Stop alle schede carburante false! – Le novità sul modello della dichiarazione Iva 2018 – Diario quotidiano 19 dicembre 2017

Pubblicato il 19 dicembre 2017



1) Saggio degli interessi legali sale allo 0,30% dal 2018
2) Scissione dei pagamenti art. 17-ter DPR n. 633/72: versamento dell’acconto IVA
3) Fisco, nuovi tentativi di phishing via posta elettronica
4) Aggiornato il modello per la Tobin tax
5) Esonero canone TV per il 2018
6) Le novità sul modello della dichiarazione Iva 2018 e nuovo calendario fiscale - stop alle schede carburante false
7) Voucher digitalizzazione: domande dal 30 gennaio 2018
8) Iper ammortamento: online le istruzioni per la perizia da redigere entro fine anno
9) Studi di settore: online il software “Segnalazioni web 2017”
10) Online i Quaderni dell’Osservatorio: l’approfondimento tematico delle Entrate sul mercato immobiliare

1) Saggio degli interessi legali sale allo 0,30% dall'1/1/2018

2) Scissione dei pagamenti art. 17-ter DPR n. 633/72: versamento dell’acconto IVA

3) Fisco, nuovi tentativi di phishing via posta elettronica

4) Aggiornato il modello per la Tobin tax

5) Esonero canone TV per il 2018: domanda entro fine anno, oppure rimborsi se entro il 31 gennaio 2018

6) Le novità sul modello della dichiarazione Iva 2018 e nuovo calendario fiscale - stop alle schede carburante

7) Voucher digitalizzazione: domande dal 30 gennaio 2018

8) Iper ammortamento: online le istruzioni per la perizia da redigere entro fine anno

9) Studi di settore: online il software “Segnalazioni web 2017”

10) Online i Quaderni dell’Osservatorio: l’approfondimento tematico delle Entrate sul mercato immobiliare

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1) Saggio degli interessi legali sale allo 0,30% dal 2018

A partire dal 1° gennaio 2018, la misura del saggio degli interessi legali (di cui all’art. 1284 del codice civile) è stata fissata nella misura del 0,30% annua.

Il Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 13 dicembre 2017 in Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15 dicembre 2017 procede, infatti, a modificare il saggio di interesse legale.

Come si ricorderà il Decreto 7 dicembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 291 del 14 dicembre 2016, aveva fissato la misura del saggio degli interessi legali allo 0,10% per cento in ragione d’anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2017.

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2) Scissione dei pagamenti art. 17-ter DPR n. 633/72: versamento dell’acconto IVA

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato la circolare n. 28/E del 15 dicembre 2017 sulla scissione dei pagamenti art. 17-ter DPR n. 633 del 1972 – versamento dell’acconto IVA art. 6, comma 2, della L. 29 dicembre 1990, n. 405.

A seguito di chiarimenti (richiesti in merito all’assolvimento, da parte dei soggetti riconducibili nell’ambito soggettivo di applicazione della scissione dei pagamenti di cui all’art. 17-ter del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, dell’obbligo di versamento dell’acconto dell’imposta sul valore aggiunto di cui all’art. 6, comma 2, della L. 29 dicembre 1990, n. 405), l’Agenzia si è soffermata sui seguenti argomenti:

- Acconto Iva;

- acconto Iva per i soggetti in scissione dei pagamenti;

- acconto Iva 2017 per i soggetti in scissione dei pagamenti;

- soggetti del comma 01;

- soggetti del comma 1.

Ai fini dell’acconto IVA, che dovrà essere determinato secondo uno dei metodi (storico, previsionale o effettivo) previsti dalla specifica disciplina, le PA e Società soggetti passivi IVA dovranno tenere conto dell’imposta versata all’Erario nell’ambito della scissione dei pagamenti ossia, dell’imposta versata direttamente (soggetti di cui al comma 01 dell’art. 5 del DM) ovvero dell’imposta versata a seguito della liquidazione periodica (soggetti di cui al comma 1 dell’art. 5 del DM).

In proposito, viene precisato che l’acconto IVA dovrà essere determinato unitariamente e, pertanto, i soggetti interessati dovranno versare un unico acconto che tenga conto anche dell’imposta dovuta nell’ambito della scissione dei pagamenti.

