Ricorsi Tributari: attenzione a Notifica ed Appello - Diario Quotidiano del 9 luglio 2019

1) Ricorsi tributari: non valido il deposito della copia per immagine su supporto informatico di documento analogico
2) Ricorsi tributari: nell’atto di appello esposizione dei fatti solo in maniera sintetica
3) Il Codice Antimafia attribuisce al giudice delegato la competenza esclusiva per la verifica dei crediti tributari
4) L’accertamento tributario non può essere notificato al Trust
6) Benefici per gli investimenti in start up e Pmi innovative: Decreto in G.U.
7) Accordi per l’innovazione: ecco come vengono erogate le agevolazioni
8) Garante privacy: Gdpr – progetto dedicato a Pmi, professionisti e consulenti
9) STP: requisiti richiesti per l’iscrizione nella sezione speciale dell’Albo dei Commercialisti
10) Economia degli Enti locali: informativa periodica dei commercialisti

Diario quotidiano di CommercialistaTelematico1) Ricorsi tributari: non valido il deposito della copia per immagine su supporto informatico di documento analogico

Sentenza del 6/06/2019 n. 727/3 della Comm. Trib. Reg. per il Piemonte sull’inammissibilità del deposito telematico di ricorso notificato per posta.
È invalido il deposito con modalità telematica del ricorso cartaceo notificato per posta. Questa la conclusione dei giudici della CTR piemontese che, in linea con quanto già affermato dal giudice di prime cure, hanno respinto l’appello del contribuente. In base all’art. 10 del D.M. n. 163/2013 è, infatti, inammissibile il deposito della copia per immagine su supporto informatico di documento analogico. La stessa, precisano i giudici è, invece ammessa, ai sensi del comma 2 dello stesso articolo, per i soli documenti allegati.

(CTR Piemonte, sentenza n. 727/3 del 6 giugno 2019)

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2) Ricorsi tributari: nell’atto di appello esposizione dei fatti solo in maniera sintetica

L’atto di appello deve rispettare il principio di sinteticità dell’esposizione negli atti processuali.
Questo è il monito che deriva dalla sentenza del 27/05/2019 n. 918/1 della Comm. Trib. Reg. per la Toscana.

Principio di sinteticità nella formulazione dei motivi di impugnazione

È inammissibile l’atto di appello che non rispetti il principio di sinteticità dell’esposizione negli atti processuali. A questa conclusione è giunta la CTR toscana rifacendosi all’orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte secondo il quale “la sommarietà della esposizione prevista a pena di inammissibilità dalla normativa processuale implica un lavoro di sintesi e di selezione dei profili di fatto e di diritto della vicenda sub iudice” (Cass. sent. 15180/2010). Sempre sul punto i giudici fiorentini citano anche la sentenza delle Sezioni Unite n. 5698/2012 nella quale si è sottolineata l’importanza che la sintesi va assumendo nell’ordinamento processuale. Ciò è attestato anche dall’art. 3, n. 2), del codice del processo amministrativo, di cui al d. lgs. 104/2010, il quale prescrive anche alle parti di redigere gli atti in maniera chiara e sintetica. Nel caso di specie l’appello ritenuto inammissibile constava di ben 202 pagine ed era, inoltre, caratterizzato da citazioni normative e di giurisprudenza, nonché di deduzioni la cui pertinenza rispetto all’oggetto non risultava chiaramente individuabile.

(CTR Toscana, sentenza n. 918/1 del 27 maggio 2019)

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