Diario quotidiano del 14 marzo 2017: scambio di informazioni fiscali ad ampio raggio

Pubblicato il 14 marzo 2017



1) Nuovi principi contabili allineati con il Fisco
2) In arrivo l’assegno universale figli anche per gli autonomi
3) scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale
4) Notai favoriti per l’autentica delle firme
5) Trasparenza informativa e caratteristiche dei “conti di pagamento”
6) Scambio di informazioni nel settore fiscale e prezzi di trasferimento
7) Riforma del consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti
8) Disciplina sugli abusi di mercato: gestione dei registri insider
9) Flussi di ingresso dei lavoratori extraUE per l’anno 2017
10) Lavoratori agricoli – on line il IV elenco di variazione 2016
Voluntary Disclosure1) Nuovi principi contabili allineati con il Fisco 2) In arrivo l’assegno universale figli anche per gli autonomi 3) In Gazzetta il decreto attuativo riguardante lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale 4) Notai favoriti per l’autentica delle firme 5) Trasparenza informativa e caratteristiche dei “conti di pagamento” 6) Scambio di informazioni nel settore fiscale e prezzi di trasferimento 7) Riforma del consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti 8) Disciplina sugli abusi di mercato: gestione dei registri insider 9) Flussi di ingresso dei lavoratori extraUE per l’anno 2017 10) Lavoratori agricoli – on line il IV elenco di variazione 2016 ***

1) Nuovi principi contabili allineati con il Fisco

Eliminato il disallineamento tra Fisco e nuovi principi contabili grazie alla Legge n. 19 del 27 febbraio 2017 (cd. Milleproroghe), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2017.

L’intervento correttivo è stato dovuto a seguito dei noti problemi legati alle nuove norme contenute nel D.Lgs. n. 139/2015, in vigore dal 1° gennaio 2016, e la disciplina in tema di base imponibile IRES e IRAP.

In particolare, le principali disposizioni di coordinamento sono state inserite nei seguenti articoli del Testo Unico delle imposte sul reddito (D.P.R. 917/1986):

- art. 83, con la modifica, il regime di derivazione rafforzata degli Ifrs Adopter viene esteso ai soggetti che redigono il bilancio seguendo le norme civilistiche. In tal modo, anche se in deroga alle disposizioni del T.U.I.R., ai fini tributari varranno le regole di qualificazione, classificazione e imputazione temporale indicate dai principi contabili adottati. La novità non riguarda, però, le micro-imprese di cui all’art. 2435-ter c.c.;

- art. 96, le nuove disposizioni prevedono l’irrilevanza, ai fini della determinazione del meccanismo della deducibilità degli interessi passivi tenendo conto del reddito operativo lordo (ROL), dei componenti positivi e negativi di natura straordinaria, derivanti da trasferimenti di aziende o di rami di azienda;

- art. 108, grazie alla modifica, le disposizioni relative alle spese relative a più esercizi tengono conto delle nuove regole in tema di spese di ricerca e di pubblicità disponendo la loro deduzione nel limite della quota imputabile a ciascun esercizio;

- art. 109, con la modifica si potranno dedurre non solo i componenti imputati a conto economico ma anche quelli imputati direttamente a patrimonio netto in conseguenza delle previsioni dei principi contabili nazionali;

- art. 110, grazie all’aggiunta di un comma, ai fini della contabilizzazione delle operazioni in valuta si potranno anche utilizzare tassi di cambio alternativi, forniti da operatori internazionali, purché si tratti di quotazioni ufficiali fornite da operatori indipendenti con idonee forme di pubblicità;

- art. 112, le modifiche aggiornano disciplina degli strumenti finanziari derivati, confermando che si considera tale lo strumento destinato alla copertura in base alla corretta applicazione dei principi contabili adottati dall'impresa.

Contestualmente, sul fronte dell’IRAP, il legislatore è intervenuto sul D.Lgs. n. 446/97 disponendo che, ai fini della determinazione della base imponibile, non si deve tenere conto dei componenti positivi/negativi realizzati per trasferimenti d’aziende e/o rami di azienda.

