Diario quotidiano dell’8 settembre 2016: dal 2017 parte la trasmissione telematica delle operazioni IVA per fini di controllo

Pubblicato il 8 settembre 2016



1) Dal 2017 parte la trasmissione telematica delle operazioni IVA per fini di controllo
2) I beni strumentali non devono essere indispensabili per il medico, altrimenti scatta l’Irap
3) Farmacie in SpA: al via l’iter per la loro costituzione
4) La prenotazione on line negli hotel vuole l’Iva
5) Arrivano gli incentivi sul lavoro da inserire nel primo correttivo al Jobs Act
6) Sisma: ritenute sostituti d’imposta non sospese
7) Informazioni finanziarie periodiche aggiuntive: documento di consultazione della Consob
8) Consulenti del lavoro: vanno semplificate anche le denunce periodiche
9) Vizio della cartella di pagamento non rilevabile nella fase esecutiva
10) Gli studi di settore voltano pagina diventando ”indicatori di compliance”
scontrino-fiscale-storiaIndice: 1) Dal 2017 parte la trasmissione telematica delle operazioni IVA per fini di controllo 2) I beni strumentali non devono essere indispensabili per il medico, altrimenti scatta l’Irap 3) Farmacie in SpA: al via l’iter per la loro costituzione 4) La prenotazione on line negli hotel vuole l’Iva 5) Arrivano gli incentivi sul lavoro da inserire nel primo correttivo al Jobs Act 6) Sisma: ritenute sostituti d’imposta non sospese 7) Informazioni finanziarie periodiche aggiuntive: documento di consultazione della Consob 8) Consulenti del lavoro: vanno semplificate anche le denunce periodiche 9) Vizio della cartella di pagamento non rilevabile nella fase esecutiva 10) Gli studi di settore voltano pagina diventando ”indicatori di compliance” ***   1) Dal 2017 parte la trasmissione telematica delle operazioni IVA per fini di controllo Partirà dal prossimo anno l’operazione di controllo dei contribuenti attraverso la trasmissione telematica delle operazioni IVA. L’Agenzia delle entrate terrà sotto torchio, anche se a distanza, tutti coloro che, a seguito dell’incrocio dei dati, presenteranno anomalie, questo per convincerli ad aderire in maniera spontanea (cd. compliance). Dunque, il Ministero dell’Economia e delle finanze, con il D.M. 4 agosto 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 208 del 6 settembre 2016, introduce, con effetto dal 1° gennaio 2017, le nuove modalità di controlli a distanza della trasmissione telematica delle operazioni IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il decreto prevede la possibilità di utilizzo da parte dell’Agenzia dei controlli incrociati, utilizzando anche i dati che provengono dal Sistema di interscambio per la trasmissione delle fatture elettroniche. Comunque, tali nuovi poteri non fanno decadere, nei riguardi degli organi dell’Amministrazione finanziaria, i classici poteri di accesso, ispezione e verifica. Viene, quindi, preventivato un rafforzamento dei poteri dell’Agenzia delle Entrate in tema di controllo delle operazioni IVA inviate telematicamente e acquisite dall’Agenzia anche mediante il Sistema di Interscambio, con l’incrocio dei dati contenuti in altre banche dati conservate dalla stessa Agenzia o da altre amministrazioni pubbliche, al fine di favorire l'emersione spontanea delle basi imponibili. L’Amministrazione deve provvedere ad informare il contribuente, in via telematica, degli esiti dei controlli nei suoi confronti. In ogni caso, l'effettuazione dei controlli a distanza non fa venir meno i poteri tradizionali di accesso, ispezione e verifica. Tutti questi risultati dell’attività sono messe a disposizione della Guardia di finanza. Effetti premiali: In relazione alla riduzione dei termini di decadenza per i contribuenti, previste per chi trasmette telematicamente le operazioni IVA, sarà necessario che si effettuino e ricevano tutti i pagamenti mediante bonifico bancario o postale, carta di debito, carta di credito, o assegno bancario, circolare o postale recante la clausola di non trasferibilità. I contribuenti devono comunicare, con riguardo a ciascun periodo d’imposta, l’esistenza dei presupposti per la riduzione dei termini di decadenza. Quanto infine al programma di assistenza, realizzato dall’Agenzia delle Entrate, il decreto dispone che sia valido