Notifica degli atti tributari: novità dalla giurisprudenza - Diario quotidiano del 7 agosto 2018

1) Sisma: a chi indirizzare le istanze per richiedere il rimborso del canone TV

2) Sgravio contributivo per la conciliazione tra vita professionale e privata

3) Procedimento penale e prescrizione triennale dei dazi

4) Notifica del ricorso via PEC sempre valida

5) Al vaglio della Consulta la notifica degli atti a mezzo raccomandata postale

6) Regime pro “rimpatriati”: nuovi chiarimenti

7) Zona franca sisma Centro Italia: ok a nuovi elenchi di beneficiari

8) Entrate tributarie: nel primo semestre 2018 gettito a 198,5 miliardi

9) Pianificazione dei patrimoni: nuova sfida per i commercialisti

10) Milleproroghe: ok Senato con 148 sì, passa alla Camera

*****

-) Notifica del ricorso via PEC sempre valida

Sempre valida la notifica via PEC del ricorso in appello indipendentemente dalle modalità di notifica utilizzate in primo grado.

La notifica a mezzo pec dell’appello è valida se intervenuta successivamente all’istituzione del Processo Tributario Telematico, anche se tali modalità di notifica e deposito non erano valide al momento del ricorso di I grado.

Secondo i giudici abruzzesi per il giudizio d’appello con l’entrata in vigore del PTT “non valgono le regole vigenti all’epoca del giudizio di primo grado, quando tale modalità non era ancora attiva”.

(Comm. Trib. Reg. per l’Abruzzo, sentenza n. 618/1 del 07/06/2018)

****

-) Al vaglio della Consulta la notifica degli atti a mezzo raccomandata postale

La Consulta viene invitata a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale delle disposizioni che consentono agli enti impositori e agli uffici finanziari o concessionari di riscossione di utilizzare una forma di notificazione degli atti impositivi priva delle garanzie previste dalla legge n. 890/1982 per la fase di consegna del plico.

Nello specifico le norme sulla cui legittimità costituzionale ha dubitato la CTR Campania sono l’art. 14 legge n. 890/1982 (come modificato dall’art. 20 legge n. 146 del 1998) e l’art. 1 comma 161 legge n. 296/2006 nella parte in cui, ammettendo la notificazione diretta degli atti impositivi e dei ruoli da parte degli Uffici finanziari erariali e locali nonché degli enti di riscossione a mezzo servizio postale di raccomandata con ricevuta di ritorno, escludono l’applicazione delle modalità di cui alla legge n. 890/1982.

Quest’ultima norma, applicabile alle sole notificazioni a mezzo ufficiale giudiziario, messo comunale o speciale, offre, in effetti, una serie di garanzie circa l’ordine e i presupposti delle persone cui consegnare il plico, sconosciute alla notificazione degli atti impositivi e dei ruoli a mezzo servizio postale di raccomandata con ricevuta di ritorno. I giudici campani hanno ritenuto non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale delle su citate norme ed hanno, dunque, operato il rinvio alla Corte Costituzionale perché giudichi la legittimità delle stesse alla stregua degli articoli 3, 24, 23, 97, 111 e 6 Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e 11 della Costituzione.

(Comm. Trib. Reg. per la Campania: Ordinanza n. 95/6 del 10/11/2017)

Per tutti gli articoli sulla notifica degli atti tributari clicca qui

CONTINUA… LEGGI LA VERSIONE INTEGRALE DEL DIARIO (19 pagine) NEL PDF QUI SOTTO

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it