Diario quotidiano dell’1 dicembre 2016 – in arrivo nuovi obblighi antiriciclaggio per tutti i professionisti

Pubblicato il 1 dicembre 2016



1) Obblighi antiriciclaggio per tutti i professionisti, anche per i curatori fallimentari
2) Accertamenti fiscali emessi prima di 60 giorni: il contribuente per rendere nullo l’atto deve spiegare i danni subiti
3) I bonus spettanti agli imprenditori vanno meritati: non spettano se mancano gli adempimenti sicurezza
4) Nuovo ravvedimento operoso: si assiste al cambio di rotta delle Entrate
5) Contributo unificato: anche in appello il valore della lite va determinato per ogni atto impugnato
6) I contrassegni sulle auto degli istituti di vigilanza privata non vanno tassati
7) Cartellino rosso al difensore se prosegue il contenzioso tributario anche dopo l’avvenuto decesso del ricorrente
8) Manifestazione dei commercialisti a Roma: si attende di sapere la sede dove si svolgerà l’incontro dei rappresentanti della categoria
9) Software per l’invio di segnalazioni relative agli studi di settore Unico 2016 (periodo d'imposta 2015)
10) Analisi dei casi che consentono l’emissione della nota di credito: documento della Fondazione nazionale commercialisti
11) Detrazione IVA: per gli inadempimenti degli obblighi documentali aumenta la non punibilità
12) Società: regime di responsabilità degli amministratori non esecutivi e dei sindaci
13) Normativa sugli eventi sismici del 2016 ancora in via di definizione: documento della FNC
14) Focus della FNC sullo stato di attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza
penna oca1) Obblighi antiriciclaggio per tutti i professionisti, anche per i curatori fallimentari 2) Accertamenti fiscali emessi prima di 60 giorni: il contribuente per rendere nullo l’atto deve spiegare i danni subiti 3) I bonus spettanti agli imprenditori vanno meritati: non spettano se mancano gli adempimenti sicurezza 4) Nuovo ravvedimento operoso: si assiste al cambio di rotta delle Entrate 5) Contributo unificato: anche in d’appello il valore della lite va determinato per ogni atto impugnato 6) I contrassegni sulle auto degli istituti di vigilanza privata non vanno tassati 7) Cartellino rosso al difensore se prosegue il contenzioso tributario anche dopo l’avvenuto decesso del ricorrente 8) Manifestazione dei commercialisti a Roma: si attende di sapere la sede dove si svolgerà l’incontro dei rappresentanti della categoria 9) Software per l’invio di segnalazioni relative agli studi di settore Unico 2016 (periodo d'imposta 2015) 10) Analisi dei casi che consentono l’emissione della nota di credito: documento della Fondazione nazionale commercialisti 11) Detrazione IVA: per gli inadempimenti degli obblighi documentali aumenta la non punibilità 12) Società: regime di responsabilità degli amministratori non esecutivi e dei sindaci 13) Normativa sugli eventi sismici del 2016 ancora in via di definizione: documento della FNC 14) Focus della FNC sullo stato di attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza ****

1) Obblighi antiriciclaggio per tutti i professionisti che rivestono la funzione di curatore fallimentare

Tra i soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio, nella categoria dei professionisti, saranno ricompresi anche i commercialisti, consulenti del lavoro, notai ed avvocati che assumono l’incarico di curatore fallimentare e commissario giudiziale nelle procedure concorsuali. Vengono poi aggiunti i revisori legali e le società di revisione con (o senza) incarichi di revisione su enti di interesse pubblico o sottoposti a regime intermedio.

E’ quanto deriva dalla bozza del decreto legislativo di recepimento della delega prevista dall'art. 15 della legge 170/2016 recante “Delega al governo per il recepimento delle direttive europee”. che è stata posta in pubblica consultazione sul sito del Mef a partire dal 29 novembre 2016.

Titolare effettivo: Sanzioni per mancata acquisizione dei dati

Sanzioni fino ad 80 mila euro per chi non provvede ad acquisire i dati del cliente o del titolare effettivo. Sanzione estesa pure a chi compie la prestazione senza aver provveduto all’adeguata verifica, e anche in caso di mancato rispetto degli obblighi di conservazione dei dati e dei documenti. Le stesse potranno essere triplicate per violazioni gravi, ripetute, sistematiche o plurime.

Titolare effettivo da comunicare nel Registro delle Imprese

Le imprese dotate di personalità giuridica e le persone giuridiche private comunicano le informazioni relative ai propri titolari effettivi (acquisite dai relativi amministratori), per via esclusivamente telematica e in esenzione da imposta di bollo, al Registro delle imprese, ai fini della conservazione in apposite Sezioni ad accesso riservato. L’omessa comunicazione delle informazioni sul titolare effettivo è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 103 a 1.032 euro (ai sensi dell’art. 2630 c.c.).

