Diario quotidiano del 30 marzo 2017, tante novità tra cui il calendario nuovi adempimenti IVA per il 2017

Pubblicato il 30 marzo 2017



1) Regime fiscale del reddito di lavoro dipendente prodotto da soggetti frontalieri che svolgono la prestazione lavorativa in Svizzera
2) Cessione del credito Iva a scopo di garanzia: effetti sulla rinuncia alla cessione da parte del cessionario
3) Notizie in breve
4) Calendario nuovi adempimenti IVA per il 2017
5) Nuove comunicazioni IVA da trasmettere in formato XML e tramite servizio “Fatture e Corrispettivi” delle Entrate
6) Bilanci 2016: Linee guida per la prima applicazione delle novità
7) Università private: ecco gli importi detraibili per il 2016
8) Formazione continua dei Commercialisti: indagine conoscitiva del Consiglio nazionale
9) FPC dei Commercialisti: riduzione ed esonero obbligo formativo
10) Commercialisti: collaboratori di studio non soggetti all’obbligo di polizza assicurativa
diario-quotidiano-articoli-7 1) Regime fiscale del reddito di lavoro dipendente prodotto da soggetti frontalieri che svolgono la prestazione lavorativa in Svizzera 2) Cessione del credito Iva a scopo di garanzia: effetti sulla rinuncia alla cessione da parte del cessionario 3) Notizie in breve 4) Calendario nuovi adempimenti IVA per il 2017 5) Nuove comunicazioni IVA da trasmettere in formato XML e tramite servizio “Fatture e Corrispettivi” delle Entrate 6) Bilanci 2016: Linee guida per la prima applicazione delle novità 7) Università private: ecco gli importi detraibili per il 2016 8) Formazione continua dei Commercialisti: indagine conoscitiva del Consiglio nazionale sui gli Ordini locali 9) FPC dei Commercialisti: riduzione ed esonero obbligo formativo 10) Commercialisti: collaboratori di studio non soggetti all’obbligo di polizza assicurativa *** 1) Regime fiscale del reddito di lavoro dipendente prodotto da soggetti frontalieri che svolgono la prestazione lavorativa in Svizzera Sono considerati in ogni caso “frontalieri” svizzeri i residenti in comuni italiani il cui territorio sia compreso in una fascia di 20 chilometri dal confine con uno dei cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese, nei quali si recano per svolgere la loro attività di dipendenti, non essendo richiesta la condizione che il lavoro sia prestato in un cantone “frontista” rispetto al comune di residenza. Tutto scaturisce dall’ordine del giorno approvato dal Senato della Repubblica, in occasione della conversione in legge del Dl 193/2016, che impegna il governo a fornire la definizione di “lavoratore frontaliero svizzero”. La questione è rilevante dal punto vista fiscale e riguardo alle compensazioni finanziarie che i cantoni d’oltralpe effettuano a favore delle amministrazioni comunali di residenza dei lavoratori, secondo i criteri di ripartizione e utilizzazione stabiliti periodicamente da un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze. Regole che disciplinano la tassazione dei redditi prodotti in Svizzera da questi cittadini L’accordo siglato da Italia e Confederazione elvetica il 3 ottobre 1974 stabilisce che i compensi e gli stipendi corrisposti ai frontalieri sono tassati nel Paese in cui l’attività è svolta (in questo caso, la Svizzera). I cantoni interessati (Grigioni, Ticino e Vallese), a loro volta, versano ogni anno ai comuni italiani di confine una parte del gettito fiscale proveniente dalle imposte (federali, cantonali e comunali) versate dagli italiani per il reddito lì prodotto, a compensazione finanziaria delle spese sostenute per i “pendolari” residenti nel loro territorio. In particolare, il decreto Mef del 4 agosto 2016 stabilisce che le somme provenienti da dette compensazioni debbano confluire nelle casse dei municipi il cui territorio sia compreso, in tutto o in parte, nella fascia di 20 chilometri dal confine tra l’Italia e uno dei tre cantoni interessati. Lo stesso Dm prevede, inoltre, che l’importo totale sia suddiviso per il numero complessivo dei frontalieri residenti al 31 agosto