31 ottobre la fine di un incubo o il momento per iniziare a sognare una professione vincente, il prossimo commercialista


Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditate

E finalmente uscimmo a riveder le stelle

Il 31 ottobre, notte delle streghe, ha segnato la fine di quella che comunemente si chiama la stagione dei bilanci e delle dichiarazioni, che per molti quest’anno ha rappresentato un vero e proprio incubo. In fondo la festa di Samain (antenata di Halloween) era considerata il capodanno celtico.

Molti di noi sono arrivati a questa scadenza esausti e ormai privi di forze un po’ come ci si sente dopo una gara o uno sforzo atletico importante. E come dopo una maratona esiste un particolare percorso per riprendere le forze e affrontare nuove sfide così è per il professionista spossato da 8 mesi di adempimenti, scadenze e rinvii (questi ultimi forse responsabili del maggiore stress).

Per trovare ispirazione ho chiesto al Dott. Google (che di tanto in tanto cerca di sostituirsi anche a noi) quali sono i consigli per i runner dopo una gara. I più consigliano, oltre una sana alimentazione che non guasta mai, un riposo “costruttivo”, proponendo attività alternative a quelle affrontate durante la gara ma ugualmente utili a mantenersi in allenamento.

E Il commercialista?

Potremmo partire con un bel weekend rilassante senza cellulare (non si sa mai che a qualche cliente venga in mente di chiamarci per verificare se abbiamo mandato via la sua dichiarazione) e una volta tornati in studio soffermarsi da solo o con i più stretti collaboratori su cosa ha funzionato particolarmente e su cosa è andato storto da febbraio a oggi; cerchiamo di indagare e andare a fondo sulle cause che hanno portato a straordinari continui, sabati e domeniche rubate alla famiglia nel nobile intento di riuscire a fare tutto in tempo.

La riflessione deve essere profonda di quelle che “fanno male”, di quelle che non si fermano ad addossare responsabilità agli altri. Siamo tutti d’accordo che abbiamo a che fare con uno Stato e un’Agenzia delle Entrate incapaci di condurre una politica di accertamento efficace e quindi in continua ricerca di nuovi strumenti, creando disagi o pasticci imbarazzanti, ma continuare a ripeterlo non ci regalerà un solo minuto in più.

Meglio spostare il focus allora su cosa non ha funzionato nel nostro studio e sulle scelte sbagliate che abbiamo fatto durante la stagione dei bilanci e soprattutto prima. Una riflessione che coinvolge e mette in gioco tutto, che parte e che arriva al concetto di strategia, di mission dello Studio (perché esistiamo) e di Vision (dove vogliamo arrivare).

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Quali sono stati i clienti mangia tempo e che potenziale hanno? Dove si collocano nella matrice BCG, sono star, question marks, cows o peggio Dogs?

In questa fase può essere di aiuto rappresentare i clienti in forma di albero: andando ad evidenziare i clienti che hanno portato valore allo studio grazie al passaparola (che rappresenteremo con i rami più grossi). Se poi riusciamo a capire cosa ha particolarmente convinto il nostro cliente a sponsorizzarci presso altri, siamo decisamente nella direzione giusta. Non è escluso che già in questa fase non emergano rami secchi che appesantiscono l’albero per i quali è giunto il momento della potatura.

Quello che ci è mancato e che ci ha tolto il sonno negli ultimi mesi è il tempo e la nostra ricerca del tempo deve essere spasmodica e maniacale: potremmo definire i prossimi mesi con meno scadenze (si fa per dire) come il tempo da dedicare al risparmio del tempo.

La nostra indagine pertanto deve proseguire spostando l’attenzione sui processi interni chiedendosi cosa avremmo potuto fare e cosa potremmo fare per far sì che determinati problemi non si ripresentino più o perlomeno siano più facilmente controllabili. Lavoriamo sulle singole attività e non cediamo alla lusinga dei pifferai magici dell’esternalizzazione: la contabilità non va confusa con la registrazione ma va vista come occasione di consulenza e vicinanza al cliente; rinunciarvi significa perdere gran parte del contatto con il cliente e non sfruttare la più grande ricchezza che possiamo ottenere: i “dati”.

Ben vengano invece quegli strumenti, quei processi, quelle intuizioni (ascoltiamo i collaboratori…) che consentono di risparmiare tempo. Esploriamo gli applicativi che sono in grado di leggere e contabilizzare una fattura, i sistemi che contabilizzano la prima nota intercettando i tracciati delle banche, proviamo a migliorare la conoscenza dei nostri clienti su contabilità e fiscalità pensando a sessioni formative ad hoc (un cliente preparato ci fa solitamente perdere meno tempo), valutiamo se è il caso di introdurre sistemi nuovi e spingiamoci fino al giudizio di adeguatezza del gestionale. Se tutto ciò non dovesse bastare a farci risparmiare i tempi e riconquistare la serenità allora e solo allora si può pensare ad all’outsourcing, meglio se nei confronti di qualche collega di cui ci fidiamo e con il quale instaurare rapporti networking e mai verso soggetti esteri non meglio identificati che, oltre che ad essere spesso impreparati e disinteressati alla normativa italiana, rappresentano rischi in ambito di privacy e segnalazioni tempestive antiriciclaggio.

Terminato il caos delle scadenze ravvicinate e sovrapposte prendiamoci il lusso di programmare: riscriviamo le nostre agende riservando spazi adeguati alla verifica del raggiungimento degli obiettivi e soprattutto alla formazione necessaria per raggiungerli.

La formazione va vista come occasione per creare le condizioni per aprire nuove opportunità di business.

Ripeto e mi ripeto spesso, che il Commercialista è una delle professioni più belle al mondo perché possiamo cambiare lavoro ogni giorno perché allora limitarla alla mera tenuta delle contabilità e dichiarazioni. Un impegno in questi mesi potrebbe quindi essere quello di imparare a fare qualcosa di nuovo o imparare a fare meglio quanto già sappiamo. Vanno in questa direzione le numerose scuole di specializzazione che molti ordini, uno fra tutti quello di Milano, stanno mettendo in campo e le stesse indicazioni provenienti dal Consiglio Nazionale.

Le possibilità sono veramente tante a partire dai nuovi sistemi di allerta, il nuovo fondo di garanzia e il calcolo del rating, le nuove frontiere della revisione, la digitalizzazione delle imprese, il sovraindebitamento e ultimo ma non ultimo il controllo di gestione e il rating advisory. Chiediamoci cosa vogliono i nostri clienti e cominciamo un percorso per arrivarci.

Il 31 ottobre forse è veramente finito un incubo a noi il compito di svegliarci per ricominciare a sognare.

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2 novembre 2017

Alessandro Mattavelli


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