Qualche riflessione in materia di preliminare di vendita immobilare

di Massimo Pipino

Pubblicato il 15 dicembre 2017

il contratto preliminare di compravendita immobiliare è uno dei contratti più attenzionati dal Legislatore allo scopo di offrire una maggiore tutela alla parte contrattuale più debole, ovverosia la parte acquirente - in effetti la crisi economica e gli effetti sul settore delle costruzioni hanno fatto emergere molte criticità legate a tali preliminari

Come noto, allo scopo di offrire una maggiore tutela alla parte contrattuale più debole, ovverosia la parte acquirente, almeno nell’ordinamento italiano e nella fattispecie costituita dai contratti preliminari di compravendita immobiliare, il legislatore ha ritenuto di dover intervenire più volte (recentemente con l’attivazione delle norme in materia di deposito prezzo, per altro già presenti, in via facoltativa, ma del tutto trascurate nella pratica comune). Nello specifico, in questo intervento ci occuperemo di alcuni elementi di un provvedimento non recentissimo, ma di sicuro interesse, ovvero del Decreto Legislativo n. 122 del 2005, il cui articolo 2, comma 1, stabilisce cheAll'atto della stipula di un contratto che abbia come finalità il trasferimento non immediato della proprietà o di altro diritto reale di godimento su un immobile da costruire o di un atto avente le medesime finalità, ovvero in un momento precedente, il costruttore è obbligato, a pena di nullità del contratto che può essere fatta valere unicamente dall'acquirente, a procurare il rilascio ed a consegnare all'acquirente una fideiussione, anche secondo quanto previsto dall'articolo 1938 del codice civile, di importo corrispondente al