Pagamento tardivo avviso bonario e responsabilità del professionista – Diario quotidiano del 16 novembre 2017

Pubblicato il 16 novembre 2017



1) Fondo di integrazione salariale: conguaglio prestazioni e pagamento della contribuzione addizionale
2) Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche
3) Legge di modifica del Codice Antimafia pubblicata in G.U.
4) Fissato il TFR di ottobre a 1,69
5) L’avviso bonario si paga entro 30 giorni, il Fisco non ammette eccezioni: responsabilità del professionista
6) Emendamento sull’equo compenso e specializzazioni dei Commercialisti: “felicità” e disappunto di Miani
7) Entrate tributarie/contributive ad oggi mostrano nel complesso un aumento di 8.436 milioni di euro
8) Fissate le modalità di pagamento dell’accisa
9) Corte UE: fattura nella casella postale, via libera alla detrazione Iva
10) Corte UE: Sugli immobili strumentali si applica sia l’imposta di registro sia Iva
Commercialista Telematico - Software,ebook,videoconferenze1) Fondo di integrazione salariale: conguaglio prestazioni e pagamento della contribuzione addizionale 2) Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche 3) Legge di modifica del Codice Antimafia pubblicata in Gazzetta Ufficiale 4) Fissato il TFR di ottobre a 1,69 5) L’avviso bonario si paga entro 30 giorni, il Fisco non ammette eccezioni; responsabilità del professionista 6) Emendamento sull’equo compenso e specializzazioni dei Commercialisti: “felicità” e disappunto di Miani 7) Entrate tributarie/contributive ad oggi mostrano nel complesso un aumento di 8.436 milioni di euro 8) Fissate le modalità di pagamento dell’accisa 9) Corte Ue: fattura nella casella postale, via libera alla detrazione Iva 10) Corte Ue: Sugli immobili strumentali si applica sia l’imposta di registro sia Iva ***

1) Fondo di integrazione salariale: conguaglio prestazioni e pagamento della contribuzione addizionale

Fondo di integrazione salariale e Fondi di solidarietà ex articolo 26 e ss del D.lgs n. 148/2015: conguaglio prestazioni di integrazione salariale e pagamento della contribuzione addizionale. L’INPS, con la circolare n. 170 del 15 novembre 2017, fornisce le indicazioni tecniche per la compilazione dell’Uniemens, sia per le prestazioni di integrazione salariale (assegno ordinario e di solidarietà) relativamente al Fondo di integrazione salariale ed ai Fondi di solidarietà del Credito cooperativo, del Trasporto pubblico, del Trentino, di Bolzano–Alto Adige, di Solimare, del Gruppo Poste Italiane e delle Imprese assicuratrici e società di assistenza, sia per gli interventi formativi relativamente ai Fondi di solidarietà del Credito cooperativo, del Credito, delle Imprese assicuratrici e società di assistenza e del Gruppo Poste Italiane.

Pertanto, con la presente circolare, per i suddetti Fondi viene considerata superata la modalità esclusiva del pagamento diretto per le prestazioni di integrazione salariale di cui ai messaggi, rispettivamente, n. 4885/2016, n. 7636/2015, n. 209/2017 e n. 1324/2017.

Il nuovo quadro operativo entrerà in vigore a partire dalle denunce con competenza Gennaio 2018 in relazione alle domande presentate dal 1 gennaio 2018, esclusivamente per eventi decorrenti dalla medesima data.

(INPS, circolare n. 170 del 15 novembre 2017)

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2) Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche: chiarimenti INPS

L’INPS, con la circolare n. 169 del 15 novembre 2017, provvede alla ricognizione della disciplina dell’istituto della prescrizione della contribuzione pensionistica dovuta alle casse della Gestione dei pubblici dipendenti e, al contempo, fornisce i chiarimenti in merito alla corretta regolamentazione da applicare in materia. La presente circolare è adottata ad esito degli ulteriori approfondimenti sviluppati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in ordine ai profili normativi ed operativi che afferiscono all’istituto in esame.

