Bonus sanificazione: non basta solo esibire la fattura di acquisto - Diario quotidiano del 14 luglio 2020

Nel DQ del 14 Luglio 2020:
1) Bonus fisco sanificazione ed adeguamento anti-covid, a breve on line l’apposito servizio web delle Entrate per le istanze
NOTIZIA IN EVIDENZA – 2) Bonus sanificazione: non basta solo esibire la fattura di acquisto
3) Fatture elettroniche emesse/ricevute con il SdI: per il Garante Privacy non vi sono le necessarie garanzie, i possibili risvolti

4) CIGO/ CISOA: ulteriori misure urgenti illustrate dall’Istituto previdenziale
5) Aiuti di Stato: prorogata la validità di provvedimenti alle imprese entrate in difficoltà a causa del Covid-19
6) Commercialisti: tutto ok per il rinvio dei versamenti fiscali al 30 settembre 2020
7) Cessione dell’immobile in leasing: somma ricevuta attratta nel reddito professionale
8) Cessione a termine di valute – Contratti Deliverable FX Forward, sì all’imposizione fiscale
9) Polo Museale: servizi turistici in convenzione con il Comune, canone soggetto all’Iva
10) Collocamento sul mercato di biglietti non nominativi per eventi di spettacolo: chiarimenti dal fisco

bonus sanificazione2) Bonus sanificazione: non basta solo esibire la fattura di acquisto

Bonus sanificazione non cosi semplice da ottenere e, quindi, richiedere: non basta solo esibire la fattura di acquisto!

(Per approfondire…”Credito d’imposta sanificazione e acquisto dispositivi di protezione” di Roberto Pasquini)

Per la fruizione del credito d’imposta l’attività di sanificazione deve essere certificata da professionisti (circolare Agenzia delle entrate n. 20 del 10 luglio 2020).

Tuttavia, in presenza di specifiche competenze già riconosciute, viene ammessa l’attività di sanificazione svolta anche tramite propri dipendenti o collaboratori.

In tal caso non potendo esibire un certificato vero e proprio, afferma la circolare citata, basterà che la spesa agevolabile sia documentabile da fogli interni all’azienda che provino le ore dedicate a tale attività.

In questo caso, l’ammontare della spesa agevolabile, non potendo essere dimostrata da un documento atto a certificare la stessa, può essere determinata, ad esempio, moltiplicando il costo orario del lavoro del soggetto impegnato a tale attività per le ore effettivamente impiegate nella medesima (documentata mediante fogli di lavoro interni all’azienda).

Oltre che per la sanificazione dell’ambiente il credito è fruibile anche per l’acquisto dei dispositivi individuali agevolati sono rappresentati da mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione, occhiali protettivi, tute di protezione, calzari.

Per questo tipo di spese i beneficiari dovranno conservare la documentazione attestante la conformità dei beni alla normativa europea.

Credito di imposta per la sanificazione (art. 125, Dl n. 34/2020)

Si tratta del credito di imposta riconosciuto nella misura del 60% delle spese per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi finalizzati a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

Rispetto alla precedente formulazione prevista nel Dl n. 18/2020, il Dl Rilancio ha ampliato la platea dei beneficiari, includendo gli enti non commerciali, ha esteso le spese agevolabili ai dispositivi come termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, inclusa l’eventuale installazione, infine aumenta la misura del credito d’imposta che passa dal 50% cento al 60% e il limite massimo fruibile da 20mila a 60mila euro.

Inoltre, l’attuale formulazione del bonus sanificazione non prevede alcuna distinzione in ordine al regime fiscale adottato dai soggetti beneficiari, includendo, al pari del bonus per l’adeguamento dell’ambiente di lavoro, soggetti in regime di vantaggio, in regime forfetario, gli imprenditori e le imprese agricole, sia quelle che determinano per regime naturale il reddito su base catastale, sia quelle che producono reddito d’impresa.

Il bonus riguarda sia l’attività di sanificazione dei locali sia l’acquisto di dispositivi.

La certificazione del professionista

Per la fruizione del credito d’imposta l’attività di sanificazione deve essere certificata da professionisti.

Tuttavia, in presenza di specifiche competenze già riconosciute, viene ammessa l’attività di sanificazione svolta anche tramite propri dipendenti o collaboratori.

In tal caso non potendo esibire un certificato vero e proprio basterà che la spesa agevolabile sia documentabile da fogli interni all’azienda che provino le ore dedicate a tale attività. In questo caso, l’ammontare della spesa agevolabile, non potendo essere dimostrata da un documento atto a certificare la stessa, può essere determinata, ad esempio, moltiplicando il costo orario del lavoro del soggetto impegnato a tale attività per le ore effettivamente impiegate nella medesima (documentata mediante fogli di lavoro interni all’azienda).

Oltre che per la sanificazione dell’ambiente il credito è fruibile anche per l’acquisto dei dispositivi…

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