Diario quotidiano del 12 gennaio 2017: niente referendum sull’articolo 18, si al referendum sui voucher

Pubblicato il 12 gennaio 2017



1) Termine per il rimborso Iva anomalo
2) Niente carcere per l’imprenditore se il deito Inps non supera € 10.000
3) Ritenute d’acconto: novità per i condomini
4) CIG in deroga settore Pesca: presentazione istanze annualità 2016
5) Nuove partite Iva: in flessione del 10,6%
6) Soppressione dei Modelli INTRA -2: chiarimenti sulla presentazione
7) Dogane: errato calcolo interessi sui versamenti, niente sanzioni
8) Società: informazioni non finanziarie e sulla diversità
9) La Consulta boccia il referendum sull’articolo 18, sì invece a quello sui voucher e sugli appalti
10) Abrogazione dei trattamenti di mobilità e di disoccupazione speciale per l’edilizia
diario-quotidiano-articoli-81) Termine per il rimborso Iva anomalo 2) Niente carcere per l’imprenditore se il debito Inps non supera € 10.000 3) Ritenute d’acconto: novità per i condomini 4) CIG in deroga settore Pesca: presentazione istanze annualità 2016 5) Nuove partite Iva: in flessione del 10,6% 6) Soppressione dei Modelli INTRA -2: chiarimenti sulla presentazione 7) Dogane: errato calcolo interessi sui versamenti, niente sanzioni 8) Società: informazioni non finanziarie e sulla diversità 9) La Consulta boccia il referendum sull’articolo 18, sì invece a quello sui voucher e sugli appalti 10) Abrogazione dei trattamenti di mobilità e di disoccupazione speciale per l’edilizia ***

1) Termine per il rimborso Iva anomalo

L’istanza di rimborso per l’errato versamento si presenta entro due anni. Lo dice la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 27221 del 28 dicembre 2016.

In caso di errato versamento dell’IVA sulle operazioni di importazione, l’istanza di rimborso deve essere presentata a pena di decadenza entro il termine biennale, decorrente dalla data del versamento stesso.

La Corte di Cassazione sostiene che in caso di cd. “rimborso anomalo” riferito ad IVA assolta sulle importazioni, erroneamente non indicata nella dichiarazione annuale ai fini della detrazione, il termine di decadenza decorre dalla data del pagamento e non già da quello di presentazione della relativa dichiarazione annuale.

Al riguardo i giudici della Suprema Corte hanno precisato che tale ipotesi di rimborso, non rientrando tra quelle specificamente previste dalla disciplina IVA, né contemplata da altre specifiche disposizioni, è soggetta alla previsione dell’art. 21, del decreto legislativo n. 546 del 1992, secondo il quale “la domanda di restituzione, in mancanza di disposizioni specifiche, non può essere presentata dopo due anni dal pagamento ovvero, se posteriore, dal giorno in cui si è verificato il presupposto della restituzione”.

In particolare, nel caso in cui sia stata versata erroneamente l’IVA non dovuta il temine entro il quale va avanzata la richiesta di rimborso è quello biennale, e decorre dal momento in cui è stato effettuato il versamento, in quanto l'errore stesso legittima l'immediato esercizio del diritto al rimborso, non ostandovi preclusione alcuna.

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2) Niente carcere per l’imprenditore solo se il debito Inps non supera € 10.000