Soggetti del comma 01

Le PA e Società che, ai sensi dell’art. 5, comma 01 del DM 23 gennaio 2015, versano separatamente l’imposta dovuta ai sensi dell’art. 17-ter del DPR n. 633 del 1972, ove decidano di determinare l’acconto IVA con il metodo storico, dovranno effettuare un versamento unitario computando nella base di calcolo determinata secondo le regole sopra richiamate, l’ammontare dell’imposta da scissione dei pagamenti divenuta esigibile nel mese di novembre 2017, ovvero, in caso di liquidazione trimestrale, nel terzo trimestre del 2017.

Soggetti del comma 1

Le PA e Società che, invece, provvedono, ai sensi del comma 1 dell’art. 5 del DM, alla doppia annotazione delle fatture di acquisto, nei registri di cui all’art. 23 e 25 del DPR n. 633 del 1972, dovranno determinare analogamente l’acconto IVA computando nella base di calcolo determinata secondo le regole ordinarie, l’ammontare dell’imposta da scissione dei pagamenti divenuta esigibile nel mese di novembre 2017, ovvero, in caso di liquidazione trimestrale, nel terzo trimestre del 2017.

Modalità di calcolo dell’acconto Iva

In particolare, vengono chiarite le modalità di calcolo dell’acconto Iva che dovrà essere versato entro il prossimo 27 dicembre in relazione ai soggetti passivi Iva che dal 1° luglio 2017 sono riconducibili nell’ambito della disciplina della scissione dei pagamenti (articolo 17-ter, Dpr 633/1972). Per tali contribuenti, le modalità di calcolo dell’acconto sono influenzate dalla speciale disciplina di cui al Dm 23 gennaio 2015, come modificato dai decreti ministeriali 27 giugno e 13 luglio 2017, applicabile alle operazioni riconducibili nell’ambito oggettivo della predetta scissione dei pagamenti.

Il documento di prassi, che completa i primi chiarimenti già resi con la circolare n. 27/2017 rammenta, preliminarmente, i presupposti e i metodi di determinazione dell’acconto Iva di cui all’articolo 6, comma 2, della legge 405/1990, per poi soffermarsi sulle regole che i soggetti “split payment” dovranno seguire, in generale, nel determinare l’acconto, nonché, in particolare, quello per il 2017. La circolare spiega che, ai fini della determinazione della base di calcolo dell’acconto Iva, tutti i contribuenti “split payment” dovranno tenere conto dell’imposta versata nell’ambito della scissione dei pagamenti, a prescindere dalla circostanza che gli stessi optino per il versamento diretto all’Erario (articolo 5, comma 01, Dm 23 gennaio 2015) ovvero per la doppia annotazione delle fatture di acquisto (articolo 5, comma 1), nei registri di cui agli articoli 23 e 25 del Dpr 633/1972. Ciò, alla luce della relazione illustrativa del Dm 27 giugno 2017, che secondo l’Agenzia evidenzia l’intenzione del legislatore, e, coerentemente, alla circostanza che la scelta delle modalità di versamento dell’imposta, nell’ambito della scissione dei pagamenti, non può comportare differenze di trattamento sostanziali. Con particolare riguardo all’acconto Iva dovuto per il 2017, sottolinea l’Agenzia, il Dm 27 giugno 2017 ha introdotto una disposizione speciale di prima applicazione, in riferimento al solo metodo storico di determinazione dell’acconto. Questo, in considerazione che la nuova disciplina dello “split payment” è entrata in vigore in corso d’anno (1° luglio 2017). Si tratta dell’articolo 2, comma 4, del Dm 27 giugno 2017, che comporta, in caso di applicazione del metodo storico, che:

- coloro che versano l’imposta ai sensi del nuovo comma 01 dell’articolo 5 del Dm 23 gennaio 2015 dovranno operare un ulteriore versamento di acconto determinato sulla base dell’ammontare dell’imposta divenuta esigibile nel mese di novembre 2017 (ovvero, nell’ipotesi di liquidazione trimestrale, nel terzo trimestre del 2017)

- i soggetti che annotano le fatture ai sensi del comma 1 dello stesso articolo 5, altresì, dovranno determinare l’acconto sulla base di calcolo come definita per la categoria di contribuenti cui appartengono (mensile, trimestrale, eccetera); a tale base dovrà essere aggiunto l’ammontare dell’imposta divenuta esigibile nel mese di novembre 2017 (per i contribuenti con liquidazione mensile), ovvero, in caso di liquidazione trimestrale, nel terzo trimestre del 2017. Un importante chiarimento fornito dalla circolare riguarda le ipotesi in cui il soggetto passivo, nell’anno 2016, non era stato tenuto a effettuare alcun versamento, in quanto nei periodi di riferimento evidenziava un’eccedenza detraibile, nel calcolare l’acconto Iva dovuto per l’anno 2017.
In tali casi, precisa l’Agenzia, il contribuente potrà tenere conto di tale eccedenza e, pertanto, la base di calcolo sarà pari alla somma algebrica dell’ammontare:
- dell’imposta relativa ad acquisti di beni e servizi assoggettati alla scissione dei pagamenti divenuta esigibile nel mese di novembre 2017 ovvero nel terzo trimestre 2017

