Il mancato pagamento giustifica l’emissione della nota di credito - Diario quotidiano del 10 maggio 2019

Commercialista Telematico - Software,ebook,videoconferenze1) L’onere della prova della rilevanza reddituale delle movimentazioni bancarie all’estero
2) Corte UE: il mancato pagamento giustifica l’emissione della nota di credito
3) Trasmissione corrispettivi da luglio 2019: per le attività iniziate nel 2019 inviabili per tale anno se più opportuno
4) Piani di risparmio a lungo termine e agevolazioni fiscali: regole attuative
5) Ordini professionali da classificare a valenza associativa
6) Richiesta assegni familiari: arrivate le istruzioni operative
7) Al Commercialista applicabili sanzioni penali anche per il visto leggero
8) E-fattura parcheggio auto: si, ma rimane tutto come prima
9) Definizione agevolata liti tributarie: ok allo scomputo della precedente
10) Forum PA 2019: verso l’obbligatorietà del Processo Tributario Telematico

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2) Corte UE: il mancato pagamento giustifica l’emissione della nota di credito

Corte Ue: l’amministrazione fiscale non può impedire la rettifica dell’Iva. La richiesta della società ceca, sottoposta all’attenzione degli eurogiudici, scaturiva dall’esistenza di crediti vantati nei confronti di un cliente che aveva perso la qualifica di soggetto passivo.
Negare la riduzione della base imponibile in caso di mancato pagamento da parte di un debitore, non più contribuente Iva, viola il principio di proporzionalità dell’imposta sul valore aggiunto, in quanto fa gravare sull’imprenditore l’onere di un importo non ricevuto nell’ambito della sua attività economica (Corte di giustizia, causa C-127/2018).

La domanda di pronuncia pregiudiziale è stata posta nell’ambito di una controversia sorta a seguito del rifiuto dell’Amministrazione finanziaria ceca di accordare la rettifica dell’Iva assolta da una società su crediti non pagati e considerati inesigibili per insolvenza del debitore.

In particolare, la Corte di giustizia europea ha espresso il seguente principio:

L’articolo 90 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, deve essere interpretato nel senso che osta ad una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che prevede che un soggetto passivo non possa procedere alla rettifica della base imponibile ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) in caso di mancato pagamento totale o parziale, da parte del suo debitore, di una somma dovuta a titolo di un’operazione soggetta a tale imposta, se il debitore non è più un soggetto passivo ai fini dell’IVA”.
(Corte di giustizia, sentenza 8 maggio 2019, causa C-127/2018)

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