Le sanzioni antiriciclaggio colpiscono la società e non il manager – Diario quotidiano del 2 ottobre 2017

Pubblicato il 2 ottobre 2017



1) Iva al 4% sui diritti di accesso alla banca dati “on line”
2) Li.pe. IVA: la sua presentazione di fatto inibisce il ravvedimento, soluzione per l’imprenditore in difficoltà?
3) Sanzioni Antiriciclaggio alla società in luogo del manager
4) In mancanza di notifica é inefficace l’accertamento con una nuova rendita catastale
5) Spesometro: ufficiale il differimento del termine per la trasmissione dei dati fatture al 5 ottobre 2017
6) Benefici sul gasolio nel settore del trasporto: software disponibile
7) Dogane: nuovo Customs Decision – CD utilizzabile dal 2 ottobre 2017
8) Attenzione alle false e-mail su avvisi di pagamento
9) Spetta l’esenzione da bollo sull’auto d’epoca se il fisco non emette l’accertamento
10) Assegno Inail: rivalutazione mensile
Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditate1) Iva al 4% sui diritti di accesso alla banca dati “on line” 2) Li.pe. IVA: la sua presentazione di fatto inibisce il ravvedimento, soluzione per l’imprenditore in difficoltà ? 3) Sanzioni Antiriciclaggio alla società in luogo del manager 4) In mancanza di notifica é inefficace l’accertamento con una nuova rendita catastale 5) Il direttore Ruffini concede il differimento del termine per la trasmissione dei dati fatture al 5 ottobre 2017 6) Benefici sul gasolio nel settore del trasporto: software disponibile 7) Dogane: nuovo Customs Decision – CD utilizzabile dal 2 ottobre 2017 8) Attenzione alle false e-mail su avvisi di pagamento 9) Spetta l’esenzione da bollo sull’auto d’epoca se il fisco non emette l’accertamento 10) Assegno Inail: rivalutazione mensile ****

1) Iva al 4% sui diritti di accesso alla banca dati “on line”

Le pubblicazioni veicolate attraverso il formato elettronico sono state equiparate, con la legge di stabilità 2015, ai prodotti editoriali cartacei che già scontavano l’imposta ridotta.

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 120/E del 28 settembre 2017, è favorevole all’applicabilità dell’aliquota ridotta Iva del 4% agli abbonamenti alle banche dati on line che consentono di acquisire il contenuto digitalizzato di libri e altre pubblicazioni aventi le caratteristiche di giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici, muniti di codice ISBN o ISSN.

Il parere delle Entrate é arrivato in risposta a un’istanza di interpello presentata da un ente che nel perseguimento delle proprie finalità istituzionali, consistenti, tra l'altro, nel rappresentare e valorizzare il sistema delle autonomie universitarie, intende realizzare economie nell’acquisto e nella gestione delle risorse elettroniche, a vantaggio delle università ed enti aderenti. A tal fine, l’istante chiedeva di conoscere l’aliquota Iva applicabile all’acquisto dei diritti di accesso alla banca dati “on line” nonché il trattamento da riservare ai servizi gratuiti di accesso e consultazione della banca dati. Con tale risoluzione, l’Agenzia chiarisce la portata applicativa dell’aliquota ridotta del 4%, prevista dal n. 18 della tabella A, parte II, allegata al Dpr 633/1972. Tale previsione esaminata alla luce della disposizione di cui all’articolo 1, comma 667, della legge n. 190/2014, (Stabilità 2015) che ha equiparato, ai fini Iva, le pubblicazioni veicolate tramite mezzi di comunicazione elettronica ai prodotti editoriali cartacei (giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici) che già scontano l’aliquota Iva del 4%. Secondo quest’ultima disposizione, infatti, ai fini dell’applicazione dell’aliquota Iva, sono da considerare giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici, tutte le pubblicazioni veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica purchè identificate da codice ISBN o ISSN. Codice adottato a livello internazionale che consente un’identificazione univoca del prodotto editoriale.

Dunque, nel momento in cui la finalità economica della conclusione del contratto di abbonamento sia quella di consentire all’abbonato di acquisire il contenuto digitalizzato di libri e altre pubblicazioni aventi le caratteristiche di giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici, muniti di codice ISBN o ISSN, anche a tale operazione di abbonamento si applica l'aliquota Iva del 4%.