La neo circolare sostituisce la circolare n. 94 del 31 maggio 2017, con il medesimo oggetto.

(INPS, circolare n. 169 del 15 novembre 2017)

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3) Legge di modifica del Codice Antimafia pubblicata in Gazzetta Ufficiale

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 258 del 4 novembre 2017 la legge 17 ottobre 2017, n. 161 con la quale sono state introdotte importanti modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, nonché al codice penale e alle norme di attuazione del codice di procedura penale.

Tra le novità di maggior rilievo, Assonime con la nota del 8 novembre 2017, ha, in particolare, segnalato:

- l'estensione dell'ambito di applicazione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali agli indiziati dei reati di assistenza agli associati, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, terrorismo, stalking, nonché di associazione per delinquere finalizzata ad alcuni gravi delitti contro la pubblica amministrazione, tra cui in particolare il reato di corruzione. L'applicazione del sistema di prevenzione in materia di reati contro la P.A. viene limitata ai casi in cui questi siano commessi informa associativa e non individuale;

- alcune modifiche volte ad assicurare maggiore trasparenza e celerità al procedimento per l'applicazione delle misure di prevenzione, anche attraverso l'istituzione in sede distrettuale di sezioni o collegi giudicanti specializzati, nonché a garantire la trattazione prioritaria del procedimento di prevenzione patrimoniale: viene infatti prevista una corsia preferenziale nella trattazione dei processi nei quali vi siano beni sequestrati.

- l'ampliamento dell'ambito di applicazione del sequestro, con la previsione in base alla quale qualora tale provvedimento abbia ad oggetto partecipazioni sociali totalitarie, gli effetti dello stesso si estendono di diritto a tutti i beni aziendali. Tale previsione è prevista anche in materia di confisca;

- le modifiche alla misura dell'amministrazione giudiziaria volte ad estenderne l'applicazione alle ipotesi in cui sussistano sufficienti indizi da cui risulti che il libero esercizio di determinate attività economiche sia sottoposto a condizionamento o assoggettamento mafioso o possa agevolare l'attività di persone sottoposte a misure di prevenzione;

- l'introduzione di un procedimento di controllo giudiziario volto ad impedire l'infiltrazione mafiosa nelle aziende. Tale procedimento potrà durare da uno a tre anni, e potrà anche essere chiesto volontariamente dalle imprese;

- la modifica alla norma sulla confisca di prevenzione volta ad escludere che la legittima provenienza dei beni possa essere giustificata adducendo che il denaro utilizzato per acquistarli sia provento o reimpiego di evasione fiscale;

- le modifiche che la riforma apporta alla disciplina della confisca c.d. allargata di cui all'art. 12-sexies del d.l. 306/1992. Viene esteso il catalogo dei reati per i quali è possibile procedere alla confisca allargata, in particolare attraverso l'inserimento di un riferimento a tutti i reati di cui all'art. 51 comma 3-bis c.p.p.; al pari della confisca di prevenzione, si esclude che la legittima provenienza dei beni possa essere giustificata adducendo che il denaro utilizzato per acquistarli sia provento o reimpiego di evasione fiscale; si assimila la disciplina dell'amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati a quella, contestualmente novellata, di cui al codice antimafia; si prevede che il giudice competente a emettere i provvedimenti di confisca, anche per equivalente, è il giudice dell'esecuzione; viene introdotta una nuova, specifica ipotesi di confisca in assenza di (formale) condanna: si prevede infatti che la confisca allargata "diretta" (ma non quella per equivalente) possa essere applicata quando, dopo che sia stata pronunciata sentenza di condanna in uno dei gradi di giudizio, il reato venga dichiarato estinto per prescrizione o per amnistia;

