Diario quotidiano del 25 ottobre 2016: in arrivo la lotteria per incentivare lo scontrino fiscale? Rimborso credito IVA per il 3′ trimestre entro il 31 ottobre 2016

Pubblicato il 25 ottobre 2016



1) Rimborso credito IVA per il 3' trimestre entro il 31 ottobre 2016
2) Beni o finanziamenti concessi a familiari o soci nel 2015: comunicazione entro il 31 ottobre 2016
3) Decreto fiscale: Equitalia diviene Agenzia di Riscossione
4) Mancata produzione della documentazione richiesta con un questionario: conseguenze fiscali
5) In arrivo l’incentivo per far chiedere lo scontrino fiscale
6) Niente accertamento fiscale al ristorante fondato su metodi induttivi
7) Indagini bancarie: sono “invasive” per i contribuenti, occorre, prima, il contradditorio preventivo
8) Curatore fallimentare libero da vincoli preliminari
9) Esenzione dal pagamento del diritto fisso per trattori stradali, autocarri adibiti a trasporti internazionali
10) Esclusione dall’obbligo di versamento del contributo di licenziamento per l’anno 2016: ecco come si recupera il contributo eventualmente pagato
casinoIndice: 1) Rimborso credito IVA per il 3' trimestre entro il 31 ottobre 2016 2) Beni o finanziamenti concessi a familiari o soci nel 2015: comunicazione entro il 31 ottobre 2016 3) Decreto fiscale: Equitalia diviene Agenzia di Riscossione 4) Mancata produzione della documentazione richiesta con un questionario: conseguenze fiscali 5) In arrivo l’incentivo per far chiedere lo scontrino fiscale 6) Niente accertamento fiscale al ristorante fondato su metodi induttivi 7) Indagini bancarie: sono “invasive” per i contribuenti, occorre, prima, il contradditorio preventivo 8) Curatore fallimentare libero da vincoli preliminari 9) Esenzione dal pagamento del diritto fisso per trattori stradali, autocarri adibiti a trasporti internazionali 10) Esclusione dall’obbligo di versamento del contributo di licenziamento per l’anno 2016: ecco come si recupera il contributo eventualmente pagato ****

1) Rimborso credito IVA per il 3° trimestre entro il 31 ottobre 2016

Entro il 31 ottobre 2016 potrà essere presentata l’istanza di rimborso o compensazione del credito Iva infrannuale relativo al 3° trimestre (luglio-settembre) 2016. Si tratta dell’ultima richiesta di rimborso o compensazione dell’Iva per il corrente anno, poiché il quarto trimestre confluisce nella dichiarazione annuale dell’Iva, da presentarsi con il quadro VR, non prima del mese di febbraio 2017.

A norma dell’art. 38-bis co. 2 del D.P.R. 633/72, i soggetti passivi Iva possono chiedere il rimborso dell’eccedenza detraibile d’imposta anche relativamente a periodi inferiori all’anno. In particolare, il credito Iva relativo a ciascuno dei primi tre trimestri solari (gennaio-marzo; aprile-giugno; luglio-settembre) può essere chiesto a rimborso mediante la presentazione del modello IVA TR, approvato con provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 21.3.2016 n. 42623.

Rimborso

I contribuenti Iva, che da luglio a settembre 2016 hanno maturato un’eccedenza di imposta detraibile superiore a 2.582,28 euro e intendono chiedere, in tutto o in parte, il rimborso della somma o utilizzare la stessa in compensazione, devono presentare telematicamente, entro il prossimo 31 ottobre, l’ultima versione del modello TR, disponibile sul sito dell’Agenzia con le relative istruzioni.

L’attuale modello, infatti, si è uniformato, tra l’altro, ad alcune modifiche introdotte dalla Stabilità (articolo 1, comma 908, legge 208/2015), come l’innalzamento delle percentuali di compensazione per le cessioni di latte, bovini e suini (le nuove percentuali sono state aggiunte nella lista ad hoc presente nei righi da TA1 a TA13 di Iva Tr, dove si indicano “le operazioni imponibili, suddivise per aliquota o percentuale di compensazione applicata, per le quali nel trimestre cui si riferisce il modello, si è verificata l’esigibilità dell’imposta - comprese quelle ad esigibilità differita annotate in periodi precedenti)”. La trasmissione del modello può essere effettuata dal diretto interessato o da un intermediario abilitato.

