Sismabonus: il caso delle agevolazioni su immobili che hanno già usufruito dei contributi

L’Agenzia delle Entrate si esprime in merito alle possibili agevolazioni relative a nuovi interventi, posti in essere con scopi antisismici, eseguiti su immobili che già erano stati oggetto di lavori di ripristino e riparazione

Sismabonus: alcuni chiarimenti dall'Agenzia delle EntrateSecondo quanto è stato precisato da parte dell’Agenzia delle Entrate con la risposta ad interpello n. 61 del 19 febbraio u.s. possono essere agevolati ai sensi del cosiddetto “Sismabonus”, di cui all’articolo 1, comma 2 della Legge 11 dicembre 2016, n. 232, anche i nuovi interventi posti in essere con scopi antisismici che sono stati eseguiti su immobili che già erano stati oggetto di lavori di ripristino e riparazione, finanziati con i contributi pubblici concessi a seguito del terremoto verificatosi in Abruzzo nel 2009.

La precisazione resa pubblica da parte dell’Agenzia viene a commento di quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2017 (articolo1, comma 3 della Legge 232/2016 secondo cui “Le detrazioni di cui all’articolo 16, commi 1-bis, 1-ter, 1-quater, 1-quinquies e 1-sexies, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, come modificato dal comma 2 del presente articolo, non sono cumulabili con agevolazioni già spettanti per le medesime finalità sulla base di norme speciali per interventi in aree colpite da eventi sismici”), in base alla quale le detrazioni a valere sulla dichiarazione dei redditi (IRPEF/IRES) che vengono riconosciute per gli interventi di prevenzione sismica degli edifici esistenti (si tratta del cosiddetto “Sismabonus” di cui all’articolo 16, comma da 1-bis ad 1-sexies e comma 2-bis, del Decreto Legge n. 63/2013, convertito con modificazioni nella Legge n. 90/2013), ‘non sono cumulabili con agevolazioni già spettanti per le medesime finalità sulla base di norme speciali per interventi in aree colpite da eventi sismici”.

In particolare, la questione che è stata sottoposta all’Agenzia delle Entrate ha riguardato la possibilità di fruire delle agevolazioni fiscali definite come “Sismabonus” (come noto si tratta della possibilità riconosciuta al contribuente di detrarre dalla dichiarazione dei redditi una percentuale delle spese rimaste a suo carico ed effettivamente sostenute pari al 70% sino ad un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, per interventi che consentano di ridurre il rischio sismico di una classe, all’80% delle spese che sono state sostenute sino ad un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare per interventi che riducano il rischio sismico di due classi.

Per le spese sostenute per interventi antisismici eseguiti su parti comuni di edifici costituiti in condominio spetta una detrazione pari al 75% sino ad un massimo di 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari dell’edificio per interventi che consentano di ridurre il rischio sismico di una classe all’85% delle spese sostenute, sino ad un massimo di 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari dell’edificio, per interventi che consentano di ridurre il rischio sismico di due classi) nell’ipotesi in cui gli interventi antisismici agevolati, consistenti anche nella demolizione e ricostruzione (si veda in proposito nota n. 1), riguardino immobili che siano stati colpiti dal sisma del 2009, sui quali, all’epoca, sono stati eseguiti lavori di mera riparazione dei danni subiti, fruendo del contributo pubblico, senza alcun miglioramento della vulnerabilità sismica della struttura.

Sul punto, l’Agenzia richiama innanzitutto l’Ordinanza n. 60 del 31 luglio 2018 che, relativamente al più recente terremoto del 2016-2017, ha espressamente riconosciuto che il divieto di cumulo, stabilito dalla richiamata norma della legge di Bilancio 2017, non fa comunque venir meno la compatibilità tra la detrazione fiscale ed i contributi pubblici per la ricostruzione privata, cosicchè deve essere ammessa la possibilità di fruire del “Sismabonus” in riferimento alle spese eccedenti l’ammontare del finanziamento pubblico a suo tempo ottenuto.

La compatibilità tra i diversi benefici (detrazione d’imposta e contributi pubblici) trova la propria ragione d’essere nel presupposto che essi vengono applicati su spese che si riferiscono ad ambiti differenti.

Difatti, in linea generale, il contributo pubblico va a coprire gli interventi indispensabili per il ripristino dell’edificio, mentre la detrazione dall’imposta ha lo scopo di consentire la realizzazione di interventi ulteriori, che consentano il raggiungimento di una classificazione sismica più adeguata alle esigenze di prevenzione. In questo senso, così come viene affermato da parte della stessa Agenzia delle Entrate, la finalità di riqualificazione del patrimonio edilizio in chiave antisismica (posta a fondamento della detrazione fiscale) non viene meno in presenza di un precedente finanziamento ricevuto per la ricostruzione di immobili che siano già stati colpiti dal terremoto, a maggior ragione se il contributo è stato erogato nel periodo compreso tra il 2009 ed  il 2010 per riparare i danni all’epoca causati dall’evento sismico.

Al di là del caso specifico di cui all’interpello n. 61 del 19 febbraio u.s. che è stato affrontato nella Risposta in commento, si ritiene che, in tal modo, l’Agenzia abbia voluto generalizzare il principio di compatibilità disposto dalla citata Ordinanza n. 60/2018, ogni volta in cui si sia in presenza di contributi pubblici, ancorché erogati per la ricostruzione/riparazione di immobili già danneggiati dal terremoto e sempre che le spese che sono state sostenute per la realizzazione degli interventi antisismici siano superiori all’ammontare del contributo già ottenuto (la detrazione, infatti, deve essere calcolata solo sulle spese effettivamente rimaste a carico del contribuente, in quanto eccedenti quello che è stato l’importo del medesimo finanziamento pubblico).

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Note

Nota n. 1: Si ricorda che gli interventi di demolizione e ricostruzione senza aumento di volumetria, che integrino la qualifica di ”ristrutturazione edilizia”, in base all’articolo 3, comma 1, lettera d) del DPR n. 380/2001, sono stati già espressamente ammessi al “Sismabonus” da parte delll’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione del 27 aprile 2018 n. 34 emanata dalla  Direzione Centrale Coordinamento Normativo e titolata “Interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n.212- Riconducibilità degli interventi di demolizione e ricostruzione tra gli interventi relativi alla adozione di misure antisismiche per le quali è possibile fruire della detrazione di imposta ai sensi dell’art. 16 del Decreto Legge 4 giugno 2013, n. 63” e con la più recente Risposta ad interpello n.131/2018.

Massimo Pipino

16 marzo 2019

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