nei confronti di: - esercenti arti e professioni; - imprese ammesse al regime di contabilità semplificata; - (limitatamente all’anno di inizio dell'attività e ai due anni successivi) imprese che superano taluni limiti di ricavi. ****** 2) I beni strumentali non devono essere indispensabili per il medico, altrimenti scatta l’Irap Non ha importanza che il professionista acquisti dei macchinari costosi, ma quello che rileva, ai fini dell’esenzione da Irap, è che tali beni strumentali non siano strettamente necessari per l’esercizio della propria attività (medica, nel caso di specie). Lo ha stabilito la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 17671 del 6 settembre 2016, che ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate ribaltando il verdetto reso dalla Ctr del Piemonte. In particolare in secondo grado i giudici torinesi avevano ritenuto che al medico non dovesse essere negato il rimborso dell’Irap poiché l’acquisto di un bene strumentale, per quanto significativo, non potesse configurare l’autonoma organizzazione. Viceversa la Cassazione ha spiegato che “anche una spesa consistente riferita all'acquisto di un macchinario indispensabile per l'esercizio della professione può rilevarsi inidonea a significare l'esistenza del presupposto impositivo dell'autonoma organizzazione, tutte le volte in cui il capitale a tal fine investito non valga a rappresentare fattore aggiuntivo o moltiplicativo del valore rappresentato dalla mera attività intellettuale del professionista ma risulti a essa asservito ai fini dell'acquisto di attrezzatura connaturata e indispensabile all'esercizio dell'attività medesima e come tale inidoneo ad assumere rilievo, quale fattore produttivo di reddito, distinguibile da quello rappresentato dalla stessa attività intellettuale e/o dalla professionalità del lavoratore autonomo”. ****** 3) Farmacie in SpA: al via l’iter per la loro costituzione Possibile gestire le farmacie da SpA, Srl e, quindi, sotto forma di società di capitali. E’ questo una novità tanto attesa per i manager che intendono investire i propri capitali nel settore sanitario/commerciale. Alla ripresa dei lavori, dopo la pausa estiva, il Senato inizierà ad esaminare in Aula gli emendamenti parlamentari al DDL concorrenza, come modificato dalla X Commissione Industria, Commercio e Turismo nella seduta dello scorso 2 agosto. Terminato l’esame da parte del Senato, il provvedimento ritornerà alla Camera per l’approvazione definitiva. In atto, le farmacie possono essere costituite da soggetti privati, in particolare la titolarità dell’esercizio della farmacia privata viene riservata a persone fisiche, a società di persone ed a società cooperative a responsabilità limitata. Viceversa, appena entrerà in vigore l’articolo 48 del disegno di legge cd. concorrenza, la titolarità delle farmacie private verrà consentita, oltre che alle persone fisiche, alle società di persone ed alle società cooperative, anche alle società di capitali. Viene poi disposto, con l’approvazione dei nuovi emendamenti, che ciascun soggetto può controllare, direttamente o indirettamente, non più del 20% delle farmacie, della medesima regione o provincia autonoma. Questa novità comporta la caduta del limite di quattro farmacie per provincia di cui possono essere titolari in atto le società di farmacisti. All’Antitrust vengono affidati le funzioni, nonché i poteri, di indagine, istruttoria e diffida. A tal proposito, viene introdotta la disposizione di incompatibilità, secondo cui non è possibile partecipare a società titolari di farmacia è al contempo esercitare, oltre che l’attività di produzione, informazione scientifica del farmaco e l’esercizio della professione medica, anche la posizione di titolare, di gestore provvisorio, di direttore o di collaboratore di altra farmacia e qualsiasi rapporto di lavoro pubblico o privato. Nel caso di gestione societaria, altra novità è quella che il direttore della farmacia e il suo eventuale sostituto può essere anche un farmacista non socio, purché sia in possesso del requisito dell’idoneità previsto dall’art. 12 della Legge n. 475/1968. In merito alle farmacie in sopra numero (art. 2 Legge 475/68) si stabilisce che nei comuni