Viene equiparata, in tal modo, sotto il profilo del trattamento Iva, la fornitura di prodotti editoriali in formato digitale (da considerare prestazione servizi, resa tramite mezzi elettronici) alla fornitura di prodotti editoriali in formato cartaceo (da considerare cessione di beni).

La nuova risoluzione dell’Agenzia non si discosta con quanto già chiarito dalla circolare n. 20/E del 18 maggio 2016 che, illustrando l'ambito di applicazione dell’articolo 1, comma 667, della legge 190/2014, aveva già riconosciuto l’applicabilità dell’aliquota ridotta alla consultazione di biblioteche on line che mettono a disposizione (per un periodo di tempo determinato) il contenuto digitalizzato di giornali e notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri, periodici.

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2) Li.pe. IVA: la sua presentazione di fatto inibisce il ravvedimento, soluzione per l’imprenditore in difficoltà?

Disperazione tributaria

La vicenda degli avvisi bonari conseguenti al nuovo obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva riassume lo stato di disperazione fiscale vigente nel nostro paese.

Il fisco sta inviando la comunicazione “bonaria” in esito alle nuove comunicazioni a prescindere dalla sussistenza del pericolo per la riscossione. Questo di fatto blocca il ravvedimento operoso agli imprenditori in crisi di liquidità.

In questo modo viene “aggirata” la disposizione sul ravvedimento, rendendola, di fatto, priva di contenuto, poiché viene data la possibilità all’Agenzia di controllare i versamenti periodici prima della presentazione della dichiarazione.

Tuttavia, la stessa Agenzia delle Entrate ha di recente fornito un rimedio, ovvero una possibile soluzione per gli imprenditori in difficoltà finanziaria che potrebbero continuare ad autofinanziarsi con l’Iva pagata in ritardo ma sempre fruendo del ravvedimento operoso.

Infatti, paradossalmente, basta non presentare la comunicazione trimestrale Iva, in tal modo l’Erario non viene subito a conoscenza della violazione e non può immediatamente contestarla, per poi regolarizzarla in sede di dichiarazione Iva attraverso l’istituto del ravvedimento operoso.

Soluzione legale

Proprio l’Agenzia delle entrate ha pubblicato la risoluzione n. 104/E del 28 luglio 2017, sempre sul tema delle comunicazioni dei dati delle fatture e delle liquidazioni periodiche I.V.A, per chiarire l’istituto del ravvedimento operoso con le sanzioni ridotte, precisando che l’obbligo di invio telematico della comunicazione trimestrale Iva viene meno laddove la regolarizzazione intervenga direttamente con la dichiarazione annuale IVA ovvero dopo la sua presentazione. In particolare, se con la dichiarazione annuale sono inviati/integrati/corretti i dati omessi/incompleti/errati nelle comunicazioni periodiche, è dovuta la sola sanzione di cui all’articolo 11, comma 2-ter, del D.Lgs. n. 471 del 1997, eventualmente ridotta.

Ad esempio, nell’ipotesi di omessa comunicazione della liquidazione periodica relativa al primo trimestre del 2017, qualora il contribuente si ravveda poi il 10 settembre 2018, se nella dichiarazione annuale IVA 2018 (presentata entro la scadenza del 30 aprile 2018) vengono poi correttamente riepilogati i dati della comunicazione trimestrale omessa, occorre versare solo euro 71,43 (sanzione base di euro 500 ridotta a 1/8) - articolo 13, comma 1, lett. b), del D.Lgs. n. 472 del 1997.

Considerazione

Purtuttavia, è da ritenere che il Commercialista debba astenersi dal suggerire, ancor più a regime, tale soluzione, magari ritenendo le scelte del Legislatore ingiuste, ma è suo dovere portare avanti l’incarico ricevuto di adempiere a tutti gli obblighi contabili e fiscali del cliente.

Il problema potrebbe sorgere qualora il cliente si rifiutasse di firmare la comunicazione periodica Iva e, di conseguenza, il professionista non sarebbe nelle condizioni di procedere all’adempimento telematico. Ma questa è un'altra storia, ci fermiamo qui con le considerazioni.