Ma le modifiche introdotte con la legge di conversione non si limitano a questo. All’interno del cd. Milleproroghe, infatti, viene contenuta anche una proroga del termine entro cui presentare Unico dal 30 settembre al 15 ottobre.

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2) In arrivo l’assegno universale figli anche per gli autonomi

Si lavora ad assegno universale figli. Pressing in Senato. Anche a incapienti e autonomi. Costa 4 mld.

Un sostegno universale per i figli a carico, che raggiunga anche autonomi e incapienti. La commissione Finanze del Senato ha ripreso dopo diversi mesi l'esame del ddl delega Lepri, citato tra l'altro da Tommaso Nannicini al Lingotto. “La prossima settimana si vota - assicura il relatore Moscardelli - e visto il consenso registrato al Lingotto puntiamo a chiudere al più presto”. Resta il nodo coperture, visto che la proposta aggiunge 2 miliardi (4 a regime) ai 19 che oggi si spendono per i vari assegni familiari che sarebbero riassorbiti dal nuovo strumento. La delega indica un sistema di decalage (fino ai 3 anni un sostegno più cospicuo, che si riduce tra i 3 e i 18 ed viene ulteriormente limato fino ai 26 anni), abolisce i vari assegni per il nucleo familiare e lega il nuovo beneficio all'Isee. Fino a 30mila euro di soglia Isee l'assegno sarebbe uguale per tutti per poi calare nella fascia tra 30 e 50mila euro di soglia Isee. Previsto un innalzamento di 5mila euro della soglia per ogni figlio ulteriore.

(Notizia Agenzia Ansa del 13 marzo 2017)

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3) In Gazzetta il decreto attuativo riguardante lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 dell’8 marzo 2017 il decreto ministeriale del 23 febbraio 2017 con cui viene attuato in Italia lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale previsto dall’art. 1, commi 145 e 146, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016).

Dai considerando del decreto ministeriale emerge la necessità di attuare la normativa nazionale in conformità alle novità intervenute nel frattempo in ambito europeo ed internazionale e, in particolare, di adeguare il dettato normativo interno alle disposizioni contenute nella direttiva 2016/881/UE del Consiglio del 25 maggio 2016, recante modifica della direttiva 2011/16/UE, per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale, nonché nell’Accordo multilaterale tra i Paesi membri dell’OCSE in materia di scambio automatico di informazioni derivanti dalla rendicontazione Paese per Paese (Country-by-Country reporting), firmato a Parigi il 27 gennaio 2016.

A breve arriverà da Assonime una apposita circolare di approfondimento sul tema, nel frattempo viene segnalato che – in via di principio e salvo le specifiche previsioni derogatorie contenute nell’art. 2 del decreto, al cui esame si rinvia – l’obbligo di presentazione della rendicontazione Paese per Paese all’Agenzia delle Entrate grava, in primis, sulla controllante capogruppo del gruppo multinazionale che sia residente nel territorio dello Stato. Il predetto obbligo si ribalta, viceversa, su altre entità del gruppo allorché la controllante capogruppo non sia residente in Italia e, in via alternativa, essa:

i) non sia obbligata nel proprio Paese di residenza a presentare la rendicontazione ovvero,

ii) alla data di scadenza del termine di presentazione della rendicontazione non sia entrato ancora in vigore tra l’Italia e il Paese di residenza della controllante capogruppo uno specifico accordo qualificante tra autorità competenti sullo scambio automatico delle rendicontazioni o, in ultimo,

iii) si sia verificata la c.d. “inadempienza sistemica” della giurisdizione di residenza della controllante capogruppo e, cioè, l’ipotesi in cui tale giurisdizione, pur avendo in vigore un accordo con l’Italia, “ha sospeso lo scambio automatico, per motivi diversi da quelli indicati in tale accordo, oppure ha ripetutamente omesso di trasmettere automaticamente all’Italia le rendicontazioni paese per paese in suo possesso”, relative ai gruppi multinazionali di cui fanno parte società residenti in Italia ovvero relative a stabili organizzazioni in Italia di società estere (così art. 1, n. 15 del decreto).