- l'eliminazione del riferimento alla finalità di dispersione e occultamento dei beni quale presupposto necessario per ricorrere alla confisca per equivalente; - l'introduzione di norme su nomina e revoca degli incarichi, con l'introduzione di divieti specifici di conferire incarichi di amministratore giudiziario, coadiutore o diretto collaboratore al coniuge, ai parenti e agli affini ai conviventi e ai commensali abituali del magistrato che conferisce l'incarico;

- l'istituzione di un fondo di 10 milioni di euro all'anno e nuove misure per aiutare le aziende sequestrate a proseguire le attività, tutelandone i dipendenti, tra cui l'istituzione di tavoli provinciali permanenti sulle aziende confiscate e sequestrate;

- la riorganizzazione e il potenziamento dell'organico dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati, che sarà controllata dal ministero dell'Interno;

- la complessiva disciplina introdotta con riferimento alla tutela dei terzi e ai rapporti con le procedure concorsuali;

- l'inasprimento della pena prevista dall'art. 640-bis c.p. per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, la cui cornice edittale diviene quella "da due a sette anni";

- la modifica al d.lgs. 231/2001: si introduce il nuovo art. 25 duodecies per cui sono previste sanzioni pecuniarie e interdittive in relazione alla commissione dei delitti di procurato ingresso illecito e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, di cui all'articolo 12 del d.lgs. 286/1998 (T.U. immigrazione), introducendo un riferimento anche al reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Per completezza si segnala si segnala come il Capo dello Stato, nel promulgare la legge, abbia invitato il Governo a rivedere le fattispecie per cui è prevista la confisca allargata, includendo in particolare i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di falso nummario, indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento, delitti commessi con finalità di terrorismo internazionale e reati informatici.

Inoltre, è utile rilevare che prima dell'approvazione finale della Camera, è stato approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a un attento monitoraggio della legge per potere valutare l'impatto e l'efficacia delle nuove norme, anche ai fini di eventuali modifiche, con particolare riferimento alle misure di prevenzione patrimoniali e personali.

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4) Fissato il TFR di ottobre a 1,69

A ottobre il coefficiente di rivalutazione del trattamento di fine rapporto è 1,698654.

L'indice dei prezzi al consumo calcolato dall'Istituto nazionale di statistica, con esclusione del prezzo dei tabacchi lavorati, è al valore di 100,9.

Indice dei prezzi al consumo per le rivalutazioni monetarie

Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio il canone di affitto o l’assegno dovuti al coniuge separato, si utilizza l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi. Tale indice si pubblica sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

Periodo di riferimento: ottobre 2017

Aggiornato: 14 novembre 2017

Indice generale FOI*

100,9

Variazione % rispetto al mese precedente

-0,2

Variazione % rispetto allo stesso mese dell’anno precedente

+0,9

Variazione % rispetto allo stesso mese di due anni precedenti

+0,8

(*) Indice generale FOI (base di riferimento 2015=100, il coefficiente di raccordo con la precedente base 2010=100 è 1,071)

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5) L’avviso bonario si paga entro 30 giorni, il Fisco non ammette eccezioni; responsabilità del professionista

L’avviso bonario si paga entro 30 giorni. Tolleranza zero del Fisco, neppure per un giorno di ritardo.

La conferma è arrivata dalla Corte di cassazione, con la sentenza n. 25287 del 25 ottobre 2017, peraltro messa ben in evidenza da Fiscoggi.it del 14-11-17 (notiziario telematico delle Entrate).

La Suprema Corte ha, quindi, escluso l’applicazione della sanzione ridotta al 10% per qualche giorno di ritardo.

