Breve esame delle agevolazioni per edilizia e settore immobiliare

Breve esame delle agevolazioni per edilizia e settore immobiliareCon la Legge di Bilancio 2019, che ha concluso il suo ciclo di approvazione in extremis per evitare l’esercizio provvisorio, il legislatore ha prorogato la vigenza dei provvedimenti agevolativi per il settore delle costruzioni consistenti nelle detrazioni per gli interventi di recupero degli edifici residenziali, nel cosiddettoecobonus (le detrazioni IRPEF/IRES per gli interventi finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica degli edifici esistenti) e nel “sismabonus”. Tra le agevolazioni è da registrarsi anche il raddoppio della deducibilità dell’IMU per imprese e professionisti e l’estensione della cedolare secca alle locazioni commerciali. La Legge di Bilancio per il 2019 propone quindi un quadro che è sì abbastanza variegato, ma non particolarmente innovativo, in materia di fiscalità del settore edilizio-immobiliare. Ma vediamo in dettaglio i provvedimenti in parola.

Il quadro degli incentivi fiscali per gli interventi edilizi per il 2019

Detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente

Con la Legge di Bilancio per il 2019 viene prorogata di un altro anno (sino al 31 dicembre 2019) la detrazione ai fini IRPEF (si tratta di una agevolazione accessibile alle sole persone fisiche, agli imprenditori individuali ed ai soggetti indicati nell’articolo 5 del TUIR, che producono redditi in forma associata ovvero società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari) prevista dall’articolo 16-bis TUIR, mantenendo il tetto di detraibilità al 50% da calcolare su di un monte il cui ammontare massimo è pari a 96.000 euro (la Legge di Bilancio per il 2018 aveva previsto una riduzione del tetto di detraibilità al 36% e del monte su cui calcolare la detrazione a 36.000 euro).

Restano invariate sia le previsioni circa le fattispecie agevolabili, ovvero interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, recupero e restauro conservativo di cui all’articolo 3, comma 1, lettere a), b) c) e d) del D.P.R. n. 380/2001 (con l’avvertenza secondo cui gli interventi di manutenzione ordinaria sono agevolabili solo se posti in essere sulle parti comuni di immobili residenziali costituiti in condominio), sia quelle in riferimento ai soggetti che possono usufruire della detrazione IRPEF ovvero proprietari o nudi proprietari, titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), locatari o comodatari, soci di cooperative divise e indivise, imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce. soggetti indicati nell’articolo 5 del TUIR, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese, il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado), il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge, il componente dell’unione civile di cui alla Legge n. 76/2016, il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

Nulla cambia rispetto alla situazione precedente anche sotto il punto di vista delle modalità di pagamento delle fatture derivanti dalle prestazioni finalizzate alla realizzazione degli interventi agevolati, pagamenti che devono essere effettuati tramite bonifici bancari o postali recanti nella causale gli estremi normativi in base ai quali verrà usufruita l’agevolazione. Tale prescrizione è indispensabile in quanto indispensabile per gli Istituti bancari e le Poste Italiane Spa al fine di operare…

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