Nel caso si verifichi una di queste eventualità – e al ricorrere delle condizioni e secondo le modalità previste dall’articolata disciplina contenuta nel citato art. 2 – il gruppo può indicare la c.d. “supplente” della controllante capogruppo che, operando come unica sostituta della controllante capogruppo, presenterà la rendicontazione all’autorità fiscale della propria giurisdizione di residenza. In alternativa, l’obbligo di presentazione della rendicontazione graverà sull’entità del gruppo residente nel territorio dello Stato ovvero, se sussiste una pluralità di entità del gruppo residenti nell’Unione Europea, sulla c.d. entità “designata”. In tale caso, infatti, il gruppo può designare una di queste entità a presentare la rendicontazione e l’entità “designata”, se residente in Italia, avrà l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle entrate che la presentazione della rendicontazione da essa effettuata “ha lo scopo di soddisfare il relativo obbligo gravante in capo a tutte le entità appartenenti al gruppo multinazionale residenti nel territorio dell’Unione europea”.

(Assonime, nota del 13 marzo 2017)

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4) Notai favoriti per l’autentica delle firme

Autenticazione ai notai: L’autenticazione delle firme apposte sugli atti di costituzione/trasferimento di diritti reali immobiliari, può essere riservata alla categoria dei notai.

In altre parole, la legislazione nazionale, la quale impone che l’autenticazione delle firme su atti inerenti la costituzione o il trasferimento di diritti reali su beni immobili sia riservata ai notai, non è in contrasto con il diritto dell’Unione Europea.

E’ questa la posizione espressa dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia Ue, nelle conclusioni depositate il 9 marzo 2017, relative alla causa C 342 -15.

La questione era stata sottoposta ai giudici di Lussemburgo dalla Corte suprema austriaca, interpellata da una donna che si era vista rifiutare la trascrizione nei registri immobiliari, del proprio atto di acquisto di un immobile, in quanto la sottoscrizione era autenticata da un avvocato (l’ordinamento austriaco prevede in tal caso che la firma possa essere apposta solo da un notaio o da un giudice).

Restrizione ai notai Garantita legalità e sicurezza degli atti: l’Avvocato generale legittima la restrizione della facoltà di autenticazione nella suddetta tipologia di atti (ben potendo essa essere riservata ai notai), in virtù del principio di buon funzionamento dei registri immobiliari, collegato alla necessità di assicurare legalità e sicurezza degli atti giuridici ivi trascritti.

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5) Trasparenza informativa e caratteristiche dei “conti di pagamento”

Attuata la direttiva 2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, sulla comparabilità delle spese relative al conto di pagamento, sul trasferimento del conto di pagamento e sull’accesso al conto di pagamento con caratteristiche di base (Presidenza e Ministero dell’economia e delle finanze – esame definitivo)

Il decreto garantisce, ai consumatori che utilizzino conti di pagamento, maggiore trasparenza informativa, procedure semplificate per il trasferimento del conto stesso e un regime tariffario agevolato nel caso di apertura di un conto di pagamento con caratteristiche di base.

Il conto di pagamento, come definito dalla direttiva, è uno strumento usato per l’esecuzione di operazioni semplici quali, ad esempio, ricevere un bonifico o effettuare pagamenti. Non può essere utilizzato per operazioni di gestione del risparmio. Il decreto prevede il diritto per tutti i cittadini legalmente soggiornanti nell’Ue di aprire un conto di pagamento con caratteristiche di base, senza discriminazioni fondate sulla nazionalità o sul luogo di residenza. Il provvedimento riprende quanto già disposto dalla Convenzione tra il Ministero dell’economia e delle finanze, la Banca d’Italia e le principali associazioni rappresentative dei prestatori di servizio di pagamento (banche, Poste e istituti di pagamento); in continuità con tale Convenzione e in attuazione della direttiva europea, il conto di base deve essere offerto da tutti i prestatori di servizi di pagamento che offrono alla propria clientela conti di pagamento e includere un numero predefinito di operazioni annue a fronte di un canone onnicomprensivo. Si sottolinea che il canone deve essere di ammontare “ragionevole” e in linea con la finalità perseguita dell’inclusione finanziaria. Accogliendo le indicazioni dei pareri parlamentari, il decreto ha esplicitato che tra i servizi offerti obbligatoriamente nel conto di base è compresa anche l’emissione della carta di debito. Con un decreto del Mef, sentita la Banca d’Italia, saranno individuate le fasce di consumatori socialmente svantaggiate a cui il conto di base deve essere offerto senza spese.

