Senza dichiarazione IVA non sussiste il reato di omesso versamento - Diario quotidiano del 20 settembre 2016

Indice:

1) Ravvedimento per le dichiarazioni entro il 30 settembre 2016

2) Decreto Certezza del Diritto: chiarimenti sui dubbi applicativi inerenti il regime di adempimento collaborativo

3) Se il contribuente ha omesso di pagare l’Iva ma non ha presentato la dichiarazione annuale è assolto dal reato

4) Notifica della cartella esattoriale nulla se consegnata al vicino di casa senza la raccomandata all’interessato

5) Il bonus prima casa non si perde se il contribuente che ha ceduto l’immobile ne costruisce un’altra entro l’anno successivo

6) Per un fisco più semplice: le proposte presentate al Viceministro all’Economia dalle associazioni dei commercialisti

7) L’Agenzia ENTRATE al servizio dei contribuenti nelle zone colpite dal sisma

8) Lavoro: piano ispettivo del Garante per la privacy

9) Piano europeo: garanzia giovani anche per il triennio 2017-2020

10) CIGO imprese edili, no al bollettino meteo a pagamento

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1) Ravvedimento per le dichiarazioni entro il 30 settembre 2016
Scadrà il 30 settembre 2016 il termine per effettuare l’invio telematico delle dichiarazioni dei redditi e Irap, nonché della dichiarazione annuale Iva, relative al periodo di imposta 2015.
Si tratta di una scadenza che interessa anche il periodo d’imposta precedente, difatti, in relazione al caso della integrazione a favore della dichiarazione (possibile solo entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva), qualora il contribuente recuperi un onere deducibile o detraibile pagato nel 2014, potrà presentare il modello Unico 2015 integrativo e indicare in esso il credito da riportare nella successiva dichiarazione Unico 2016 al fine di poter così recuperare lo stesso in compensazione tramite modello F24.
—> Clicca qui per leggere l’approfondimento

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2) Decreto Certezza del Diritto: chiarimenti sui dubbi applicativi inerenti il regime di adempimento collaborativo
A domanda rispondo, l’Agenzia delle entrate il 16 settembre 2016 ha pubblicato, in tarda serata, la circolare n. 38/E/2016 che raccoglie tutta una serie di quesiti, a cui seguono le risposte sul cd. regime di adempimento collaborativo, emersi nel corso del meeting organizzato a Roma del 16 e 17 giugno.
Come è noto, il regime di adempimento collaborativo prevede forme costanti e preventive di dialogo con i contribuenti di grandi dimensioni, in modo da pervenire a valutazioni comuni sulle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali.
Vengono approfonditi i profili di corporate governance che coinvolgono l’implementazione del tax control framework, con particolare riferimento all’individuazione di ruoli e responsabilità, viene declinata la modalità di “mappatura dei rischi fiscali” e chiarito il concetto di “rischio rilevante”, la cui mancata comunicazione o individuazione determina la potenziale fuoriuscita dal regime.
Vengono, inoltre, anticipati alcuni temi centrali dell’istituto che costituiranno oggetto di approfondimento in successivi provvedimenti di attuazione quali:
– l’ambito oggettivo della previsione di cui all’articolo 6, comma 3, Dlgs 128/2015, ossia la riduzione a metà delle sanzioni amministrative applicabili sui rischi comunicati nel corso delle interlocuzioni;
– le modalità e i tempi della pubblicazione delle operazioni, delle strutture e degli schemi di pianificazione fiscale aggressiva (articolo 5, comma 1);
– gli effetti dell’eventuale fuoriuscita dal regime, con particolare riguardo al trattamento degli elementi informativi acquisiti durante il periodo di collaborazione;
– la competenza per i controlli e per le attività relative al regime di adempimento collaborativo (articolo 7, comma 1).
Tra i temi trattati meritano particolare attenzione i chiarimenti in materia di tax control framework e di mappatura dei rischi fiscali.
Soggetti interessati dal programma
In fase di prima attuazione, al regime di cooperative compliance possono …

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