con meno di 6.600 abitanti, alle farmacie non sussidiate che risultino oltre il limite numerico viene consentito il trasferimento in ambito regionale anche in altro comune. Riguardo poi la partecipazione associata al concorso straordinario (art. 11 del D.l. 1/2012) viene ridotto da 10 a 3 anni il termine entro il quale vige l’obbligo di mantenimento della gestione associata. Infine, di estrema rilevanza per gli utenti, viene introdotta la disposizione che prevede che i farmaci ad uso ospedaliero (art. 92 D.lgs. 219/2006) possono essere venduti anche alle farmacie, oltre che agli ospedali e alle strutture assimilate. ****** 4) La prenotazione on line negli hotel vuole l’Iva Necessita l’identificazione diretta per i siti on line con sede legale in paesi Ue che fungono da intermediari per la prenotazione di alloggi in strutture recettive non gestite in forma imprenditoriale. L’Agenzia delle entrate, in risposta a un’istanza di Federalberghi, ha fornito chiarimenti inerenti la correttezza delle procedure fiscali poste in essere da alcuni portali di prenotazione che hanno sede in altri paesi Ue, in relazione all’alloggio in strutture ricettive non gestite in forma imprenditoriale o in immobili privati per brevi periodi. Nel mese di maggio, Federalberghi aveva segnalato che detti portali emettono fatture senza Iva italiana, applicando il meccanismo del cosiddetto “reverse charge” anche nei casi in cui la struttura ricettiva sia priva di partita Iva. La conseguenza è l’evasione totale dell’imposta, che non viene pagata né dal portale né dalla struttura. L’Agenzia delle entrate, con la risposta fornita il 6 settembre 2019, ha chiarito che l’Iva sulle commissioni pagate ai portali che operano in altri paesi Ue è sempre dovuta. Se la struttura ricettiva ha la partita Iva, essa si dovrà fare carico del versamento in regime di inversione contabile. Se la struttura non ha partita Iva, dovrà essere invece il portale ad identificarsi in Italia e a emettere fattura con Iva italiana. ****** 5) Arrivano gli incentivi sul lavoro da inserire nel primo correttivo al Jobs Act 370 milioni di ammortizzatori sociali in aree di crisi: Prendono forma gli interventi sul lavoro da inserire nel primo correttivo al Jobs Act annunciati durante l’estate del governo. Si è tenuta, infatti, questa mattina al dicastero guidato dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, la riunione tecnica con i rappresentanti delle Regioni, di Cgil, Cisl e Uil. Diversi i fronti su cui si intende intervenire senza attendere i tempi della manovra di stabilità, si legge sul sito del Ministero del Lavoro, e il primo riguarda gli ammortizzatori sociali per le imprese nelle aree di crisi industriale complessa. Aziende localizzate in una decina di Regioni dove sono presenti siti produttivi oggetto di complicati programmi di riorganizzazione che prevedono la salvaguardia dell’occupazione, ma che, a fine anno, rischiano di trovarsi senza sussidi. L’obiettivo del Governo è garantire la continuità delle prestazioni ai lavoratori in CIGS che concludono la copertura entro il 2016, ovvero persone collegate ancora all'impresa in CIGS che dovrebbero passare alla NASPI. Per questa categoria di lavoratori, in deroga a quanto previsto dall'ordinamento, si prevede di estendere per ulteriori 12 mesi la CIGS, qualora l'impresa presenti un piano dedicato al recupero occupazionale o una estensione di quello precedente. Le risorse dedicate a questa misura, già disponibili nel bilancio del Ministero del Lavoro, ammontano a 85 milioni di euro. Per garantirne una equa distribuzione su tutto il territorio nazionale, saranno ripartite sulla base delle richieste che le Regioni, d'intesa con le parti sociali, dovranno far pervenire al Ministero in relazione alle particolari situazioni di crisi rilevabili. Il secondo intervento, sempre in queste aree, è dedicato alle persone che nell'arco del 2016 hanno già concluso la fase di mobilità o ASPI, che potranno beneficiare di un intervento di tipo sociale con 500 euro al mese per 12 mesi, a patto che si rendano disponibili ad interventi di politiche attive promossi dalla Regione. Su questo fronte le risorse impegnate ammontano a 150 milioni di euro. Per poter