Le altre misure del decreto legislativo sono finalizzate a garantire la trasparenza e la comparabilità delle spese del conto di pagamento e ad agevolare i trasferimenti da un conto all’altro. Si introduce l’obbligo per i prestatori di servizi di pagamento di fornire ai consumatori il “Documento informativo sulle spese” (relativo, tra l’altro, alle informazioni precontrattuali) e il “Riepilogo delle spese” (contenente comunicazioni periodiche). I nuovi documenti non sostituiscono, ma si aggiungono agli obblighi informativi già stabiliti per i servizi di pagamento, ad esempio l’estratto conto. Vengono introdotti obblighi a carico dei prestatori di servizi di pagamento volti a favorire la mobilità dei consumatori. In particolare, si prevede la possibilità di ottenere il trasferimento di uno o più servizi di pagamento “ricorrenti” (es. ordini permanenti di bonifico, addebiti diretti) e dell’eventuale saldo positivo su un nuovo conto entro un termine complessivo di 12 giorni lavorativi. Sono, inoltre, previsti, in attuazione delle direttiva, siti web di confronto a cui tutti i prestatori di servizi di pagamento hanno obbligo di partecipare.

(Consiglio dei ministri, comunicato n. 16 del 10 marzo 2017)

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6) Scambio di informazioni nel settore fiscale e prezzi di trasferimento

Attuata la direttiva (UE) 2015/2376 del Consiglio, dell’8 dicembre 2015, recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale (Presidenza e Ministero dell’economia e delle finanze – esame definitivo)

In considerazione delle sfide poste dall’elusione fiscale transfrontaliera e da una concorrenza fiscale dannosa, la direttiva europea punta a rafforzare lo scambio di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, che da facoltativo diventa obbligatorio.

Lo scambio automatico obbligatorio favorisce la trasparenza e il contrasto all’erosione della base imponibile, pratica che riduce notevolmente i gettiti fiscali nazionali, limitando così le risorse a disposizione degli Stati membri per politiche fiscali orientate alla crescita.

I ruling riguardano gli accordi preventivi per le imprese con attività internazionale e gli accordi preventivi inerenti all’utilizzo di software coperto da copyright, da brevetti industriali, da marchi, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico, aventi ad oggetto una operazione transfrontaliera. Sono ricompresi tra i ruling preventivi transfrontalieri rilevanti ai fini dello scambio automatico anche i pareri resi su istanze di interpello riguardanti l’interpretazione o l’applicazione di norme, anche di origine convenzionale, concernenti il trattamento fiscale di una operazione transfrontaliera.

Rientrano negli obblighi di scambio automatico di informazioni anche gli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, ossia gli accordi per la definizione preventiva dei metodi di calcolo del valore normale di operazioni transfrontaliere.

5.Lotta alla corruzione nel settore privato

Attuazione della decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio, del 22 luglio 2003, relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato (Presidenza e Ministero della giustizia – esame definitivo)

Il provvedimento prevede un ampliamento della categoria dei soggetti punibili per il reato di corruzione nel settore privato, andando a ricomprendere anche quanti all’interno degli enti svolgono attività lavorativa con funzioni direttive. Si ampliano, inoltre, le condotte sanzionabili, prevedendo che siano punite la dazione e la sollecitazione della corresponsione di denaro o altra utilità, si punisce l’istigazione alla corruzione, oggi non punita, e si inaspriscono le sanzioni per l’ente nel caso in cui il corruttore sia soggetto che abbia agito in nome e nell’interesse dell’ente stesso

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7) Riforma del consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti

Revisione della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in attuazione dell’articolo 2, comma 4, della legge 26 ottobre 2016, n. 198 (decreto legislativo – esame preliminare).

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro per lo sport con delega all’editoria Luca Lotti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che prevede la revisione della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in attuazione dell’articolo 2, comma 4, della legge 26 ottobre 2016, n. 198.

Il provvedimento razionalizza la composizione e le attribuzioni del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, non solo in un’ottica di riduzione dei costi ma anche allo scopo di accrescerne l’efficienza, l’autorevolezza e il rilievo.