- dell’eccedenza detraibile relativa al mese di dicembre 2016 o del quarto trimestre 2016 ovvero risultante in sede di dichiarazione Iva (trimestrale per opzione) relativa al periodo d’imposta 2016. Dagli esempi che la circolare fornisce si ricava, quindi, che in caso di determinazione dell’acconto con metodo storico, nell’ipotesi in cui il contribuente abbia un’eccedenza detraibile relativa all’anno 2016 superiore all’imposta relativa ad acquisti di beni e servizi assoggettati alla scissione dei pagamenti, divenuta esigibile nel mese di novembre 2017 ovvero nel terzo trimestre 2017, non dovrà versare alcun acconto per il 2017. Infine, la circolare chiarisce che le speciali modalità di calcolo dell’acconto Iva per l’anno in corso, ove determinato con metodo storico, riguardano solo i soggetti che dal 1° luglio 2017 sono riconducibili nell’ambito soggettivo della scissione dei pagamenti.

Le pubbliche amministrazioni che dal 1° gennaio 2015 applicano la scissione dei pagamenti, ai fini della determinazione dell’acconto dovuto nel mese di dicembre 2017, ove determinato con metodo storico, non dovranno, invece, fare riferimento all’imposta divenuta esigibile nel mese di novembre 2017 ovvero nel terzo trimestre 2017, in quanto tali soggetti tengono già conto, nelle liquidazioni relative al 2016, dell’imposta assoggettata al meccanismo dello “split payment”.

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3) Fisco, nuovi tentativi di phishing via posta elettronica

L’Agenzia raccomanda di non aprire e cestinare le false mail.

Attenzione alle mail truffa inviate in nome dell’Agenzia delle Entrate. Negli ultimi giorni, infatti, sono tornate a circolare delle false mail che invitano gli utenti ad aprire un collegamento presente in un allegato che fa scaricare, in realtà, un virus informatico.

Le mail in questione non provengono da un indirizzo direttamente collegato all’Agenzia. Al loro interno si fa riferimento ad un generico riesame della dichiarazione dei redditi che comporta il pagamento di una multa. Nel file allegato, invece, che riporta l’intestazione della Direzione Centrale Accertamento delle Entrate, si invita a cliccare su un link che fa partire il download di un programma infetto.

L’Agenzia raccomanda ai cittadini che hanno ricevuto questa mail di eliminarla e di non cliccare sui collegamenti presenti in essa o nei suoi allegati.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 201 del 15 dicembre 2017)

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4) Aggiornato il modello per la Tobin tax

Un modello per la Tobin tax in veste rinnovata. Cambia, infatti, la dichiarazione dell’imposta sulle transazioni finanziarie.

E’ stato approvato dall’Agenzia delle entrate con il provvedimento 15 dicembre 2017, insieme alle relative istruzioni e alle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati in esso contenuti.

Deve essere presentato in via telematica direttamente dai responsabili del versamento del tributo abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate o dagli intermediari incaricati.

Lo schema di dichiarazione “ristrutturato” sostituisce, a decorrere dal 1° gennaio 2018, il precedente modello approvato con provvedimento del direttore dell’Agenzia del 4 gennaio 2017, per tenere conto delle modifiche dei prospetti delle operazioni descritte ai commi 491 e 492 dell’articolo 1 della legge 228/2012, apportate con provvedimento 9 marzo 2017.

Il Modello FTT va presentato in via telematica direttamente dai responsabili del versamento del tributo abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia (banche, imprese di investimento, eccetera – anche non residenti nel territorio dello Stato) o dagli intermediari incaricati o, ancora, dalla Società di gestione accentrata (articolo 80 del Tuf), alla quale sia stata conferita apposita delega.

