Beni ai soci: gli ultimi dubbi chiariti dall’Agenzia


Con la circolare n. 37/E del 16 settembre, l’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori chiarimenti in merito al regime fiscale agevolato di carattere temporaneo(articolo 1, commi da 115 a 120, della legge 208/2015), volto a consentire l’assegnazione e la cessione agevolata ai soci di taluni beni immobili e beni mobili iscritti in pubblici registri, nonché per la trasformazione in società semplici delle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni. In breve: l’agevolazione fiscale, prevista per le imprese che assegnano o cedono beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri, ai soci opera in via automatica rispetto al comportamento contabile adottato dal contribuente per quanto riguarda il bene ceduto; è possibile fruire della disciplina agevolativa in esame solo qualora vi siano riserve disponibili di utili e/o di capitale almeno pari al valore contabile attribuito al bene in sede di assegnazione; il pagamento dell’imposta sostitutiva del 13% sulle riserve in sospensione d’imposta può essere effettuato dalla società nei limiti dell’importo necessario per consentire l’assegnazione agevolata con prioritario utilizzo delle altre riserve disponibili; in caso di assegnazione di più beni dalla quale emergono componenti positivi e negativi di reddito, è possibile compensare tali componenti se i componenti negativi sono riferibili ai beni merce; anche nella cessione, così come avviene nell’assegnazione, l’imposta sostitutiva versata dalla società sulla plusvalenza, libera le riserve di utili che eventualmente si formano con detta plusvalenza e, pertanto, tali plusvalenze non saranno tassate in sede di distribuzione in capo ai soci di società di capitali.

 

 


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