Il fatto

Il 25 maggio 2009, l’Agenzia delle entrate, a seguito del controllo automatizzato (ex articolo 36-bis del Dpr 600/1973) sulla dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2005, inviava alla società ricorrente comunicazione d’irregolarità (avviso bonario) con cui veniva contestato il versamento tardivo di imposta a titolo Irap e Ires. La comunicazione in discorso conteneva l’indicazione delle somme da versare nel termine di trenta giorni con conseguente riduzione a un terzo della sanzione a norma dell’articolo 2 Dlgs 462/1997. Il 2 luglio dello stesso anno, a trentotto giorni dalla ricezione dell’avviso, la società comunicava all’ufficio l’avvenuto pagamento della sola imposta, senza ravvedimento operoso, nei giorni 30 maggio 2008 e 26 febbraio 2009.

Il 22 ottobre, il concessionario per la riscossione, ricevuti i ruoli, notificava alla società la cartella esattoriale per imposte non versate, interessi sulle imposte versate in ritardo, sanzioni e aggi di riscossione.

Il 3 novembre 2009, la società chiedeva lo sgravio della cartella, documentando il tardivo versamento delle imposte nella stessa indicate.

L'Agenzia delle entrate, preso atto del tardivo versamento, disponeva lo sgravio delle imposte a ruolo, riduceva gli interessi confermando, tuttavia, la sanzione nella misura del 30%.

Decisione

In tale contesto, la Cassazione ha affermato che nel caso concreto, non sussistono i presupposti per ottenere la riduzione delle sanzioni.

*** Avviso bonario: Responsabilità del professionista

E’ il professionista che deve provare che il cliente abbia ricevuto l’avviso bonario.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26823 del 14-11-17, si è pronunciata in tema di responsabilità e onere della prova, condannando un commercialista negligente al risarcimento del danno subito dal cliente per una sanzione comminata per tributi non versati.

Nel caso di specie, un commercialista agiva in giudizio per chiedere il pagamento di una somma a titolo di corrispettivo per la prestazione di attività professionale svolta a favore di una società sua cliente; società che a sua volta, oltre ad opporsi al decreto ingiuntivo, reclamava una somma a titolo di risarcimento del danno per l’inadempimento di cui si sarebbe reso responsabile il commercialista nell’esecuzione dell’incarico.

Il Tribunale, rigettata l’opposizione della società, condannava comunque il professionista al risarcimento del danno.

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del professionista, condannandolo anche alle spese di giudizio in favore della società, sulla base delle seguenti argomentazioni. In relazione all’onere della prova, la Cassazione, aderendo all’orientamento consolidato di legittimità (Cass. n. 15750/2015), ribadisce il principio secondo il quale, nell’ambito della fattispecie del concorso del fatto colposo del creditore ex art. 1227, comma 2 c.c., perché il giudice di merito possa svolgere l’indagine circa l’omesso uso dell’ordinaria diligenza da parte del creditore occorre un’espressa istanza del debitore. Una tale richiesta integra gli estremi di un’eccezione in senso proprio, costituendo il suddetto comportamento del creditore “un autonomo dovere giuridico, posto a suo carico dalla legge quale espressione dell’obbligo di comportarsi secondo buona fede”.

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6) Emendamento sull’equo compenso e specializzazioni dei Commercialisti: “felicità” e disappunto di Miani

Commercialisti, molto positivo l'emendamento sull'equo compenso.

Miani: “Disappunto per stop a specializzazioni, non si è colta l’importanza di questa innovazione. Confidiamo nella possibilità che Governo e Parlamento recuperino l’emendamento.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, da sempre in prima linea nella battaglia per l’introduzione dell’equo compenso, non può che rallegrarsi per la sua estensione a tutti i rapporti di lavoro autonomo votata ieri dalla Commissione Bilancio del Senato, attraverso una riformulazione dell’emendamento al decreto fiscale che lo prevedeva inizialmente per i soli avvocati”. E’ quanto afferma il presidente nazionale della categoria, Massimo Miani, il quale aggiunge che “la norma costituisce un ineludibile corollario di quella sul divieto di abuso di dipendenza economica previsto nel Jobs act degli autonomi e rafforza le tutele a garanzia dei colleghi, soprattutto di quelli contrattualmente più deboli”. Altrettanto positivamente va valutata, secondo Miani “la previsione in virtù della quale viene attribuito alla pubblica amministrazione il ruolo di “garante” dell’equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti a tutela dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività”. Miani sottolinea come il risultato positivo raggiunto sull’equo compenso sia “figlio di un rinnovato interesse della politica, manifestatosi in questi ultimi mesi, per le istanze delle professioni, in particolar modo da parte del Governo e dei Ministeri che su di esse vigilano”.