La possibilità di chiedere rimborsi Iva infrannuali non riguarda la totalità dei contribuenti soggetti all’imposta, ma quelli che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 30, terzo comma, lettere a), b), ed e), del Dpr 633/1972, e anche quelli di cui alle lettere c) e d), con qualche limitazione.

Soggetti interessati

Possono chiedere il rimborso gli operatori che:

- effettuano esclusivamente o prevalentemente operazioni attive con aliquote inferiori a quelle dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni;

- effettuano operazioni non imponibili (articoli 8, 8-bis e 9 del Dpr 633/1972) per un ammontare superiore al 25% del totale complessivo di tutte le operazioni compiute nel periodo;

- hanno acquistato e/o importato, nel trimestre, beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai 2/3 del totale degli acquisti e delle importazioni imponibili;

- realizzano nel trimestre, nei confronti di soggetti Iva non stabiliti in Italia, operazioni attive per un importo superiore al 50% di tutte le operazioni effettuate, limitatamente a prestazioni: di lavorazione relative a beni mobili materiali, di trasporto di beni e relative prestazioni di intermediazione, di servizi accessori ai trasporti di beni e relative prestazioni di intermediazione, di servizi relative a operazioni creditizie, finanziarie, assicurative rese a soggetti extra comunitari o riguardanti beni destinati a essere esportati fuori dalla Comunità europea, non sono residenti, non hanno una stabile organizzazione in Italia e non sono identificati direttamente o tramite un rappresentante residente nel territorio dello Stato.

Compensazione

In alternativa alla procedura di rimborso, il contribuente può recuperare l’eccedenza Iva maturata nel terzo trimestre 2016 utilizzandola in compensazione orizzontale con il modello F24, nel rispetto del limite annuale di 700mila euro, e indicando il codice tributo “6038”, che identifica il terzo e ultimo trimestre. Ultimo perché l’eventuale credito del quarto dovrà essere indicato nella dichiarazione annuale, da presentare a partire dal 1° febbraio e fino al 30 settembre 2017.

Chi sceglie la compensazione deve tener conto del fatto che, in base a quanto disposto dall’articolo 8, comma 18, Dl 16/2012, il superamento della soglia di 5mila euro (riferita al totale dei crediti trimestrali maturati nell’anno) comporta l’obbligo di utilizzare tali crediti soltanto a partire dal sedicesimo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, servendosi esclusivamente dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline), e non anche di quelli home-banking o remote banking messi a disposizione da istituti finanziari e Poste italiane.

Sempre in tema di compensazione, attenzione: il contribuente che ha debiti di importo superiore a 1.500 euro relativi a ruoli definitivi, scaduti e non pagati, non può accedervi, a meno che prima non estingua il debito.

Rimborsi senza garanzia

Il neo articolo 38-bis, modificato dal Dlgs 175/2014, ha disposto che le garanzie per i rimborsi Iva trimestrali rimangano solo in casi residuali. Infatti, è stato aumentato a 15mila euro l’ammontare dei rimborsi effettuabili senza “pegno”; in più, oltre questa soglia, ha stabilito la possibilità di evitare la garanzia con un semplice visto di conformità (o una sottoscrizione dell’organo di controllo e una dichiarazione che attesti la sussistenza dei requisiti patrimoniali). Quindi, adesso, vanno garantiti esclusivamente i rimborsi over 15mila euro chiesti da contribuenti “poco affidabili” (la scarsa affidabilità è spiegata nella sezione 2 delle istruzioni alla compilazione del modello Iva Tr).