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3) Sanzioni antiriciclaggio alla società in luogo del manager

Sanzionabile la società per violazione della disciplina antiriciclaggio, anche quando l’illecito si è estinto nei confronti del legale rappresentante. La società poi potrà rivalersi, perseguendo il soggetto responsabile dell’infrazione. A questa decisione è pervenuta la Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la con la sentenza n. 22082 del 22 settembre 2017. Respinto così il ricorso presentato dalla difesa di una srl che si era vista infliggere una sanzione pecuniaria per violazione della norma sull’utilizzo dei contanti.

Nel caso di specie è stata confermata la sanzione amministrativa irrogata ad una Srl, quale obbligata in solido, per la violazione delle norme in tema di antiriciclaggio posta in essere dalla legale rappresentante della medesima.

La società si era opposta eccependo che l’estinzione dell’illecito nei confronti del legale rappresentante, cui non era stata effettuata la contestazione nel termine previsto dall’articolo 14, secondo comma, Legge n. 689/81, avrebbe dovuto comportare l’estinzione anche della sua obbligazione quale soggetto tenuto in solido.

Viceversa, secondo la Suprema Corte la società è obbligata al pagamento della sanzione amministrativa anche nel caso in cui l’illecito contestato a carico del legale rappresentante, autore della violazione, si sia estinto per mancata tempestiva notifica.

L’estinzione dell’illecito nei confronti del legale rappresentante, difatti, non comporta l’estinzione anche dell’obbligazione posta a carico della società, quale soggetto obbligato in solido ex articolo 6 della legge n. 689/1981.

Natura della responsabilità dell’obbligato solidale

Nell’ambito del sistema dell’illecito amministrativo, la solidarietà prevista da tale norma non si limita ad assolvere una funzione di sola garanzia, ma persegue anche uno scopo pubblicistico di “deterrenza generale” nei confronti di chi, persona fisica o ente, abbia interagito con il trasgressore rendendo possibile la violazione.

Ne consegue che l’obbligazione del corresponsabile solidale è autonoma rispetto a quella dell’obbligato in via principale, e così, non dipendendone, essa non viene meno nell’ipotesi in cui quest’ultima si estingua per mancata tempestiva notificazione, ai sensi dell’articolo 14, ultimo comma, Legge n. 689/81.

L’obbligato solidale che abbia pagato la sanzione, tuttavia, conserva l’azione di regresso per l’intero, ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo 6 citato, verso l’autore della violazione. Difatti quest’ultimo non può eccepire, all’interno di tale ultimo rapporto “di sola rilevanza privatistica”, l’estinzione del suo obbligo verso l’Amministrazione.

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4) In mancanza di notifica é inefficace l’accertamento con una nuova rendita catastale

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22789 del 28 settembre 2017, ritiene che, per le rendite catastali attribuite a partire dal primo gennaio 2000, la notifica rappresenta un elemento costitutivo della loro efficacia. Ne deriva che in assenza di notifica, l’accertamento emesso dal comune ai fini Ici è nullo.

Con tale principio la Suprema Corte ha fatto chiarezza sull’esatta applicazione dell’articolo 74 della legge 342/2000, affermando che per le rendite catastali attribuite a partire dal primo gennaio 2000, la notifica rappresenta un elemento costitutivo della loro efficacia. Ne deriva che in assenza di notifica, l’accertamento emesso dal comune ai fini ICI è nullo. La vicenda prende le mosse da un contribuente che, avendo eseguito dei lavori sull’immobile, aveva denunciato una variazione al catasto, ai fini della modificazione in aumento della rendita iscritta. Successivamente, il Comune procedeva a notificare un avviso di accertamento ai fini dell’ICI dovuta, applicando la maggiore rendita attribuita dal catasto.

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5) Spesometro: il direttore Ruffini concede il differimento del termine per la trasmissione dei dati fatture emesse e ricevute al 5 ottobre 2017

Il direttore dell’Agenzia delle entrate, con il provvedimento n. 199339 del 28 settembre 2017, pubblicato sul sito internet istituzionale (che tiene luogo della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell’articolo 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244), in base alle funzioni attribuitegli, ha accertato l’irregolare funzionamento del servizio telematico denominato “Fatture e Corrispettivi” per i giorni dal 22 al 25 settembre 2017 e, quindi, ha disposto il differimento del termine di scadenza per la trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute al 5 ottobre 2017.

Motivazioni

Il funzionamento del servizio telematico “Fatture e Corrispettivi” è stato sospeso dal 22 al 25 settembre 2017. Conseguentemente, il termine del 28 settembre 2017 per la trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute previsti dall’art. 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010 n. 122, è differito al 5 ottobre 2017.

