Accertamento induttivo e pertinenze TARI: le ultime dalla Giurisprudenza - Diario Quotidiano del 15 Gennaio 2020

Nel DQ del 15 Gennaio 2020:
NOTIZIA IN EVIDENZA – 1) Accertamento induttivo: l’onere della prova ricade sul contribuente
2) Proventi esteri da case da gioco esentasse
3) Investimenti nei Paesi offshore: presunzioni retroattive
4) Costituzione tardiva ammessa nel giudizio tributario ma con dei paletti
NOTIZIA IN EVIDENZA – 5) Pertinenze TARI
6) Videoforum: risposte dell’Agenzia delle entrate
7) Videoforum: risposte della Guardia di Finanza
8) Agevolazioni per la frequenza di asili nido pubblici e privati: rilasciata nuova funzionalità
9) OIC: pubblicata la newsletter di dicembre
10) Redditi e pressione fiscale delle famiglie, shock fiscale ancora non recuperato
11) Dogane: evoluzione del MAU
12) INPS: indennizzo per cessazione attività commerciale

1) Accertamento induttivo: l’onere della prova ricade sul contribuente

 

Nell’ambito di un accertamento induttivo, basato sulla contestazione della percentuale di ricarico, il contribuente ha l’onere di provare, in modo dettagliato ed analitico, perché la sua percentuale sia maggiormente attendibile rispetto a quella proposta dall’amministrazione finanziaria.

A supporto del proprio ragionamento i giudici abruzzesi citano l’insegnamento della Suprema Corte in base al quale:

 

Accertamento induttivo e pertinenze TARI“nel giudizio tributario, una volta contestata dall’Erario l’antieconomicità di una operazione posta in essere dal contribuente cche sia imprenditore commerciale, perché basata su contabilità complessivamente inattendibile in quanto contrastante con i criteri di ragionevolezza, diviene onere del contribuente stesso dimostrare la liceità fiscale della suddetta operazione ed il giudice tributario non può, al riguardo, limitarsi a constatare la regolarità della documentazione cartacea”.
(Cassazione n. 25257/2017).

 

Nel caso di specie la condotta della contribuente nella gestione aziendale appare in evidente contrasto con i normali criteri di economicità dell’attività imprenditoriale, con il comune buonsenso e con le regole basilari della ragionevolezza non avendo, tra l’altro, la stessa fornito né dimostrato eventuali situazioni straordinarie intervenute, ragioni economiche alternative o concorrenti di reale spessore giustificative di una gestione costantemente in perdita.

(CTR Emilia-Romagna: Sentenza del 18/10/2019 n. 1938/11)

 

****

 

5) Pertinenze TARI

 

Pertinenze e regime di applicabilità della parte variabile della TARI.

Ai fini della pertinenza è essenziale la destinazione durevole impressa dal proprietario della cosa al servizio di quella principale.

Alla luce di tale norma contenuta nell’art. 817 del codice civile la CTR lombarda ha respinto l’appello del contribuente già soccombente in primo grado.

Quest’ultimo aveva lamentato che l’imposta gli fosse stata liquidata con duplicazione della parte variabile della TARI sebbene, a suo avviso, la stessa fosse stata già applicata al bene principale.

A sostegno della propria tesi lo stesso citava la circolare MEF, n. 1/DF, 20-11-2017, in base alla quale la quota variabile della TARI non deve essere applicata alla pertinenza se già applicata alla cosa principale.

Nel caso di specie i giudici hanno, in definitiva, ritenuto non meritevole di accoglimento l’appello poiché nell’atto di appello non esistono riferimenti alla destinazione durevole del box al servizio dell’abitazione principale.

(CTR Lombardia: Sentenza del 24/10/2019 n. 4188/24)

 

A cura di Vincenzo D’Andò

Mercoledì 15  Gennaio 2020

 

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