Rimborso per prioritari

Tra gli operatori legittimati a chiedere la restituzione del credito Iva trimestrale ce ne sono alcuni che possono ottenerla in via prioritaria, entro tre mesi dalla richiesta. Sono i contribuenti che:

- hanno effettuato nel trimestre prevalentemente prestazioni di subappalto in edilizia e hanno emesso fatture senza addebito di imposta (codice 1)

svolgono le attività individuate dal codice Atecofin 2004 37.10.1, cioè di recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici (codice 2);

- esercitano le attività individuate dal codice Atecofin 2004 27.43.0, cioè producono piombo, zinco, stagno e semilavorati (codice 3);

- svolgono le attività individuate dal codice Atecofin 2004 27.42.0, cioè producono alluminio e semilavorati (codice 4);

- fabbricano aeromobili, veicoli spaziali e i connessi dispositivi, che si riconoscono nel codice Ateco 2007 30.30.9 (codice 5);

- svolgono l’attività individuata dal codice Ateco 2007 59.14.00, vale a dire che esercitano l’attività di proiezione cinematografica (codice 7);

- effettuano prestazioni di servizi di pulizia, demolizione, installazione impianti e completamento, relative a edifici (codice 8).

Il codice 6 riguarda, invece, i fornitori della Pubblica amministrazione coinvolti nel meccanismo della “scissione dei pagamenti”, ammessi ai rimborsi Iva prioritari anche se non in possesso dei presupposti “generici”, indispensabili per gli altri contribuenti Iva autorizzati, cioè:

- esercizio dell’attività da almeno tre anni;

- eccedenza detraibile Iva chiesta a rimborso pari o superiore a 10mila euro, per i rimborsi annuali, e a 3mila euro per quelli trimestrali;

- ammontare del credito almeno pari al 10% dell’importo complessivo dell’imposta assolta sugli acquisti e sulle importazioni effettuati nell’anno o nel trimestre a cui si riferisce il rimborso.

Altre novità

Altri recenti aggiornamenti al modello citato hanno riguardato:

- l’introduzione della nuova aliquota Iva al 5%, per effetto dell’art. 1 co. 960 della L. 208/2015 (legge di Stabilità 2016), per le prestazioni di natura socio-sanitaria e assistenziale rese da parte delle cooperative sociali di cui alla L. 381/91 nei confronti di soggetti svantaggiati;

- l’aumento delle percentuali di compensazione applicabili per alcune cessioni effettuate dai produttori agricoli in regime speciale ex art. 34 del D.P.R. 633/72, prevista dalla legge di Stabilità 2016 e attuata mediante l’emanazione del D.M. 26.1.2016 (tale modifica è stata recepita nei quadri TA e TB del modello IVA TR).

Inoltre, a seguito delle modifiche normative intervenute successivamente all’approvazione del nuovo modello TR, sono state aggiornate anche le relative istruzioni. L’aggiornamento, eseguito in data 21.6.2016, si è reso necessario per recepire le seguenti novità:

- l’ambito applicativo del reverse charge è stato modificato per effetto del D.Lgs. 11.2.2016 n. 24, prevalentemente includendo le cessioni di tablet PC, laptop e console da gioco di cui all’art. 17 co. 6 lett. c) del D.P.R. 633/72 (circolare Agenzia delle Entrate del 25.5.2016 n. 21);

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2) Beni o finanziamenti concessi a familiari o soci nel 2015: comunicazione entro il 31 ottobre 2016

Entro il 31 ottobre 2016 andrà inviata la comunicazione, con riferimento all’anno 2015, dei dati relativi ai beni concessi in godimento ai soci o familiari dell’imprenditore, al fine di contrastare il fenomeno elusivo dell’intestazione “fittizia” di beni utilizzati a titolo personale dai soci o familiari.

A partire dal 2012, gli imprenditori, individuali e collettivi, devono comunicare i dati anagrafici dei soci o dei familiari che hanno ricevuto in godimento i beni dell’impresa. Vanno comunicati all’Anagrafe tributaria i dati dei soci che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa, qualora ci sia una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene e il valore di mercato del diritto di godimento. L’obbligo sussiste anche se il bene è stato concesso in godimento in anni precedenti, qualora ne permanga l’utilizzo in quello di riferimento della comunicazione. Può essere il caso delle abitazioni rurali di proprietà delle società commerciali concesse in uso ai soci.

Ambito oggettivo

La comunicazione deve essere effettuata:

- per i beni concessi in godimento dalla società ai soci;

- per i beni concessi in godimento dalla società ai familiari dei soci;

- per i beni concessi dalla società in godimento a soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo;

- per i beni utilizzati dai familiari dell’imprenditore.