Dopo la riforma dello scorso anno (dlgs n. 8/2016) l’imprenditore rischia una condanna per evasione contributiva quando il debito con l’Inps supera i 10 mila euro l’anno e anche se in relazione ad alcune mensilità il reato si è prescritto. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 649 del 9 gennaio 2017, ha respinto il ricorso di un contribuente accusato di non aver versato, nel 2007, contributi per un importo superiore a 10 mila euro. La terza sezione penale traccia presupposti e differenze del vecchio e del nuovo illecito. In particolare ad avviso degli Ermellini, l’omesso versamento delle ritenute previdenziali integra reato ove l’importo sia superiore a quello di 10 mila euro annui: con questa disposizione, precisano i Supremi giudici, il legislatore non si è limitato semplicemente a introdurre un limite di «non punibilità» delle condotte lasciando inalterato, per il resto, l’assetto della precedente figura normativa (che nessun limite prevedeva), ma ha configurato tale superamento, strettamente collegato al periodo temporale dell’anno, quale vero e proprio elemento caratterizzante il disvalore di offensività che viene a segnare, tra l’altro, il momento consumativo dello stesso; in altri termini, il reato deve ritenersi già perfezionato, in prima battuta, nel momento e nel mese in cui l’importo non versato, calcolato a decorrere dalla mensilità di gennaio dell’anno considerato, superi l’importo di 10 mila euro senza che, peraltro, data la necessaria connessione con il periodo temporale dell’anno, le ulteriori omissioni che seguano nei mesi successivi dello stesso anno sino al mese finale di dicembre possano «aprire» un nuovo periodo e, dunque, dare luogo, in caso di secondo superamento, a un ulteriore reato. Tali omissioni, infatti, contribuiscono ad accentuare la lesione inferta al bene giuridico per effetto del già verificatosi superamento dell’importo di legge sicché, da un lato, non possono semplicemente atteggiarsi quale post factum penalmente irrilevante e, dall’altro, approfondendo il disvalore già emerso, non possono segnare, in corrispondenza di ogni ulteriore mensilità non versata, un ulteriore autonomo momento di disvalore (che sarebbe infatti assorbito da quello già in essere).

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3) Ritenute d’acconto: novità per i condomini

La Legge di bilancio per il 2017 cambia gli adempimenti dei condomini. La Legge di Bilancio per il 2017 (co. 36) modifica gli adempimenti dei condomini che agiscono in qualità di sostituti d’imposta. Viene aggiungo il co. 2-ter, all’art. 25-ter, Dpr 600/1973, con decorrenza a partire dal 1° gennaio 2017.

La Legge di Bilancio per il 2017 introduce il versamento cumulativo delle ritenute d’acconto operate dai condomini che agiscono in qualità di sostituti d’imposta.

A decorrere dal 1° gennaio 2017 viene, infatti, stabilito che, in relazione alle ritenute del 4% operate dal condominio nei confronti degli appaltatori:

- laddove le stesse superino la soglia minima di € 500: il versamento andrà effettuato ordinariamente entro il 16 del mese successivo.

- in caso contrario: il versamento si rende dovuto solo entro le scadenze del 30 giugno e del 20 dicembre di ogni anno.

Al fine di consentirne la tracciabilità, si fa, inoltre, obbligo ai condomìni di effettuare il pagamento del corrispettivo dell’appalto tramite C/C (bancari o postali) a loro intestati (o secondo altre modalità idonee a consentire controlli efficaci da stabilire con apposito DM); a tal fine viene infine introdotto uno specifico regime sanzionatorio in presenza di violazioni.

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4) CIG in deroga settore Pesca: presentazione istanze annualità 2016

L’Inps, con il messaggio n. 75 del 9 gennaio 2017, fornisce ulteriori chiarimenti in merito alla presentazione delle istanze per la Cassa Integrazione Guadagni in deroga del Settore Pesca – annualità 2016 (Decreto interministeriale n.1600069 del 5 agosto 2016).

Si configurano 2 modalità di presentazione delle istanze:

potrà essere richiesto un unico periodo di intervento della durata non superiore a tre mesi;

Ad esempio, nel caso in cui l’azienda X presenti un’unica domanda per il periodo d’intervento che va dal 1 marzo 2016 al 31 maggio 2016, valorizzando nel quadro “C” del modello SR100 nella colonna “Periodo” dei “Dati Trattamento Cig in deroga” il periodo “dal 1/3/2016 al 31/5/2016”, tale domanda, in presenza di tutti i presupposti previsti dal decreto interministeriale n.1600069 del 5 agosto 2016, potrà essere autorizzata dall’Istituto, in quanto rispetta il limite massimo dei tre mesi previsto dalla normativa.

Diversamente, nel caso in cui l’azienda X presenti un’unica domanda per il periodo d’intervento che va dal 1 marzo 2016 al 3 giugno 2016, tale domanda NON potrà essere autorizzata dall’Istituto, in quanto il periodo richiesto supera il limite massimo dei tre mesi previsto dalla normativa.

Al riguardo occorre ricordare che la circolare n. 177/2016 ha precisato che le sedi dell’Istituto territorialmente competenti non possono autorizzare frazioni del periodo di intervento richiesto nella domanda sr100, pertanto l’azienda, in tali casi, dovrà ripresentare – comunque entro il termine previsto del 30 gennaio 2017 – l’istanza con l’indicazione del periodo corretto.

potranno essere richiesti più periodi di intervento, e per ciascuno le imprese dovranno presentare il corrispondente SR100.

