Diario quotidiano del 14 giugno 2017 – ecco la circolare sulla Voluntary Disclosure

Pubblicato il 14 giugno 2017

1) Le novità sul regime dell’adempimento collaborativo
2) Fisco sulle locazioni brevi: si attende il provvedimento attuativo delle entrate
3) Voluntary disclosure bis: arrivati i chiarimenti delle Entrate
4) Assonime sugli obblighi di comunicazione delle informazioni non finanziarie
5) Nuova governance della spesa pubblica per beni, servizi e infrastrutture
6) Come cambia la riscossione dall'1 luglio
7) Isi 2016 e agricoltura: click day il entro il 19 giugno
8) Sisma: si auspica la ripresa, intanto aiuti ai commercialisti
9) Bonus Sud: dai Consulenti del lavoro arriva una nuova FAQ
10) Lavori usuranti: le novità dopo la Legge di stabilità spiegate nella circolare del CNCL
evento-modolo-roma-giugno-20171) Le novità sul regime dell’adempimento collaborativo 2) Fisco sulle brevi locazioni: si attende il provvedimento attuativo delle entrate 3) Voluntary disclosure bis: arrivati i chiarimenti delle Entrate 4) Assonime sugli obblighi di comunicazione delle informazioni non finanziarie 5) Nuova governance della spesa pubblica per beni, servizi e infrastrutture 6) Come cambia la riscossione dal 1° luglio 7) Isi 2016 e agricoltura: click day il entro il 19 giugno 8) Sisma: si auspica la ripresa, intanto aiuti ai commercialisti (anche previdenziali e sulla formazione continua) nei territori colpiti 9) Bonus Sud: dai Consulenti del lavoro arriva una nuova FAQ 10) Lavori usuranti: le novità dopo la Legge di stabilità spiegate nella circolare del CNCL *****

1) Le novità sul regime dell’adempimento collaborativo

Sul regime dell’adempimento collaborativo (c.d. “cooperative compliance”) le novità principali introdotte dall’Agenzia delle entrate con il provvedimento n. 101573 del 26 maggio 2017, riguardano le modalità di svolgimento della procedura e le cause di esclusione dal regime. Si tratta del provvedimento di attuazione della relativa disciplina.

Modalità di svolgimento della procedura

In sede di prima applicazione del regime (fino a fine 2019), dopo l’ammissione l’Agenzia delle entrate (Ade) invita l’impresa a comparire, tramite legale rappresentante o procuratore, per aprire la procedura di adempimento collaborativo e le assegna almeno due funzionari di riferimento.

Nel corso degli incontri successivi l’impresa comunica all’Ade, tramite PEC, le situazioni suscettibili di generare rischi fiscali significativi e le operazioni che possono rientrare nella pianificazione fiscale aggressiva.

L’Ade risponde con pareri motivati, comunicati all’impresa tramite PEC, raccomandata A/R o in mani proprie.

Se la questione sottoposta all’Ade attiene al trattamento fiscale di operazioni ritenute strategiche dall’impresa, l’Ade la invita in contraddittorio per concordare una soluzione condivisa, formalizzata in un “accordo di adempimento collaborativo”. L’accordo è vincolante per il periodo d’imposta nel corso del quale è stata definita la soluzione condivisa e per i periodi d’imposta successivi, salvo rilevanti mutamenti nelle circostanze di fatto o di diritto.

Al termine di ogni periodo d’imposta, l’Ade e l’impresa si incontrano per riepilogare le questioni affrontate e condivise, quelle non condivise e quelle rinviate.

Il contenuto dell’incontro viene riportato nella “nota di chiusura della procedura”.

Cause di esclusione dal regime

Costituisce causa di esclusione dal regime anche la condanna, con sentenza passata in giudicato, di amministratori, dirigenti o firmatari delle dichiarazioni fiscali dell’impresa, per i reati di dichiarazione fraudolenta, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, per fatti avvenuti durante il regime.

L’Agenzia delle entrate invita l’impresa a far pervenire, entro 60 giorni, eventuali memorie difensive. Se le valuta inidonee oppure se l’impresa non le presenta entro il termine, l’Ade la esclude dal regime.

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2) Fisco sulle brevi locazioni: si attende il provvedimento attuativo delle entrate

Nuovo regime fiscale delle locazioni brevi: Per l’applicazione delle nuove regole si attende l’apposito provvedimento dell’Agenzia delle entrate con le disposizioni attuative.

Come è noto, l’art. 4 del Decreto Legge n. 50/2017 ha introdotto importanti novità sulla tassazione delle locazioni brevi di immobili ad uso abitativo, con l’obiettivo di fare emergere redditi prima non dichiarati derivanti dalla concessione in uso di immobili per un periodo limitato di tempo, inferiore a 30 giorni, non essendo obbligatoria la registrazione dei relativi contratti.

Ambito soggettivo

La disciplina riguarda solo i soggetti privati, ovvero persone fisiche che non esercitano attività d’impresa.

Ambito oggettivo

Le “locazioni brevi” sono dei contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, di durata non superiore a 30 giorni (inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali), stipulati direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online.