I familiari dell’imprenditore e dei soci vanno individuati, ai sensi dell’art. 5, co. 5, del Tuir, pertanto, sono tali “il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado” (C.M. n. 24/E/12).

Ambito soggettivo

La scadenza riguarda i seguenti soggetti, se residenti:

- imprenditori individuali;

- società di persone (Snc, Sas);

- società di capitali (Spa, Srl);

- società cooperative;

- stabili organizzazioni di società non residenti;

- enti privati di tipo associativo con riguardo ai soli beni relativi all’attività commerciale.

La comunicazione va effettuata anche per i beni concessi in godimento dalla società ai soci “o familiari di questi ultimi, o ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo”.

Cosa va comunicato

Nel modello occorre indicare:

- la tipologia di bene concesso in utilizzo;

- i dati relativi al bene (es. codice telaio per le autovetture, codice catastale per l’immobile);

- il valore normale di utilizzo (per le vetture si deve far riferimento al benefit convenzionale previsto dall’art. 51 del Tuir);

- il corrispettivo eventualmente pagato per l’utilizzo.

È poi richiesto di dare indicazioni circa l’utilizzo che viene fatto del bene e la durata della concessione (data di inizio e fine).

L’Agenzia delle Entrate (C.M. n. 24/2012) esclude dall’applicazione delle nuove disposizioni per i beni di valore non superiore a € 3.000,00 (al netto Iva), rientranti nella categoria “altro”, ossia i beni diversi dalle autovetture ed altri veicoli, unità da diporto, aeromobili ed immobili, quali, ad esempio, telefoni cellulari, personal computer, tablet, e cosi via.

Finanziamenti

Nel caso dei finanziamenti e degli apporti l’obbligo è posto esclusivamente a carico del soggetto che svolge attività d’impresa, cioè chi ha ricevuto il finanziamento o la capitalizzazione.

Nel modello occorre indicare:

- finanziamenti (non rileva se fruttiferi o meno) e/o

- capitalizzazioni (sottoscrizione e aumenti di capitale, versamenti a copertura perdite, in conto aumento capitale, in conto futuro aumento capitale, le rinunce alla restituzione dei finanziamenti in precedenza erogati, ecc.)

- che soci o familiari avranno effettuato in società o a favore di ditte individuali, di importo pari o superiore a € 3.600,00.

Informazioni escluse dalla comunicazione

È confermato che non sussiste l’obbligo di comunicazione quando i beni concessi in godimento privato soddisfano congiuntamente due requisiti:

- hanno un valore non superiore a 3.000 euro, al netto dell’Iva (da notare che il riferimento è al valore del bene, non al valore annuo dell’utilizzo);

- sono compresi nella categoria residuale “altro” prevista dal decreto (ovvero sono diversi da autovetture, unità da diporto, aeromobili, immobili).

Per i finanziamenti e le capitalizzazioni, non sussiste l’obbligo di comunicazione quando il valore dei finanziamenti e delle capitalizzazioni, autonomamente considerati, non superino il valore di 3.600 euro.

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3) Decreto fiscale: Equitalia diviene Agenzia di Riscossione

Il decreto fiscale approvato dal consiglio dei ministri che ha varato contemporaneamente anche la legge di bilancio è stato firmato dal Presidente della Repubblica il 23 ottobre 2016.

Depurato dalla flat tax al 35% sull’emersione dei contanti, il decreto fiscale è stato sbloccato dalla Ragioneria generale dello Stato. Il passaggio da Palazzo Chigi al Quirinale per la firma del capo dello Stato è stato quindi rapido.

La prima novità è lo scioglimento di Equitalia. La concessionaria sparirà a partire dal 1° luglio del prossimo anno per essere sostituita dalla nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione, ente pubblico economico sottoposto alla vigilanza del Mef e presieduto dal direttore dell’Agenzia delle entrate. Lo statuto verrà approvato con decreto governativo, su proposta del Mef.

In particolare, si tratta di un ente pubblico economico, denominato “Agenzia delle Entrate-Riscossione”, sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Presidente della struttura sarà il direttore dell’Agenzia delle entrate.

Tuttavia, dai sindacati viene definita come “una norma inaccettabile”.