di ciascun anno nei comuni di confine che abbiano svolto nel corso dell’anno attività di lavoro dipendente in uno dei tre cantoni. Nell’accordo - precisa l’Agenzia delle Entrate - non è richiesto specificamente che debba trattarsi di un cantone “frontista” rispetto al comune di residenza. Per conseguenza, soltanto nell’ipotesi in cui il cittadino italiano risieda in un municipio che dista più di 20 chilometri dal confine delle tre zone della confederazione interessate, si dovrà ricorrere all’applicazione dell’articolo 15 della Convenzione contro le doppie imposizioni firmata da Italia e Svizzera. In tal caso, il lavoratore che si sposta quotidianamente in Svizzera per svolgere la sua attività pagherà le imposte in Italia, beneficiando della franchigia di 7.500 prevista per i redditi di lavoro dipendente prestato fuori dallo Stato in zone di frontiera (articolo 1, comma 175, legge 147/2013). Inoltre, a questi contribuenti spetta il credito per le imposte pagate all’estero (articolo 165, comma 10, del Tuir). (Agenzia delle entrate, risoluzione n. 38/E del 28 marzo 2017) ****** 2) Cessione del credito Iva a scopo di garanzia: effetti sulla rinuncia alla cessione da parte del cessionario Contratto di cessione del credito a scopo di garanzia: La cessione del credito Iva chiesto a rimborso tramite la dichiarazione dei redditi, e notificato all’Amministrazione finanziaria, è efficace nei confronti di quest’ultima, ai sensi del combinato disposto dall’articolo 43-bis, comma 3, Dpr 602/1973 e dell’articolo 1, comma 4, Dm 384/1997 E’ parimenti efficace nei confronti dell’Amministrazione finanziaria la clausola che prevede il versamento del rimborso sul conto della cedente. Nel contratto di cessione del credito a scopo di garanzia è, infatti, fisiologico che il credito Iva sia incassato dal cedente, cui il credito si ritrasferisce automaticamente a seguito dell’adempimento del debito garantito. Al contrario, in caso di eventi “patologici” del contratto di finanziamento, è significativa la clausola secondo cui “Qualora la Cessionaria invii alla Cedente una comunicazione di risoluzione automatica, di diffida ad adempiere o di recesso ai sensi dei Contratti di Finanziamento, la Cessionaria avrà diritto di richiedere all’Amministrazione Finanziaria di pagare il Credito Iva su un conto corrente ad essa intestato…”. Nel caso concreto non si realizza una “rinuncia” alla cessione del credito da parte della cessionaria, che si configurerebbe, nella sostanza, come una seconda cessione del credito (vietata dall’articolo 43-bis, comma 1, Dpr 602/1973), ma la perdita di efficacia della cessione originaria, con il ritrasferimento automatico della titolarità del credito al cedente originario. Si tratta della conseguenza del verificarsi della condizione risolutiva della cessione, cioè dell’adempimento da parte del cedente del contratto di finanziamento stipulato con il cessionario. A seguito della “rinuncia” della cessionaria alla cessione del credito, ovvero della comunicazione della sua risoluzione automatica, il rimborso del credito Iva deve essere erogato al contribuente cedente e non al cessionario. Tuttavia, ai sensi dell’articolo 69 del regio decreto 2440/1923, richiamato dall’articolo 43-bis, comma 1, tale “rinuncia”, al pari della cessione del credito, deve risultare da atto pubblico e scrittura privata autenticata e deve essere comunicata all’Amministrazione finanziaria e al concessionario mediante notifica. Infine, si precisa che, nella diversa ipotesi della cessione del contratto di finanziamento a un soggetto terzo con la conseguente automatica e ulteriore cessione del credito Iva, quale contratto accessorio al primo, tale cessione non possa avere alcuna efficacia nei confronti dell’amministrazione finanziaria, considerato il divieto di cessione del credito da parte del cessionario di cui al citato articolo 43-bis, comma 1, Dpr 602/1973. Cessione del credito Con la cessione del credito, un creditore si sostituisce a un altro, anche senza il