Ad esempio, nel caso in cui l’azienda presenti più domande, per diversi periodi di intervento, secondo la seguente modalità:

1° DOMANDA periodo d’intervento richiesto dal 1 febbraio 2016 al 15 aprile 2016 (con inserimento nel quadro “C” del modello SR100 nella colonna “Periodo” dei “Dati Trattamento Cig in deroga”, del periodo “dal 1/02/2016 al 15/04/2016”);

2° DOMANDA periodo di intervento richiesto dal 15 settembre 2016 al 21 settembre 2016 (con inserimento nel quadro “C” del modello SR100, nella colonna “Periodo” dei “Dati Trattamento Cig in deroga”, del periodo “dal 15/09/2016 al 21/09/2016”);

3° DOMANDA periodo d’intervento richiesto di una sola giornata – il 10 ottobre 2016 (con inserimento nel quadro “C” del modello SR100, nella colonna “Periodo” dei “Dati Trattamento Cig in deroga”, del periodo “dal 10/10/2016 al 10/10/2016”);

4° DOMANDA periodo d’intervento richiesto dal 20 ottobre 2016 al 31 dicembre 2016 (con inserimento nel quadro “C” del modello SR100 nella colonna “Periodo” dei “Dati Trattamento Cig in deroga”, del periodo “dal 20/10/2016 al 31/12/2016”);

l’Istituto, ai fini del rispetto del limite massimo concedibile pari a 3 mesi ad azienda, calcolerà i periodi richiesti nelle sopracitate domande come segue:

1° DOMANDA: periodo di intervento richiesto dal 1 febbraio 2016 al 15 aprile 2016 equivale a 2 mesi e 15 gg;

2° DOMANDA: periodo di intervento richiesto dal 15 settembre 2016 al 21 settembre 2016 equivale a 7 gg;

3° DOMANDA: periodo d’intervento richiesto di una sola giornata – il 10 ottobre 2016 equivale a 1 g;

4° DOMANDA: periodo d’intervento richiesto dal 20 ottobre 2016 al 31 dicembre 2016 equivale a 2 mesi e 11 gg;

Ai fini dell’autorizzazione da parte delle sedi dell’Istituto territorialmente competenti, il periodo massimo concedibile per l’azienda viene, quindi, calcolato sommando aritmeticamente i periodi richiesti, secondo l’ordine cronologico della presentazione delle domande.

Seguendo questo criterio, saranno autorizzabili – in presenza di tutti i presupposti previsti dal decreto interministeriale n.1600069 del 5 agosto 2016 – le prime tre domande (che complessivamente corrispondono ad un periodo pari a 2 mesi e 15 gg + 7 gg + 1 g < 3 mesi) mentre la quarta domanda non potrà essere autorizzata, perché il periodo richiesto (2 mesi e 11 gg) sommato ai primi tre periodi determina il superamento del limite massimo di tre mesi.

Al riguardo occorre ricordare che la circolare n. 177/2016 ha precisato che le sedi dell’Istituto territorialmente competenti non possono autorizzare frazioni del periodo di intervento richiesto nella domanda sr100, pertanto l’azienda, in tali casi, dovrà ripresentare – comunque entro il termine previsto del 30 gennaio 2017 – l’istanza con l’indicazione di un periodo che, sommato a precedenti, non determini il superamento del limite dei 3 mesi.

Tutto ciò premesso si ribadisce, come già previsto nella circolare n. 177/2016, che l’Istituto non potrà autorizzare:

1. le domande i cui periodi d’intervento, valorizzati nella colonna “Periodo” del quadro”C” , siano superiori a tre mesi;

2. in caso di più richieste per periodi di intervento frazionati, le ultime domande, in ordine cronologico, il cui periodo d’intervento determina il superamento del predetto limite concessorio per azienda, pari a tre mesi nell’annualità 2016 (tale limite corrisponde alla matematica sommatoria dei giorni inseriti nel quadro “C” di ciascuna domanda seguendo l’ordine cronologico temporale ad esclusione dei mesi di calendario richiesti calcolati per intero).