Il riordino e la razionalizzazione riguardano, nello specifico:

- le competenze in materia di formazione, con particolare riguardo alla formazione professionale continua (aggiornamento professionale). Al Consiglio spettano quindi la promozione, il coordinamento e l’autorizzazione dell’attività di formazione professionale continua svolta dagli Ordini regionali, al fine di assicurare criteri uniformi e livelli qualitativi omogenei su tutto il territorio nazionale e un esercizio professionale rispondente agli interessi della collettività e ai principi stabiliti dall’articolo 21 della Costituzione;

- il numero massimo dei componenti del Consiglio nazionale, che non può essere superiore a 60 (rispetto agli attuali 156), di cui due terzi giornalisti professionisti, tra i quali almeno un rappresentante delle minoranze linguistiche riconosciute, e un terzo pubblicisti, tra i quali almeno un rappresentante delle minoranze linguistiche riconosciute, purché titolari di una posizione previdenziale attiva presso l'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani.

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8) Disciplina sugli abusi di mercato: gestione dei registri insider

Assonime, il 13 marzo 2017, ha pubblicato il Note e Studi 3-2017 sulla disciplina sugli abusi di mercato: indicazioni interpretative su alcuni profili delle operazioni dei manager e dei registri insiders.

L’applicazione della disciplina sugli abusi di mercato dettata dal Regolamento UE n. 596/2014 (MAR”), in vigore dal 3 luglio 2016, continua a presentare incertezze interpretative che incidono significativamente sui costi e i rischi degli emittenti.

Nel presente Note e Studi si rappresentano in dettaglio i principali problemi aperti della disciplina delle comunicazioni delle cosiddette “operazioni dei manager” (art.19 della MAR), e sulla tenuta dei “registri insider” (art.18 della MAR) e si formulano alcune interpretazioni al fine di orientare le società sui comportamenti da assumere, nelle more di chiare indicazioni da parte delle Autorità.

Come criterio generale, si ritiene che siano ancora applicabili i criteri applicativi indicati dalla Consob per la previgente disciplina in tutti i casi nei casi in cui la MAR non ha introdotto innovazioni sostanziali.

In particolare, in mancanza di eventuali diversi orientamenti delle Autorità, la Comunicazione della Consob DME/6027054 del 2006 continua a fornire utili indicazioni per quanto riguarda l’applicazione:

- della definizione di persone strettamente legate ai manager, che la MAR ha lasciato immutata rispetto alla Direttiva previgente e

- per la gestione dei registri insider da parte dei soggetti che agiscono in nome e per conto dell’emittente, in quanto le innovazioni introdotte dalla MAR sulla responsabilità dell’emittente possono intendersi riferite solo ai registri tenuti dai soggetti che redigano e aggiornino tali registri su mandato dell’emittente ed in sua vece, e non anche a quelli tenuti da “consulenti” dell’emittente per specifiche operazioni.

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9) Flussi di ingresso dei lavoratori extraUE per l’anno 2017

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato la circolare (congiunta con il Ministero dell’Interno) n. 902 dell’8 marzo 2017 concernente la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari nel territorio dello Stato per l’anno 2017.

Per l’anno 2017, sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro subordinato stagionale e non stagionale e di lavoro autonomo, i cittadini non comunitari entro una quota massima di 30.850 unità (art. 1, D.P.C.M. 13 febbraio 2017).

Nell’ambito indicata, sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro non stagionale e di lavoro autonomo, i cittadini non comunitari entro una quota di 13.850 unità, comprese le quote da riservare alla conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e per lavoro autonomo di permessi di soggiorno rilasciati ad altro titolo.

Le 13.850 quote sono cosi ripartite:

500 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero, che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d’origine;

per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, di 100 lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea diretta di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile;

per la conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato di:

a) 5.750 permessi di soggiorno per lavoro stagionale;

b) 4.000 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale;

c) 500 permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.

E’ inoltre autorizzata la conversione in permessi di soggiorno per lavoro autonomo di:

a) 500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale;

b) 100 permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.