attivare la misura, le regioni interessate si dovranno impegnare a contribuire investendo almeno un 20% di quanto ripartito a livello territoriale su interventi di politiche attive. Infine, le misure che riguardano i lavoratori stagionali ricorrenti del turismo e termalismo e quelle per sostenere le aree terremotate. (Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 7 settembre 2016) ****** 6) Sisma: ritenute sostituti d’imposta non sospese La sospensione dei versamenti e degli adempimenti per i contribuenti residenti, alla data del 24 agosto 2016, nei 17 Comuni del Centro Italia colpiti dal terremoto non si applicherà alle ritenute che devono essere operate e versate dai sostituti d'imposta. Nessuna sospensione, quindi, per la presentazione entro il 15 settembre del modello 770/2016 e per la conseguente scadenza per usufruire del ravvedimento operoso né per il pagamento degli F24, relativi al personale dipendente, previsto per il 16 settembre 2016. La sospensione, in realtà, interessa solo i versamenti e gli adempimenti di natura tributaria in scadenza nel periodo compreso tra il 24 agosto 2016 e il 16 dicembre 2016 e non quelli relativi ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi assicurativi dei lavoratori. E' quanto stabilito dal decreto 1 settembre 2016 firmato dal Ministro dell'Economia e Finanza, Pier Carlo Padoan, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 207 il 5 settembre 2016. A fronte di questa situazione, la Presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine, Marina Calderone, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Renzi e ai Ministri Padoan e Poletti per richiedere nuovamente il rinvio di tutte le scadenze, anche anteriori alla data del 24 agosto, per le imprese ed i professionisti residenti nelle zone interessate dal terremoto. "La mancata previsione di sospensioni per ritenute e contributi - si legge nella lettera - metterebbe in una situazione di estrema difficoltà i datori di lavoro coinvolti dall’evento. Misure di questo tenore sono state già adottate per i tragici eventi naturali che si sono susseguiti in questi anni in Italia, contribuendo fattivamente a risollevare i territori coinvolti". (Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 7 settembre 2016) ****** 7) Informazioni finanziarie periodiche aggiuntive: documento di consultazione della Consob Il 5 agosto 2016, la Consob ha pubblicato un documento di consultazione contenente alcune proposte di modifica del Regolamento Emittenti in materia di pubblicazione di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, elaborate sulla base di un’analisi di impatto, richiesta dalla normativa primaria, che valuta, anche in chiave comparatistica, l’onerosità di eventuali nuovi obblighi di pubblicazione delle informazioni periodiche aggiuntive, l’importanza delle informazioni richieste per le decisioni di investimento e la loro rilevanza nel favorire un’attenzione eccessiva ai risultati a breve termine. La consultazione si chiuderà il 19 settembre 2016. Il documento segue la consultazione preliminare dello scorso aprile che era volta a raccogliere dati e informazioni per lo svolgimento di tale analisi di impatto. Il documento, prende in considerazione tre opzioni di intervento: (i) reintrodurre l’obbligo di pubblicazione del rendiconto intermedio di gestione; (ii) non introdurre obblighi di informazione periodica aggiuntiva ma definire, in via regolamentare, principi e criteri applicativi per chi intende pubblicare tali informazioni su base volontaria; (iii) non introdurre obblighi di informazione periodica aggiuntiva senza prevedere principi o criteri applicativi per chi intende pubblicare tali informazioni su base volontaria. Sulla base delle valutazioni contenute nell'analisi di impatto, la Consob prevede di non introdurre obblighi di informazione periodica aggiuntiva ma di definire, in via regolamentare, principi e criteri applicativi per le società che intendano pubblicare tali informazioni su base volontaria. La Consob propone pertanto la previsione di un nuovo art. 82-ter che definisca le regole quadro applicabili agli emittenti quotati aventi l’Italia come Stato membro d’origine che pubblicano su base