In particolare, gli incaricati della trasmissione telematica devono rilasciare all’interessato un esemplare del modello inviato e copia della comunicazione dell’Agenzia delle entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento e che costituisce la dimostrazione dell’avvenuta presentazione. In merito ai non residenti, questi possono avvalersi, per l’adempimento, di una stabile organizzazione in Italia o di un rappresentante fiscale oppure possono provvedervi direttamente, mediante invio dall’estero. In quest’ultimo caso, in deroga alla trasmissione telematica, l’adempimento può avvenire tramite raccomandata o altro mezzo equivalente da cui risulti con certezza la data di spedizione. In tale ipotesi, il modello va inserito in una busta di dimensioni idonee a contenerlo senza piegarlo. La busta va indirizzata all’Agenzia delle entrate – Centro operativo di Venezia, via Giorgio De Marchi 16 – 30175 Marghera (VE) – Italia e su di essa vanno indicati il codice fiscale del dichiarante e la dicitura “Contiene dichiarazione Modello FTT”. Gli importi da indicare nel modello vanno espressi con arrotondamento all’unità di euro secondo il criterio matematico: per eccesso, se la frazione decimale è pari o superiore a 50 centesimi di euro; per difetto, se inferiore a tale limite.

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5) Esonero canone TV per il 2018: domanda entro fine anno, oppure rimborsi se entro il 31 gennaio 2018

Fisco: per non pagare canone Rai dichiarazione entro fine dell’anno.

Agenzia delle Entrate, tempo fino al 31 gennaio 2018 ma così si evitano rimborsi.

I cittadini che non sono in possesso di un apparecchio televisivo possono comunicarlo all'Agenzia delle Entrate fino al 31 gennaio 2018, utilizzando il modello di dichiarazione sostitutiva di non detenzione, disponibile online. Tuttavia, dal momento che la prima rata del canone tv per l'anno 2018 scatta già a partire da gennaio, per evitare il primo addebito - e quindi di dover poi richiedere il rimborso - è preferibile presentare la dichiarazione sostitutiva in via telematica entro la fine di dicembre (o entro il 20 dicembre se viene presentata per posta in forma cartacea). Lo fa sapere l'Agenzia delle Entrate con una nota. La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto la presunzione di detenzione dell'apparecchio tv nel caso in cui esista un'utenza elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica e ha previsto che, per i titolari di una utenza elettrica di tipo residenziale, il pagamento del canone tv per uso privato avvenga mediante addebito sulla bolletta elettrica, in 10 rate mensili.

Per superare questa presunzione ed evitare quindi l'addebito in fattura, i cittadini che non possiedono l'apparecchio televisivo devono presentare una dichiarazione sostitutiva all'Agenzia delle Entrate, con cui dichiarano che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di un'utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv (da parte del dichiarante stesso o di altro componente della famiglia anagrafica). Il modello può essere utilizzato anche da un erede per dichiarare che nell'abitazione in cui l'utenza elettrica è ancora temporaneamente intestata a un soggetto deceduto, non è presente alcun apparecchio tv. Il modello di dichiarazione sostitutiva è disponibile sui siti internet dell'Agenzia delle Entrate e della Rai. Nei casi in cui non sia possibile l'invio telematico, è prevista la presentazione del modello, insieme a un valido documento di riconoscimento, tramite servizio postale, in plico raccomandato senza busta all'indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. - Sportello abbonamenti tv - Casella Postale 22 - 10121 Torino. La dichiarazione sostitutiva può essere presentata anche tramite posta elettronica certificata. La dichiarazione di non detenzione ha validità annuale.

(Agenzia delle entrate, comunicato del 16 dicembre 2017)


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6) Le novità sul modello della dichiarazione Iva 2018 e nuovo calendario fiscale

Sono già disponibili le novità relative al prossimo modello dichiarativo annuale per l’imposta sul valore aggiunto: Si tratta del Modello Iva 2018, relativo al periodo d’imposta 2017.

Le ha comunicate AssoSoftware nel corso del convegno tenutosi a Bologna a fine novembre scorso. Si tratta di modifiche importanti per il modello di dichiarazione Iva 2018, che recepisce le novità della comunicazione liquidazioni periodiche Iva, in particolare in relazione alle mutate modalità di verifica e di accertamento messe in atto dall’agenzia delle Entrate, proprio con riferimento all’entrata in vigore dell’obbligo di trasmissione della Comunicazione trimestrale.

Nonostante ciò, le software house stanno già analizzando le novità, per poi essere pronte con i propri rilasci entro i primissimi giorni di febbraio 2018.

Le novità salienti del modello

Ovviamente, i termini di presentazione del modello 2018 sono compresi tra il 1° febbraio 2018 e il 30 aprile 2018.