Spesometro: sanzioni senza discrezionalità degli uffici

Il viceministro all’Economia, Luigi Casero, prova sgombrare il campo dai dubbi che avvolgono sempre di più lo spesometro. A partire dalle sanzioni: non sarà lasciata ai singoli uffici dell’Agenzia delle Entrate alcuna discrezionalità sulla disapplicazione delle sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato entro il prossimo 13 ottobre. Una risposta che spazza via i dubbi sollevati dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti che avevano paventato il rischio di ulteriori criticità oltre al blocco del sistema di invio.

Casero ha dunque confermato un intervento a breve sulla sospensione delle sanzioni per gli errori formali legati a questo primo invio delle comunicazioni Iva: «Stiamo valutando se farlo in via regolamentare o con un provvedimento di legge mirato». Comunque sia ci sarà un confronto con il Parlamento, ha aggiunto il viceministro confermando che la prossima manovra sarà la sede giusta per una «revisione complessiva dello spesometro, soprattutto per renderlo più semplice e più efficace». E lo si farà ascoltando nelle prossime settimane tutti gli attori interessati dallo strumento a partire dalle associazioni di categoria e dei professionisti.

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6) Benefici sul gasolio nel settore del trasporto: software disponibile

L’Agenzia delle Dogane ha pubblicato la nota n. 107855 del 26 settembre 2017 relativa ai benefici sul gasolio per uso autotrazione utilizzato nel settore del trasporto, con la quale ha comunicato la disponibilità del software aggiornato tramite cui presentare la dichiarazione relativa al terzo trimestre 2017.

Si tratta, quindi, dei benefici sul gasolio per uso autotrazione utilizzato nel settore del trasporto: Rimborso sui quantitativi di prodotto consumati nel terzo trimestre dell’anno 2017.

In relazione ai consumi di gasolio effettuati tra il 1° luglio e il 30 settembre dell’anno in corso, la dichiarazione necessaria alla fruizione dei benefici fiscali previsti dalla legislazione vigente dovrà essere presentata dal 1° al 31 ottobre 2017.

A tal proposito, l’Agenzia evidenzia quanto segue.

Disponibilità del software

Sul sito Internet di questa Agenzia, all’indirizzo www.agenziadogane.gov.it (Dogane – In un click – Accise – Benefici per il gasolio da autotrazione – Benefici gasolio autotrazione 3° trimestre 2017) è disponibile il software aggiornato per la compilazione e la stampa della dichiarazione relativa al terzo trimestre 2017.

Per i soggetti che non si avvalgono del Servizio Telematico Doganale – E.D.I., per il quale si rinvia al paragrafo V), si rammenta che il contenuto della dichiarazione di consumo presentata in forma cartacea e resa ai sensi degli artt. 47 e 48 del D.P.R. n. 445/2000 deve essere riprodotto su supporto informatico (CD-rom, DVD, pen drive USB) da consegnare unitamente alla medesima dichiarazione.

Come è noto, sono competenti alla ricezione delle dichiarazioni:

- per le imprese nazionali: l’Ufficio delle Dogane territorialmente competente rispetto alla sede operativa dell’impresa o, nel caso di più sedi operative, quello competente rispetto alla sede legale dell’impresa o alla principale tra le sedi operative;

- per le imprese comunitarie obbligate alla presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia: l’Ufficio delle Dogane territorialmente competente rispetto alla sede di rappresentanza dell’impresa;

- per le imprese comunitarie non obbligate alla presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia: l’Ufficio delle Dogane di Roma I.

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7) Dogane: nuovo Customs Decision – CD utilizzabile dal 2 ottobre 2017

Il nuovo sistema unionale delle decisioni doganali (Customs Decision - CD) è utilizzabile dal 2 ottobre 2017.

Si tratta del sistema messo a disposizione dai Servizi della Commissione Europea secondo il programma stabilito nella Decisione di esecuzione (UE) 2016/578 dell’11 aprile 2016.

Lo rende noto l’Agenzia delle Dogane con il comunicato del 29 settembre 2017.

