Ritenute non versate: risponde solo il datore di lavoro - Diario quotidiano del 22 maggio 2019

1) Li.pe. Iva 1° trimestre 2019 in scadenza al 31 maggio 2019

2) Ritenute subite ma non versate: risponde solo il datore di lavoro

3) Criteri per compensare le spese nel processo tributario

4) Il mancato pagamento nei termini di crediti pubblici non costituisce causa di forza maggiore

5) Al via “prenota ticket” per fissare l’appuntamento con AdER

6) Regime forfetario: continuano i chiarimenti del fisco

7) Via libera alla definizione agevolata dei PVC anche a fronte dell’irregolare assolvimento dell’Iva

8) Bollo auto: Regioni libere di introdurre esenzioni fiscali

9) Autovalutazione del collegio sindacale: arrivata la norma di comportamento per i commercialisti

10) Altra prassi del fisco del 21 maggio 2019

1) Li.pe. Iva 1° trimestre 2019 in scadenza al 31 maggio 2019

2) Ritenute subite ma non versate: risponde solo il datore di lavoro

3) Criteri per compensare le spese nel processo tributario

4) Il mancato pagamento nei termini di crediti pubblici non costituisce causa di forza maggiore

5) Al via “prenota ticket” per fissare l’appuntamento con AdER

6) Regime forfetario: continuano i chiarimenti del fisco

7) Via libera alla definizione agevolata dei PVC anche a fronte dell’irregolare assolvimento dell’Iva

8) Bollo auto: Regioni libere di introdurre esenzioni fiscali

9) Autovalutazione del collegio sindacale: arrivata la norma di comportamento per i commercialisti

10) Altra prassi del fisco del 21 maggio 2019

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2) Ritenute subite ma non versate: risponde solo il datore di lavoro

Assenza di responsabilità in solido tra sostituito e sostituto quando questi non versa le ritenute operate.

Nel caso in cui il sostituto ometta di versare le somme, per le quali ha però operato le ritenute d’acconto, il sostituito non è tenuto in solido in sede di riscossione, atteso che la responsabilità solidale prevista dall’art. 35 D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 è espressamente condizionata alla circostanza che non siano state effettuate le ritenute”.

Le Sezioni Unite hanno enunciato tale principio in seguito alla rimessione da parte della sezione semplice che aveva ravvisato un contrasto sulla questione della esistenza della solidarietà tra sostituto e sostituito.

L’Agenzia delle Entrate, come motivo di ricorso, addebitava alla CTR di aver errato nel ritenere che il contribuente, avendo ricevuto il corrispettivo al netto della ritenuta d’acconto, dovesse considerarsi “liberato da qualsiasi responsabilità in ordine al versamento della stessa”.

L’Ufficio, aveva, quindi, rivendicato la responsabilità solidale del contribuente con il sostituto ritenendo che la CTR era incorsa in violazione del citato art. 35 D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.

Le Sezioni Unite sono pertanto state chiamate a decidere se, in caso di mancato versamento dell’acconto da parte del sostituto che abbia però operato le ritenute sul corrispettivo, il sostituito sia obbligato in solido con il sostituto ai fini della riscossione ex art. 35 D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.

La conclusione dei giudici di Cassazione, contrariamente alle soluzioni tradizionalmente raggiunte in casi simili (Cass. 12076/2016; 9933/2015; 14033/2006) , è per l’inesistenza della solidarietà secondo quanto spiegato nel principio citato in apertura. (Corte di cassazione: Sentenza n. 10378/SS.UU. del 12/04/2019)

In tema di ritenute non versate leggi anche l’intervento di Nicola Forte.

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