I dati vengono acquisiti aggregando le quattro comunicazioni Iva trimestrali 2017, l’ultima delle quali dovrà essere trasmessa entro il 28 febbraio 2018.

In relazione ai versamenti, le istruzioni confermeranno la modalità già ufficializzate lo scorso anno, nel quale la dichiarazione Iva era fuoriuscita dal modello Unico:

- versamento in unica soluzione entro il 16 marzo oppure a rate con la maggiorazione;

- versamento in unica soluzione entro il 30 giugno (o 30 luglio) con la maggiorazione.

Ill differimento al 30 giugno viene consentito anche ai soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare.

Novità principali del modello e istruzioni

Quadro VE: Viene esteso l’ambito di applicazione dello “split payment” che dal 1/7/2017 riguarda anche le operazioni effettuate nei confronti di determinati soggetti diversi dalla PA.

Pertanto è stata modificata la dicitura del rigo VE38 e le relative istruzioni, mentre è stato inserito il rigo VJ19 per distinguere gli acquisti effettuati dai soggetti di cui al comma 1 (che confluiscono in VJ18) da quelli effettuati dai soggetti di cui al comma 1-bis dell’art. 17-ter (che confluiscono in VJ19).

Quadri VF e VJ: a seguito della soppressione, a partire dal 1/1/2017, della disciplina riguardante gli acquisti di tartufi da raccoglitori dilettanti e occasionali non muniti di partita Iva, per i quali debitore d’imposta era l’acquirente soggetto Iva, nel rigo VF19 non devono essere più compresi detti acquisti, ed è stato quindi eliminato il rigo VJ12.

Modificate le modalità di assolvimento dell’Iva in caso di estrazione di beni dai depositi Iva (articolo 50-bis, del Dl 331/1993). Pertanto, nel rigo VJ2 vanno indicate le operazioni di estrazione diverse da quelle per le quali l’imposta è versata dal gestore del deposito in nome e per conto del soggetto che procede all’estrazione.
Modificato il
quadro VH, sezione 1, per coordinarne l’utilizzo da parte dell’Agenzia con le comunicazioni Iva periodiche. Si tratta della modifica più importante della modulistica.

Modifiche rilevanti al quadro VL, in particolare per adeguarlo alla nuova logica compilativa del quadro VH, con adeguamenti anche sui righi relativi al versamento dell’Iva auto UE (VH sezione II).

Rinnovato anche il quadro VX. In particolare introdotto nel rigo VX3 il nuovo codice 12 per i soggetti che si avvalgono dell’opzione di cui all’articolo 1, comma 3, del Dlgs 127/2015 (trasmissione telematica all’agenzia delle Entrate dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute) e la nuova causale 9 per l’erogazione prioritaria rimborso in relazione ai medesimi soggetti. Infine prevista, la nuova causale 5 “esonero garanzia” da indicare qualora il rimborso è richiesto dai contribuenti che si avvalgono del programma di assistenza realizzato dall’agenzia delle Entrate di cui all’articolo 4, comma 1, del Dlgs 127/2015.

Sempre in relazione al quadro VX, ridotto a 5mila euro l’importo al di sopra del quale è necessario il visto di conformità in dichiarazione (o la sottoscrizione dell’organo incaricato ad effettuare il controllo contabile) per l’utilizzo in compensazione del credito Iva annuale. Inoltre, il momento a partire dal quale è possibile utilizzare in compensazione il credito Iva annuale in misura superiore a 5mila euro è stato anticipato al decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui il credito emerge.
Inserito il rigo VO26 per le imprese minori che comunicano l’opzione per avvalersi della facoltà di tenere i registri ai fini Iva senza operare annotazioni relative a incassi e pagamenti. In tal caso, si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui è intervenuto il relativo incasso o pagamento. L’opzione è vincolante per un triennio ed è valida fino a revoca.

Ristrutturata l’intera modulistica per quanto riguarda la compilazione per le società che aderiscono all’Iva di Gruppo. In particolare modificata la compilazione del rigo VK1, soppresso il rigo VK2 e aggiunto il rigo VK28 per l’indicazione dell’acconto Iva. Inoltre l’Iva a debito o a credito derivante dal conguaglio annuale delle società partecipanti alla liquidazione Iva di Gruppo per l’intero anno, trasferita al gruppo, non va più esposta nei righi VX1 e VX2, ma nei nuovi righi VX7 e VX8. Chiaramente tutti gli altri quadri che vengono utilizzati nella liquidazione vera e propria dell’Iva di Gruppo (VS/VV/VW) sono stati allineati alle novità dei quadri VH e VL.

