Verifiche INPS su soci di SNC e SAS con oggetto sociale la locazione/gestione di beni immobili propri – Diario quotidiano del 12 giugno 2017

Pubblicato il 12 giugno 2017

1) Sciopero dei commercialisti: fattibile, ok del Cndcec anche in occasione del cambio di vertice alle Entrate
2) Entrate: arrivati i provvedimenti su come cedere i bonus antisisma e del 65% dei condomini
3) Corte di giustizia Ue: ok a nota credito prima del fallimento
4) Fondazione Enasarco: le regole per fruire dei contributi per i figli portatori di handicap
5) Operazioni Poseidone: continuano le verifiche previdenziali nei confronti dei soci di Snc e Sas
6) Nuovi contributi dovuti per il rilascio del permesso di soggiorno: D.M. in G.U.
7) Tassazione delle somme per premi di risultato percepite sotto forma di benefit senza averne i requisiti: conseguenze chiarite dalle Entrate
8) Modello 730/2017 con esito a rimborso: ecco come vengono individuate le incoerenze per i controlli preventivi
9) Cdm ok a decreto reddito inclusione
10) Le opportunità del welfare aziendale: documento del CNCL
11) Debiti doganali sorti prima di maggio 2016: gli uffici delle dogane archiviano solo se la pretesa non è fondata
sherlock1) Sciopero dei commercialisti: fattibile, ok del Cndcec anche in occasione del cambio di vertice alle Entrate 2) Entrate: arrivati i provvedimenti su come cedere i bonus antisisma e del 65% dei condomini 3) Corte di giustizia Ue: ok a nota credito prima del fallimento 4) Fondazione Enasarco: le regole per fruire dei contributi per i figli portatori di handicap 5) Operazioni Poseidone: continuano le verifiche previdenziali nei confronti dei soci di Snc e Sas 6) Nuovi contributi dovuti per il rilascio del permesso di soggiorno: D.M. in G.U. 7) Tassazione delle somme per premi di risultato percepite sotto forma di benefit senza averne i requisiti: conseguenze chiarite dalle Entrate 8) Modello 730/2017 con esito a rimborso: ecco come vengono individuate le incoerenze per i controlli preventivi 9) Cdm ok a decreto reddito inclusione 10) Le opportunità del welfare aziendale: documento del CNCL 11) Debiti doganali sorti prima di maggio 2016: gli uffici delle dogane archiviano solo se la pretesa non è fondata ****

1) Sciopero dei commercialisti: fattibile, ok del Cndcec anche in occasione del cambio di vertice alle Entrate

Si rafforza l’ipotesi dello sciopero dei commercialisti. Ne ha parlato Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale, durante l’assemblea generale dei vertici della categoria che si è svolta l’8 giugno 2017 a Roma. I presenti erano oltre 1.200.

Miani dà voce al disagio dei professionisti. «Nessun argomento contrario può essere opposto a colleghi che invitano a uno sciopero degli intermediari fiscali». Il presidente chiede all’agenzia delle Entrate, alla vigilia del passaggio di consegne da Rossella Orlandi a Enrico Maria Ruffini, un «cambio di registro e un dialogo vero: quello che è avvenuto in questi ultimi mesi è stato talmente sorprendente che è necessario ripartire da zero». Il viceministro all’Economia, Luigi Casero, ha cercato di dare qualche segnale di disgelo.

Fisco: Agenzia Entrate cambia guida, finisce era Orlandi

Ruffini (Equitalia) tra più quotati come nuovo direttore. Si avvicina il cambio della guardia alla guida dell'Agenzia delle Entrate. Il 12 giugno scade infatti il mandato di direttore di Rossella Orlandi. Al suo posto, voci insistenti danno il nome di Ernesto Maria Ruffini, attuale amministratore delegato di Equitalia, che da luglio potrebbe ereditare qualcosa in più rispetto alla sola guida delle Entrate. La sparizione di Equitalia disposta dal decreto fiscale collegato alla manovra 2017 dà infatti vita alla nuova Agenzia della Riscossione, ente pubblico economico, di cui sarà a capo proprio il prossimo direttore delle Entrate. Infine, secondo quanto riporta una nota dell’Ansa del 3 giugno 2017, il nuovo direttore sarà nominato dal consiglio dei ministri su proposta del ministero dell'Economia, una volta sentita anche la Conferenza delle Regioni.

Miani alle Entrate, ora cambiare registro

Nell'intervento all'Assemblea generale di Roma, il presidente dei commercialisti ha detto che “nessun argomento contrario può essere opposto a colleghi che invitano a uno sciopero”.

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti è un’istituzione aperta al dialogo, ma di fronte alle scelte di merito e di metodo compiute negli ultimi mesi dall’amministrazione finanziaria, nessun argomento contrario può essere opposto a colleghi che invitano a uno sciopero degli intermediari fiscali”.

Nell’intervento tenuto davanti ai 1500 delegati arrivati alla Nuvola di Fuksas a Roma per l’Assemblea generale dei commercialisti, il presidente nazionale della categoria, Massimo Miani, non ha certo aggirato il tema dei rapporti problematici con l’Amministrazione finanziaria, facendo un’apertura sull’eventualità di un’astensione dal lavoro degli intermediari fiscali.

