Adeguamento studi di settore: emendabile con dichiarazione integrativa - Diario Quotidiano del 25 novembre 2019

Nel DQ del 25 Novembre 2019:
1) Compensazioni nel modello F24: si va verso l’attenuazione delle sanzioni tributarie
2) Ultime dalla Cassazione: l’accertamento del ricavo sulle vendite si ottiene dagli scontrini; associazione di professionisti non soggetta ad Inail
3) Aggiornamenti in tema di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi
4) Entrate tributarie degli enti locali: chiarimenti dal MEF sull’efficacia di regolamenti e tariffe
5) MEF: Arrivati i chiarimenti anche sulla TARI, possibili soluzioni sul rimborso da parte dei comuni
6) Settore Industria: rallenta la crescita delle Srl
NOTIZIA IN EVIDENZA – 7) Studi di settore: l’adeguamento emendabile con la dichiarazione dei redditi integrativa
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7) Adeguamento studi di settore: emendabile con la dichiarazione dei redditi integrativa

Diario quotidiano di CommercialistaTelematico

L’adeguamento agli studi di settore é emendabile con la dichiarazione dei redditi integrativa.

Lo dice, sostanzialmente, l’Agenzia delle Entrate, sul notiziario on line del 22 novembre 2019, a commento dell’ordinanza n. 26677 del 21 ottobre 2019 della Corte di Cassazione.

Dunque, il contribuente, nel corso del contenzioso, non può effettuare alcuna modifica se non ha presentato l’apposita dichiarazione integrativa.

Viene, infatti, precisato che

“l’emendabilità della dichiarazione è condizionata dalla presentazione di una dichiarazione integrativa nei termini di legge e, in assenza, resta ferma la manifestazione di volontà espressa dal contribuente nella dichiarazione originariamente presentata”.

 

 

Diverse tesi a confronto in tema di dichiarazione integrativa

Sulla possibilità di modifica della dichiarazione dei redditi vengono rilevate le due seguenti tesi:

La prima considera una “mera esternazione di scienza o di giudizio”, la dichiarazione può essere corretta anche in sede contenziosa, a prescindere dall’eventuale presentazione di una dichiarazione integrativa (Sent. Cass. n. 13378/2016 e n. 2220/2018).

La seconda qualifica la dichiarazione come atto negoziale, nel qual caso non opera il suddetto principio salvo che il contribuente dimostri “l’essenziale ed obiettiva riconoscibilità dell’errore” (così Sent. Cass. 25596/2018).

 

Dichiarazione integrativa: l’adeguamento allo studio di settore non può essere ritrattato oltre i termini

Viene richiamata dai giudici di legittimità la sentenza n. 14550/2018 (favorevole alla tesi dell’Agenzia delle Entrate) che ha affermato che la manifestazione di volontà di voler ritrattare l’opzione per l’adeguamento allo studio di settore, a suo dire avvenuto per errore, è da considerarsi alla stregua di un atto negoziale, “in quanto incide sulla determinazione della base imponibile e sull’entità del tributo da versare, vincolando l’attività di accertamento dell’Ufficio sicché, nell’ipotesi di errore, la stessa è emendabile solo entro il termine di cui all’art. 2, co. 8-bis del D.P.R. 322 del 1998, e non anche nel corso del processo.”

In sostanza, spiega l’Agenzia delle Entrate, trattandosi di dichiarazione integrativa “a favore”, può essere integrata non oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.

Nel caso affrontato, il contribuente non può invocare la modificabilità della dichiarazione presuntivamente errata nel corso del processo.

 

Diario Quotidiano del 25 Novembre 2019

a cura di Vincenzo D’Andò

 

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