Diario quotidiano del 21 dicembre 2016: stabilito il contributo annuale dei revisori legali per il 2017

Pubblicato il 21 dicembre 2016



1) School bonus: pronto il codice tributo per utilizzare il credito d’imposta
2) Imprese di pulizia: chiarimenti dal MISE
3) Nuove linee guida sul Regolamento privacy Ue
4) Ecco il contributo annuale dei revisori legali per il 2017
5) Nuovi coefficienti di capitalizzazione delle rendite di inabilità: approvate le tabelle
6) Dazi e diritti doganali: nomenclatura combinata per il 2017
7) Dichiarazione IMU/TASI per Enti Commerciali/Persone Fisiche: rilascio specifiche tecniche versione 2
8) Al 30 settembre 2016 liti fiscali pendenti in calo del 9,2%
9) Giustificato motivo oggettivo: al giudice il controllo delle ragioni addotte
10) Iscrizione all’Albo dei Commercialisti: titoli conseguiti all’estero riconosciuti in Italia
11) CNDCEC: responsabilità solidale negli appalti di mano d’opera
12) Accertamento fiscale nullo se firmato da un funzionario di 3a area
diario-quotidiano-articoli-81) School bonus: pronto il codice tributo per utilizzare il credito d’imposta 2) Imprese di pulizia: chiarimenti dal MISE 3) Nuove linee guida sul Regolamento privacy Ue 4) Ecco il contributo annuale dei revisori legali per il 2017 5) Nuovi coefficienti di capitalizzazione delle rendite di inabilità: approvate le tabelle 6) Dazi e diritti doganali: nomenclatura combinata per il 2017 7) Dichiarazione IMU/TASI per Enti Commerciali/Persone Fisiche: rilascio specifiche tecniche versione 2 8) Al 30 settembre 2016 liti fiscali pendenti in calo del 9,2% 9) Giustificato motivo oggettivo: al giudice il controllo delle ragioni addotte 10) Iscrizione all’Albo dei Commercialisti: titoli conseguiti all’estero riconosciuti in Italia 11) CNDCEC: responsabilità solidale negli appalti di mano d’opera 12) Accertamento fiscale nullo se firmato da un funzionario di 3a area *****

1) School bonus: pronto il codice tributo per utilizzare il credito d’imposta

Pronte le istruzioni per l’utilizzo in compensazione del cosiddetto school bonus, il credito riservato a chi effettua erogazioni in denaro destinate agli investimenti in favore degli istituti del sistema nazionale di istruzione, introdotto dalla legge 107/2015 e modificato dalla Legge di Stabilità 2016. La risoluzione n. 115/E del 19 dicembre 2016 ha istituito, infatti, il codice tributo 6873 che potrà essere utilizzato a partire dal 1° gennaio 2017, dai soggetti titolari di reddito d’impresa.

Cos’è lo school bonus

Lo school bonus è riconosciuto in relazione alle erogazioni effettuate nei confronti degli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e il sostegno a interventi per il miglioramento dell’occupabilità degli studenti.

Ai contribuenti che sceglieranno di aderire, verrà riconosciuto un credito pari al 65% delle erogazioni liberali effettuate nei periodi d’imposta 2016 e 2017 e al 50% di quelle effettuate nel periodo d’imposta 2018. L’importo massimo delle erogazioni ammesso all’agevolazione fiscale è pari a 100mila euro per ciascun periodo d’imposta e il relativo credito viene ripartito in tre quote annuali di pari importo.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare il sito internet http://www.schoolbonus.gov.it/.

Come utilizzare lo school bonus

Il credito d'imposta è indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono effettuate le erogazioni. Il credito è ripartito in tre quote annuali di pari importo e la quota annuale non utilizzata può essere riportata in avanti senza alcun limite temporale.

Le persone fisiche e gli enti che non esercitano attività commerciali fruiscono del credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi, ai fini del versamento delle relative imposte.

