Lo Spritz del Commercialista Gastronomico

di Luca Bianchi Valeria Nicoletti

Pubblicato il 9 ottobre 2016



il Commercialista Gastronomico, in diretta dall'incontro di Verona, vi propone la sua versione dello Spritz con interessanti varianti; e a voi lettori come piace lo spritz?
spritz_in_bistrot_de_veniceIn questo sabato di ottobre il Commercialista Telematico organizza il suo incontro annuale a Verona; pertanto, proponiamo un brindisi col più veneto degli aperitivi: lo spritz Un po’ di storia Dal 1814 al 1866 i territori del Veneto appartenuti alla serenissima Repubblica di Venezia furono annessi al Regno Lombardo-Veneto che faceva parte dell’Impero Austriaco. Lo spritz è un’eredità della dominazione asburgica, in quanto la storia racconta che fu inventato dagli austriaci (spesso soldati e burocrati) che erano stati stanziati in Veneto non abituati alla forte gradazione dei vini italiani. Quindi, per stemperare l'elevata gradazione alcolica dei vini veneti, li avrebbero allungati con seltz o acqua frizzante; questo comportamento dovrebbe giustificare vuole l'origine del nome, derivabile dal verbo tedesco spritzen, che significa "spruzzare" o meglio “diluire”, cioè il gesto di allungare il vino con l'acqua frizzante. Tale abitudine è rimasta a Trieste fino al 1918 e nella popolazione altoatesine che a volte allungano il bicchiere di vino l’acqua gassata. Lo spritz, tuttavia, è un cocktail codificato; la nascita del cocktail si può far risalire agli anni ‘20 quando nacque l’abitudine di mescolare il vino con Aperol o Select. [libprof code="18" mode="inline"] Come fare lo spritz? 1) Di versioni dello spritz ne esistono tante quante sono i paesi del veneto. Le mode prevedono Aperol o Campari e prosecco. La versione codificata IBA è moto semplice: 
  • "6 cl di prosecco;
  • 4 cl di Aperol;
  • Una spruzzata di soda/seltz.
Per preparare lo spritz si versa in un bicchiere old-fashioned contenente del ghiaccio il vino, si aggiunge il bitter e infine l'acqua frizzante, guarnendo quindi con mezza fetta d'arancia” (vedere il sito IBA, nella sezione New Era Drink). 2) Sul sito Venessia.com propongono la versione veneziana: 1/3 di acqua minerale gassata (o meglio seltz), 1/3 di vino bianco e 1/3 di Bitter o Select o Cynar o Aperol, scorzetta di limone e olivetta sono optional. 3) I suggerimenti del Commercialista Gatronomico Personalmente preferisco il Campari e non considero il Bitter o il Cynar liquori da spritz. Per me una buona base è questa: 1/3 di liquore: Aperol, Select o Campari; 1/3 di Prosecco o vino bianco secco (possibilmente veneto o friulano); 1/3 di acqua di seltz o soda. Per la guarnizione preferisco la scorza di arancia o di limone. Il Select è difficile da trovare, anche se viene ancora prodotto sotto l’etichetta Montenegro: uno spritz col select è sicuramente da assaggiare. E lo spritz triestino? Lo spritz a Trieste può essere un’altra cosa, sia perché i grandi caffè offrono un’atmosfera quasi viennese, pur affacciandosi al mediterraneo. Lo spritz triestino è bianco, privo di Aperol e Campari: alla fine si tratta di vino bianco secco e fruttato (possibilmente della Venezia Giulia) spritzzato con acqua di seltz, soda o gazzosa. Ovviamente sarà uno spritz bianco a bassa gradazione alcolica, probabilmente più vicino al gusto dell’originale spritz austriaco.. Buono spritz a tutti! 9 ottobre 2016 Luca Bianchi Valeria Nicoletti