Quadro VH e comunicazione liquidazione periodica Iva

Dunque, la novità più rilevante del modello Iva 2018 riguarda il quadro VH sezione I, che è stato del tutto rivisto al fine di coordinarne l’utilizzo da parte dell’agenzia delle Entrate con le comunicazioni liquidazioni periodiche Iva. In particolare la modulistica precedente prevedeva l’indicazione dell’imposta realmente versata in liquidazione, consentendo al contribuente di “conguagliare” in dichiarazione annuale Iva, per effetto del ricalcalo generale dell’imposta.
Tale modalità di compilazione non risulta più compatibile con le nuove modalità di accertamento che prevedono la verifica dei versamenti effettuati con l’importo dovuto indicato in ciascuna comunicazione liquidazione periodica Iva e il recupero degli stessi già durante l’anno. Ne consegue che la nuova modulistica prevede la compilazione del quadro VH sezione I solo nel caso in cui l’importo originariamente dichiarato nella Comunicazione non fosse corretto, con l’indicazione dell’importo corretto “dovuto” e non di quello “versato”. Difatti il quadro VH è stato rinominato in «Variazioni delle comunicazioni periodiche e versamenti immatricolazione auto Ue».

Correzioni errori

In relazione alle modalità con cui è possibile sanare o correggere errori commessi nella compilazione della comunicazioni liquidazioni periodiche Iva, viene, infine, ricordato che è possibile fare riferimento alla risoluzione dell’agenzia delle Entrate 104/E/2017 dal titolo «Comunicazioni dei dati delle fatture e delle liquidazioni periodiche Iva. – Applicabilità dell’istituto del ravvedimento operoso alle sanzioni di cui all’articolo 11 del Dlgs 471 del 18 dicembre 1997 – Articolo 13 del Dlgs 472 del 18 dicembre 1997», che fornisce molte utili indicazioni operative.

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Nuovo calendario fiscale e studi di settore ancora per un anno

Come già anticipato nei precedenti numeri del Diario quotidiano fiscale, sono state ridisegnate le principali scadenze, mentre gli indici di affidabilità fiscale si applicheranno dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018.

In particolare, cambia il calendario fiscale e slitta di un anno l’addio agli studi di settore, per effetto di una serie di emendamenti al DDL di bilancio 2018 approvati il 15 dicembre 2017.

La Commissione Bilancio della Camera si è infatti concentrata sul pacchetto fiscale.

Hanno ottenuto il via libera tre proposte di modifica che interverrebbero sulle principali scadenze, spostando il termine: dal 31 luglio al 31 ottobre, per il modello 770; dal 30 settembre al 31 ottobre per i modelli REDDITI e IRAP; dal 16 al 30 settembre per lo spesometro.

Misure approvate

Una serie di proposte pare abbiano trovato il sì definitivo.

Bonus Sud: Raddoppio del bonus Sud, ossia pari al 100%, per i giovani residenti nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. L’attuale misura, al 50%, verrà applicata anche ai disoccupati con più di 35 anni, se privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Iva: Conferma della sterilizzazione dell’Iva per il 2018: l’Iva ordinaria rimane quindi al 22%; mentre, quella ridotta al 10%.

Tax credit “creatività”: Nuove agevolazioni per le imprese culturali sia che creino applicazioni sia che si occupino di animazione digitale. E’ previsto un credito d’imposta pari al 30% dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di servizi e prodotti culturali e creativi con un limite di spesa di 500mila euro per il 2018 e di un milione l’anno per il biennio 2019-2020. Gli agevolati sono le imprese o i soggetti che svolgono attività stabile e continuativa con sede in Italia, nella Ue o in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, purché siano soggetti passivi di imposta in Italia e abbiano, quale oggetto sociale, in via prevalente o esclusiva, l’ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali.

Nuovo calendario per le scadenze fiscali

Rivisti i termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, della precompilata, del 770 e dello spesometro. Confermato lo slittamento al 2019 dell’entrata in vigore degli Isa, i nuovi indicatori di affidabilità fiscale.

Il 23 luglio sarà la data fissa per l’invio del 730 precompilato al Fisco.

Nessun appuntamento estivo per il 770, visto che la data del 31 luglio è stata spostata al 31 ottobre di ogni anno. Questa stessa data vale anche per le Certificazioni uniche dei redditi dei soggetti esenti o che non sono destinati a entrare nel 730 precompilato.