Le quote destinate alle conversioni (10.850 unità) in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e autonomo, previste dal DPCM, saranno ripartite a livello territoriale dalla Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione dei Ministero del Lavoro e delle politiche sociali – tramite il sistema informatizzato SILEN – sulla base delle effettive domande che perverranno agli Sportelli Unici per l’immigrazione.

E’ consentito, inoltre, l’ingresso in Italia per motivi di lavoro autonomo, nell’ambito della quota di cui all’articolo 1, di 2.400 cittadini non comunitari residenti all’estero, appartenenti alle seguenti categorie:

imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l’economia italiana, che preveda l’impiego di risorse proprie non inferiori a 500.000 euro e provenienti da fonti lecite, nonché la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro;

liberi professionisti che intendono esercitare professioni regolamentate o vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentate a livello nazionale da associazioni iscritte in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;

titolari di cariche societarie di amministrazione e di controllo espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850;

artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati, in presenza dei requisiti espressamente previsti dal D.M. 11 maggio 2011, n. 850;

cittadini stranieri che intendono costituire imprese «start-up innovative», in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e che sono titolari di un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa.

A partire dalle ore 9.00 del 14 marzo prossimo sarà disponibile l’applicativo per la precompilazione dei moduli di domanda all’indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it e saranno trasmesse, esclusivamente con le consuete modalità telematiche, per le categorie dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale ed autonomo, dalle ore 9,00 del settimo giorno successivo alla data di pubblicazione del citato decreto nella Gazzetta Ufficiale.

Le domande possono essere presentate fino al 31 dicembre 2017.

I modelli da utilizzare per l’invio della domanda sono i seguenti:

Modelli A e B per i lavoratori di origine Italiana residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile, – Modello VA conversioni dei permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale in permesso di lavoro subordinato,

Modello VB conversioni dei permessi di soggiorno per lavoro stagionale in lavoro subordinato,

Modello Z conversione dei permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale in lavoro autonomo,

Modello LS conversioni dei permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da altro Stato membro dell’UE in permesso di lavoro subordinato,

Modello LS2 conversioni dei permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da altro Stato membro dell’UE in lavoro autonomo,

Modello LS1 richiesta di Nulla Osta al lavoro domestico per stranieri in possesso di un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo,

Modello BPS richiesta nominativa di nulla osta riservata all’assunzione di lavoratori inseriti nei progetti speciali.

Lavoro stagionale

Sono inoltre ammessi in Italia, in via di programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per l’anno 2017, per motivi di lavoro subordinato stagionale, i cittadini non comunitari residenti all’estero entro una quota di 17.000 unità, da ripartire tra le regioni e le province autonome a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (art. 4, D.P.C.M. 13 febbraio 2017).

La quota riguarda i lavoratori subordinati stagionali non comunitari cittadini di Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegai, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina.

Nell’ambito della quota, è riservata una quota di 2.000 unità per i lavoratori non comunitari, cittadini dei Paesi indicati al comma 2, che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale almeno una volta nei 5 anni precedenti e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.

La quota di 17.000 unità sarà ripartita a cura del Ministero del lavoro agli Ispettorati Territoriali dei Lavoro con successiva circolare, sulla base del fabbisogno scaturito dalle consultazioni effettuate a livello locale anche con le Regioni, parti sociali e organizzazioni sindacali.

A partire dalle ore 9.00 del 21 marzo 2017 sarà disponibile l’applicativo per la precompilazione dei moduli di domanda all’indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it (mod. C -stag) e saranno trasmesse, esclusivamente con le consuete modalità telematiche per i lavoratori non comunitari stagionali, compresi nella quota complessiva indicata al precedente articolo 4, dalle ore 9,00 del quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del citato decreto nella Gazzetta Ufficiale.

Le domande possono essere presentate fino al 31 dicembre 2017.

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10) Lavoratori agricoli – on line il IV elenco di variazione 2016

L’Inps informa che è disponibile on line il quarto elenco 2016 di variazione dei lavoratori agricoli.

L’elenco sarà visualizzabile fino al 25 marzo 2017.

L’elenco è pubblicato con valore di notifica a ogni effetto di legge, ai sensi dell’articolo 38, commi 6 e 7, Legge 6 Luglio 2011, n. 111.

Vincenzo D’Andò