Decisioni gestite dal sistema “Customs Decisions” Decisione

Riferimento normativo

Domanda e autorizzazione per la semplificazione della determinazione degli importi che costituiscono parte del valore in dogana delle merci

Articolo 73 del CDU

Domanda e autorizzazione per la fornitura di una garanzia globale, compresa un’eventuale riduzione o dispensa

Articolo 95 del CDU

Domanda e autorizzazione per la dilazione del pagamento del dazio dovuto, qualora l’autorizzazione non sia concessa in relazione a una singola operazione

Articolo 110 del CDU

Domanda e autorizzazione per l’utilizzo di magazzini di custodia temporanea

Articolo 148 del CDU

Domanda e autorizzazione per istituire servizi regolari di trasporto marittimo

Articolo 120 del RD

Domanda e autorizzazione per la qualifica di emittente autorizzato

Articolo 128 del RD

Domanda e autorizzazione per l’uso della dichiarazione semplificata

Articolo 166(2) del CDU

Domanda e autorizzazione di sdoganamento centralizzato

Articolo 179 del CDU

Domanda e autorizzazione per presentare la dichiarazione in dogana mediante iscrizione di dati nelle scritture del dichiarante, anche per le procedure di esportazione

Articolo 182 del CDU

Domanda e autorizzazione di autovalutazione

Articolo 185 del CDU

Domanda e autorizzazione per la qualifica di pesatore autorizzato di banane

Articolo 155 del RD

Domanda e autorizzazione per il ricorso al regime di perfezionamento attivo

Articolo 211 (1)(a) del CDU

Domanda e autorizzazione per il ricorso al regime di perfezionamento passivo

Articolo 211 (1)(a) del CDU

Domanda e autorizzazione per il ricorso alla procedura di uso finale

Articolo 211 (1)(a) del CDU

Domanda e autorizzazione per il ricorso al regime di ammissione temporanea

Articolo 211 (1)(a) del CDU

Domanda e autorizzazione per la gestione di strutture di deposito per il deposito doganale delle merci

Articolo 211 (1)(b) del CDU

Domanda e autorizzazione per la qualifica di destinatario autorizzato ai fini della procedura TIR

Articolo 230 del CDU

Domanda e autorizzazione per la qualifica di speditore autorizzato ai fini del transito unionale

Articolo 233 (4)(a) del CDU

Domanda e autorizzazione per la qualifica di destinatario autorizzato ai fini del transito unionale

Articolo 233 (4)(b) del CDU

Domanda e autorizzazione per l’uso dei sigilli di tipo speciale

Articolo 233 (4)(c) del CDU

Domanda e autorizzazione per l’uso della dichiarazione di transito con requisiti in materia di dati ridotti

Articolo 233 (4)(d) del CDU

Domanda e autorizzazione per l’uso di un documento di trasporto elettronico come dichiarazione in dogana

Articolo 233 (4)(e) del CDU

Pertanto dal 2 ottobre, in applicazione dell’art.6, parag.1, del Reg. (UE) n. 952/2013 – CDU - è possibile gestire le istanze e le autorizzazioni (decisioni), indicate nell’art.2 del Reg. (UE) n.2447/2015 – RE – ed elencate nell’allegato al presente comunicato, attraverso il sistema delle decisioni doganali e non più in forma cartacea.

Il suddetto sistema permette agli operatori economici, attraverso il “Trade Portal”, di presentare in formato elettronico le domande di decisione e agli Uffici doganali competenti di gestire tali richieste e rilasciare i relativi provvedimenti attraverso il “Customs Decision Management System”.

In conseguenza, per i procedimenti relativi alle decisioni indicate nell’art. 2 RE, gestiti nell’ambito del nuovo sistema informatizzato, non vanno più utilizzati i modelli di istanza e di decisione cartacei (unionali o nazionali) finora impiegati (salvo in caso di non disponibilità del sistema); restano invece validi gli attuali modelli di istanza/autorizzazione previsti per i procedimenti/provvedimenti che non rientrano nel sistema delle decisioni elencate nel suddetto art. 2 del RE.

Qualora si renda necessario, in base alle disposizioni unionali e nazionali che disciplinano i requisiti, i criteri e le condizioni per la richiesta e l’adozione delle decisioni doganali, fornire informazioni ed indicazioni complementari rispetto a quelle evidenziate nelle singole caselle degli schemi informatizzati, potranno essere utilizzati a tal fine i campi scrivibili e gli allegati dei modelli autorizzativi di interesse. In tali campi, ad esempio, dovranno essere inserite a cura dei competenti Uffici doganali le informazioni di rito relative alle modalità ed ai termini di impugnabilità della decisione adottata (“general remark”).