Per i soggetti titolari di reddito di impresa, invece, il credito d’imposta è utilizzabile, ferma restando la ripartizione in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di effettuazione delle erogazioni liberali, esclusivamente in compensazione tramite modello F24, indicando il codice tributo 6873 nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”, con l’indicazione, come “anno di riferimento”, dell’anno d’imposta nel quale sono state effettuate le erogazioni liberali, nel formato “AAAA”.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 239 del 19 dicembre 2016)

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2) Imprese di pulizia: chiarimenti dal MISE

Imprese di pulizia: requisiti per l’iscrizione nelle fasce di classificazione: Nel caso di imprese soggette all’obbligo di deposito del bilancio il periodo di riferimento per il triennio, o biennio, da prendere in considerazione per l’iscrizione nel registro delle imprese o nell’albo delle imprese artigiane, deve essere commisurato all’esercizio sociale, e il volume di affari maturato nel settore, da doversi considerare per l’individuazione della fascia, deve essere dedotto dai bilanci presentati dall’impresa in relazione agli esercizi sociali considerati. Lo ha precisato il Ministero dello Sviluppo Economico con il parere n. 392763 del 14 dicembre 2016 in relazione ad una Srl che svolge attività di pulizia e disinfezione.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con detto parere, ha rilevato che, nel caso di imprese soggette all’obbligo di deposito del bilancio il periodo di riferimento per il triennio, o biennio, da prendere in considerazione per l’iscrizione nel registro delle imprese o nell’albo delle imprese artigiane, debba essere commisurato all’esercizio sociale, e che il volume di affari maturato nel settore, da doversi considerare per l’individuazione della fascia, vada conseguentemente dedotto dai bilanci presentati dall’impresa in relazione agli esercizi sociali considerati.

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3) Nuove linee guida sul Regolamento privacy Ue

Il responsabile per la protezione dei dati è designato in funzione delle qualità professionali.

Il Garante della privacy, con un comunicato del 19 dicembre 2016, ha reso nota l’approvazione, da parte del Gruppo di lavoro dei Garanti UE (art. 29 della direttiva 95/46/CE), di tre Linee guida contenenti indicazioni e raccomandazioni sulle principali novità del Regolamento (UE) 27 aprile 2016 n. 679 in materia di protezione dei dati.

Le Linee guida, sulle quali il Garante predisporrà specifiche schede di approfondimento, il responsabile per la protezione dei dati, il diritto alla portabilità dei dati e l’autorità capofila che fungerà da “sportello unico” per i trattamenti transnazionali.

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4) Ecco il contributo annuale dei revisori legali per il 2017

E’ stato reso noto il decreto che determina in 26,85 euro la cifra da versare in unica soluzione entro il prossimo 31 gennaio.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 295 del 19 dicembre 2016, è stato, infatti, pubblicato il Decreto 5 dicembre 2016 del Ministero dell’Economia e delle finanze, che determina l’entità del contributo a carico degli iscritti nel Registro dei revisori legali a decorrere dal 1° gennaio 2017.

L’importo, pari a 26,85 euro, comprensivi delle spese di produzione degli avvisi di pagamento, come di consueto andrà versato in unica soluzione entro il 31 gennaio e non è frazionabile in rapporto alla durata d’iscrizione nell’anno.

Devono pagare i revisori legali e le società di revisione legale che risultano iscritti nelle sezioni A e B del Registro al 1° gennaio di ogni anno. Fermo restando il contributo d’iscrizione a carico dei nuovi iscritti, revisori e società di revisione che in corso d’anno sono iscritti per la prima volta nel Registro devono versare il contributo annuale a partire dall’anno successivo a quello d’iscrizione. In caso di omesso o ritardato pagamento, il MEF può adottare nei confronti dei morosi i provvedimenti di cui all’art. 24-ter del D.Lgs. 39/2010, come modificato dal DLgs. 135/2016. Sono poi dovuti gli interessi nella misura legale, con decorrenza dalla scadenza del contributo e fino alla data dell’effettivo versamento, oltre agli oneri amministrativi connessi alla correlata attività di recupero del credito.

Il contributo viene versato mediante pagamento elettronico, attraverso i servizi offerti dal Nodo dei pagamenti SPC dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) denominato “PagoPA”, secondo quanto previsto dall’art. 15 del DL 179/2012 convertito e dal Codice dell’Amministrazione digitale (CAD).

