Pace fiscale: rimane ancora tempo per rimediare agli errori - Diario quotidiano del 17 maggio 2019

1) Pace fiscale: chiarimenti a tutto campo, dalle liti definibili al calcolo degli importi

2) Pace fiscale: rimane ancora tempo per rimediare agli errori

3) Sulla vendita di macchinari per emogasanalisi si applica l’Iva nella misura del 22%

4) Modello F24: istituiti i codici tributo per pagare l’addizionale Ires

5) Premio bebé: versione mobile del servizio “Premio Nascita”

6) Indicatori della crisi d’impresa: il Cndcec si rivolge alla Cerved

7) Verso la riapertura della “rottamazione-ter” e nuova tassa sulla casa

8) Accertamento da studi di settore schiacciante nel caso di gravi incongruenze rispetto ai dati dichiarati

1) Pace fiscale: chiarimenti a tutto campo, dalle liti definibili al calcolo degli importi

2) Pace fiscale: rimane ancora tempo per rimediare agli errori

3) Sulla vendita di macchinari per emogasanalisi si applica l’Iva nella misura del 22%

4) Modello F24: istituiti i codici tributo per pagare l’addizionale Ires

5) Premio bebé: versione mobile del servizio “Premio Nascita”

6) Indicatori della crisi d’impresa: Il Cndcec si rivolge alla Cerved

7) Verso la riapertura della “rottamazione-ter” e nuova tassa sulla casa

8) Accertamento da studi di settore schiacciante nel caso di gravi incongruenze rispetto ai dati dichiarati

****

2) Pace fiscale: rimane ancora tempo per rimediare agli errori

Pace fiscale, nella circolare n. 11/2019 l’Agenzia delle entrate illustra l’elenco delle violazioni formali definibili. Per i contribuenti in buona fede c’è più tempo per rimediare agli errori.
Anche in questo caso la sintesi è curata direttamente dalla stessa Amministrazione finanziaria, ovvero dai propri funzionari (comunicati stampa e rivista telematica).
Ok alla definizione agevolata delle violazioni formali anche se non sono state corrette tutte le irregolarità. Più tempo rispetto al termine del 2 marzo 2020 per chi riceve un invito da parte dell’ufficio, che potrà usufruire, in presenza di un giustificato motivo (per esempio se non è riuscito a individuare tutte le violazioni formali commesse) di ulteriori 30 giorni dalla ricezione, ad esempio, di una lettera di compliance per mettersi in regola. Ciò, naturalmente, a patto che abbia provveduto, entro il termine del 31 maggio 2019, al versamento della prima o unica rata. Sono i chiarimenti sulla definizione agevolata delle irregolarità formali (art. 9 Dl n. 119/2018) contenuti nella circolare n 11/E del 2019, che segue il provvedimento del 15 marzo 2019 e la risoluzione n. 37/E del 21 marzo 2019 (con cui è stato istituito il codice tributo da utilizzare per il versamento). In particolare il documento di prassi si sofferma sull’ambito oggettivo di applicazione della misura, elencando le infrazioni, inosservanze e omissioni di natura formale ammesse alla definizione e quelle che – così come le violazioni sostanziali – restano fuori dalla definizione agevolata.

Quali sono le violazioni definibili

La regolarizzazione riguarda le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti di natura formale, commesse, entro il 24 ottobre 2018, in materia di imposta sul valore aggiunto, di imposta sulle attività produttive, imposte dirette e relative addizionali, imposte sostitutive, ritenute alle fonte e crediti d’imposta, che non hanno inciso sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo, ma che possono comunque arrecare pregiudizio all’esercizio dell’attività di controllo. Tra le violazioni definibili rientrano l’omessa o irregolare presentazione delle comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute, la mancata o incompleta restituzione dei questionari inviati dall’Agenzia, la tardiva trasmissione delle dichiarazioni da parte degli intermediari, l’omessa comunicazione della risoluzione del contratto di locazione soggetto a cedolare secca.

Quando è esclusa la regolarizzazione

Sono escluse dalla definizione agevolata le violazioni sostanziali, ossia quelle che hanno inciso sulla determinazione dell’imponibile, dell’imposta o sul pagamento del tributo. Non rientrano nell’ambito di applicazione della definizione: l’omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, in quanto l’omissione rileva ai fini della determinazione della base imponibile anche in assenza di imposta dovuta, l’omessa presentazione del modello F24 con saldo pari a zero, l’indicazione di componenti negativi indeducibili come nell’ipotesi di fatture ricevute a fronte di operazioni oggettivamente inesistenti, la mancata emissione di fatture, ricevute e scontrini fiscali, quando hanno inciso sulla corretta…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it