Agevolazioni prima casa e decadenza dai benefici - Diario Quotidiano del 24 Giugno 2020

Nel DQ del 24 giugno 2020:
NOTIZIA IN EVIDENZA 1) Agevolazioni “prima casa” e decadenza dai benefici: potere di accertamento, decorrenza termine triennale
2) Transfer pricing e consolidato fiscale
3) Agevolazioni prima casa in caso di successione con più eredi
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5) Classificazione degli immobili all’interno del Porto Franco
6) Sanzioni per reati ambientali
7) ISA: Si alla proroga dei termini tributari
8) Arrivano investimenti miliardari alle imprese in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e green
9) Sanità: cumulabilità dei trattamenti pensionistici e quota 100
10) Ecco le istruzioni operative per la gestione dell’indennità pari al trattamento di mobilità in deroga
11) Il “bonus facciate” spetta anche sugli interventi di restauro dei balconi senza interventi sulle facciate
12) Commercialisti & prevenzione della corruzione: attivazione dei servizi per l’acquisizione delle informazioni relative ai piani triennali dal 16 giugno 2020

prima casa decadenza benefici1) Agevolazioni prima casa e decadenza dai benefici: potere di accertamento, decorrenza termine triennale

L’Amministrazione finanziaria deve emettere l’avviso di liquidazione, dell’imposta ordinaria e connessa soprattassa, entro il termine triennale, non dalla registrazione dell’atto, ma dal momento in cui il trasferimento della residenza,inizialmente attuabile, sia poi rimasto ineseguito o ineseguibile, e, dunque, al più tardi, dal 18° mese successivo alla registrazione dell’atto.

Lo ha rimarcato la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 11622 del 16 giugno 2020 che ha cassato la sentenza di merito che aveva fatto decorrere il termine triennale dalla data della stipula dell’atto di trasferimento dell’immobile.

 

La controversia sulle agevolazioni prima casa

La controversia concerne l’impugnazione dell’avviso di liquidazione con il quale l’Ufficio chiedeva il pagamento per intero dell’imposta di registro in revoca dell’agevolazione prima casa chiesta del contribuente che non aveva ottemperato all’obbligo di trasferire nel previsto termine di 18 mesi la sua residenza nel comune nel quale era sito l’immobile acquistato allegando come causa di forza maggiore infiltrazioni d’acqua nel solaio ed allegando che il termine per trasferire la residenza fosse uguale a quello fissato al potere di accertamento dell’Ufficio.

Il ricorso era accolto in primo grado sulla base di una diversa ragione: essere l’Ufficio decaduto dal potere di accertamento essendo trascorso il relativo termine che il giudicante riteneva dovesse decorrere dalla data di registrazione dell’atto di acquisto.

Tanto era confermato in appello con la sentenza in epigrafe avverso la quale l’amministrazione propone ricorso per cassazione con due motivi.

Il contribuente resiste con controricorso.

 

La decisione della Cassazione

Con i due motivi di ricorso, l’Ufficio dell’Agenzia delle entrate contesta, sotto il profilo della vizio di motivazione apparente e della violazione di legge, che sia stata legittimamente riconosciuta nel caso di specie la decadenza facendo decorrere il relativo termine dalla data di registrazione.

Il ricorso del fisco è risultato fondato. Costituisce infatti costante orientamento di questa Corte il principio secondo cui:

«In tema di benefici fiscali c.d. “prima casa”, ed alla stregua di quanto sancito dall’art. 1, nota II bis, comma 1, lett. a), della Tariffa allegata al DPR n. 131 del 1986, il mancato trasferimento della propria residenza, da parte dell’acquirente a titolo oneroso di una casa non di lusso, nel comune ove è ubicato l’immobile, entro 18 mesi dall’acquisto, comporta la decadenza dai suddetti benefici, decorrendo, in tal caso, a carico dell’amministrazione finanziaria per l’emissione dell’avviso di liquidazione dell’imposta ordinaria e connessa soprattassa, il termine triennale di cui all’art. 76, comma 2, del menzionato decreto, non dalla registrazione dell’atto ma dal momento in cui l’invocato proposito di trasferimento della residenza, inizialmente attuabile, sia successivamente rimasto ineseguito o ineseguibile, e, dunque, al più tardi, dal diciottesimo mese successivo alla registrazione dell’atto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva fatto decorrere il termine triennale dalla data della stipula dell’atto di trasferimento dell’immobile)» (Cass. n. 28860 del 2017; Cass. n. 2527 del 2014);

Il ricorso è stato, quindi, accolto e la sentenza impugnata cassata. La causa viene decisa nel merito con il rigetto del ricorso originario del contribuente che viene condannato alle spese della presente fase del giudizio, liquidate in complessivi euro 2.300,00, oltre spese forfettarie e oneri di legge, compensate quelle della fase di merito.

A cura di Vincenzo D’Andò

Mercoledì 24 giugno 2020

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