Come è noto, l’art. 6 comma 5 del DL 138/2011 ha infatti introdotto il comma 2-bis all’art. 81 del CAD, prevedendo la messa a disposizione, attraverso il Sistema pubblico di connettività, di una piattaforma tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento abilitati. Il citato art. 15 del D.L. 179/2012 prevede inoltre che le amministrazioni pubbliche, per razionalizzare e contenere la spesa, debbano avvalersi per le attività di incasso e pagamento della piattaforma tecnologica ex art. 81, comma 2-bis del CAD.

Il contributo potrà, alle condizioni stabilite, essere anche versato tramite i convenzionali strumenti di pagamento offerti dagli intermediari autorizzati.

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5) Nuovi coefficienti di capitalizzazione delle rendite di inabilità: approvate le tabelle

Con D.M. del 22 novembre 2016 - pubblicato nella G.U. n. 295 del 19 dicembre 2016 - il Ministero del lavoro ha approvato le tabelle dei nuovi coefficienti di capitalizzazione delle rendite di inabilità e di quelle a favore dei superstiti, nonché istruzioni per l’uso delle medesime, di cui alla determinazione presidenziale INAIL n. 252 del 6 luglio 2016.

Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito del personale delle aziende di trasporto

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 295 del 19 dicembre 2016 il Decreto 17 ottobre 2016 n. 97510, con il quale il Ministero del Lavoro e il Ministero dell'Economia modificano il Decreto interministeriale n. 86985 del 9 gennaio 2015 con cui era stato recepito l'accordo sindacale per la costituzione presso l'INPS del Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito del personale delle aziende di trasporto pubblico.Il predetto provvedimento prevede la parziale modifica delle prestazioni riconosciute dal Fondo nonché l’individuazione di criteri, priorità e limiti per l'erogazione stesse. In particolare viene disciplinata l'erogazione delle prestazioni integrative della NASpI.

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6) Dazi e diritti doganali: nomenclatura combinata per il 2017

Dal 1° gennaio 2017 sarà in vigore la versione completa e aggiornata della Nomenclatura Combinata delle merci, adottata dalla Commissione europea con il Regolamento di esecuzione (UE) n. 2016/1821 del 6 ottobre 2016 (in G.U.U.E. n. L294 del 28 ottobre 2016).

In particolare, il Regolamento dispone – a partire, come detto, dal 1° gennaio 2017 – la sostituzione dell’allegato I del Regolamento (CEE) n. 2658/87 del 23 luglio 1987, che ha istituito una nomenclatura delle merci che risponde, nel contempo, alle esigenze della tariffa doganale comune, delle statistiche del commercio estero dell’Unione e di altre politiche unionali relative all’importazione o all’esportazione delle merci.

Come emerge dai “considerando” del nuovo Regolamento, l’intervento normativo tiene conto, tra l’altro, delle modifiche recentemente apportate alla nomenclatura del Sistema Armonizzato di designazione e di codificazione delle merci, delle modifiche intervenute a seguito dell’accordo plurilaterale per la progressiva liberalizzazione dei prodotti ad alto contenuto tecnologico, concluso in sede WTO ed approvato dall’Unione europea con la decisione (UE) 2016/971 del 17 giugno 2016, nonché degli adeguamenti e dei chiarimenti resisi necessari a seguito dell’applicazione, dal 1° maggio 2016, del nuovo Codice doganale dell’Unione,

Assonime con una nota del 20 dicembre 2016 segnala che, per favorire una più agevole consultazione delle novità intervenute, a beneficio degli operatori interessati, l’Agenzia delle dogane ha reso disponibili sul proprio sito internet l’elenco dei codici di nomenclatura che saranno validi fino al 31 dicembre 2016 e quello dei nuovi codici di nomenclatura validi a partire dal 1° gennaio 2017, nonché le relative tabelle di trasposizione.

