Professionista forfettario emette fattura all’ente sportivo con imposta di bollo - Diario Quotidiano del 21 febbraio 2020

Nel DQ del 21 Febbraio 2020:
1) Al via la carta bonus per i neo 18 enni
2) CNDCEC: c’è ancora tempo per inviare il questionario antiriciclaggio
3) Redditi SC 2020: nel quadro TR la rateizzazione dell’exit tax
4) Ok alla proroga per il 2020 del termine di richiesta agevolazioni per attività commerciali
5) Per il 2020 si continuano ad applicare i consueti tributi comunali
6) Differimento dei termini sistema UNIEMENS nel settore agricolo
NOTIZIA IN EVIDENZA – 7) Professionista forfettario emette fattura all’ente sportivo con imposta di bollo
8) Il bonus fiscale sulla casa principale spetta solo sul primo box
9) Si applica l’Iva al 4% sui prodotti per api a base di zucchero
10) Nuovo servizio di informazione sul cedolino mensile di pensione

7) Professionista forfettario emette fattura all’ente sportivo con imposta di bollo

professionista forfettario imposta di bolloLa libera professionista, inquadrata nel regime forfettario, la cui attività esercitata ricomprende la conduzione di campagne marketing e altri servizi pubblicitari, anche se collabora in modo continuativo con l’associazione nazionale riconosciuta dal CONI quale ente di promozione sportiva di natura dilettantistica, nel momento in cui emette la sua fattura all’ente sportivo deve applicare l’imposta di bollo.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risposta n. 67 del 20 febbraio 2020, rubricata “Fatture emesse nei confronti delle associazioni riconosciute dal CONI-Imposta di bollo”.

La contribuente, rifacendosi all’articolo 1, comma 646 della legge di bilancio del 2019, che ha esteso l’esenzione dall’imposta di bollo di cui beneficiavano le federazioni sportive egli enti di promozione sportiva anche alle associazioni e società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro, riconosciute dal CONI, voleva sapere se le fatture emesse nei confronti dell’associazione con cui collabora si potessero considerare esenti dall’imposta di bollo.

Ma così non é. In particolare, l’Agenzia delle entrate spiega sulle fatture in questione si applica il contenuto dell’articolo 13, n. 1, della Tariffa allegato A, parte I, annessa al DPR n. 642 del 1972, il quale prevede l’applicazione dell’imposta di bollo nella misura di € 2,00 per ogni esemplare per le “Fatture, note, conti e simili documenti, recanti addebitamenti o accreditamenti, anche non sottoscritti, ma spediti o consegnati pure tramite terzi; ricevute e quietanze rilasciate dal creditore, o da altri per suo conto, a liberazione totale o parziale di una obbligazione pecuniaria“.

Ricordiamo che l’imposta di bollo non è dovuta se la somma non supera € 77,47.

L’obbligo di apporre il contrassegno sulle fatture o ricevute è a carico del soggetto che consegna o spedisce il documento, ovvero, nel caso di specie, a carico del professionista, poiché sugli atti e documenti della parte prima della tariffa, tra i quali rientrano i documenti indicati nell’articolo 13, l’imposta di bollo è dovuta fin dall’origine, vale a dire dal momento della loro formazione.

 

Per ulteriori approfondimenti: Il bollo sulle fatture elettroniche e non, articolo di Salvatore Dammacco

 

A cura di Vincenzo D’Andò

Venerdì 21 Febbraio 2020

 

 

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