Il presidente del Consiglio nazionale esprime invece il suo “disappunto” per lo stop decretato dalla stessa Commissione Bilancio del Senato all’introduzione delle specializzazioni per i commercialisti. “Purtroppo – spiega Miani – non si è colta in pieno la portata storica di questo passaggio. I commercialisti hanno competenze in molti e diversificati ambiti, tutte messe quotidianamente al servizio del sistema economico e del tessuto imprenditoriale del Paese. L’introduzione delle specializzazioni rappresenterebbe la migliore garanzia per una ulteriore crescita della professionalità e delle conoscenze settoriali offerte dalla categoria. Si tratta dunque di un provvedimento con evidenti potenziali effetti positivi per il sistema, non di una scelta figlia di una logica meramente categoriale. Per questi motivi – conclude Miani – confidiamo che ci sia ancora la volontà politica per recuperare nei prossimi, imminenti passaggi parlamentari l’emendamento al Decreto fiscale bocciato ieri. Ciò anche in considerazione del fatto che nella nostra assemblea generale dello scorso giugno i 1500 quadri dirigenti della categoria e gli esponenti politici intervenuti, tra cui i leader di alcuni dei maggiori partiti nazionali, avevano pubblicamente condiviso il progetto delle specializzazioni”.

(Consiglio nazionale dei commercialisti, nota del 15 novembre 2017)

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7) Entrate tributarie/contributive ad oggi mostrano nel complesso un aumento di 8.436 milioni di euro

Pubblicato il rapporto sulle entrate (settembre 2017) dal MEF il 15-11-17.

Le entrate tributarie e contributive nei primi nove mesi del 2017 mostrano nel complesso un aumento di 8.436 milioni di euro (+1,8 per cento) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. L’aumento registrato è la risultante tra la crescita delle entrate tributarie (+4.540 milioni di euro, +1,4 per cento) e quella evidenziata, in termini di cassa, dalle entrate contributive (+3.896 milioni di euro, +2,4 per cento).

Il MEF procede con l’analisi dell’andamento delle entrate tributarie e delle entrate contributive.

Andamento delle entrate tributarie

Nel periodo gennaio-settembre 2017 le entrate tributarie evidenziano una crescita pari a 4.540 milioni di euro (+1,4 per cento). Le imposte contabilizzate al bilancio dello Stato registrano una variazione positiva (+2.891 milioni di euro, +0,9 per cento) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In crescita il gettito dei ruoli incassati (+1.261 milioni di euro, +20,4 per cento) e le entrate degli enti territoriali (+603 milioni di euro, +1,7 per cento). Le poste correttive - che nettizzano il bilancio dello Stato - risultano in aumento rispetto allo stesso periodo del 2016 (-215 milioni di euro, -0,6 per cento).

(Ministero dell’Economia e finanze, nota del 15 novembre 2017)

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8) Fissate le modalità di pagamento dell’accisa

Fissate le modalità di pagamento dell’accisa su alcuni prodotti, relative alle immissioni in consumo avvenute nel periodo dal 1° al 15 del mese di dicembre 2017.

Il DM del ministero 31 ottobre 2017 dell’Economia pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 266 del 14 novembre 2017, prevede due diverse date di scadenza che dipendono dalla modalità scelta per il pagamento del tributo.