Come già previsto dalla circolare n. 177/2016, si ricorda che, considerando il limite di presentazione delle istanze fissato al 30 gennaio 2017, non potranno essere ripresentate o rettificate, oltre il suddetto limite, le istanze che non rispettino i presupposti previsti dal D.I. n.1600069 del 5 agosto 2016.

L’Istituto precisa, infine, che non potranno trovare accoglimento domande (SR100) che contengano nell’apposito quadro “B” numero decreto e data decreto diversi da quelli specificati in circolare e nel presente messaggio.

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5) Nuove partite Iva: si registra una flessione del 10,6%

E’ quanto deriva dall’Osservatorio sulle partite IVA, sintesi dell’aggiornamento dei dati di novembre 2016.

Nel mese di novembre sono state aperte 34.732 nuove partite Iva e, in confronto al corrispondente mese del 2015, si registra una flessione del 10,6%.

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 65,6% delle aperture di partita Iva è stato aperto da persone fisiche, il 27,8% da società di capitali, il 5,7% da società di persone. La percentuale dei “non residenti” ed “altre forme giuridiche” è pari allo 0,9%. Rispetto al mese di novembre 2015 si rileva un calo di avviamenti per le persone fisiche (- 15,4%) e per le società di persone ( -3,5%) e un incremento dell’1,6% per le società di capitali.

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 40,9% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22,6% al Centro e il 36,3% al Sud e Isole. Rispetto allo stesso mese dell’ anno 2015, la Calabria e la Sardegna presentano un aumento sostenuto di avviamenti, rispettivamente del 15,7% e dell’11,9% Il dato è influenzato dagli incrementi nel settore dell’agricoltura, che sono presumibilmente dovuti all’emanazione dei bandi regionali legati al nuovo Programma di sviluppo rurale (PSR) 2014-2020, promosso della Commissione Europea. Analogamente, nei precedenti mesi del 2016, in altre regioni del Mezzogiorno sono stati riscontrati incrementi di aperture di partita Iva nel settore dell’agricoltura, in relazione alla diversa tempistica dei predetti bandi regionali. Significative flessioni, invece, si registrano in Emilia Romagna (-19,0%), Piemonte (-16,6%) e Veneto (-16,2%).

In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio continua a registrare il maggior numero di avviamenti di partite Iva (+ 26,2% del totale), seguito dall’agricoltura (+ 1,1%) e dalle attività professionali (+ 10,3% circa). Confrontando i dati con il mese di novembre 2015, si evidenzia un incremento nelle attività immobiliari (+6,9%). Il dato positivo delle attività immobiliari sembra collegato al miglioramento delle aspettative nel settore(1). Si segnalano cali sensibili di avviamenti nelle attività professionali (-30,5%) e nella sanità (-24,1%).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione delle nuove partite Iva appare relativamente stabile: il 62,3% è attribuibile a soggetti di sesso maschile. Il 46,3% è riferito a giovani fino a 35 anni e il 34,1% a soggetti tra i 36 e i 50 anni. Rispetto al corrispondente mese dell’ anno 2015, la distribuzione per classi di età evidenzia un generale calo di aperture che rilevae, in particolare, per i giovani (circa il 20% in meno).

Il 19,2% di coloro che a novembre hanno aperto una partita Iva risulta nato all’estero.

I soggetti che hanno aderito al regime forfetario sono 9.361, pari al 27% del totale delle nuove aperture, con una diminuzione del 24,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2015.

(Ministero dell’Economia, comunicato del 10 gennaio 2017)

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6) All’Agenzia delle Dogane, entro il prossimo 25 gennaio 2017, gli elenchi riepilogativi (Modelli INTRA -2)

Avvenuta soppressione delle comunicazioni concernenti gli acquisti intracomunitari di beni e le prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell'Unione europea (Modelli INTRA -2).

Anche dopo l’avvenuta soppressione dell’obbligo di presentazione dei modelli intrastat, i soggetti obbligati sono tenuti alla trasmissione telematica all’Agenzia delle Dogane – entro il prossimo 25 gennaio 2017 - degli elenchi riepilogativi (Modelli INTRA -2) concernenti gli acquisti intracomunitari di beni e le prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell'Unione europea, di cui all’articolo 50, comma 6, del Decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla Legge 29 ottobre, n. 427, riferiti al quarto trimestre ed al mese di dicembre dell’anno 2016.

