Al via la chiusura d’ufficio delle partite IVA inattive - Diario Quotidiano del 5 Dicembre 2019

Nel DQ del 5 Dicembre 2019:
NOTIZIA IN EVIDENZA – 1) Al via la chiusura d’ufficio delle partite IVA inattive
2) Definita la percentuale del credito d’imposta spettante per il 2019 alle fondazioni di origine bancaria
3) Contrasto alle indebite compensazioni: sanzioni attenuate ora fissate a 250 euro per importi superiori a 5.000
4) Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti e reverse charge manodopera: ecco tutte le novità
6) Lotteria degli scontrini posticipata al 1° luglio 2020, il consumatore potrà segnalare il rifiuto dell’esercente, così verrà incluso nella black list del Fisco

7) Modifiche al regime dell’utilizzo del contante dal 1° luglio 2020
8) Imposta di bollo sulle fatture elettroniche da pagare due volte l’anno
9) Certificazioni fiscali e pagamenti elettronici: il documento di pagamento assolve la funzione di scontrino
10) Credito d’imposta su commissioni pagamenti elettronici dal 1° luglio 2020 non tassabile

1) Al via la chiusura d’ufficio delle partite IVA inattive

Partite Iva inattive: arriva la chiusura d’ufficio, ma prima al contribuente verrà inviata la comunicazione preventiva di chiusura d’ufficio della partita Iva, tramite raccomandata con avviso di ricevimento.

Diario quotidiano di CommercialistaTelematico

L’interessato che dovesse valutare come erronea la comunicazione potrà rivolgersi, entro 60 giorni dalla ricezione, ad un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia, fornendo i necessari chiarimenti sulla propria posizione fiscale, dimostrando, ovvero motivando, di essere ancora “in attività”.

Saranno interessati alla chiusura delle partite IVA inattive coloro che non hanno esercitato, nei tre anni precedenti, attività di impresa o professionali e non hanno presentato dichiarazione di cessazione attività.

Questo per effetto del provvedimento direttoriale del 3 dicembre 2019.

 

Chiusura d’ufficio delle partite Iva inattive da 3 anni

Per garantire l’attuazione dell’articolo 35, comma 15-quinquies, del Dpr n. 633/1972, modificato dall’articolo 7-quater del Dl n. 193/2016, l’Agenzia delle Entrate procede d’ufficio, in modalità centralizzata, alla chiusura delle partite Iva di coloro che sulla base dei dati e degli elementi in suo possesso risultano non aver esercitato, nelle tre annualità precedenti, attività di impresa ovvero attività artistiche o professionali.

Con il provvedimento del 3 dicembre 2019 sono definiti i criteri e le modalità di applicazione della nuova disposizione normativa e le forme di comunicazione preventiva al contribuente.

Le partite Iva vengono individuate sulla base di riscontri automatizzati con le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria, volti a identificare i titolari di partita Iva che nelle tre annualità precedenti non hanno presentato, se dovuta, la dichiarazione Iva o dei redditi di lavoro autonomo o d’impresa.

 

Comunicazione preventiva di chiusura della p. IVA

A chi viene individuato presumibilmente inattivo è inviata la comunicazione preventiva di chiusura d’ufficio della partita Iva, tramite raccomandata con avviso di ricevimento.

Il contribuente che ravvisa nella comunicazione elementi non considerati o valutati erroneamente, può rivolgersi, entro 60 giorni dalla ricezione, ad un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia e fornire chiarimenti sulla propria posizione fiscale di soggetto attivo ai fini Iva.

Per coloro che non sono persone fisiche, se non emerge operatività, verrà estinto contestualmente il codice fiscale.

Anche in questo caso, se l’interessato non ritiene corretta l’operazione, potrà rivolgersi agli uffici delle Entrate per richiederne, motivatamente, la riattivazione.

A questo punto, gli uffici, effettuate le verifiche sulla documentazione prodotta dal contribuente, possono archiviare la comunicazione di chiusura delle partite Iva, mantenendo il soggetto in stato di attività, o rigettare l’istanza con motivato diniego.

Chiusura d’ufficio delle partite IVA inattive (ai sensi dell’articolo 35, comma 15-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dall’articolo 7-quater del decreto-legge del 22 ottobre 2016 n. 193 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225).

 

Diario Quotidiano del 5 Dicembre 2019

a cura di Vincenzo D’Andò

 

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