consenso del debitore ceduto, “purché il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge” (articolo 1260 del codice civile). La cessione del credito, infatti, è efficace nei confronti del debitore quando questi l’ha accettata o anche a seguito di semplice notifica (articolo 1264 cc). Pertanto, salvo eccezioni, la libera circolazione dei crediti, consentendo il trasferimento di “ricchezza futura”, costituisce uno degli interessi meritevoli di tutela dall’ordinamento. La cessione del credito si collega funzionalmente a un contratto di finanziamento, cosicché il contratto stipulato dalle parti può qualificarsi come un contratto di cessione del credito a scopo di garanzia. Tale collegamento emerge chiaramente dalla clausola in base alla quale il titolare del credito Iva trasferisce il credito al soggetto con il quale ha stipulato un contratto di finanziamento per garantire l’adempimento di quest’ultimo. Clausola che viene citata dalla risoluzione, secondo cui “La Cedente … cede il credito Iva alla cessionaria, che accetta, a garanzia dell’esatto e puntuale adempimento delle Obbligazioni Garantite”, le quali sono definite come “tutti i crediti, esistenti e futuri, della Cessionaria nei confronti della Cedente derivanti dai Contratti di finanziamento”. In questo caso, quindi, la garanzia, atipica e reale, si compie con il trasferimento a titolo gratuito dei crediti Iva. Gli stessi sono ritrasferiti al cedente al verificarsi dell’adempimento delle obbligazioni previste dal contratto di finanziamento, evento, quest’ultimo, che si configura come condizione risolutiva del contratto di cessione del credito. L’efficacia del contratto di cessione del credito Iva, infatti, “scade nel momento in cui le obbligazioni di pagamento della cedente nei confronti della Cessionaria ai sensi dei contratti di Finanziamento siano state pienamente adempiute… Al termine del periodo di Efficacia, la Cessione perderà automaticamente efficacia e si intenderà risolta, tutti i diritti connessi al credito Iva si ricongiungeranno in capo alla Cedente…”. (Agenzia delle entrate, risoluzione n. 39/E del 28 marzo 2017) ****** 3) Notizie in breve - Elenco Organismo di composizione della crisi Per l’elenco dei gestori della crisi basta l’iscrizione nella sezione A dell’Albo: È possibile istituire un registro dei tirocinanti presso l’Organismo di composizione della crisi. Il CNDCEC, nel P.O. n. 50/2017, ha fornito alcuni chiarimenti in tema di iscrizione dei professionisti appartenenti alla sezione A e B dell’Albo dei Dottori commercialisti ed esperti contabili nell’elenco dei gestori della crisi tenuto presso l’Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento dell’Ordine. In particolare, il quesito ha riguardato i requisiti di qualificazione professionale dei gestori della crisi di cui all’art. 4, comma 5 del DM 202/2014, e, più precisamente, sulla possibilità di ritenere sufficienti l’iscrizione nella sezione A dell’Albo e il possesso del diploma di laurea triennale. - Incompatibilità del commercialista Incompatibilità del commercialista nel CdA della Srl se i parenti hanno le quote Il CNDCEC ha esaminato anche la normativa nel caso di esercizio dell’attività di impresa agricola e di amministratore non socio di SpA. Per il CNDCEC, per verificare se l’attività di consigliere d’amministrazione non socio di una Srl sia compatibile con l’esercizio della professione dell’iscritto occorre verificare che le quote o azioni rappresentative del capitale sociale non siano del tutto o in parte intestate ad una serie di soggetti, tra cui il coniuge non legalmente separato, i conviventi che risultano nello stato di famiglia e i parenti entro il secondo grado. Inoltre, non deve essere comprovabile, in base a qualunque atto o documento acquisito, un interesse economico prevalente dell’iscritto, ovvero una situazione di socio influente od occulto. Il chiarimento è contenuto nel P.O. n. 68/2017, uno dei tre che torna sul tema dell’incompatibilità professionale. Altre risposte