Lo precisa l’Agenzia delle dogane con la nota n. 244/RU del 10 gennaio 2017.

Com’è noto, l’articolo 4, comma 4, lett. b) del Decreto legge 22 ottobre 2016, n.193, recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili”, convertito, con modificazioni, dalla Legge 1° dicembre 2016, n.225 ha disposto, a decorrere dal 1° gennaio 2017, la soppressione delle comunicazioni concernenti gli acquisti intracomunitari di beni e le prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell'Unione europea, di cui all’articolo 50, comma 6, del Decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla Legge 29 ottobre, n. 427 (Modelli INTRA-2), elenchi riepilogativi sinora presentati telematicamente a questa Agenzia1.

Di tale circostanza questa Direzione Centrale ha dato notizia con nota prot. n.137063/RU del 20 dicembre 2016, pubblicata anche sul sito internet dell’Agenzia, precisando che non v’è dubbio alcuno circa la permanenza dell’obbligo di comunicazione degli elenchi riepilogativi concernenti invece le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti di soggetti UE.

La formulazione della suddetta disposizione ha tuttavia generato qualche perplessità, ciò in quanto essa stabilisce la soppressione dell’adempimento - limitandosi a fissarne la data di decorrenza - senza precisare il periodo di riferimento delle operazioni riepilogate negli elenchi riepilogativi di cui viene prevista l’abolizione.

Al fine di garantire l’uniforme ed il corretto adempimento da parte degli operatori economici interessati, è stato pertanto chiesto alla scrivente di voler chiarire se, alla luce delle intervenute modifiche normative in materia, persista l’obbligo della comunicazione degli elenchi riepilogativi delle suddette operazioni riferite all’ultimo trimestre e all’ultimo mese dell’anno 2016.

Dall’esame degli atti parlamentari relativi al suddetto Decreto legge, si evince che l’espressa abrogazione operata dall’art. 4, comma 4, di una serie di obblighi di comunicazione prima posti a carico dei contribuenti soggetti all’IVA - tra cui quella delle comunicazioni INTRASTAT relative agli acquisti di beni e servizi - è strettamente correlata all’introduzione (prevista dal comma 1) di un nuovo adempimento, vale a dire la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute, attraverso una riscrittura dell’art. 21 del Decreto legge n. 78 del 2010 che disciplinava il cosiddetto <<spesometro>>. Oggetto di detta comunicazione sono i dati delle fatture emesse nel trimestre di riferimento e di quelle ricevute e registrate nel medesimo periodo, comprese le bollette doganali, nonché i dati delle relative variazioni.

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7) Dogane: errato calcolo interessi sui versamenti, niente sanzioni

L’Agenzia delle Dogane ha pubblicato la comunicazione del 11 gennaio 2017 relativa al pagamento tramite bonifico bancario: Errato calcolo degli interessi in fase di prenotazione di versamento.

Per i movimenti (A93) del 2016 con scadenza nel 2017 il sistema, in fase di prenotazione del pagamento tramite bonifico bancario o postale, ha erroneamente calcolato gli interessi, calcolandoli invece correttamente in fase di quietanzamento.

Ciò ha determinato il mancato quietanzamento di talune A93 per importo insufficiente e la contemporanea generazione di un credito (D4) pari alla differenza tra l’importo cumulativo effettivamente quietanzato e quello prenotato.

Onde consentire il quietanzamento automatico di tali A93 gli operatori economici dovranno:

effettuare nuovamente la prenotazione di versamento per i movimenti non quietanzati;

versare tramite bonifico l’importo indicato nella nuova prenotazione.

Nel caso in cui l’importo comunicato dal sistema con la nuova prenotazione risulti pari a zero o negativo (circostanza che si potrebbe verificare in caso di ulteriori pregressi crediti D4) non potrà essere effettuato il quietanzamento automatico e quindi gli operatori economici dovranno inviare la prenotazione rilasciata dal sistema alla casella di posta elettronica dogane.pagamentionline@agenziadogane.it onde effettuare la riconciliazione manuale.

Gli uffici non applicheranno sanzioni e/o interessi per i movimenti in parola.

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8) Società: informazioni non finanziarie e sulla diversità

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 gennaio 2017, Serie generale, n. 7, il decreto legislativo 30 dicembre 2016, n. 254, di attuazione della direttiva 2014/95/UE in materia di informazioni non finanziarie e di informazioni sulla diversità.