Tenuto conto della prossima adozione, da parte della Commissione europea, di un Regolamento recante, tra l’altro, le regole di governo e la disciplina di taluni aspetti procedurali del sistema elettronico a supporto delle decisioni doganali, più dettagliate informazioni ed indicazioni saranno fornite a seguito della emanazione di tale base giuridica nonché delle altre precisazioni che perverranno da parte dei competenti Servizi della Commissione.

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8) Attenzione alle false e-mail su avvisi di pagamento

Agenzia delle entrate-Riscossione sta ricevendo diverse segnalazioni relative a messaggi di posta elettronica con mittente riscossione.agenziaentrate@swisspay.it e assistenza.equitalia@italia.it, contenenti presunti avvisi di pagamento per conto di Agenzia delle entrate-Riscossione o Equitalia SpA, che invitano a scaricare file, utilizzare link esterni o effettuare pagamenti.

Agenzia delle entrate-Riscossione è assolutamente estranea all'invio di questi messaggi, pertanto raccomanda di non tenere conto della e-mail ricevuta, di eliminarla senza scaricare alcun allegato e di non effettuare i pagamenti richiesti.

(Agenzia delle entrate-Riscossione, nota del 29 settembre 2017-09-29

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9) Spetta l’esenzione da bollo sull’auto d’epoca se il fisco non emette l’accertamento

Lo ha deciso la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 22505 del 27 settembre 2017.

Un contribuente si era visto recapitare una cartella emessa per il pagamento della tassa automobilistica, relativa al 2005, in relazione ad un veicolo immatricolato da oltre 20 anni ritenuto “di particolare interesse storico e collezionistico” ai sensi dell’art. 63 della Legge n. 342/2000.

La Cassazione ha respinto il ricorso dell’ente impositore, riconoscendo la decisione del giudice di merito già favorevole al contribuente. «L’esenzione della tassa di possesso automobilistica prevista dall’art. 63 , comma 2, della Legge 21 novembre 2000, n. 342, in favore dei veicoli ritenuti di particolare interesse storico e collezionistico dipende dall’accertamento costitutivo dell’ASI, delegata all’adempimento di tale compito». Tale accertamento «è limitato ad un elenco analitico di modelli e marche, ed ha portata generale ed astratta, riferita, cioè, a categorie complessive di veicoli (nella specie, immatricolati da oltre vent’anni con determinate caratteristiche tecniche). Ne consegue che la contestazione circa l’insussistenza dei requisiti legittimanti l’esenzione deve essere oggetto di un apposito avviso di accertamento e non può, invece, costituire il presupposto implicito di una procedura di riscossione, sul mero presupposto del non avvenuto adempimento dell’imposta integrale».

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10) Assegno Inail: rivalutazione mensile

Assegno di incollocabilità – rivalutazione importo mensile dal 1° luglio 2017. L’Inail, con la circolare n. 40 del 27 settembre 2017, comunica la rivalutazione dell’importo mensile a decorrere dal 1° luglio 2017 dell’Assegno di incollocabilità.

L’importo mensile dell’assegno di incollocabilità è confermato, a decorrere dal 1° luglio 2017, nella misura di euro 256,39, già vigente dal 1° luglio 2016.

Anche per l’anno 2016, infatti, l’Istat ha registrato una variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati intervenuta rispetto all’anno precedente al consumo pari a – 0,1%.

L’importo del predetto assegno è stato, pertanto, confermato in base alla legge di stabilità 2016 che, come già noto, ha stabilito che con riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri ad esse connessi, la percentuale di adeguamento non può mai risultare inferiore a zero.

Come per lo scorso anno, non sono previste operazioni di conguaglio da parte dell’Istituto.

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Riduzione contributiva riconosciuta in favore delle imprese in solidarietà

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, ha emanato, il Decreto Interministeriale n. 2 del 27 settembre 2017, con la riduzione contributiva (di cui all’art. 6, comma 4, del Decreto-legge n. 510 del 1996) riconosciuta in favore delle imprese che stipulano o hanno in corso contratti di solidarietà.

La riduzione contributiva è riconosciuta nella misura del 35% della contribuzione a carico del datore di lavoro dovuta per i lavoratori interessati alla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%.

Vincenzo D’Andò