo, pertanto, essendo il contratto di locazione stato stipulato durante la procedura pignoratizia e senza l’autorizzazione del giudice, il diritto del custode alla percezione dei canoni di locazione prevale sul diritto del locatore, in quanto i canoni devono essere qualificati come indennità di occupazione.

 

 


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