Definizione agevolata delle cartelle (incentivazione al pagamento)

Si punta molto sulla “definizione agevolata” (invero, pare più un invito a pagare che una rottamazione come da più parti definita), con il pagamento della quota capitale e l’esclusione di sanzioni e interessi di mora.

Le cartelle con le multe possono usufruire della “definizione agevolata” ma, essendo loro stesse delle sanzioni amministrative, “l’incentivazione” si applica “limitatamente agli interessi”, comprese le maggiorazioni previste per i tardati pagamenti dalla legge di depenalizzazione del 1981.

Riapertura voluntary disclosure

Il decreto prevede inoltre fino al 31 luglio 2017 (con possibilità di integrare l’istanza e presentare i documenti fino al 30 settembre) la riapertura dei termini per la voluntary disclosure. Tuttavia, viene detto che alla nuova operazione non possano partecipare i contribuenti che abbiano già presentato istanza in precedenza. Le violazioni sanabili sono quelle commesse fino al 30 settembre 2016. Il testo definitivo del decreto non contiene dunque più l’aliquota forfait al 35%, che aveva provocato dure polemiche nei giorni precedenti: Al suo posto le normali aliquote progressive sui redditi.

Trasmissione dei dati Iva trimestrale

Nuovo appuntamento Iva trimestrale: Dal 2017 la trasmissione dei dati Iva diventa trimestrale. Questo, secondo quanto viene riferito, “comporterà un incremento di gettito dovuto sia al maggior stimolo alla compliance, tramite l’attività dissuasiva posta in essere dall’Agenzia delle Entrate, sia un incremento dovuto all’accelerazione delle somme riscosse tramite i controlli automatizzati”.

Riduzione adempimenti

Il decreto, come viene anticipato (difatti al momento in cui viene redatto il presente articolo non è disponibile neppure la bozza del decreto), prevede la riduzione di una serie di adempimenti in relazione a:

- Comunicazione dei dati sui contratti di leasing;

- invio dei dati sugli acquisti intracomunitari;

- comunicazioni per operazioni con paesi in black list.

Potenziamento agevolazioni per il cinema

Il decreto prevede anche il potenziamento del tax credit per il cinema e l’audiovisivo: Per l’anno 2016 l’importo di 140 milioni è incrementato di 30 milioni.

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4) Mancata produzione della documentazione richiesta con un questionario: conseguenze fiscali

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 21271 del 20 ottobre 2016, si è soffermata sul caso in cui la società non abbia prodotto la documentazione richiesta con un questionario, ma l’abbia poi depositata integralmente con l’istanza di autotutela.

In particolare, l’Agenzia delle entrate ha notificato alla società un questionario invitandola a produrre la documentazione contabile per il 2001, e constatata l’omissione di tale invito, ha notificato avviso di accertamento per circa 211 mila euro, oltre sanzioni.

La società, che ha prima presentato istanza di annullamento in autotutela, alla quale ha allegato la documentazione a suo tempo richiesta con il questionario e non prodotta all'epoca, ha poi presentato ricorso contro l’avviso di accertamento ritenendo ingiustificata la pretesa dell’Agenzia che si basava sulla mancata documentazione iniziale degli acquisti oggetto di detrazione, documentazione comunque poi integralmente prodotta con la successiva istanza di autotutela. Il ricorso della società veniva accolto sia dalla CTP sia dalla CTR. Si attribuisce rilievo solo per l’omissione dolosa alla richiesta di esibizione che produce sfavorevoli conseguenze per la contribuente.

Tuttavia, in seguito l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso in cassazione che è stato accolto per uno dei tre motivi esposti nella fase contenziosa. L’Agenzia ha fatto valere la violazione dell’art. 55 DPR 633 del 1972 e 32 DPR 600 del 1973.

A tal fine, la Suprema Corte ha osservato che:

Costituisce orientamento consolidato di questa Corte la regola per cui l'invio, da parte dell'Amministrazione finanziaria, del questionario previsto, in sede di accertamento fiscale, dall'art. 32, terzo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, per fornire dati, notizie e chiarimenti, assolve alla funzione di assicurare - giusta i canoni di lealtà, correttezza e collaborazione propri degli obblighi di solidarietà della materia tributaria - un dialogo preventivo tra Fisco e contribuente per favorire la definizione delle reciproche posizioni onde evitare l'instaurazione del contenzioso giudiziario. Ne consegue che l'omessa o intempestiva risposta è legittimamente sanzionata con la preclusione amministrativa e processuale di allegazione di dati e documenti non forniti nella sede precontenziosa, (Sez. 5 n. 10489 del 2014), salva la facoltà concessa al contribuente dal quarto comma del medesimo art. 32.