Sublocazione

Il nuovo regime è applicabile anche ai corrispettivi lordi percepiti derivanti:

- dai contratti di sublocazione, ad oggi disciplinati tra i redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, lett. h), del Tuir;

- dai contratti a titolo oneroso conclusi dal comodatario aventi ad oggetto il godimento dell’immobile a favore di terzi, stipulati alle condizioni previste.

Decorrenza

In relazione alla decorrenza delle nuove disposizioni e al regime fiscale derivante dai redditi percepiti, viene disposto che “a decorrere dal 1° giugno 2017, ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve stipulati a partire da tale data si applicano le disposizioni relative alla cedolare secca di cui all’articolo 3 del D.Lgs. 23/2011, con l’aliquota del 21% in caso di opzione”.

Pertanto, la nuova norma si applica ai contratti di locazione breve stipulati a decorrere dal 1° giugno 2017 e prevede che il contribuente abbia la possibilità di:

- assoggettare ad Irpef ordinaria i redditi in esame;

- optare per l’applicazione della cedolare secca con aliquota al 21%.

Adempimenti degli intermediari immobiliari

Inoltre, si introducono nuovi adempimenti a carico dei soggetti che intervengono nella stipula dei contratti di locazione breve.

In particolare si prevede che i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali on-line, mettendo in contatto persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare, devono trasmettere all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai contratti conclusi per il loro tramite a decorrere dal 1° giugno 2017; in caso di omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati viene prevista l’irrogazione della sanzione di cui all’articolo 11 del D.Lgs. 471/1997 (da euro 250 ad euro 2.000), ridotta alla metà se la trasmissione viene effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza, ovvero se, nel medesimo termine, viene effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Oltre all’obbligo di comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati viene poi introdotto un ulteriore adempimento in capo a tali soggetti intermediari i quali, qualora incassino i canoni o i corrispettivi sulle locazioni a breve per conto dei proprietari, dovranno assumere anche il ruolo di sostituti d’imposta, per assicurare un effettivo contrasto all’evasione fiscale.

In particolare dovranno:

- operare una ritenuta del 21% sull’ammontare dei canoni e corrispettivi all’atto dell’accredito;

- provvedere al relativo versamento con le modalità di cui all’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997, ovvero tramite modello F24;

- rilasciare la certificazione ai sensi dell’articolo 4 del D.P.R. 322/1998.

La ritenuta operata:

- nel caso di opzione per il regime della cedolare secca sarà una ritenuta a titolo d’imposta;

- nel caso in cui non sia stata esercitata l’opzione per l’applicazione del regime di cedolare secca, e quindi opera il regime di tassazione ordinaria dei proventi percepiti, la ritenuta si considera operata a titolo di acconto.

Provvedimento attuativo

Per l’applicazione delle nuove regole si attende l’apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate contenente le disposizioni attuative, incluse quelle relative alla trasmissione e conservazione dei dati da parte dell’intermediario, che deve essere emanato entro 90 giorni dall’entrata in vigore del D.L. 50/2017 (24 aprile 2017).

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3) Voluntary disclosure bis: arrivati i chiarimenti delle Entrate

I contribuenti che decidono di rimediare spontaneamente alle omissioni e alle irregolarità commesse fino al 30 settembre 2016 in materia di detenzione di attività finanziarie possono avvalersi, entro il 31 luglio 2017, della riapertura dei termini per l’accesso alla procedura di collaborazione volontaria per l’emersione e il rientro di capitali. C’è tempo fino al 30 settembre 2017, invece, per l’integrazione delle istanze, i documenti e le informazioni.

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 19/E del 13 giugno 2017, ha fornito chiarimenti sulle novità introdotte dall’articolo 7 del Decreto legge n. 193 del 2016 che ha riaperto i termini per accedere alla voluntary disclosure.

Pronta la circolare con le indicazioni dell’Agenzia e la versione definitiva del software di calcolo delle sanzioni.

Le istruzioni riguardano i contribuenti che decidono di avvalersi, entro il 31 luglio 2017, della procedura straordinaria di emersione e rientro di capitali per rimediare spontaneamente alle omissioni e alle irregolarità commesse fino al 30 settembre 2016.

Con il nuovo procedimento l’Istante ha la possibilità di effettuare il pagamento spontaneo delle somme dovute (o della prima rata) entro il 30 settembre 2017, dopo aver eseguito l’autoliquidazione; gli uffici dell’Agenzia intervengono solo in caso di mancato pagamento spontaneo o dopo averne riscontrato la carenza. La nuova voluntary disclosure prevede poi un procedimento “rafforzato” e delle presunzioni per la regolarizzazione delle violazioni connesse alla detenzione di contanti o valori al portatore.

La circolare chiarisce inoltre gli aspetti rilevanti connessi agli esoneri dichiarativi, previsti per chi accede alla voluntary disclosure bis, per il 2016 e la frazione di 2017 antecedente la data di presentazione dell’istanza. Infine, vengono delineati i connotati del nuovo reato proprio previsto nell'ambito della voluntary disclosure bis, consistente nell'utilizzo fraudolento della procedura di collaborazione volontaria.

La stessa Agenzia delle entrate illustra i contenuti del nuovo documento di prassi, mediante il comunicato n. 139 del 13 giugno 2017.

La nuova volun