volontaria informazioni periodiche aggiuntive. In particolare, si prevede che gli emittenti: - rendano pubblica l’intenzione di pubblicare informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, specificando i relativi elementi informativi; la decisione di interrompere la pubblicazione dovrà essere motivata e resa pubblica, e sarà efficace a partire dall’esercizio successivo; - specificano i termini per l’approvazione e la pubblicazione delle informazioni finanziarie periodiche aggiuntive da parte dell’organo competente; - garantiscono la coerenza e la correttezza delle informazioni finanziarie periodiche aggiuntive diffuse al pubblico e la comparabilità con le precedenti relazioni finanziarie; - assicurano un accesso rapido, non discriminatorio e ragionevolmente idoneo a garantirne l’effettiva diffusione delle informazioni in tutta l’UE. Le informazioni finanziarie periodiche aggiuntive devono essere pubblicate con le modalità previste per le informazioni regolamentate. (Assonime, comunicato del 6 settembre 2016) ****** 8) Consulenti del lavoro: vanno semplificate anche le denunce periodiche Il Consiglio Nazionale dell’Ordine al Ministero dell’Economia e Finanze per un confronto sulle proposte, già presentate a luglio, per semplificare gli adempimenti a carico di professionisti e contribuenti: La rivisitazione delle scadenze, richiesta dalla categoria professionale, riguarda anche le denunce periodiche, come il c.d. “spesometro” e la “comunicazione dei beni in godimento ai soci“, finalizzati non a calcoli di imposte, ma al solo invio di notizie e informazioni all'Agenzia delle Entrate per consentire controlli fiscali più mirati (es. accertamenti sintetici). In questo caso, i consulenti del Lavoro, avverte il comunicato di ieri, 07 settembre 2016, hanno suggerito un differimento della scadenza in linea con quella relativa alla dichiarazione dei redditi del periodo di imposta interessato dai controlli. E’ stato, inoltre, richiesto di estendere la proroga a tutti gli adempimenti nel periodo di differimento feriale, comprese le comunicazioni di irregolarità del modello Unico; di semplificare in modo incisivo le modalità di calcolo e versamento dei tributi locali e di far confluire dati e versamenti all'interno del modello Unico. Semplificazioni fiscali: ecco le proposte dei Consulenti del Lavoro Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro al tavolo istituito presso il Ministero dell’Economia e Finanze per un confronto sulle proposte di semplificazione in materia fiscale, già presentate a luglio, in favore di professionisti e contribuenti, sui quali si riverberano gli effetti di adempimenti oggettivamente complessi e articolati e spesso contrassegnati da incertezze applicative. Nell’esercitare la loro attività di consulenza e assistenza in materia tributaria, i Consulenti del Lavoro cercano di rendere concretamente esigibili ai contribuenti imposte e tributi, quasi sempre difficili da autodeterminare con il conseguente incremento dell'attività della pubblica amministrazione per le fasi di controllo, accertamento e riscossione. Scadenze delle dichiarazioni fiscali Tra le proposte di semplificazione presentate dal Consiglio Nazionale rientrano le scadenze legate alle dichiarazioni fiscali (Unico Persone Fisiche, Società di persone e Società di Capitali) e la necessità di renderle certe e sostenibili, evitando continue proroghe dei termini. La Categoria ha proposto, ad esempio, il differimento automatico della scadenza in caso di ritardo, da parte dell’Amministrazione Finanziaria, nella elaborazione dei modelli ufficiali e dei moduli di controllo Entratel necessari al calcolo e liquidazione delle imposte. Inoltre, particolare attenzione è stata rivolta anche agli adempimenti dei sostituti di imposta, soprattutto in conseguenza della Certificazione Unica che ha debuttato nel 2015, per la dichiarazione delle somme assoggettate a ritenuta d'acconto nel periodo di imposta precedente. Attualmente il termine di redazione e consegna è fissato per il 28 febbraio di ogni anno e quello di trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate per il 7 marzo. La Categoria, nel suo intervento, ha evidenziato come la scadenza del 28 