A specificazione di tale regola, questa Corte ha altresì ritenuto che la sanzione dell'inutilizzabilità della successiva produzione in sede contenziosa, prevista dall'art. 32 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, opera solo in presenza di un invito specifico e puntuale all'esibizione da parte dell'Amministrazione, purché accompagnato dall'avvertimento circa le conseguenze della sua mancata ottemperanza, e si giustifica - in deroga ai principi di cui agli arti 24 e 5. Cosi – per la violazione dell'obbligo di leale collaborazione con il Fisco (Sez. 6 n. 11765 del 2014; Cass. n, 22126 del 2013)”.

In conclusione, il ricorso delle Entrare è stato accolto e la sentenza è stata cassata e la causa rinviata, anche per le spese del giudizio, alla CTR Basilicata in diversa composizione.

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5) In arrivo l’incentivo per far chiedere lo scontrino fiscale

Contro l’evasione fiscale, una lotteria degli scontrini: estrazione e premi una volta al mese.

«Una lotteria nazionale alla quale partecipare con un codice associato agli scontrini, per incentivare tutti i cittadini a chiederne il rilascio quando comprano qualcosa in un negozio». L’annuncio è stato fatto il 23 ottobre 2016 da Luigi Casero, viceministro dell'Economia con delega alle politiche fiscali, che in un'intervista al Corriere della Sera ha affermato: «l'obiettivo è avviare una sperimentazione nel 2017 per andare a regime l'anno successivo. L'estrazione dovrebbe essere fatta una volta al mese».

La lotteria sarà resa possibile dallo scontrino elettronico, che «funzionerà un pòcome adesso in farmacia: quando compri qualcosa dai il tuo codice fiscale alla cassa e lo scontrino viene comunicato direttamente all'Agenzia delle Entrate», spiega Casero.

«Non dovremo conservare più nulla. Ogni contribuente avrà accesso a un file dove saranno registrati gli acquisti e i relativi codici per partecipare alla lotteria. Si avrà un codice non per ogni acquisto ma per ogni tot di euro spesi. Non abbiamo ancora deciso quanto».

Sul premio, «vedremo se sarà una somma in denaro o un oggetto. In ogni caso sarà consistente, altrimenti il meccanismo non funziona», prosegue Casero. Anche per gli esercenti ci sarà un incentivo: «se a far vincere la lotteria è un acquisto fatto nel suo negozio, anche il negoziante avrà un premio».

Per contrastare l'evasione, arriverà una novità anche per fatture e ricevute: «alla fine di ogni anno, sempre per estrazione, saranno decisi i settori di spesa per i quali sarà possibile detrarre dalle tasse le relative spese», afferma il ministro. «Si deciderà di consentire la detrazione per spese che oggi non sono detraibili. Quelle per l'idraulico, dico per dire, oppure per l'avvocato. I cittadini saranno incentivati a chiedere tutte le fatture e le ricevute, perché solo alla fine di ogni anno sapranno quali potranno detrarre davvero».

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6) Niente accertamento fiscale al ristorante fondato su metodi induttivi

Fisco: l’accertamento induttivo in capo al ristorante non può essere fondato solo sulla quantità delle posate di plastica utilizzate (cd. “forchettometro”).

È, infatti, illegittimo l’accertamento di maggiori ricavi fondato sulla quantità di confezioni di posate in plastica utilizzate.

Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, con la sentenza 268/2/2016, secondo cui, nel caso di specie, si tratta di una presunzione priva dei requisiti di gravità, precisione e concordanza che necessita di ulteriori elementi per fondare la pretesa.

