Testo unico società a partecipazione pubblica: le novità del decreto correttivo ed i nuovi adempimenti

Il decreto correttivo è stato approvato ed ora il Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica portato dal D.Lgs. n. 175/2016 continuerà ad essere efficace senza il timore degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 251 del 2016.
Infatti Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della legge di riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124), che integra e modifica il “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”.
Le novità del correttivo si era già intuite nella seduta del 16 marzo 2017 quanto la Conferenza Unificata ha sancito l’intesa, ai sensi dell’articolo 16, comma 4, della legge 7 agosto 2015, n. 124, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale sopra citata, sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 19 agosto 2016, n.175, recante “Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica” (“TUSP”).
Si profilano importanti novità sul fronte della governance delle società a partecipazione pubblica è ciò con specifico riferimento sui parametri finanziari contenuti nell’art. 20 comma 2 (rubricato) che dovranno essere utilizzati dalla Pubbliche Amministrazioni per valutare la detenibilità delle propri partecipazioni e in caso di esito negativo dell’indagine sottoporre le stesse a “un piano di riassetto per la loro razionalizzazione, fusione o soppressione, anche mediante messa in liquidazione o cessione.” Detti parametri, per quanto di interesse in questa sede, risultano essere:
i) società che risultino prive di dipendenti o abbiano un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti;
ii) partecipazioni in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali;
iii) partecipazioni in società che, nel triennio precedente, abbiano conseguito un fatturato medio non superiore a un milione di euro;
iv) partecipazioni in società diverse da quelle costituite per la gestione di un servizio d’interesse generale che abbiano prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti.
Lo spirito dell’Intesa raggiunta sul punto sembra andare in una duplice direzione: da un lato prevedere un periodo di transizione di tre esercizi prima di fare scattare i parametri previsti del decreto correttivo nel testo pre adottato dall’Esecutivo e dall’altro lato favorire processi aggregativi ed espansivi sia attraverso integrazioni fra soggetti che attraverso acquisizioni di servizi anche “extra moenia”
Ci si riferisce ai punti dell’Intesa, contenuti nell’allegato B:
«a) consentire alle amministrazioni pubbliche le partecipazioni in società che producano servizi di interesse economico generale a rete anche oltre l’ambito territoriale della collettività di riferimento, fatta salva, per tali partecipazioni, la piena applicazione del criterio di cui all’articolo 20, comma 2, lettera e), del D.Lgs. 175/2016 relativo alla razionalizzazione delle società costituite per la gestione di un servizio d’interesse generale che si trovino in perdita strutturale (risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti);
b) disporre che ai fini della prima applicazione della soglia di fatturato di cui all’articolo 20, comma 2, lettera d) (razionalizzazione delle partecipazioni in società che, nel triennio precedente, abbiano conseguito un fatturato medio non superiore a un milione di euro), si consideri la media del triennio 2017-2019 e, nelle more, in via transitoria, anche ai fini della revisione straordinaria di cui all’articolo 24, venga immediatamente applicata, ai fini di cui all’articolo 20, comma 2, lettera d), la soglia di fatturato medio di 500.000 euro;
c) disporre che, per le società di …

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