In cassa entro il prossimo 18 dicembre per il pagamento, tramite F24, senza possibilità di compensare eventuali crediti, dell’accisa sull’alcole etilico, sulle bevande alcoliche e prodotti energetici diversi dal gas naturale, dal carbone, dalla lignite e dal coke, immessi in consumo dal 1° al 15 dicembre 2017. Possono aspettare, invece, fino al 27 dicembre, i produttori che scelgono di effettuare gli stessi versamenti direttamente in tesoreria o tramite conto corrente postale.

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9) Corte UE: fattura nella casella postale, via libera alla detrazione Iva

Dalla Corte Ue, disco verde alla casella postale in fattura: i giudici europei censurano la normativa tedesca che subordina il diritto alla detrazione Iva all’indicazione dell’indirizzo in cui l’emittente svolge effettivamente la propria attività.

Con la pronuncia del 15 novembre 2017, resa nelle cause riunite 374 e 375 del 2016, la Corte di giustizia Ue è stata chiamata a pronunciarsi su due diversi interrogativi posti dai giudici nazionali in materia di Iva. La prima questione verte sull’interpretazione da fornire in merito al requisito, previsto dall’articolo 226, punto 5, della direttiva Iva 2006/112, concernente l’indicazione in fattura dell’indirizzo del soggetto passivo; il giudice del rinvio chiede, in buona sostanza, se la nozione di “indirizzo” debba essere interpretata nel senso che lo stesso debba indicare precisamente il luogo in cui il soggetto svolge la propria attività economica o se sia sufficiente un riferimento al quale lo stesso possa essere semplicemente contattato.

Con la seconda questione, invece, si chiede se e nell’ambito di quali procedimenti un soggetto passivo possa eccepire di essere stato in buona fede in ordine alla correttezza formale delle fatture, quando lo stesso è coinvolto in un caso di evasione o abuso finalizzato alla detrazione dell’Iva assolta a monte.

Gli interrogativi principali sollevati dalla magistratura tedesca hanno così trovato risposta nel principio emesso dalla Corte per cui “l’articolo 168, lettera a), e l’articolo 178, lettera a), della direttiva IVA, in combinato disposto con l’articolo 226, punto 5, di tale direttiva, devono essere interpretati nel senso che gli stessi ostano a una normativa nazionale, quale quella di cui trattasi nei procedimenti principali, che subordina l’esercizio del diritto di detrazione dell’IVA assolta a monte all’indicazione sulla fattura dell’indirizzo del luogo in cui il soggetto che emette quest’ultima esercita la sua attività economica”.

Infine, i magistrati sovranazionali, visto il tenore dell’interpretazione sopra fornita hanno ritenuto di non rispondere agli ulteriori quesiti loro posti dai giudici tedeschi.

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10) Corte UE: sugli immobili strumentali si applica sia l’imposta di registro sia Iva

La Corte di giustizia Ue, con la sentenza 12/10/2017, causa n. C-549/16, ritiene che sia legittima la doppia tassazione per i contratti di locazione di tali fabbricati e delle loro relative pertinenze prevista dalla normativa italiana.

I contratti di locazione di beni immobili strumentali soggetti a Iva possono essere legittimamente sottoposti al versamento dell’imposta di registro. A questa conclusione sono giunti i giudici europei a seguito di una domanda di pronuncia pregiudiziale sull’interpretazione dell’articolo 401 della direttiva 2006/112/Ce, nell’ambito di una controversia tra l’Amministrazione finanziaria italiana e una società attiva nel settore immobiliare, relativa al pagamento dell’imposta di registro su contratti di locazione di beni immobili strumentali, e relative pertinenze, soggetti anche all’imposizione ai fini Iva.

La Corte di giustizia Ue è intervenuta sull’ipotesi di contrasto della normativa nazionale con l’ordinamento comunitario: in discussione vi era la legittimità dell’assoggettamento ai fini dell’imposta di registro, nella misura dell’1%, di contratti di locazione già sottoposti a Iva.

Vincenzo D’Andò