Diario quotidiano del 14 ottobre 2016: tanti nuovi casi in tema di IRAP: medici, agenti di commercio, amministratori di condominio. E’ stato approvato il modello Ipea, l’istanza per il computo in diminuzione delle perdite pregresse

Pubblicato il 14 ottobre 2016

1) Quando il medico di base paga l’Irap: nuove dalla Cassazione
2) L’agente di commercio è soggetto ad Irap?: nuove dalla Cassazione
3) Nello studio associato l’amministratore di condominio non paga l’Irap
4) Frodi carosello: l’acquirente deve provare la sua buona fede, altrimenti perde la detrazione IVA
5) Solo la cessione di tutte le quote societarie equivale alla cessione d’azienda
6) Accertamento: approvato nuovo modello (IPEA) con istruzioni per l’istanza di computo in diminuzione delle perdite pregresse dai maggiori imponibili
7) Come determinare il credito d’imposta a favore degli enti previdenziali
8) Risoluzione di un contratto di cessione d’azienda con riserva di proprietà per inadempimento del compratore
9) Antiriciclaggio: pesanti i costi con la depenalizzazione, riflessioni dalla Fondazione commercialisti (FNC)
10) Esecutività delle sentenze favorevoli al contribuente ed inadempimenti della pubblica amministrazione

diario-quotidiano-articoli-8Indice:

1) Quando il medico di base paga l’Irap: nuove dalla Cassazione 2) L’agente di commercio è soggetto ad Irap? Nuove dalla Cassazione 3) Nello studio associato l’amministratore di condominio non paga l’Irap 4) Frodi carosello: l’acquirente deve provare la sua buona fede, altrimenti perde la detrazione IVA 5) La cessione di tutte le quote societarie equivale alla cessione d’azienda? 6) Accertamento: approvato nuovo modello (IPEA) con istruzioni per l’istanza di computo in diminuzione delle perdite pregresse dai maggiori imponibili 7) Come determinare il credito d’imposta a favore degli enti previdenziali 8) Risoluzione di un contratto di cessione d’azienda con riserva di proprietà per inadempimento del compratore 9) Antiriciclaggio: pesanti i costi con la depenalizzazione, riflessioni dalla Fondazione commercialisti (FNC) 10) Esecutività delle sentenze favorevoli al contribuente ed inadempimenti della pubblica amministrazione *****

1) Quando il medico di base paga l’Irap

Le recenti decisioni della giurisprudenza hanno escluso che i medici di base possano essere soggetti ad Irap, tuttavia la Corte di cassazione con la sentenza n. 19817 del 4 ottobre 2016 precisa che il medico con due collaboratori è, invece, costretto a dovere pagare l’imposta regionale.

Sul caso la Suprema corte ha ricordato la precedente sentenza n. 9451/2016 che ha negato al professionista con più di un dipendente di essere escluso dall’imposizione poiché il requisito dell’autonoma organizzazione ricorre quando il contribuente si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell'impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive. Nella fattispecie, la Corte negava che il professionista con più di un dipendente potesse essere escluso dall’imposizione fiscale, perché: “il requisito dell’autonoma organizzazione […] ricorre quando il contribuente […] impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive”. Appare pertanto evidente che il requisito dell’autonoma organizzazione fosse, nel caso in esame, assolutamente pertinente: e, infatti, i giudici della Cassazione hanno condannato il contribuente a pagare l’Irap annullando la precedente sentenza di appello.

Niente Irap se il professionista ha soltanto collaboratori occasionali

Viceversa, la medesima Corte di Cassazione, stavolta con l’ordinanza n. 20099 del 6 ottobre 2016, ha stabilito che non deve pagare l’Irap il professionista se paga terzi per collaborazioni occasionali.

Nel caso di specie, il contribuente aveva fatto ricorso contro il silenzio - rifiuto dell’ufficio sulle istanze di rimborso che aveva presentato per l’Irap versata negli anni dal 1998 al 2004. Diversamente dalla sentenza di primo grado, a lui favorevole, la Commissione regionale aveva accolto l’appello dell’ufficio. Per cui il contribuente ha dovuto ricorrere in cassazione, questa volta con esito vincente.

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2) L’agente di commercio è soggetto ad Irap? Nuove dalla Cassazione

L’agente di commercio paga l’Irap solo se l’attività è autonomamente organizzata. Secondo la Corte di cassazione (sentenza n. 19899 del 05 ottobre 2016), l’agente di commercio paga l’Irap quando svolge l’attività in forma imprenditoriale e quando sussiste il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione se l’attività viene svolta in forma autonoma

L’agente di commercio non può essere considerato a priori esercente attività imprenditoriale, in quanto può svolgere l’attività anche come lavoratore autonomo. Non può essere quindi assoggettato ad Irap senza l’accertamento del presupposto dell’autonoma organizzazione che ricorre qualora:

- sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; - impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza dell’organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

Solo in presenza di entrambe le condizioni, l’agente di commercio che svolge l’attività come lavoratore autonomo è assoggettato al pagamento dell’Irap.

Paga l’Irap l’imprenditore che si avvale della collaborazione del coniuge

Se l’imprenditore familiare si avvale della collaborazione del coniuge, allora è soggetto a Irap. La conferma arriva dalla Corte di Cassazione, che con l’ordinanza n. 20282 del 7 ottobre 2016, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

Il Fisco era ricorso contro un imprenditore che aveva impugnato il silenzio-rifiuto mosso dall’Amministrazione finanziaria avverso l’istanza di rimborso dell’IRAP versata negli anni 2001-2004. Le Entrate, dopo la sentenza favorevole al contribuente in secondo grado, erano ricorse evidenziando come la Corte di appello avesse

Viceversa la C.T.R. aveva escluso l’esistenza di autonoma organizzazione nonostante il contribuente si avvalesse dell’ausilio del coniuge quale collaboratore familiare e nonostante avesse compilato il quadro RG relativo al reddito di impresa ed in particolare il rigo “quote imputate ai collaboratori dell’impresa familiare o al coniuge di azienda coniugale”. Dunque, “l’omesso esame del fatto anzidetto ha inficiato la logicità e la completezza della motivazione della sentenza impugnata – hanno osservato gli Ermellini di piazza Cavour – secondo la giurisprudenza di questa Corte l’imprenditore familiare è soggetto ad IRAP; integrando