Chiusura della partita IVA del professionista deceduto: complicazioni fiscali - Diario quotidiano del 13 marzo 2019

1) Dal fisco inviti alla compliance anche per i privati cittadini
2) L’erede deve chiudere la partita Iva dell’ex professionista entro 6 mesi, salvo deroga
3) Detrazioni fiscali per l’efficienza energetica: invio con il sito ENEA 2019 entro 90 giorni
4) Modelli 730-4 resi disponibili con il provvedimento delle Entrate
5) Ecco come pagare il saldo Iva 2018 oltre il 18 marzo 2019
6) La truffa dell’Iban applicata alla fatturazione elettronica

Chiusura della partita IVA del professionista deceduto: complicazioni fiscali - Diario quotidiano del 13 marzo 20191) Dal fisco inviti alla compliance anche per i cittadini

2) L’erede deve chiudere la partita Iva dell’ex professionista entro 6 mesi, salvo deroga

3) Detrazioni fiscali per l’efficienza energetica: invio con il sito ENEA 2019 entro 90 giorni

4) Modelli 730-4 resi disponibili con il provvedimento delle Entrate

5) Ecco come pagare il saldo Iva 2018 oltre il 18 marzo 2019

6) La truffa dell’Iban applicata alla fatturazione elettronica

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2) L’erede deve chiudere la partita Iva dell’ex professionista entro 6 mesi, salvo deroga

Chiusura della partita IVA del contribuente deceduto da parte degli eredi entro sei mesi dalla data della sua morte.

E’ anche possibile anticipare la fatturazione delle prestazioni rese dal de cuius e di chiudere la partita IVA, salvo, in tale evenienza, computare nell’ultima dichiarazione annuale IVA “anche le operazioni indicate nel quinto comma dell’articolo 6, per le quali non si è verificata l’esigibilità dell’imposta” (così l’articolo 35 comma 4 del decreto IVA), ossia anticipare l’esigibilità rispetto al momento dell’effettivo incasso.

Come spiega l’Agenzia delle entrate, nella risoluzione n. 34/E del 11 marzo 2019, in presenza di fatture da incassare o prestazioni da fatturare, gli eredi non possono chiudere la partita IVA del professionista defunto sino a quando non viene incassata l’ultima parcella.

Pertanto, al verificarsi di talune condizioni (fatture ad esigibilità differita da incassare oppure fatture da emettere) viene ammessa la deroga a quanto stabilito dall’articolo 35-bis del D.P.R. n. 633 del 1972 che dispone la chiusura della partita IVA del contribuente deceduto da parte degli eredi entro sei mesi dalla data della sua morte.

L’Agenzia ritiene, altresì, che una lettura sistematica dell’articolo 35-bis del citato D.P.R., consenta di applicare anche alla figura del professionista quanto disposto dal comma 2, secondo cui “Resta ferma la disciplina stabilita dal presente decreto per le operazioni effettuate, anche ai fini della liquidazione dell’azienda, dagli eredi dell’imprenditore”.

Resta, peraltro, salva per l’istante la possibilità anticipare la fatturazione delle prestazioni rese dal de cuius e di chiudere la partita IVA, salvo, in tale evenienza, computare nell’ultima dichiarazione annuale IVA “anche le operazioni indicate nel quinto comma dell’articolo 6, per le quali non si è verificata l’esigibilità dell’imposta” (così l’articolo 35 comma 4 del decreto IVA), ossia anticipare l’esigibilità rispetto al momento dell’effettivo incasso.

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