Guida alla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi - Diario Quotidiano del 24 Ottobre 2019

Nel DQ del 24 Ottobre 2019:
1) Scuole Guida e IVA e altre di Fisco
2) Tassabili in Italia anche i trust esteri opachi
3) Sportello telematico dell’automobilista al via
4) No alla Brexit almeno entro il 31 ottobre 2019
5) Vendite su ebay non dichiarate: legittimo l’accertamento induttivo
6) Ok all’accertamento fiscale sul raffronto tra registro dei corrispettivi e movimenti rilevati in banca (estratto conto)
NOTIZIA IN EVIDENZA – 7) Memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi: guida delle Entrate
8) Pagamento con buoni pasto: memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, la procedura che consente di evitare la duplicazione del versamento Iva è rimasta immutata
9) Documento commerciale e ventilazione dei corrispettivi: ecco evitare l’indicazione dell’aliquota IVA
10) Chiarimenti in merito alla procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo

7) Memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi: guida delle Entrate

E’ online la guida per operatori di commercio al minuto e attività assimilate non obbligati ad emettere fattura (se non richiesta dal cliente) che devono certificare i corrispettivi tramite memorizzazione e trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate.

Diario quotidiano di CommercialistaTelematicoIn particolare, presso la sede dell’Agenzia delle entrate di via Giorgione, si è tenuto il convegno “I corrispettivi telematici”. L’incontro, a cui hanno partecipato Entrate, Dogane, Mef e Sogei, è stata un’occasione per discutere sulle modalità operative dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi giornalieri e fornire chiarimenti agli operatori interessati al nuovo adempimento, in vigore dallo scorso 1° luglio per i volumi d’affari superiori a 400mila euro alti e destinato a tutti gli operatori a partire dal prossimo  1° gennaio 2020.

E’ stato precisato che non si dovrà più tenere il registro dei corrispettivi e non servirà più conservare le copie dei documenti commerciali rilasciati ai clienti né il libretto di servizio.

In tema di costi da affrontare per l’acquisto del registratore di cassa, il direttore delle Entrate ricorda, poi, il credito d’imposta riconosciuto per ogni apparecchio nella misura del 50% della spesa sostenuta, per un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento. Dal punto di vista pratico non cambia nulla per gli operatori, basta un registratore telematico e una connessione internet attiva e dopo la chiusura della cassa sarà l’RT in automatico a predisporre il file con i dati e trasmetterlo all’Agenzia delle entrate.

Nel novero degli apparecchi ci sono anche le cosiddetter “vending machine”, strumenti automatizzati che erogano prodotti e servizi su richiesta dell’utente, previo pagamento di un corrispettivo.

L’attivazione dei registratori di cassa dovrà passare necessariamente step tecnici: approvazione del modello, censimento, attivazione e messa in servizio. Inoltre, per accedere alla gestione e alla consultazione dei dati l’esercente dovrà accreditarsi. L’accreditamento può avvenire in due fasi, la prima delle quali può essere eseguita dal tecnico in fasi di attivazione dell’RT. Il direttore ha concluso il suo intervento, dedicando un focus ai protocolli di sicurezza e di accesso, elemento fondamentale nei processi di trasformazione digitale, i quali, fissati dalla normativa, mirano a realizzare benefici significativi per gli utenti e per l’amministrazione.

Il registratore telematico é in pratica un registratore di cassa con capacità di connettersi a internet, che assicura l’integrità delle informazioni. L’apparecchio consente di memorizzare la singola operazione e di emettere allo stesso tempo il documento commerciale, come avveniva con il registratore tradizionale. A differenza di quest’ultimo, però, il nuovo strumento, al momento della chiusura di cassa, predispone in automatico il file con i dati dei corrispettivi giornalieri e lo trasmette al sistema dell’Agenzia delle entrate.

A seconda dell’operatività dell’esercente è disponibile la versione portatile o fissa. È importante per gli operatori verificare quanto prima il modello più idoneo e acquistarlo presso i rivenditori autorizzati. In alternativa, è possibile anche adattare il registratore già utilizzato.

E’ stata, infine, ricordata la moratoria per chi non è riuscito a dotarsi in tempo dell’RT che durerà al massimo per sei mesi: gli operatori con volume d’affari superiore a 400mila euro dovranno dotarsi dell’apparecchio entro il 1° gennaio 2020, tutti gli altri entro il 1° luglio 2020.

Riguardo il numero degli operatori già dotati di registratore telematico, è stato rammentato che “ad oggi sono 670mila gli apparecchi censiti tra RT e server, anche se il numero è ancora inferiore alle aspettative”.

(Fonte: Agenzia delle Entrate,…

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