Saltano tutti gli attuali esoneri dalla disciplina antiriciclaggio

Saltano gli attuali esoneri dalla disciplina antiriciclaggio prima previsti per:

- gli obblighi di adeguata verifica e di registrazione “non sussistono in relazione allo svolgimento della mera attività di redazione e/o di trasmissione delle dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale”;

- obblighi antiriciclaggio da parte dei componenti degli organi di controllo.

Per cui gli obblighi antiriciclaggio verrebbero ad applicarsi anche ai Collegi sindacali privi delle funzioni di revisione legale ed agli altri organi di controllo.

Organismi di autoregolamentazione

Vengono introdotti dal DLgs gli “organismi di autoregolamentazione” che esercitano la funzione di controllo e di verifica del rispetto delle norme antiriciclaggio da parte dei professionisti iscritti nei propri albi ed elenchi. Essi ricevono le segnalazioni di operazioni sospette da parte dei propri iscritti, per il successivo inoltro alla Uif. Gli organismi, inoltre, irrogano sanzioni disciplinari a fronte di violazioni gravi o reiterate o sistematiche o plurime degli obblighi cui i propri iscritti sono assoggettati e comunicano annualmente al Mef i dati attinenti il numero dei procedimenti disciplinari avviati o conclusi dagli ordini territoriali.

Consultazione

La consultazione viene è curata dall’Ufficio IV - Direzione V del Dipartimento del Tesoro: I commenti possono essere inviati con posta elettronica, specificando nell’oggetto l’argomento posto in consultazione, entro il 20 dicembre 2016, all’indirizzo e-mail dt.antiriciclaggio@tesoro.it.

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2) Accertamenti fiscali emessi prima di 60 giorni: il contribuente per rendere nullo l’atto deve spiegare i danni subiti

Non serve contestare in maniera generica di avere ricevuto l’avviso di accertamento, per recupero Iva detratta in maniera illegittima, prima dei 60 giorni previsti dallo statuto del contribuente (L. 212/2000).

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 24199 de 29 novembre 2016, ha respinto il ricorso presentato dal contribuente, sostanzialmente, per tale motivazione.

Perché è vero, afferma la Suprema Corte, che nei 60 giorni il contribuente può comunicare . osservazioni e richieste che vanno valutate dagli uffici impositori, ma è pur vero, sostiene sempre la massima corte, che il contribuente non ha fornito prova del danno effettivamente subito per il mancato rispetto del termine dei 60 giorni, ossia la strategia difensiva che avrebbe adottato in esercizio del suo diritto di difesa (quindi, sarebbe dovuto entrare nel merito della questione). Dunque, le sole rimostranze formali, non bastano a fare invalidare l’atto impositivo.

La Cassazione ha colto l’occasione per ricordare i diritti del contribuente sanciti dall’art. 12 della citata legge: “nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza”.

In definitiva, tale norma “pro contribuente” non è servita al malcapitato che non ha dimostrato perché l’avviso di accertamento sarebbe stato illegittimo e particolarmente cosa avrebbe potuto produrre a propria difesa nei 60 giorni fatidici.

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3) I bonus spettanti agli imprenditori vanno meritati: non spettano se mancano gli adempimenti sicurezza

Non spetta il bonus assunzioni se il datore di lavoro non rispetta le norme sulla sicurezza.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23989 del 24 novembre 2016, che ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. Il limite sotto il quale non scatta la revoca del credito di imposta, non vale infatti per le violazioni delle norme sulla sicurezza dei lavoratori.

L’errore della CTR era stato quello di dichiarare illegittimo il recupero dell’incentivo: infatti, per quanto concerne la violazione della norma sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, si prescinde dall’entità della sanzioni, anche se trattasi di accertate violazioni formali, in quanto ciò appare conforme alla ratio di coniugare la politica incentivante verso le imprese che assumono nuovi dipendenti con la necessità di garantire un livello non minore di tutela per l’incolumità psicofisica del luogo di lavoro.

Questa Corte – hanno detto gli Ermellini – ha già avuto modo di affermare, con riguardo al credito di importa di cui all’art. 7 della Legge n. 388/2000, riconosciuto ai datori di lavoro a fronte di un incremento dell’occupazione di una sanzione di importo superiore ai cinque milioni di lire, comporta la revoca dal beneficio, essendo sufficiente che si sia verificata una delle condizioni ostative alla permanenza dell’agevolazione previste dalla citata norma – consistenti nel mancato rispetto della normativa fiscale e contributiva in materia di lavoro dipendente, ovvero delle prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori”.