Il d.lgs. n. 254/2016 impone l’obbligo a una serie di società di pubblicare informazioni non finanziarie a livello di singola società o a livello di gruppo. In particolare l’obbligo riguarda, a livello di singola società, le società che: a) rientrino tra gli enti di interesse pubblico; b) abbiano un numero di dipendenti occupati in media durante l’esercizio superiore a 500; c) abbiano superato almeno uno di determinati limiti dimensionali (20.000.000 di euro di totale dello stato patrimoniale; 40.000.000 di euro di totale di ricavi netti). L’obbligo di pubblicare informazioni non finanziarie a livello consolidato riguarda le società che siano enti di interesse pubblico e siano società madri di un gruppo di grandi dimensioni.

Lo stesso decreto consente, inoltre, alle società che non rientrano nel campo di applicazione dell’obbligo di pubblicare, in via volontaria, informazioni non finanziarie le quali, al ricorrere di determinate condizioni, possono essere qualificate come conformi al decreto stesso.

Le disposizioni del d.lgs. si applicano, con riferimento alle dichiarazioni e relazioni relative, agli esercizi finanziari aventi inizio a partire dal 1° gennaio 2017.

(Assonime, comunicazione del 11 gennaio 2017)

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9) La Consulta boccia il referendum sull’articolo 18, sì invece a quello sui voucher e sugli appalti

Il referendum sull’art. 18 non si farà: la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito. Il referendum proposto dalla Cgil puntava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act allo Statuto dei lavoratori e a reintrodurre i limiti per i licenziamenti senza giusta causa. Via libera invece ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore.

La Corte Costituzionale ha dichiarato: ammissibile la richiesta di referendum denominato “abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti” (n. 170 Reg. Referendum); ammissibile la richiesta di referendum denominato “abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)” ( n. 171 Reg. Referendum); inammissibile la richiesta di referendum denominato “abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi” (n. 169 Reg. Referendum).

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10) Abrogazione dei trattamenti di mobilità e di disoccupazione speciale per l’edilizia

L’Inps, con il messaggio n. 99 del 11 gennaio 2017, in merito all’abrogazione dei trattamenti di mobilità ordinaria e di disoccupazione speciale per l’edilizia, informa circa la cessazione dell’obbligo di versamento della relativa contribuzione di finanziamento ed del recupero delle somme versate a titolo di anticipazione del contributo d’ingresso alla mobilità.

Inoltre, informa circa l’abrogazione degli incentivi all’assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità.

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Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016

L’Inps, con la circolare n. 2 del 11 gennaio 2017, fornisce le indicazioni operative, concernenti i nuovi interventi previsti, con la conversione in legge con modificazioni del Decreto legge n. 189 del 17 ottobre 2016, in favore delle popolazioni e dei territori delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, interessati dagli eventi sismici successivi al 24 agosto 2016.

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Circolare Inps n. 5 del 11-01-2017

Oggetto: Consolidamento della banca dati delle posizioni assicurative dei dipendenti pubblici – Attività propedeutiche al passaggio in SIN2 delle posizioni degli iscritti del comparto scuola.

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Circolare n. 4 del 11-01-2017

Oggetto: Servizio Estratto Conto Integrato del Casellario Lavoratori Attivi. Ampliamento della platea di riferimento.

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Circolare n. 3 del 11-01-2017

Oggetto: Avvio del censimento quantitativo e qualitativo degli archivi cartacei di deposito presenti presso le Sedi territoriali dell’Istituto attraverso l’applicativo informatico “Gestione Archivi Cartacei” (GAC).

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Messaggio n. 98 del 11-01-2017

Oggetto: Riscossione dell’incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili. Legge n. 232 del 11 dicembre 2016, articolo 1, comma 378. Soppressione dell’ulteriore incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco, stabilito ai sensi dell’articolo 13, comma 23, del Decreto legge 23 dicembre n. 145/2013.

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Messaggio n. 97 del 10-01-2017

Oggetto: Prelievo mensile degli oneri a titolo di rimborso per cessione quinto pensione sui flussi di versamento destinati alle Banche ed agli Intermediari finanziari – schema di convenzione approvato con determinazione presidenziale n. 43 del 30 marzo 2016.

Vincenzo D’Andò