Diario quotidiano dell'8 novembre 2016: pubblicato sul sito di Equitalia il modulo per la rottamazione delle cartelle

1) Decreto fiscale: pubblicato sul sito di Equitalia il modulo per la definizione agevolata

2) L’attività di prostituzione é tassabile come redditi diversi

3) La condotta in malafede del dipendente giustifica il licenziamento

4) E’ nulla la cartella di pagamento che viene notificata nella residenza del socio

5) L’impresa consorziata non ha obbligo di fatturazione

6) Cassa previdenza ragionieri: dal 2017 niente più Mav, si paga on line sul sito della CPR

7) Risoluzione del rapporto di lavoro per tacito consenso e per cessione d’azienda

8) Entrate tributarie: 313,4 miliardi nei primi nove mesi dell’anno (+3,7%)

9) Ammortizzatori Sociali in Deroga: ampliamento delle risorse

10) Audizione Orlandi sulla Legge di Bilancio 2017 che ridurrebbe le tasse alle imprese

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1) Decreto fiscale: pubblicato sul sito di Equitalia il modulo per la definizione agevolata
È disponibile dal 4 novembre 2016 sul portale www.gruppoequitalia.it il modulo per aderire alla definizione agevolata prevista all’art. 6 del Dl 193/2016.
Il modulo (DA1) é, da lunedì 7 novembre, anche disponibile presso tutti gli sportelli del Gruppo ed i contribuenti avranno tempo fino al 23 gennaio 2017 per aderire alla definizione agevolata.
Il documento dovrà essere consegnato presso gli sportelli Equitalia oppure inviato, insieme alla copia di un documento di identità, all’indirizzo di posta elettronica (email o pec) riportato sul modulo e anche sul portale della società.
Come prevede il dl 193/2016, con la definizione agevolata si può scegliere di pagare in un’unica soluzione o a rate (fino a un massimo di quattro), l’ultima delle quali dovrà essere saldata entro il 15 marzo 2018.
Equitalia invierà, come previsto dal decreto (180 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) entro il 24 aprile del 2017, una comunicazione ai contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata in cui sarà indicata la somma dovuta insieme ai relativi bollettini con le date di scadenza dei pagamenti.
(Equitalia, comunicato del 4 novembre 2016)
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2) L’attività di prostituzione é tassabile come redditi diversi
I proventi derivanti dall’attività di prostituzione sono soggetti alle imposte sui redditi e vanno a confluire nella categoria dei redditi diversi.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22413 del 4 novembre 2016.
I giudici di legittimità hanno confermato l’interpretazione della Commissione regionale secondo cui in questo caso si è alle prese con un reddito derivante da lavoro autonomo non esercitato abitualmente ovvero dall’assunzione degli obblighi di fare o permettere. La pronuncia suscita delle riflessioni perché si ripercuote, almeno per chi esercita tale professione non in via occasionale, sul dilemma di cosa fare per evitare le sanzioni conseguenti alla sicura infedele/omessa dichiarazione. E’ chiaro, infatti, che la non occasionalità della prestazione di lavoro autonomo, impone un obbligo Iva in capo al contribuente.
La Cassazione già intervenuta in merito, con la sentenza n. 20528/2010, aveva già affermato l’imponibilità di tali somme. Anche se non si soffermava sul trattamento fiscale riservato ai suddetti proventi.
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3) La condotta in malafede del dipendente giustifica il licenziamento
Licenziabile il dipendente solo se si è comportato in malafede, non occorre anche che il fatto sia reato.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22486 del 4 novembre 2016, ritiene, infatti, legittimo il licenziamento per condotta contraria alla buona fede anche se il fatto non costituisce reato.
Dunque, secondi la Suprema Corte, il dipendente pubblico che abbia continuato a godere dell’indennità per inabilità oltre i termini previsti per legge, consapevole del ritardo con cui l’ente pubblico avrebbe scoperto tale scorrettezza, commette un illecito disciplinare giustamente sanzionato con il licenziamento. Tale comportamento è contrario ai …

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