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4) Nuovo ravvedimento operoso: si assiste al cambio di rotta delle Entrate

Prima dell’avvento del Decreto Legislativo 24 settembre 2015, n. 158 (riordino del sistema sanzionatorio penale ed amministrativo) si assisteva alla possibilità di potere effettuare il ravvedimento operoso solo fino all’avvio di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative formalmente portate a conoscenza del contribuente (requisito della spontaneità) ed entro limiti temporali ristretti (coincidenti, al massimo, col termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale era stata commessa la violazione da regolarizzare ovvero, in assenza di dichiarazione periodica, entro un anno dalla omissione o dall’errore).

Adesso si cambia decisamente rotta, difatti, la Legge di Stabilità per il 2015 è intervenuta su entrambi i profili, al fine di determinare un vero e proprio cambio di passo nei rapporti tra Amministrazione Finanziaria e contribuenti, sia ampliando i presupposti di accesso al ravvedimento, sia imponendo all’Agenzia delle Entrate un’attività (la cosiddetta “messa a disposizione” delle informazioni) strettamente funzionale ad incentivare le condotte proattive dei contribuenti.

Lo rileva la Fondazione di Ragioneria Giorgio Di Giuliomaria, con la nota operativa n. 13 del 29 novembre 2016.

In particolare, la Fondazione, presieduta dal noto Prof. Moretti (già ex presidente della Fondazione Pacioli dell’allora Consiglio nazionale dei ragionieri e periti commerciali), precisa che:

- per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, il ravvedimento non è precluso più dall’avvio di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative formalmente portate a conoscenza del contribuente; rispetto a tali attività, infatti, non solo il ravvedimento non è precluso, ma è addirittura incentivato dall’Amministrazione Finanziaria, ai sensi dell’art. 1, comma 634, della Legge di Stabilità 2015, attraverso le cosiddette “lettere di compliance”, ossia comunicazioni con cui l’Agenzia segnala ai contribuenti destinatari la presenza di errori e/o omissioni, invitandoli a rimediare in tempi brevi avvalendosi delle sanzioni ridotte, diverse in funzione del momento in cui avviene la regolarizzazione;

- costituisce limite al ravvedimento soltanto la notifica degli atti di liquidazione ed accertamento, incluse le comunicazioni previste dagli articoli 36-bis e 36-ter del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, e 54-bis del Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni;

- il ravvedimento è ora possibile anche oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero oltre due anni dalla omissione o dall’errore, nonché dopo la constatazione delle violazioni ai sensi dell’articolo 24 della Legge n. 4 del 1929, in quanto nel corpus del comma 1 dell’articolo 13 del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 sono ora contemplate plurime ipotesi di ravvedimento che abbracciano un arco temporale molto ampio.

Per tutti i particolari si rinvia alla lettura della citata nota operative disponibile sul sito della stessa Fondazione Romana di Ragioneria a partire dal 30 novembre 2016.

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5) Contributo unificato: anche in d’appello il valore della lite va determinato per ogni atto impugnato

Contributo unificato: il valore della lite va determinato per ciascun atto impugnato anche in sede d’appello

La Commissione Tributaria Regionale di Trento, con la sentenza n. 103/01 del 07 novembre 2016, accogliendo l’appello dell'Ufficio, ribadisce che il contributo unificato deve essere versato in ragione di ciascun atto impugnato oggetto di pronunciamento del primo Giudice e non sul valore complessivo della lite. Nel caso di specie il contribuente, avendo presentato i propri ricorsi introduttivi in data precedente all'entrata in vigore della L. 147/2013, aveva richiesto l’applicazione della normativa previgente. Sul punto i giudici trentini ribadiscono la piena legittimità della retroattività delle leggi interpretative (così come precisato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 168/2004), limitando la irretroattività alle sole leggi penali.

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6) I contrassegni sulle auto degli istituti di vigilanza privata non vanno tassati

I contrassegni distintivi posti sulle auto degli istituti di vigilanza non sono assoggettati all’imposta comunale sulla pubblicità.

Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale per l’Umbria, con la sentenza n. 416/02 del 22 settembre 2016.