Rivolgendosi all’Agenzia delle Entrate, Miani ha chiesto “un cambio di registro e un dialogo vero”. Le scelte compiute negli ultimi mesi in ambito fiscale da Governo e Agenzia sono state, secondo il presidente dei commercialisti, “inaccettabili”. Per questo, anche in vista dell’ormai imminente cambio al vertice delle Entrate, la cui guida sarà a breve affidata a Marco Maria Ruffini, Miani ha parlato della necessità di “ripartire da zero”. Rapporti da reimpostare ex novo, dunque, anche perché tra i commercialisti c’è un “profondo disorientamento”. “È impensabile”, ha spiegato, “che all’esito di un anno di confronto al cospetto di tavoli tecnici sugli adempimenti fiscali con la prospettiva di una dozzina di semplificazioni micro-settoriali ci si ritrovi, direttamente in Consiglio dei Ministri, dinanzi a decreti che quadruplicano gli adempimenti con novità di cui non si è mai fatto nemmeno lontanamente cenno”. “Se diventa sistematico”, ha proseguito, “come lo è stato alla fine del 2016 e in queste settimane, il mancato aumento di imposte accompagnato però dall’aumento esponenziale degli adempimenti e dei vincoli, allora non vi è reale contenimento della pressione fiscale, ma pura e semplice concentrazione degli aumenti tutti in capo a chi lavora e produce in un contesto di crescente e preoccupante burocratizzazione del sistema”.

Miani ha quindi parlato di “sagra della complicazione fiscale”, ricordando come gli interventi fiscali negli ultimi mesi “si sono succeduti in modo disorganico con alcune timide semplificazioni alla rinfusa e, di contro, in modo assolutamente organico con alcune significative complicazioni tutte concentrate sui titolari di partita Iva”.

L’introduzione delle comunicazioni trimestrali delle liquidazioni IVA, la quadriplicazione dei termini di presentazione dello spesometro, l’ampliamento dello split payment e la stretta sulle modalità di compensazione e di detrazione dell’IVA – ha detto - disegnano un quadro insostenibile”.

A dimostrazione delle difficoltà che la categoria si trova ad affrontare, Miani ha illustrato i risultati di un sondaggio al quale hanno risposto quasi quattromila commercialisti, dai quali emerge come il 70% dei ricavi di uno studio tipo (un titolare e due addetti) vada ogni anno in fumo proprio a causa dei costi imputabili agli adempimenti fiscali.

I costi dello studio tipo per gli adempimenti, calcolati dal sondaggio partendo dalle risposte fornite dai commercialisti intervistati, sono pari a 61.500 euro annui e sono composti dal costo medio delle ore lavorate dei due addetti pari a 52.900 euro, dal costo medio del software pari a 6.370 euro e dal costo medio di formazione, banche dati e riviste pari a 2.230 euro. Il fatturato dello stesso studio tipo derivante dagli adempimenti è invece stimato in 73.600 euro. Sempre sulla base dei risultati del questionario, il valore delle ore lavorate dal titolare per gli adempimenti fiscali (100 giornate per 400 euro al giorno) è pari a 40mila euro annui, di cui solo 12,100 realmente incassati. Infatti vanno in fumo per i costi degli adempimenti 27,900 euro all’anno, quasi il 70% del totale.

Di fronte a questa evidente difficoltà economica e reddituale, certificata anche dal Rapporto 2017 sulla professione, messo a punto dalla Fondazione nazionale dei commercialisti, Miani ha insistito sulla necessità di introdurre l’equo compenso per i professionisti e sulla individuazione di funzioni sussidiarie che la Pubblica amministrazione potrebbe delegare alla categoria, come previsto dal Jobs act del lavoro autonomo. Quattro quelle per il momento suggerite dai commercialisti alla politica: si va dal rilascio del Durc fiscale (Durf) alla gestione del Registro dei Revisori Legali, dall’attestazione degli adempimenti previsti dalle norme anticorruzione alla certificazione nell’ambito dei finanziamenti comunitari. Il tutto in quadro che, secondo Miani, dovrebbe valorizzare la funzione insostituibile dei liberi professionisti italiani.

(CNDCEC, nota del 9 giugno 2017)

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2) Entrate: arrivati i provvedimenti su come cedere i bonus antisisma e del 65% dei condomini

Arrivate le regole per cedere i bonus antisisma e del 65% dei condomini. Viene stabilito che se manca l’invio della comunicazione ai fini della precompilata la cessione è inefficace.

L’Agenzia delle entrate, con i provvedimenti direttoriali nn. 108572 e 108577 del 8 giugno 2017, ha individuato le modalità con le quali i beneficiari della detrazione IRPEF/IRES per determinati interventi antisismici e di riqualificazione energetica realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali possono cedere il credito corrispondente a tale detrazione per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021.

Ecco come cedere il credito legato all’ecobonus e al sismabonus

I chiarimenti in due provvedimenti dell’Agenzia.

I condòmini beneficiari della detrazione d’imposta per particolari interventi di riqualificazione energetica sulle parti comuni di edifici e per gli interventi che prevedono l’adozione di misure antisismiche di maggior rilievo, possono cedere un credito d’imposta corrispondente alla detrazione per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021. Con i due provvedimenti pubblicati sul sito delle Entrate, l’Agenzia indica le modalità di cessione del credito d’imposta.

Con due separate risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate, saranno istituiti i codici tributo per la fruizione del credito acquisito da indicare nel modello F24.

Per le ipotesi previste dal disegno di legge di conversione del Dl n. 50 del 2017, che amplia la possibilità per i soggetti no tax area di cedere il credito d’imposta corrispondente alla detrazione per gli interventi condominiali di riqualificazione energetica, saranno emanate ulteriori istruzioni.

Chi può cedere il credito

I condòmini, anche non tenuti al versamento dell’imposta sul reddito, a condizione che siano teoricamente beneficiari delle detrazioni di imposta per gli interventi antisismici e di riqualificazione energetica, possono cedere il credito a favore dei fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi e di altri soggetti privati qua