febbraio coincida anche con quella riguardante il conguaglio fiscale annuale. Da qui la richiesta di prevedere entro il 15 marzo di ogni anno la consegna ai sostituiti ed entro la fine di marzo la trasmissione all’Agenzia delle Entrate. Contenzioso tributario Nell'ottica di deflazionare il contenzioso, invece, la Categoria ha proposto la sospensione dei termini a ricorrere, in caso di presentazione dell’istanza di autotutela, per una durata pari al periodo entro il quale l'Agenzia deve fornire una risposta secondo la disciplina generale in materia di trasparenza amministrativa. Così come di prevedere un regime speciale per la liquidazione e i versamenti delle imposte nei casi di forza maggiore, quali ad es. calamità naturali o eventi straordinari. La riorganizzazione del sistema tributario nel suo complesso - si legge in una nota del Consiglio Nazionale - rappresenta un passaggio importante nell'ambito di un processo di semplificazione assolutamente necessario. La Categoria auspica, infatti, di poter giungere ad una ridefinizione del calendario fiscale in un’ottica di certezza, sostenibilità e semplificazione, ripristinando il carattere di proporzionalità degli adempimenti, così da restituire ai professionisti condizioni di lavoro dignitose nell’assolvimento delle loro funzioni. ****** 9) Vizio della cartella di pagamento non rilevabile nella fase esecutiva Vizio della cartella esattoriale: non può essere rilevato nella fase esecutiva. Secondo il Tribunale di Padova, sentenza n. 1626 del 26 maggio 2016, che ha respinto il ricorso di un cittadino, il debitore esecutato non può sostenere l'”inesistenza” della cartella esattoriale alla base dell'esecuzione perché firmata da personale dell'Agenzia delle Entrare privo della qualifica dirigenziale (o comunque di regolare delega) se, quando ne aveva la possibilità, non l'ha impugnata, né ha – come accaduto nel caso specifico - contestato l'iscrizione di ipoteca, e la notifica dell'atto di vendita. ****** 10) Gli studi di settore voltano pagina diventando ”indicatori di compliance” Addio agli studi di settore: Con gradualità verranno messi a punto, partendo da un ampliamento della sperimentazione, i nuovi “indicatori di compliance” che forniranno il grado di affidabilità del contribuente. Chi raggiungerà un “grado elevato”, spiega il Tesoro in una nota dopo una riunione al ministero con associazioni di categoria e ordini professionali, “avrà accesso al sistema premiale” che prevede, tra l'altro, un percorso accelerato per i rimborsi fiscali, la riduzione dei tempi e l'esclusione da alcuni accertamenti. Alla definizione dei nuovi strumenti voluti dal ministero l’importanza dell’adempimento spontaneo agli obblighi fiscali, in linea con i principi della riforma fiscale realizzata negli scorsi mesi, sono impegnate, spiega la nota del Mef, la Sose -. Soluzioni per il Sistema Economico Spa - e l'Agenzia delle Entrate. Il Ministero dell’Economia e delle finanze, attraverso la nota del 7 settembre 2016, ha dato la notizia “eclatante”, tuttavia, da tempo preannunciata dall’Agenzia delle entrate: Ovvero quella che il fisco ”cambia verso” e gli studi di settore voltano pagina diventando ”indicatori di compliance”. Alla definizione dei nuovi strumenti, voluti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per sottolineare l’importanza dell’adempimento spontaneo agli obblighi fiscali, in linea con i principi della riforma fiscale realizzata negli scorsi mesi. Il MEF avvia, quindi, il superamento degli studi di settore che diventano ”indicatori di compliance”. Il nuovo strumento, che consentirà quindi il superamento degli studi di settore e l’abbandono del loro utilizzo come strumento di accertamento presuntivo, verrà messo a punto con gradualità. Intanto, prosegue la nota, l’ampliamento della sperimentazione assume priorità già da oggi. L’indicatore di compliance è un dato sintetico che fornisce, su scala da uno a dieci, il grado di affidabilità del contribuente. Se il contribuente raggiunge un grado elevato avrà accesso al sistema premiale che prevede oggi, tra l’altro, un percorso accelerato per i rimborsi fiscali, l’esclusione da alcuni tipi di accertamento e una riduzione del periodo di