La CTP di Terni aveva rigettato il ricorso avverso l’avviso di accertamento emesso dalla società di riscossione del comune di Terni, per il recupero dell’imposta comunale sulla pubblicità relativa alle scritte poste sugli autoveicoli di un istituto di vigilanza privata. La sentenza della C.T.R. perugina, riformando in toto la pronuncia di primo grado, ha, invece, accolto l’appello della contribuente escludendo che l’apposizione dei contrassegni distintivi sulle auto abbia intento pubblicitario. I giudici di appello hanno, infatti, rilevato che, per questioni di immediata identificabilità, a norma del D.M. n. 269/2010, all. A) punto 5.3, detti contrassegni, aventi le caratteristiche approvate dall'autorità competente sugli automezzi impiegati nei servizi di vigilanza, sono obbligatori.

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7) Cartellino rosso al difensore se prosegue il contenzioso tributario anche dopo l’avvenuto decesso del ricorrente

E’ inammissibile l’appello proposto dal difensore dopo il decesso del ricorrente.

Lo ha stabilito Commissione Tributaria Regionale per la Campania, con la sentenza n. 9516/01 del 03 novembre 2016.

Dunque, secondo i giudici della C.T.R. di Napoli, il difensore della parte costituita che sia deceduta dopo la sentenza di primo grado, pur se munito di procura rilasciatagli anche per il secondo grado, non è legittimato a proporre appello poiché, ai sensi dell’art. 1722 n. 4 c.c., la morte del mandante estingue il mandato.

La C.T.R., nel dichiarare inammissibile l’appello proposto, cita la giurisprudenza della Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 18485/2010, aveva espresso il principio secondo cui il procuratore ha la facoltà di continuare a rappresentare la parte che gli abbia conferito il mandato, ancorché defunta dopo la costituzione in giudizio, soltanto all'interno della fase processuale in cui l’evento si è verificato.

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8) Manifestazione dei commercialisti a Roma: si attende di sapere la sede dove si svolgerà l’incontro dei rappresentanti della categoria

Il 14 dicembre 2016 non vi sarà lo sciopero, ma costituirà una giornata nella quale ci sarà la possibilità di esporre il punto di vista dei commercialisti. Lo sciopero verrà comunque comunicato nel corso della manifestazione poiché per poterlo attuare sarà necessario porre in atto tutte le modalità previste dal codice di autoregolamentazione approvato nel 2014.

Cosi esordisce il comunicato stampa del 29 novembre 2016, firmato da tutte le sigle sindacali dei commercialisti italiani.

Dunque, la manifestazione, che si svolgerà con tutta probabilità presso un hotel, o qualcosa di simile (si parla di una sala capiente, senza che siano previsti cortei), vede il placet del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e di ConfProfessioni.

Nei prossimi giorni verrà data notizia della sede e del programma che vedrà alcuni interventi di rappresentanti della categoria dei commercialisti e di altre parti espressamente invitate.

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9) Software per l’invio di segnalazioni relative agli studi di settore Unico 2016 (periodo d'imposta 2015)

Pronto il software che consente di predisporre e inviare la segnalazione.

Il software reso disponibile dall’Agenzia delle entrate ieri è destinato ai contribuenti che vogliono comunicare all’Amministrazione Finanziaria informazioni o elementi giustificativi relativi a situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza risultanti dall’applicazione degli Studi di settore per il periodo d'imposta 2015, ovvero per la medesima annualità, afferenti l’indicazione in dichiarazione di cause di inapplicabilità o di esclusione.

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10) Analisi dei casi che consentono l’emissione della nota di credito: documento della Fondazione nazionale commercialisti

La Fondazione nazionale commercialisti, con il documento del 30 novembre 2016, analizza le diverse fattispecie che consentono l’emissione di una nota di variazione in diminuzione (c.d. nota di credito), strumento di tutela del soggetto attivo dell’operazione imponibile allorché, per cause originarie o sopravvenute, venga meno nella sua interezza il fatto imponibile, ovvero si verifichi una diminuzione dell’ammontare dell’imponibile o dell’imposta a debito (art. 26, commi 2 e 3 DPR n. 633/72).

Bisogna poi aspettare il successivo contributo per l’approfondimento di tale intervento in attesa dell’approvazione della Legge di Bilancio 2017 (A.C. n. 4127-bis) che sembra contenere sul tema un “revirement” del legislatore.

La nota di variazione in diminuzione quale strumento di rettifica delle reciproche posizioni che i soggetti passivi IVA vantano nei confronti dell’Erario a seguito dell’effettuazione di un'operazione imponibile (art. 26, commi 2 e 3 DPR n. 633/72)

Come è noto, una delle più importanti novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 (L. n. 208/2015) atteneva alle modifiche apportate al testo dell’art. 26 del DPR n. 633/72 in tema di rettifica dell’imponibile e dell’imposta delle operazioni per le quali sia stata emessa una nota di variazione. In particolare, la Legge di Stabilità era intervenuta affiancando alla previgente normativa una regolamentazione specifica, che doveva trovare applicazione dal 1° gennaio 2017, per i casi di assoggettamento del cessionario/committente ad una procedura concorsuale.

