Sismabonus: alcuni chiarimenti dall'Agenzia delle Entrate

Sismabonus: alcuni chiarimenti dall'Agenzia delle EntratePer poter fruire delle detrazioni fiscali previste dal cosiddetto “Sismabonus”, di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), n. 2), della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di bilancio 2017) è necessario che, su iniziativa del contribuente, le procedure autorizzatorie dell’intervento agevolato siano state avviate a partire dal 1° gennaio 2017.

Tuttavia, nei casi più incerti di procedimenti presentati a fine 2016 ed integrati nel 2017, è possibile richiedere all’ufficio tecnico comunale l’attestazione in merito all’effettiva data di inizio della procedura. Inoltre, nell’ipotesi di interventi di ristrutturazione (così come viene individuata dall’articolo 3, comma 1, lettera c) del DPR n. 380/2001) posti in essere in chiave antisismica, che comportino anche una variazione del numero delle unità immobiliari di cui è composto l’edificio, il limite massimo delle spese detraibili, che è pari a 96.000 euro, deve riferirsi alla situazione antecedente ai lavori per i quali il contribuente chiede l’agevolazione.

Per quanto invece riguarda il deposito dell’asseverazione relativa alla classe di rischio sismico precedente all’intervento ed a quella raggiungibile a fine lavori è necessario che sia accompagnata dal titolo edilizio abilitativo dei lavori antisismici. In caso di deposito dell’asseverazione in un momento successivo alla denuncia di inizio lavori, l’agevolazione non viene riconosciuta.

Questi, in estrema sintesi, i principali chiarimenti forniti il 19 febbraio u.s. dall’Agenzia delle Entrate nelle Risposte ad interpelli presentati dai contribuenti n.62 e 64. Procediamo ad esaminare separatamente i due interpelli.

Interpello n. 62/2019

Nell’interpello n. 62/2019 viene affrontato il caso specifico relativo alla realizzazione di diversi lavori di ristrutturazione, consistenti anche in opere di demolizione e ricostruzione, eseguiti su un complesso immobiliare ex rurale, composto da 3 distinti edifici, sui quali un unico soggetto (il contribuente beneficiario della detrazione) risulta essere titolare del diritto di usufrutto di cui all’articolo 981 del Codice civile.

In particolare, gli interventi di ristrutturazione sono oggetto di 2 stralci, il primo riguardante 2 edifici (A e B) ed il secondo relativo all’altro fabbricato (C) facente parte del medesimo complesso immobiliare. Il primo blocco dei lavori è autorizzato da una SCIA presentata al Comune il 26 novembre 2016 ed oggetto di variazione in data 26 gennaio 2017, con inizio effettivo dell’intervento l’11 luglio 2017.

Nello specifico, i lavori eseguiti riguardano:

  • l’edificio A, originariamente composto da 2 unità immobiliari (un’abitazione ed una stalla/fienile), che, a seguito dei lavori, sarà composto da 3 diverse unità tutte a destinazione residenziale;
  • l’edificio B, in origine destinato a portico/fienile, che, al termine dei lavori, verrà destinato a servizi comuni ai 3 alloggi situati nel fabbricato A (in particolare, deposito per biciclette, rimessaggio invernale per le piante e deposito/acetaia).

Il quesito oggetto dell’interpello consiste appunto nell’individuazione delle corrette modalità di identificazione della data di avvio delle procedure di autorizzazione.

Sul punto, l’Agenzia fornisce le seguenti precisazioni: al fine di determinare con esattezza la data in cui è stato avviato il procedimento autorizzativo degli interventi edilizi, che ai fini del “Sismabonus” di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), n. 2), della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di bilancio 2017), deve essere successiva al 1° gennaio 2017 (si veda in proposito l’articolo 16, comma 1-bis, del Decreto Legge n. 63/2013, convertito con modifiche nella Legge 90/2013 e la Circolare del 27 aprile 2018 n. 7 emanata da parte dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Coordinamento Normativo e titolata Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2017: spese che danno diritto a…

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