accertabilità. Il nuovo indicatore sarà articolato in base all’attività economica svolta in maniera prevalente, con la previsione di specificità per ogni attività o gruppo di attività. Verrà costruito sulla base di una metodologia statistico-economica innovativa che prende in considerazione molteplici elementi: gli indicatori di normalità economica (finora utilizzati per la stima dei ricavi) diventeranno indicatori per il calcolo del livello di affidabilità; invece dei soli ricavi saranno stimati anche il valore aggiunto e il reddito d’impresa; il modello di regressione sarà basato su dati panel (8 anni invece di 1) con più informazioni e stime più efficienti; il modello di stima coglierà l'andamento ciclico senza la necessità di predisporre ex-post specifici correttivi congiunturali (cd correttivi crisi); una nuova metodologia di individuazione dei modelli organizzativi consentirà la tendenziale riduzione del numero, una maggiore stabilità nel tempo e assegnazione più robusta al cluster. Al singolo contribuente saranno comunicati, attraverso l’Agenzia delle Entrate, il risultato dell'indicatore sintetico e le sue diverse componenti, comprese quelle che appaiono incoerenti. In questo modo il contribuente sarà stimolato ad incrementare l'adempimento spontaneo e incentivato a interloquire con l’Agenzia delle Entrate per migliorare la sua posizione sul piano dell'affidabilità. Ecco il comunicato del MEF del 07 settembre 2016 Alla definizione dei nuovi strumenti, voluti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per sottolineare l’importanza dell’adempimento spontaneo agli obblighi fiscali, in linea con i principi della riforma fiscale realizzata negli scorsi mesi, sono impegnate la SOSE – Soluzioni per il Sistema Economico spa – e l’Agenzia delle Entrate. Oggi (7 settembre 2016, ndr), presso la sede della SOSE, si è tenuta una riunione della Commissione degli Esperti per gli studi di settore durante la quale è stata presentata ad Associazioni di Categoria ed Ordini Professionali una serie di proposte di innovazione metodologica a seguito delle attività di sperimentazione effettuate nei mesi scorsi. Il nuovo strumento, che consentirà quindi il superamento degli studi di settore e l’abbandono del loro utilizzo come strumento di accertamento presuntivo, verrà messo a punto con gradualità. Intanto l’ampliamento della sperimentazione assume priorità già da oggi (7 settembre 2016, ndr). L’indicatore di compliance è un dato sintetico che fornisce, su scala da uno a dieci, il grado di affidabilità del contribuente. Se il contribuente raggiunge un grado elevato avrà accesso al sistema premiale che prevede oggi, tra l’altro, un percorso accelerato per i rimborsi fiscali, l’esclusione da alcuni tipi di accertamento e una riduzione del periodo di accertabilità. Il nuovo indicatore sarà articolato in base all’attività economica svolta in maniera prevalente, con la previsione di specificità per ogni attività o gruppo di attività. Verrà costruito sulla base di una metodologia statistico-economica innovativa che prende in considerazione molteplici elementi: - gli indicatori di normalità economica (finora utilizzati per la stima dei ricavi) - diventeranno indicatori per il calcolo del livello di affidabilità; - invece dei soli ricavi saranno stimati anche il valore aggiunto e il reddito d’impresa; - il modello di regressione sarà basato su dati panel (8 anni invece di 1) con più informazioni e stime più efficienti; - il modello di stima coglierà l’andamento ciclico senza la necessità di predisporre ex-post specifici correttivi congiunturali (cd correttivi crisi); - una nuova metodologia di individuazione dei modelli organizzativi consentirà la tendenziale riduzione del numero, una maggiore stabilità nel tempo e assegnazione più robusta al cluster. Al singolo contribuente saranno comunicati, attraverso l’Agenzia delle Entrate, il risultato dell’indicatore sintetico e le sue diverse componenti, comprese quelle che appaiono incoerenti. In questo modo il contribuente sarà stimolato ad incrementare l’adempimento spontaneo e incentivato a interloquire con l’Agenzia delle Entrate per migliorare la sua posizione sul piano dell’affidabilità. Vincenzo D’Andò