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11) Detrazione IVA: per gli inadempimenti degli obblighi documentali aumenta la non punibilità

Detrazione IVA, inadempimenti degli obblighi documentali: violazioni formali ?.

Oltre ai requisiti sostanziali (ossia: che il soggetto operi economicamente e che gli acquisti a monte siano inerenti alle operazioni a valle), il contribuente, per poter esercitare il diritto alla detrazione deve adempiere alcuni obblighi documentali - anche detti “formali”.

Tra i due ordinamenti comunitario e domestico, sono riscontrabili alcune differenze in ordine alla valutazione della natura degli obblighi da adempiere, soprattutto in relazione a quelli di registrazione, qualificati quali formali a livello europeo e sostanziali, soprattutto dall’autorità finanziaria, a livello interno.

Il sistema sanzionatorio domestico, alla luce del principio di proporzionalità unionale, potrebbe risultare, in relazione a molte fattispecie, vessatorio, in quanto l’applicazione di una sanzione sproporzionata rispetto alla gravità della violazione può compromettere l’esercizio del diritto a detrazione. La Fondazione nazionale commercialisti, con il documento del 30 novembre 2016, segnala però che recentemente la clausola di non punibilità prevista per le violazioni meramente formali è sempre più applicata in sede di contenzioso.

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12) Società: regime di responsabilità degli amministratori non esecutivi e dei sindaci

L’attuale regime di responsabilità degli amministratori non esecutivi e dei sindaci nel modello tradizionale tra potere e dovere di informazione.

In tema, la Fondazione nazionale commercialisti ha pubblicato il documento del 30 novembre 2016.

Si tratta del contributo che analizza gli elementi essenziali riguardanti il regime di responsabilità connesso alle funzioni di controllo svolte sia dagli amministratori non esecutivi che dai Sindaci, nei confronti dell’attività gestoria posta in essere dagli amministratori delegati. Una ben determinata definizione degli obblighi e dei compiti spettanti a ciascuna delle categorie richiamate, in virtù dei diversi ruoli ricoperti nel sistema di governance, può rappresentare un utile punto di riferimento per i commercialisti che ricoprono professionalmente tali ruoli.

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13) Normativa sugli eventi sismici del 2016 ancora in via di definizione: documento della FNC

La normativa sugli eventi sismici del 2016 ancora in via di definizione (D.L. 17 ottobre 2016, n. 189).

Con il Decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189, recante “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016”, è stata prorogata al 30 settembre 2017 la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari nei confronti dei contribuenti colpiti dagli eventi sismici del 2016.

Il decreto, entrato in vigore il 19 ottobre 2016, non è stato ancora definitivamente convertito in legge. In sede prima lettura da parte del Senato il testo attualmente in vigore del decreto ha subito rilevanti modifiche, anche al fine di tener conto degli ulteriori eventi sismici verificatisi nel Centro Italia il 26 e il 30 ottobre 2016.

In attesa della definitiva approvazione del decreto per un esame più approfondito delle disposizioni di natura fiscale in esso contenute, nel presente documento viene illustrata, in estrema sintesi, l’evoluzione della disciplina in materia di sospensione dei termini tributari alla luce delle modifiche approvate dal Senato in prima lettura.

(Fondazione nazionale commercialisti, documento del 30 novembre 2016)

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14) Focus della FNC sullo stato di attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza

E’ stato pubblicato il 30 novembre 2016 dalla Fondazione nazionale commercialisti nella sezione: Osservatorio Enti locali - Novembre 2016.

Focus sullo stato di attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, alla luce delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 25 maggio 2016, n. 97.

Il D.Lgs. n. 97/2016 revisiona e semplifica le disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza.

In particolare, modifiche significative sono state apportate al decreto n. 33/2013, ridefinendo l'ambito soggettivo ed oggettivo di applicazione degli obblighi in materia di trasparenza mentre nel caso della legge n. 190/2012, le novelle sono volte a precisare i contenuti ed i procedimenti di adozione del Piano nazionale anticorruzione e dei piani triennali per la prevenzione della corruzione, ridefinendo ruoli, poteri e responsabilità dei soggetti interni che intervengono nei relativi processi.

La decorrenza temporale delle novità introdotte al decreto n. 33/2013 prevede un loro adeguamento, e quindi una piena attuazione, entro il prossimo 23 dicembre 2016.

Vincenzo D’Andò