Diario quotidiano del 19 aprile 2017: la sottofatturazione ed il rischio di autoriciclaggio; Dichiarazione dei redditi: parte la precompilata 2017

1) Raddoppio dei termini con la presenza degli elementi di reato

2) Società: mancato riparto di quote dopo la liquidazione

3) Ne bis in idem nei procedimenti penali per omesso versamento IVA

4) Scissione per i debiti tributari: responsabilità solidale

5) Termine di prescrizione del credito erariale sulle cartelle esattoriali non opposte

6) Onere della prova a carico delle società di comodo o non operative

7) L’autoriciclaggio si configura con la sottofatturazione

8) Antiriciclaggio: tutti i maggiori Consigli NazionalI dei professionisti invocano la riduzione delle sanzioni

9) Dichiarazione dei redditi: parte la precompilata 2017

10) Pubblicato il Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di febbraio 2017: pressione fiscale in aumento

11) Pescatori autonomi: aliquota contributiva anno 2017

12) Benefici pensionistici lavoratori non vedenti

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1) Raddoppio dei termini con la presenza degli elementi di reato
Raddoppio dei termini, basta la sussistenza degli elementi di reato. È legittimo il raddoppio dei termini se il pubblico ufficiale rileva l’ipotesi di un reato: a tal fine non è sufficiente il mero sospetto di un’attività illecita, poiché è necessaria la sussistenza di elementi di un delitto. In ogni caso, poi, è irrilevante l’esito dell’azione penale eventualmente avviata. A confermare questi principi è stata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 9670 del 14 aprile 2017.
Immobili ceduti con unico atto: aliquota IVA applicabile
Nelle cessioni di immobili con unico atto si applica l’IVA del bene principale: In caso di trasferimento di fabbricati aventi diverse destinazioni occorre far riferimento al bene nel suo complesso e non alle singole componenti.
Il caso affrontato dalla Corte di Cassazione, nella sentenza n. 9661 del 14 aprile 2017, riguarda la cessione di un fabbricato da cielo a terra assoggettata, per la parte relativa ad “immobili strumentali”, all’aliquota ordinaria e, per la parte di “case di abitazione non di lusso”, ad aliquota agevolata al 10%.
La Suprema Corte premette che oggetto della controversia è un unico atto di cessione da parte di una società non costruttrice avente ad oggetto un immobile unitariamente considerato, non potendosi configurare una pluralità di autonomi atti di cessione relativi a diverse unità.
Pertanto il corrispettivo non può essere fittiziamente frazionato secondo le diverse porzioni immobiliari al fine di applicare a ciascuna di esse una differente aliquota IVA. Quest’ultima, invece, non può che essere unica e applicabile all’intero corrispettivo dell’immobile unitariamente valutato.
Presunzioni bancarie: niente facili deduzioni per i giroconti personali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9657 del 14 aprile 2017, ha affrontato, per la prima volta, un aspetto molto interessante relativo alle indagini finanziarie: la valenza che possono avere, ai fini dell’operatività delle presunzioni legali, i giroconti bancari nella misura in cui i conti correnti siano riconducibili sempre al medesimo contribuente accertato. I giudici affermano che la presunzione legale relativa, che pone una strumentalità tra versamenti bancari non giustificati e ricavi/compensi non dichiarati, non ha ragione di esistere quando il versamento deriva da uno spostamento di somme riferibili allo stesso contribuente accertato, nella misura in cui, si badi bene, il conto corrente da cui proviene l’accredito non sia stato oggetto di controllo. Il fatto che il versamento provenga da un conto corrente riconducibile al soggetto accertato osta alla presunzione, dunque spetta all’Agenzia delle Entrate dimostrare che il tutto deriva da compensi o ricavi occultati.
Tenuta fraudolenta di scritture contabili
Tenuta fraudolenta di scritture contabili alternativa all’occultamento. Se viene contestata la fisica sottrazione delle scritture contabili non può essere addebitata anche la fraudolenta tenuta delle stesse…

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