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7) Dichiarazione IMU/TASI per Enti Commerciali/Persone Fisiche: rilascio specifiche tecniche versione 2

Il Ministero dell’Economia rende noto che dal 21 dicembre 2016 é resa disponibile una nuova versione delle specifiche tecniche relative al modulo di controllo per la trasmissione, a partire dall’anno di imposta 2016, dei dati della dichiarazione IMU TASI EC/PF.

(MEF, comunicato 20 dicembre 2016)

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8) Al 30 settembre 2016 liti fiscali pendenti in calo del 9,2%

Al 30 settembre 2016 liti fiscali pendenti in calo del 9,2%: per la prima volta sotto le 500.000 unità.

Nei primi nove mesi dell’anno i ricorsi presentati si riducono dell’8,3%.

Nel periodo luglio-settembre 2016 le controversie tributarie pendenti (497.117) si sono ridotte di circa il 9,2%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a conferma di un trend positivo già iniziato dal 2012. Per la prima volta la giacenza scende sotto la soglia delle 500 mila unità.

Nel trimestre considerato, le controversie instaurate in entrambi i gradi di giudizio sono state 43.660, facendo registrare una lieve riduzione dei nuovi contenziosi (-0,98% pari a -432 ricorsi) rispetto allo stesso periodo del 2015. Le controversie definite sono state 52.777, con una riduzione delle decisioni del 5,61% (pari a -3.139 ricorsi) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.

Le nuove controversie presentate in primo grado presso le Commissioni tributarie provinciali (CTP) sono risultate pari a 31.091 con un lieve calo dello 0,94%. I ricorsi definiti, pari a 42.476, evidenziano una riduzione del 6,75% rispetto all’analogo periodo del 2015.

Gli appelli pervenuti alle Commissioni tributarie regionali (CTR), nel periodo luglio-settembre 2016, pari a 12.569, registrano nel complesso un calo dell’1,09%. Il numero degli appelli definiti, pari a 10.301, è sostanzialmente immutato rispetto al volume prodotto nello stesso periodo del 2015 (-0,60%).

Il volume complessivo delle nuove controversie complessivamente instaurate dall’inizio dell’anno mostra una riduzione rispetto al periodo gennaio-settembre del 2015 dell’8,33%; le definizioni diminuiscono del 3,23%.

Per le CTP la quota di giudizi completamente favorevoli all’Ente impositore è stata di circa il 45%, per un valore complessivo di 1.743,74 milioni di euro; la quota dei giudizi completamente favorevoli al contribuente è stata di circa il 31%, per un valore di 917,90 milioni di euro. La percentuale delle controversie concluse con giudizi intermedi è stata di circa il 12%, per un valore complessivo di 712,61 milioni di euro.

Per le CTR, invece, la quota di giudizi completamente favorevoli all’Ente impositore è stata di circa il 45%, per un valore complessivo di 679,44 mln di euro; la quota dei giudizi completamente favorevoli al contribuente è stata di circa il 36%, per un valore complessivo di 569,15 mln di euro. Le controversie concluse con giudizi intermedi rappresentano circa l’9%, per un valore complessivo di 197,71 milioni di euro.

(Ministero dell'economia e delle finanze, comunicato ctampa n. 205 del 20 dicembre 2016)

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9) Giustificato motivo oggettivo: al giudice il controllo delle ragioni addotte

Legittimo il controllo da parte dei giudici sull'effettività del motivo che ha determinato il licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24803 del 5 dicembre 2016, infatti si è pronunciata su questo tipo di licenziamento ribadendo il controllo del giudice in ordine all’effettiva sussistenza delle ragioni addotte dal datore di lavoro. Per i Giudici di legittimità il licenziamento per giustificato motivo oggettivo deve fondarsi su ragioni effettive, serie e coerenti con il provvedimento preso e che, al tempo stesso, devono essere comprovate o comprovabili.

La nota giurisprudenziale della Fondazione Studi del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro del 20 dicembre 2016 analizza la motivazione annessa alla sentenza della Cassazione.

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10) Iscrizione all’Albo dei Commercialisti: titoli conseguiti all’estero riconosciuti in Italia

La Commissione esaminatrice del CNDCEC ha adottato le linee guida.

