Le sanzioni antiriciclaggio colpiscono la società e non il manager – Diario quotidiano del 2 ottobre 2017

Pubblicato il 2 ottobre 2017

1) Iva al 4% sui diritti di accesso alla banca dati “on line”
2) Li.pe. IVA: la sua presentazione di fatto inibisce il ravvedimento, soluzione per l’imprenditore in difficoltà?
3) Sanzioni Antiriciclaggio alla società in luogo del manager
4) In mancanza di notifica é inefficace l’accertamento con una nuova rendita catastale
5) Spesometro: ufficiale il differimento del termine per la trasmissione dei dati fatture al 5 ottobre 2017
6) Benefici sul gasolio nel settore del trasporto: software disponibile
7) Dogane: nuovo Customs Decision – CD utilizzabile dal 2 ottobre 2017
8) Attenzione alle false e-mail su avvisi di pagamento
9) Spetta l’esenzione da bollo sull’auto d’epoca se il fisco non emette l’accertamento
10) Assegno Inail: rivalutazione mensile
Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditate1) Iva al 4% sui diritti di accesso alla banca dati “on line” 2) Li.pe. IVA: la sua presentazione di fatto inibisce il ravvedimento, soluzione per l’imprenditore in difficoltà ? 3) Sanzioni Antiriciclaggio alla società in luogo del manager 4) In mancanza di notifica é inefficace l’accertamento con una nuova rendita catastale 5) Il direttore Ruffini concede il differimento del termine per la trasmissione dei dati fatture al 5 ottobre 2017 6) Benefici sul gasolio nel settore del trasporto: software disponibile 7) Dogane: nuovo Customs Decision – CD utilizzabile dal 2 ottobre 2017 8) Attenzione alle false e-mail su avvisi di pagamento 9) Spetta l’esenzione da bollo sull’auto d’epoca se il fisco non emette l’accertamento 10) Assegno Inail: rivalutazione mensile ****

1) Iva al 4% sui diritti di accesso alla banca dati “on line”

Le pubblicazioni veicolate attraverso il formato elettronico sono state equiparate, con la legge di stabilità 2015, ai prodotti editoriali cartacei che già scontavano l’imposta ridotta.

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 120/E del 28 settembre 2017, è favorevole all’applicabilità dell’aliquota ridotta Iva del 4% agli abbonamenti alle banche dati on line che consentono di acquisire il contenuto digitalizzato di libri e altre pubblicazioni aventi le caratteristiche di giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici, muniti di codice ISBN o ISSN.

Il parere delle Entrate é arrivato in risposta a un’istanza di interpello presentata da un ente che nel perseguimento delle proprie finalità istituzionali, consistenti, tra l'altro, nel rappresentare e valorizzare il sistema delle autonomie universitarie, intende realizzare economie nell’acquisto e nella gestione delle risorse elettroniche, a vantaggio delle università ed enti aderenti. A tal fine, l’istante chiedeva di conoscere l’aliquota Iva applicabile all’acquisto dei diritti di accesso alla banca dati “on line” nonché il trattamento da riservare ai servizi gratuiti di accesso e consultazione della banca dati. Con tale risoluzione, l’Agenzia chiarisce la portata applicativa dell’aliquota ridotta del 4%, prevista dal n. 18 della tabella A, parte II, allegata al Dpr 633/1972. Tale previsione esaminata alla luce della disposizione di cui all’articolo 1, comma 667, della legge n. 190/2014, (Stabilità 2015) che ha equiparato, ai fini Iva, le pubblicazioni veicolate tramite mezzi di comunicazione elettronica ai prodotti editoriali cartacei (giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici) che già scontano l’aliquota Iva del 4%. Secondo quest’ultima disposizione, infatti, ai fini dell’applicazione dell’aliquota Iva, sono da considerare giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici, tutte le pubblicazioni veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica purchè identificate da codice ISBN o ISSN. Codice adottato a livello internazionale che consente un’identificazione univoca del prodotto editoriale.

Dunque, nel momento in cui la finalità economica della conclusione del contratto di abbonamento sia quella di consentire all’abbonato di acquisire il contenuto digitalizzato di libri e altre pubblicazioni aventi le caratteristiche di giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici, muniti di codice ISBN o ISSN, anche a tale operazione di abbonamento si applica l'aliquota Iva del 4%.

Viene equiparata, in tal modo, sotto il profilo del trattamento Iva, la fornitura di prodotti editoriali in formato digitale (da considerare prestazione servizi, resa tramite mezzi elettronici) alla fornitura di prodotti editoriali in formato cartaceo (da considerare cessione di beni).

La nuova risoluzione dell’Agenzia non si discosta con quanto già chiarito dalla circolare n. 20/E del 18 maggio 2016 che, illustrando l'ambito di applicazione dell’articolo 1, comma 667, della legge 190/2014, aveva già riconosciuto l’applicabilità dell’aliquota ridotta alla consultazione di biblioteche on line che mettono a disposizione (per un periodo di tempo determinato) il contenuto digitalizzato di giornali e notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri, periodici.

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2) Li.pe. IVA: la sua presentazione di fatto inibisce il ravvedimento, soluzione per l’imprenditore in difficoltà?

Disperazione tributaria

La vicenda degli avvisi bonari conseguenti al nuovo obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva riassume lo stato di disperazione fiscale vigente nel nostro paese.

Il fisco sta inviando la comunicazione “bonaria” in esito alle nuove comunicazioni a prescindere dalla sussistenza del pericolo per la riscossione. Questo di fatto blocca il ravvedimento operoso agli imprenditori in crisi di liquidità.

In questo modo viene “aggirata” la disposizione sul ravvedimento, rendendola, di fatto, priva di contenuto, poiché viene data la possibilità all’Agenzia di controllare i versamenti periodici prima della presentazione della dichiarazione.

Tuttavia, la stessa Agenzia delle Entrate ha di recente fornito un rimedio, ovvero una possibile soluzione per gli imprenditori in difficoltà finanziaria che potrebbero continuare ad autofinanziarsi con l’Iva pagata in ritardo ma sempre fruendo del ravvedimento operoso.

Infatti, paradossalmente, basta non presentare la comunicazione trimestrale Iva, in tal modo l’Erario non viene subito a conoscenza della violazione e non può immediatamente contestarla, per poi regolarizzarla in sede di dichiarazio