Una società, esercente attività di ristorazione aveva ricevuto un avviso di accertamento con cui l’agenzia delle Entrate procedeva a ricalcolare induttivamente il reddito dichiarato (art. 39 Dpr 600/1973), avvalendosi del numero di posate, coltelli e tovaglioli (cd. materiale usa e getta) acquistati ed utilizzati, in maniera presunta, per servire i clienti, considerando uno sfrido solo del 10%. Al fisco è bastato moltiplicare tale dato per giungere ad un totale di ricavi solo presunto. Eppure la contabilità del ristoratore era risultata in regola. Anche su questa considerazione si è basata la difesa del contribuente, che, particolarmente, ha fatto notare come la stessa Cassazione consente uno sfrido di almeno il 25% del possibile consumo di tovaglioli/forchette e cosi via.

Peraltro, nel caso di specie, già tale percentuale consentiva di determinare congruo il reddito dichiarato dal contribuente.

Ecco perché il giudice di merito ha accolto il ricorso del ristoratore. E’, dunque, mancato l’elemento decisivo fondato sulla gravità, precisione e concordanza (ovvero la presunzione “schiacciante”).

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7) Indagini bancarie: sono “invasive” per i contribuenti, occorre, prima, il contraddittorio preventivo

Indagini bancarie: sono “invasive” per i contribuenti, occorre, prima, instaurare la fase del contraddittorio preventivo mediante il processo verbale di constazione.

Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Benevento, con la sentenza n. 870/07/16.

Il fisco non può, quindi, avviare indagini in banca, all’insaputa del contribuente, e poi emettere avviso di accertamento. Si tratta di un metodo accertativo che è decisamente invasivo per i cittadini e quindi non è tollerabile in virtù di quanto dispone lo statuto del contribuente (Legge 212/2000).

Difatti, l’art. 12, comma 7, della Legge n. 212/2000 consente al contribuente di fornire chiarimenti e giustificazioni nei successivi 60 giorni di avvenuto ricevimento dell’atto.

Nel caso di specie, l’avviso di accertamento, basato su indagini finanziarie, era stato emesso dall’Agenzia delle entrate dopo solo 31 giorni dalla notifica degli inviti al contribuente a fornire chiarimenti e documentazioni.

Né è, quindi, scaturito l’accoglimento del ricorso presentato dal contribuente. Stralcio della sentenza

Queste, in particolare, sono le motivazioni addotte dal giudice di merito:

In assenza del pvc il contribuente si troverebbe con un avviso di accertamento ossia un atto immediatamente esecutivo e in grado di incidere sulla propria sfera patrimoniale, senza, per esempio, la possibilità di ottenere sanzioni ridotte a 1/6 del minimo edittale, per come previsto dall'art. 5-bis del D.Lgs.218/97. Va inoltre rilevato che la stessa Corte di Cassazione Sez. Trib. n. 2594/2014, ha stabilito che le indagini finanziarie, presupponendo l'accesso ai conti correnti sostanzialmente andrebbero parificate a una verifica esterna, comportando quindi l'applicazione di quanto previsto dall'art.12, comma 7 della legge 212/2000, con emissione obbligatoria del pvc e il rispetto del termine di 60 giorni per la successiva emissione dell'avviso di accertamento, termine questo per consentire al contribuente di prendere posizione, documentare e osservare su quanto sia stato inserito nelle indagini riportate dal predetto pvc. Nel caso di specie l'iter procedimentale ha dato luogo a richieste da parte dell'Amministrazione finanziaria di documenti e giustificazioni in ordine alle operazioni finanziarie accertate e contestate dando luogo anche al deposito da parte del contribuente di una memoria esplicativa in data 30/11/2015. Da quanto sopra esposto, si evidenzia che la obbligatoria redazione di un pvc con la valutazione anche delle giustificazioni fornite, avrebbe dato luogo alla concessione del termine dei 60 giorni per consentire repliche e ulteriori precisazioni, nel mentre con atto notificato il 31/12/2015, l'Agenzia delle entrate ha emesso l'avviso di accertamento procedendo alle contestazioni sollevate in dispregio di quanto affermato dall'art. 12 della legge 212/2000, senza, oltretutto, addurre qualsivoglia ragione di urgenza che consentisse di derogare al predetto termine. Da tanto ne deriva, allo stato, l'accoglimento della eccezione di annullamento dell'avviso di accertamento per violazione del disposto dell'art. 12 della legge 212/2000”.