sono inoltre state fornite sull’ipotesi in cui il commercialista intenda svolgere attività di impresa agricola in qualità di piccolo produttore agricolo, attività consentita solo se si configura come di mero godimento (P.O. n. 32/2017), e sul caso in cui l’iscritto accetti l’incarico di componente del consiglio di amministrazione di una SpA dalla quale lo stesso abbia già ricevuto l’incarico professionale per tenere la contabilità e curare gli adempimenti fiscali; in quest’ultimo caso, la valutazione si basa sul concetto di amministrazione su mandato ricevuto dal cliente (P.O. n. 350/2016). - Calcolo della contribuzione per l’incentivo all’esodo in chiaro L’INPS ha previsto specifiche modalità per i lavoratori in part time nel periodo antecedente la cessazione del rapporto di lavoro Con il messaggio n. 1360/2017, l’INPS è intervenuto in merito all’incentivo all’esodo previsto dall’art. 4, commi da 1 a 7-ter della L. 92/2012, con particolare riferimento all’accredito della contribuzione per i lavoratori in regime di part time nel periodo antecedente la cessazione del rapporto di lavoro. - Quattordicesima mensilità per i pensionati con platea più ampia L’INPS, con il messaggio n. 1366/2017, ha comunicato le prime istruzioni in materia di quattordicesima nell’ambito dei trattamenti pensionistici ex art. 5 del DL 2 luglio 2007, n. 81 (conv. L. 127/2007), dopo l’intervento della L. 232/2016 (legge di bilancio 2017). La legge di bilancio ha incrementato per il 2017 la somma aggiuntiva. Il pagamento della quattordicesima mensilità per i pensionati sarà effettuato d’ufficio con il rateo di pensione di luglio 2017 o, in caso di perfezionamento del requisito anagrafico nel secondo semestre del 2017, con quello di dicembre. ****** 4) Calendario nuovi adempimenti IVA per il 2017 Sono state pubblicate sul sito dell’Agenzia delle entrate le regole e i termini per la trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute e delle relative variazioni e dei dati delle liquidazioni periodiche Iva. Il provvedimento pubblicato il 27 marzo 2017 ha stabilito che il “nuovo” spesometro riguarda tutte le fatture emesse, ricevute e registrate, nonché le relative note di variazione, nel corso del periodo d'imposta. Al provvedimento sono allegate le “specifiche tecniche e regole per la compilazione dei dati delle fatture”. Il provvedimento ha altresì approvato il modello per la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA. Per il 2017 il termine per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al 1° semestre è stabilito nel 16 settembre 2017; la comunicazione dei dati delle liquidazioni IVA è prevista entro il 31 maggio per il 1° trimestre e entro il 16 settembre per il 2° trimestre. Calendario nuovi adempimenti IVA per il 2017 Comunicazione 2017 Comunicazione dai delle operazioni IVA (c.d. nuovo spesometro) 1° semestre entro il 16 settembre 2017 2° semestre entro febbraio 2018 Comunicazione dati delle operazioni IVA per chi opta per la fatturazione elettronica 1° semestre entro il 16 settembre 2017 2° semestre entro febbraio 2018 Comunicazione dati delle liquidazioni periodiche IVA 1° trimestre entro il 31 maggio 2° trimestre entro il 16 settembre 3° trimestre entro il 30 novembre 4° trimestre entro febbraio 2018 ****** 5) Nuove comunicazioni IVA da trasmettere in formato XML e tramite servizio “Fatture e Corrispettivi” delle Entrate La trasmissione delle comunicazioni dei dati delle fatture e dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, con il relativo Modello, andrà effettuata direttamente dal contribuente ovvero da un suo intermediario abilitato (art. 3, commi 2-bis e 3, del Dpr 22 luglio 1998, n. 322). Chi intende ancora utilizzare le credenziali di Entratel dovrà inviare tramite interfaccia WEB, ovvero il servizio “Fatture e Corrispettivi” delle Entrate, accessibile con le consuete chiavi di accesso. Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute In relazione a tutte le fatture emesse nel corso del periodo d’imposta, alle fatture ricevute e registrate (ai sensi dell’articolo 25 del Dpr 26 ottobre 1972, n. 633), ivi comprese le bollette doganali, nonché alle note di variazione relative alle predette fatture, i contribuenti trasmettono i seguenti dati riferiti al singolo documento: - i dati identificativi del cedente/prestatore; - i dati identificativi del cessionario/committente; - la data del documento; - la data di registrazione (per le sole fatture ricevute e le relative note di variazione); - il numero del documento; - la base imponibile; - l’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione. Le regole di compilazione della comunicazione con cui sono trasmessi i dati. sono adottate a decorrere dal 10 luglio 2017. Fino al 10 luglio 2017, i dati di cui alla Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute possono essere trasmessi secondo le regole di compilazione riportate nell’allegato “Specifiche tecniche dati fattura” al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 28 ottobre 2016, n. 182070. La trasmissione delle comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute di e delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA mediante l’apposito Modello è effettuata esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite uno dei soggetti, secondo le modalità descritte nell’allegato al presente provvedimento “Modalità di trasmissione dati”. Allegato al provvedimento “Modalità di trasmissione dati” Formato dei dati delle fatture e della comunicazione iva periodica con prospetto di liquidazione I dati da trasmettere devono essere rappresentati in formato XML (eXtensible Markup Language). Affinchè il file XML sia accettato dal sistema dell’Agenzia delle Entrate predisposto per la ricezione dei file (di seguito Sistema Ricevente), il responsabile della trasmissione (il soggetto obbligato o un suo delegato) deve apporvi una firma elettronica (qualificata o basata su certificati Entrate) oppure, solo in caso di invio del file tramite upload sull’interfaccia web del servizio “Fatture e Corrispettivi”, il sigillo elettronico dell’Agenzia delle Entrate. INVIO TRAMITE INTERFACCIA WEB Tale modalità prevede l’utilizzo di una funzionalità di trasmissione telematica via internet con protocollo HTTPS come trasporto, su canale cifrato TLS 1.2, disponibile su interfaccia web di fruizione del servizio “Fatture e Corrispettivi”, al quale è possibile accedere dal sito internet dell’Agenzia delle entrate utilizzando le credenziali Entratel o Fisconline, SPID o una CNS registrata ai servizi telematici. Tramite questa funzionalità il trasmittente potrà inviare il file (la dimensione non può eccedere il limite di 5 megabytes). ****** 6) Bilanci 2016: linee guida per la prima applicazione delle novità Arriva un documento redatto da Consiglio nazionale commercialisti e Confindustria. Imprese e commercialisti insieme per la predisposizione di prassi operative per la redazione dei bilanci. Con questa finalità il Consiglio nazionale dei commercialisti e Confindustria hanno pubblicato il documento “Problematiche e soluzioni operative per il passaggio alle disposizioni del D.Lgs. n. 139/2015 e ai Principi contabili nazionali”. Il documento indirizza le imprese e gli operatori chiamati a predisporre i bilanci di esercizio 2016 verso un’applicazione senza intralci delle nuove regole contabili. La fase transitoria, infatti, costituisce un momento particolarmente delicato in cui ci si trova ad adottare regole, talvolta anche articolate, senza avere alle spalle comportamenti consolidati sui quali fare affidamento. Le problematiche che possono scaturire in un simile contesto sono numerose e con risvolti anche in ambito fiscale e societario. Per fugare le incertezze, il documento analizza le casistiche potenzialmente più frequenti sui temi concernenti: l’informativa comparativa, l’adeguamento ai nuovi schemi, l’adozione di nuovi criteri di valutazione e le disposizioni per piccole società e micro-imprese. “I contributi emanati - affermano