Il 31 ottobre è anche il termine per l’invio dei modelli Redditi e Irap.

Per lo spesometro, viene data la possibilità, dal 2018, di presentare la comunicazione con cadenza semestrale anziché trimestrale. L’invio dei dati del secondo trimestre, o del primo semestre se si sceglie la cadenza semestrale, viene spostato dal 16 al 30 settembre.

 

Stop alle schede carburante

Per evitare il fenomeno delle schede carburante fasulle, si obbligano i distributori di benzina e gasolio a comunicare all'anagrafe tributaria le operazioni effettuate. La deducibilità dei costi del carburante per le partite Iva sarà subordinata al rilascio della fattura elettronica. Con una modifica all'articolo 164 del Tuir, la deducibilità viene limitata ai pagamenti effettuati con carta di credito, di debito o prepagata.

I distributori di carburante beneficeranno di un credito, utilizzabile esclusivamente in compensazione, di importo pari al 50% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate, a partire dal 1° luglio 2018, tramite sistemi di pagamento elettronico.


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7) Voucher digitalizzazione: domande dal 30 gennaio 2018

Dal 30 gennaio le domande per i voucher per la digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese.

Il voucher è destinato all'acquisto di hardware, software e servizi specialistici per digitalizzare i processi aziendali e favorire l'ammodernamento tecnologico.

Ogni impresa può beneficiare di un unico voucher fino a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili.

Le risorse disponibili sono pari a 100 milioni di euro. Nell'ambito della dotazione finanziaria complessiva è prevista una riserva destinata alle imprese che hanno conseguito il rating di legalità.

(MISE, nota del 13 Dicembre 2017)

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8) Iper ammortamento: online le istruzioni per la perizia da redigere entro fine anno

Sono disponibili online i chiarimenti e le istruzioni per l’adempimento documentale relativo alla perizia per l'iper ammortamento.

Per fruire dell’iper-ammortamento occorre redigere la perizia di stima entro il prossimo 31 dicembre.

Il MISE ha, infatti, pubblicato la circolare direttoriale 15 dicembre 2017, n. 547750, recante le istruzioni per l’adempimento documentale relativo alla perizia per la fruizione dell'iper ammortamento (art. 1, comma 11 della legge 11 dicembre 2016, n. 232).

La disciplina agevolativa introdotta dai commi 9 e 10 dell’art. 1 della legge 232 del 2016 (legge di Stabilità 2017), concernente gli investimenti in determinati beni strumentali (materiali e immateriali) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello c.d. “Industria 4.0”, subordina il diritto alla maggiorazione delle quote di ammortamento deducibili ai fini delle imposte sul reddito anche al rispetto di uno specifico adempimento documentale.

In considerazione dell’approssimarsi della data del 31 dicembre 2017, che per la generalità dei soggetti costituisce il termine entro il quale occorre procedere a tale adempimento, la circolare fornisce indicazioni in ordine al contenuto e alle modalità di redazione della perizia giurata o dell’attestato di conformità o della dichiarazione avente valore di autocertificazione.

Inoltre, al fine di semplificare il compito dei soggetti incaricati della redazione, è stato predisposto uno schema tipo di perizia/attestazione (o autocertificazione) e uno schema tipo di analisi tecnica.

Si precisa che l’adozione degli schemi proposti non è obbligatoria, essendo possibile adottare schemi o formati differenti o integrare gli schemi allegati con ulteriori elementi o indicazioni.

(MISE, circolare direttoriale n. 547750 del 15 dicembre 2017)

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9) Studi di settore: online il software “Segnalazioni web 2017”

Disponibile il software che consente di predisporre e inviare le segnalazioni relative agli studi di settore Unico 2017 (periodo d'imposta 2016) – web.

Invio di segnalazioni relative agli studi di settore Unico 2017 (periodo d'imposta 2016) - web

Il software è destinato ai contribuenti che vogliono comunicare all’Amministrazione Finanziaria informazioni o elementi giustificativi relativi a situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza risultanti dall’applicazione degli Studi di settore per il periodo d'imposta 2016, ovvero per la medesima annualità, afferenti l’indicazione in dichiarazione di cause di inapplicabilità o di esclusione.

Studi di settore: in Rete software per segnalazioni 2017 al Fisco

Reperibile sul sito dell’Agenzia delle entrate, il programma consente al contribuente di comunicare dati utili a chiarire eventuali incongruità, non normalità o incoerenze.