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8) Curatore fallimentare libero da vincoli preliminari

Ampi poteri al curatore del fallimento, difatti, secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21251 del 20 ottobre 2016, questi può sciogliersi dal contratto preliminare di vendita stipulato dal fallito e non ancora eseguito, esercitando la relativa azione fino all’avvenuto trasferimento del bene fino all’esecuzione del contratto preliminare attraverso la stipula di quello definitivo ovvero fino al passaggio in giudicato della sentenza costitutiva resa in difetto di adempimento del preliminare e, dunque, anche nel giudizio di appello.

La scelta del curatore è effettuabile con qualsiasi scritto difensivo, difatti, opera direttamente sul contratto e può essere effettuata mediante dichiarazione nella comparsa di costituzione o in altro scritto difensivo, come la comparsa conclusionale o atto del procuratore, anche non sottoscritto dal curatore. Quello che conta è che la sussistenza della dichiarazione medesima sia rilevabile d’ufficio ai fini della decisione.

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9) Esenzione dal pagamento del diritto fisso per trattori stradali, autocarri adibiti a trasporti internazionali

L’Agenzia delle Dogane, sul proprio sito internet, il 24 ottobre 2016 ha pubblicato la seguente nota:

<<Esenzione dal pagamento del diritto fisso per i trattori stradali, autocarri e relativi rimorchi adibiti a trasporti internazionali di cose, importati temporaneamente dalla Repubblica di Albania e appartenenti a persone ivi stabilmente residenti.

Di seguito alla comunicazione del 20.09.2016 si informa che con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 3.10.16, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - serie generale n. 244 del 18.10.16, è stata disposta l’esenzione dal “diritto fisso” istituito con la legge n. 1146 del 28.12.1959 per i veicoli importati temporaneamente dalla Repubblica di Albania e appartenenti a persone ivi stabilmente residenti.

Il decreto in esame, non avendo natura regolamentare ma amministrativa, è entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Dal 18 ottobre pertanto, a parziale modifica di quanto riportato nell’avviso pubblicato sul sito INTERNET di questa Agenzia il 10.03.16, i veicoli in questione sono esentati dal pagamento anche del “diritto fisso”.

Roma 21.10.2016>>.

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10) Esclusione dall’obbligo di versamento del contributo di licenziamento per l’anno 2016: ecco come si recupera il contributo eventualmente pagato

Per il recupero del contributo eventualmente pagato nel periodo dal 1 gennaio 2016 al 24 ottobre 2016, i datori di lavoro utilizzeranno la procedura delle regolarizzazioni Uniemens. Parimenti, la medesima procedura di regolarizzazione Uniemens, dovrà essere utilizzata dai datori di lavoro per il recupero del contributo di licenziamento eventualmente già versato, ma non dovuto in relazione alle risoluzioni di rapporti di lavoro ai sensi dell’art. 2 D.I. 21.04.2011.

Lo precisa l’Inps, con il messaggio n. 4269 del 24 ottobre 2016, relativo all’esclusione dall’obbligo di versamento del contributo di licenziamento, di cui all’art. 2, co. 34, legge n. 92/2012, per l’anno 2016. Modalità di recupero del contributo eventualmente pagato: Esonero dall’obbligo di versamento del contributo di licenziamento nei casi di risoluzione dei rapporti di lavoro del personale addetto agli impianti di distribuzione di gas naturale, nei casi di sostituzione del soggetto gestore (art.2 D.I. del 21 aprile 2011).

Eventi sismici del 24 agosto 2016: Indicazioni in merito alle visite mediche di controllo domiciliare disposte d’ufficio.

L’Inps con il messaggio n. 4274 del 24 ottobre 2016 fornisce indicazioni sulle visite mediche di controllo domiciliare disposte d’ufficio in relazione agli eventi sismici.

Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito del personale delle aziende di trasporto pubblico

L’Inps si sofferma sul decreto interministeriale n. 86985/2015. Prestazioni ordinarie: modalità di accesso e disciplina - Circolare n. 186/2016. Precisazioni in merito alla contribuzione correlata.

(Inps, messaggio n. 4270 del 24 ottobre 2016)

Vincenzo D’Andò