La Commissione esaminatrice per lo svolgimento della prova attitudinale per i professionisti cui è riconosciuto il titolo per l’iscrizione all’Albo dei DCEC, in attesa del Regolamento che sarà emanato dal Ministro della Giustizia, ha adottato, per la propria attività, le Linee Guida.”

Sono disponibili sul sito internet del Consiglio nazionale dei commercialisti.

(CNDCEC, nota del 20 dicembre 2016)

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11) CNDCEC: responsabilità solidale negli appalti di mano d’opera

Pubblicato il 20 dicembre 2016 dal CNDCEC il Memorandum 14/2016.

L’argomento di questo memorandum è la responsabilità solidale che il Legislatore pone a carico del commit-tente imprenditore o datore di lavoro in merito a determinati obblighi gravanti sull’appaltatore e sugli eventuali subappaltatori.

La normativa che disciplina la responsabilità solidale del committente nell’ambito degli appalti ha formato og-getto, negli ultimi anni, di ripetute modifiche normative che hanno riguardato principalmente la posizione sog-gettiva del committente e dell’appaltatore.

Il filo conduttore” delle suddette modifiche è il coinvolgimento del committente, in qualità di garante, nel ri-spetto degli obblighi gravanti sull’appaltatore e sull’eventuale subappaltatore. È quindi importante avere piena conoscenza della normativa e della giurisprudenza prevalente, al fine di poter fare nell’affidamento degli appalti o dei subappalti scelte responsabili e consapevoli.

Un rapido chiarimento sul tema centrale trattato, vale a dire la nozione di “responsabilità solidale”: afferma in proposito l’art. 1292 del codice civile (rubricato “Nozione della solidarietà”) che “L'obbligazione è in solido quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può essere costretto all'adempimento per la totalità e l'adempimento da parte di uno libera gli altri; oppure quando tra più creditori ciascuno ha diritto di chiedere l'adempimento dell'intera obbligazione e l'adempimento conseguito da uno di essi libera il debitore verso tutti i creditori”. Semplificando al massimo, l’espressione descrive (sotto l’aspetto della responsabilità so-lidale fra condebitori) la situazione in cui due o più soggetti sono entrambi obbligati al pagamento di un debito o comunque all’esecuzione di una prestazione in favore di un creditore. In tale situazione il creditore ha diritto di pretendere il pagamento dell’intero suo credito (o l’esecuzione dell’intera prestazione dovuta) indifferente-mente da uno dei soggetti solidalmente responsabili, e l’adempimento effettuato da uno di essi libera anche gli altri: per fare un esempio di responsabilità solidale regolata dalla legge, il danneggiato nell’ambito di un inci-dente stradale ha diritto (a sua insindacabile scelta) di chiedere il risarcimento del danno subito al conducente dell’autoveicolo danneggiante, al proprietario dello stesso o alla compagnia che obbligatoriamente assicura il veicolo; tali soggetti, quindi, sono “solidalmente responsabili” per il risarcimento dovuto al danneggiato.

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12) Accertamento fiscale nullo se firmato da un funzionario di 3a area

L’accertamento fiscale nullo se firmato da un funzionario di terza area.

È quanto chiarisce Corte di Cassazione con la sentenza n. 26295 del 20 dicembre 2016.

Il contribuente può limitarsi a contestare genericamente l’assenza di delega da parte del dirigente.

Con la notifica dell’accertamento fiscale si fanno più concrete le possibilità di contestarlo per nullità dell’atto. Secondo la Suprema Corte (e i giudici tributari di primo e secondo grado), l’accertamento fiscale è nullo quando viene firmato da un funzionario della terza area che non sia munito di apposita delega da parte del capo dell’ufficio. Una delega che deve necessariamente essere scritta e motivata. Non solo: il contribuente può limitarsi a contestare genericamente l’assenza di delega da parte del dirigente; spetterà poi all’Agenzia delle entrate fornire la prova contraria, ossia esibire l’atto interno di conferimento dei poteri al funzionario.

Vincenzo D’Andò