Raffaele Marcello e Andrea Foschi, consiglieri nazionali delegati per i commercialisti - non intendono sostituire i Principi contabili nazionali, bensì avvalorarli, cercando di identificare le prassi operative e tecnico-applicative appropriate per poter adottare in maniera adeguata le disposizioni dello standard setter”. Secondo Francesca Mariotti, Direttore delle Politiche Fiscali di Confindustria, “l’intenzione dei nostri enti è accompagnare gli operatori in una fase particolarmente rilevante in cui le imprese possono aver bisogno di soluzioni affidabili e condivise; tanto più che, data l’applicazione del “principio di derivazione rafforzata”, il comportamento contabile assume sempre più valenza anche ai fini della determinazione della base imponibile”. Il documento è scaricabile dal sito www.cndcec.it (CNDCEC, comunicato del 29 marzo 2017) ****** 7) Università private: ecco gli importi detraibili per il 2016 Si avvicina il periodo in cui si dovranno dichiarare i redditi del 2016 e, quindi, cominciare a raccogliere la documentazione necessaria che i contribuenti intendono “scaricare”. Si ricorda, a tal fine, che il D.M. 23 dicembre 2016 ha fissato i limiti massimi di detraibilità delle spese universitarie sostenute per la frequenza di corsi di laurea, breve, magistrale e a ciclo unico o per la partecipazione a corsi di dottorato, di specializzazione e a master universitari di primo e secondo livello. I limiti si riferiscono alle spese sostenute nel 2016, da indicare quindi nella prossima dichiarazione dei redditi. Ribadito che i limiti variano a seconda dell’area geografica nella quale è ubicata l’università e dell’area disciplinare cui appartiene il corso d’istruzione, ecco di seguito gli importi. Area disciplinare corsi istruzione Nord Centro Sud e isole Medica Euro 3.700 Euro 2.900 Euro 1.800 Sanitaria Euro 2.600 Euro 2.200 Euro 1.600 Scientifico-Tecnologica Euro 3.500 Euro 2.400 Euro 1.600 Umanistico-sociale Euro 2.800 Euro 2.300 Euro 1.500 Spesa massima detraibile Nord Centro Sud e isole Corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari di primo e di secondo livello Euro 3.700 Euro 2.900 Euro 1.800 ****** 8) Formazione continua dei Commercialisti: indagine conoscitiva del Consiglio nazionale sui gli Ordini locali Il CNDCEC, con la nota informativa n. 17 del 28 marzo 2017, chiede ai vari presidenti degli Ordini locali di conoscere taluni dati sull’attività formativa condotta nei confronti dei propri iscritti. Il fine è quello di accelerare l’accreditamento delle attività formative. Le domande poste riguardano i soggetti autorizzati, se vi siano eventuali rimborsi spese versati direttamente all’Ordine, oppure se le somme di denaro siano state versate direttamente ai soggetti suddetti. L’omesso invio della relazione sarà considerato come un mancato riscontro alla problematica. Con l’occasione si ribadisce di controllare che sia avvenuto l’obbligo formativo triennale. ****** 9) FPC dei Commercialisti: riduzione ed esonero obbligo formativo Il Consiglio nazionale dei commercialisti, con il pronto ordini n. 88/2017, chiarisce che i crediti maturati da coloro che sono esonerati dall’obbligo formativo non saranno tenuti in considerazione, ovvero i crediti non verranno acquisiti. Ciò non toglie che ciascun iscritto esonerato potrà partecipare a tutti gli eventi formativi che riterrà più opportuno. ****** 10) Commercialisti: collaboratori di studio non soggetti all’obbligo di polizza assicurativa Commercialisti: collaboratori di studio non soggetti all’obbligo di polizza assicurativa. Le polizze del titolare dello studio vanno estese anche alla copertura dei danni causati dai collaboratori. Inoltre, in presenza di uno studio associato, la polizza assicurativa a copertura dei danni derivante dall’attività professionale degli associati e degli eventuali consulenti dello studio può essere stipulata dallo studio del Commercialista. Sono queste le precisazioni salienti contenute nel pronto ordini n. 65/2017 Vincenzo D’Andò