Segnalazioni 2017”, questo il nome del software reperibile da oggi sul sito dell’Agenzia delle entrate che consente al contribuente di comunicare le proprie motivazioni riguardanti determinate situazioni risultanti dall’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2016.

Nello specifico, possono essere fornite informazioni o elementi giustificativi relativi a situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza o riguardanti l’indicazione in dichiarazione di cause di inapplicabilità o di esclusione.
Con l’utilizzo di questo software si semplifica la fase di comunicazione e di confronto tra il contribuente e il Fisco: la preventiva analisi delle informazioni pervenute permetterà agli uffici di escludere l’attivazione di controlli per chi ha effettuato le “segnalazioni”.

Dove si trova il software

Per accedere al servizio occorre essere registrati all’area riservata dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. Il software “Segnalazioni 2017” è raggiungibile dalla sezione Home – Schede – Dichiarazioni – Studi di settore – Invio di segnalazioni relative agli studi di settore Redditi 2017 (periodo d’imposta 2016) web. Il software consente di predisporre e inviare una segnalazione all’Agenzia e i contribuenti hanno anche a disposizione sul sito delle Entrate una guida per la compilazione delle segnalazioni per un corretto e facile utilizzo dell'applicazione.

(Agenzia delle entrate, nota del 18 dicembre 2017)

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10) Online i Quaderni dell’Osservatorio: l’approfondimento tematico delle Entrate sul mercato immobiliare

Sul sito www.agenziaentrate.gov.it sono disponibili da oggi i Quaderni dell’Osservatorio, l’approfondimento annuale sul mercato immobiliare a cura della Direzione centrale Omise dell’Agenzia delle Entrate. In questo numero l’attenzione si concentra sui mutui ipotecari e sulla trasparenza del mercato immobiliare.

Focus sui mutui ipotecari

Nel primo contributo del nuovo numero vengono analizzati i mutui ipotecari finalizzati all’acquisto di un’abitazione, passando in rassegna la durata, la rata media, i tassi di interesse e provando a definire dei criteri metodologici di classificazione dell’intero universo dei mutui ipotecari.

Dalle analisi emerge che nel periodo 2011-2016 risultano circa 4,7 milioni di immobili ipotecati a garanzia di mutui. La metà di essi è contenuta in atti inerenti prevalentemente le abitazioni e le relative pertinenze, con una quota che raggiunge il 56,4% nel 2016, dopo essere scesa al 50% circa nel periodo più acuto della crisi del settore immobiliare. Nell’intero periodo analizzato (2011-2016) l’ammontare di capitale di debito mobilizzato a fronte di garanzie immobiliari, mediante mutui, è stato pari a circa 400 miliardi. Di questi, poco meno della metà, sempre nello stesso periodo, ha finanziato (anche parzialmente) gli acquisti sul mercato immobiliare.

La trasparenza del mercato immobiliare tra big data e valutazioni oggettive

Il secondo approfondimento tratta il tema della trasparenza applicato al mercato immobiliare. Il lavoro si concentra sulla misurazione della trasparenza, approfondendo l’indice GRETI elaborato dalla società Jones Lang LaSalle (JLL), e sull’impatto delle nuove tecnologie sull’informazione economica immobiliare, presentando due casi studio relativi al portale immobiliare Zillow e al Catasto inglese. Vengono fatte, inoltre, delle considerazioni sulle sfide in tema di privacy e sull’utilizzo dei big data e open data a fini statistici.

Il terzo contributo affronta, infine, un tema di ricerca e sviluppo del Settore Servizi Estimativi della Direzione Centrale Omise relativo al processo di determinazione dei prezzi impliciti, necessari per applicare il metodo estimativo del confronto di mercato in maniera più trasparente e oggettiva possibile.

Spazio anche a commenti e riflessioni

La seconda parte dei Quaderni dell’Osservatorio, dedicata a contributi anche esterni, ospita un’intervista al prof. Massimo Biasin, professore ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università degli Studi di Macerata, sul tema della finanza immobiliare e, in particolare, dei fondi immobiliari. Chiude questo numero un lavoro di Gabriele Ruiu, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università degli Studi di Sassari, che indaga sulla sussistenza di una possibile relazione significativa tra andamenti demografici e andamenti dei prezzi delle abitazioni, in base alla variazione della domanda.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 202 del 18 dicembre 2017)

Vincenzo D’Andò