Diario quotidiano dell’8 luglio 2016: accertamento della GDF sul magazzino: i dati trovati nel software aziendale non sono prove

Pubblicato il 8 luglio 2016



1) Accertamento della Gdf sul magazzino: i dati trovati nel software aziendale non sono prove
2) Irregolarità IVA di gruppo: accertamento nei confronti della controllante facile
3) Neppure la separazione tra i coniuge impedisce di far pagare la cartella esattoriale dell’altro coniuge
4) Svalutazione del valore delle rimanenze in magazzino: obbligo per gli amministratori o semplice facoltà
5) DDL Agricoltura approvato: largo ai giovani
6) Vertice Commercialisti: si vota il 1° dicembre 2016; per Ordini locali, invece, il 3 e 4 novembre
7) Commercialisti: ecco le cinque proposte per la riforma della Giustizia tributaria
8) Principi di redazione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.lgs. 231/2001
9) Intermediari per le trasmissioni telematiche: dal prossimo 21 luglio saranno disponibili su Entratel le segnalazioni di irregolarità
10) Rilevazione dei tassi di interesse usurari per factoring, leasing e mutuo
 
diario-quotidiano-articoli-7Indice: 1) Accertamento della Gdf sul magazzino: i dati trovati nel software aziendale non sono prove 2) Irregolarità IVA di gruppo: accertamento nei confronti della controllante facile 3) Neppure la separazione tra i coniuge impedisce di far pagare la cartella esattoriale dell’altro coniuge 4) Svalutazione del valore delle rimanenze in magazzino: obbligo per gli amministratori o semplice facoltà 5) DDL Agricoltura approvato: largo ai giovani 6) Vertice Commercialisti: si vota il 1° dicembre 2016; per Ordini locali, invece, il 3 e 4 novembre 7) Commercialisti: ecco le cinque proposte per la riforma della Giustizia tributaria 8) Principi di redazione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.lgs. 231/2001 9) Intermediari per le trasmissioni telematiche: dal prossimo 21 luglio saranno disponibili su Entratel le segnalazioni di irregolarità 10) Rilevazione dei tassi di interesse usurari per factoring, leasing e mutuo
  1) Accertamento della Gdf sul magazzino: i dati trovati nel software aziendale non sono prove I dati di magazzino rinvenuti nel software aziendale non sono probatori. E', dunque, illegittimo l’accertamento eseguito dalla Guardia di Finanza basato soltanto sui dati rinvenuti dal  software di magazzino trovato presso la sede aziendale qualora sia emerso che i dati contenuti sono inattendibili e, quindi, insufficienti a provare le presunzioni avanzate dall’Amministrazione finanziaria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 13728 del 6 luglio 2016. La decisione è particolarmente interessante per la circostanza che ai dati risultanti dal software trovato nella sede del contribuente non è stato dato alcun rilievo probatorio e questo a differenza di varie decisioni di giurisprudenza “registrate” in passato. In particolare, nella sentenza in oggetto, è stato rilevato che le conclusioni del processo verbale di constatazione a cui sono pervenuti i verificatori non erano attendibili in relazione alla ricostruzione dei movimenti di magazzino ed ai valori attribuiti alle rimanenze. Questo poiché gli uomini del Fisco non avevano tenuto conto di quanto asserito dal contribuente in merito e cioè che: - il software non aveva alcun riscontro con le scritture contabili obbligatorie; - attraverso separati codici venivano gestite anche attività di altre società; - venivano anche gestiti materiali situati presso aziende esterne. Per tutto questo la Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente.   ******   2) Irregolarità IVA di gruppo: accertamento nei confronti della controllante facile Niente problemi per l’Amministrazione finanziaria in relazione alle irregolarità nell’IVA di gruppo. Infatti, secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10207 del 2106, è sufficiente soltanto l’accertamento sulla controllante. Questo poiché èresentando e sottoscrivendo la dichiarazione IVA della controllata, la controllante ne ha fatto proprio il contenuto a tutti gli effetti di legge Pertanton, nell’IVA di gruppo, l’attività di controllo e accertativa deve essere esercitata nei confronti della società controllante, sulla quale ricadono gli obblighi di dichiarazione ed a favore della quale matura il diritto a ottenere il rimborso o la compensazione dell’eccedenza detraibile in merito alla complessiva posizione fiscale del gruppo. Nel caso di specie, l’Agenzia delle entrate, con un avviso di accertamento, procedeva a rettificare la dichiarazione IVA presentata da una società controllante, alla quale veniva disconosciuto un credito IVA trasferito, alla liquidazione di gruppo, da una società controllata; detto credito trasferito, ritenuto inesistente dall’Agenzia, era stato parzialmente compensato all’interno della procedura in parola con altri debiti IVA dalla controllante. La C.T.R. accoglieva il ricorso del contribuente. A questo punto l’Agenzia delle Entrate presentava ricorso in Cassazione, evidenziando che, diversamente da quanto affermato dalla C.T.R., la rettifica a carico della controllante non poteva dipendere, “in una sorta di pregiudizialità necessaria”, dalla presenza e dall’esito delle rettifiche a carico della società che aveva generato e trasferito il credito fraudolento. Al contrario, secondo l’Amministrazione, il sistema di liquidazione dell’IVA di gruppo comporta che le posizioni IVA delle società controllate, una volta conferite alla controllante e da questa dichiarate, divengono componenti della dichiarazione IVA di questa e, quindi, oggetto di verifica e accertamento in capo alla stessa. Alla fine, i giudici di legittimità, hanno accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.   ******   3) Neppure la separazione tra i coniuge impedisce di far pagare la cartella esattoriale dell’altro coniuge Neppure la separazione tra i coniuge impedisce di far pagare la cartella esattoriale dell’altro coniuge. Con la dichiarazione congiunta il coniuge deve pagare i debiti dell’altro. Questo anche se vi sia stata separazione tra marito e moglie, Equitalia può notificare la cartella esattoriale solo a uno dei due: l’altro resta ugualmente obbligato a pagare. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 13733 del 6 luglio 2016. Attenzione a chi ha fatto, in passato, la dichiarazione dei redditi congiunta: infatti, anche se la coppia si separa, il coniuge non debitore può essere tenuto a pagare i debiti dell’altro che abbia ricevuto una cartella di Equitalia. Secondo i giudici, infatti, in caso di dichiarazione dei redditi presentata dai coniugi in forma congiunta il non dichiarante è tenuto a pagare imposte ed eventuali sanzioni anche se si è legalmente separato dall’altro.   ******   4) Svalutazione del valore delle rimanenze in magazzino: obbligo per gli amministratori o semplice facoltà Il comma 5 dell’art.92 T.U.I.R. si sofferma sulla corretta valutazione delle rimanenze a fine anno. Tale principio pare coincidere con quello contenuto nell’art.2426, comma 1, n. 9 del codice civile che prevede che le rimanenze debbano essere iscritte al costo di acquisto o di produzione, ovvero al valore di realizzo desumibile dall’andamento di mercato, se inferiore. ---> Leggi tutto   ******   5) DDL Agricoltura approvato: largo ai giovani Una parte importante del DDL appena approvato riguarda i giovani. Al Governo viene data una delega per disciplinare le forme di affiancamento tra agricoltori over 65 e under 40 che non devono però essere proprietari di terreni. In tal modo si vuole favorire il ricambio generazionale puntando al contempo alla formazione dei più giovani. Nella stessa prospettiva si colloca anche l'istituzione, presso Ismea, della Banca delle terre agricole per creare un inventario dei terreni disponibili a causa dell'abbandono dell'attività agricola e dei prepensionamenti. Ridotti, inoltre, i vincoli per le assunzioni congiunte di lavoratori dipendenti nelle imprese agricole legate da un contratto di rete: la percentuale di presenza di imprese agricole passa infatti dal 50 al 40%. Tra le altre misure significative: - la riduzione da 180 a 60 giorni del periodo per aprire un’azienda agricola e dei termini del silenzio assenso entro i quali la p.a. deve adottare il provvedimento finale; - l’eliminazione del fascicolo aziendale per i produttori di olio fino a 350 chili; - la creazione del Sistema informativo per il biologico, contenente numerose semplificazioni; - lo sviluppo di nuovi strumenti assicurativi per i danni delle produzioni provocati da maltempo, fitopatie, epizoozie. Con il collegato si punta poi a un salto di qualità nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, che si impegna a fornire assistenza agli agricoltori, sia per un migliore utilizzo dei fondi europei sia per orientare al meglio gli investimenti. Semplificazione, trasparenza e agevolazioni al ricambio generazionale: Sono questi i capisaldi del disegno di legge in materia di “Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo, agroalimentare, della pesca e dell' acquacoltura”, approvato il 6 luglio 2016 in via definitiva dal Senato senza alcuna modifica al testo già varato dalla Camera. (Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 7 luglio 2016)   ******   6) Vertice Commercialisti: si vota il 1° dicembre 2016; per Ordini locali, invece, il 3 e 4 novembre Commercialisti al voto, ecco le date: per gli Ordini locali il 3 e 4 novembre, per il Consiglio nazionale il 1° dicembre. Approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2015 del Cndcec Le elezioni per il rinnovo del Consiglio nazionale dei commercialisti si terranno il prossimo 1° dicembre. A comunicare la decisione del Ministero della Giustizia giunta ieri al Consiglio nazionale è stato il presidente nazionale della categoria, Gerardo Longobardi, nel corso dell’Assemblea degli Ordini territoriali svoltasi oggi a Roma. Longobardi ha anche annunciato che le date prescelte dal Consiglio nazionale per lo svolgimento delle elezioni per il rinnovo degli Ordini locali sono il 3 e 4 novembre. All’appuntamento con la tornata elettorale la categoria prova ad arrivare in un clima il più sereno possibile. Un appello in tal senso è giunto sia dallo stesso Longobardi, sia da un documento, sottoscritto da un centinaio di ordini locali e letto nel corso dell’assise, nel quale si chiede espressamente di accantonare iniziative che “possano interrompere il libero processo elettorale in corso, arrecando di conseguenza gravi pregiudizi a tutti i commercialisti italiani”.   ******   7) Commercialisti: ecco le cinque proposte per la riforma della Giustizia tributaria Il 6 luglio 2016, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha diffuso cinque proposte sul tema della riforma della giustizia tributaria al fine di cercare di valorizzare l’attuale sistema giudiziario riguardante la materia tributaria. E’ stato anche presentato il documento che contiene cinque critiche alla proposta di legge delega Ermini. Ciò che si chiede, in particolare, è una maggiore specializzazione dei giudici, mediante l’istituzione di “magistrati tributari”, selezionati con concorso che consenta l’accesso anche ai laureati in Economia oltre che, ovviamente, in Giurisprudenza, vista la particolare complessità della materia. ---> Leggi tutto   ******   8) Principi di redazione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.lgs. 231/2001 Prosegue la collaborazione tra il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC). Difatti, il 7 luglio 2016 sul sito www.cndcec.it è stato pubblicato il documento incentrato sui “principi di redazione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.lgs. 231/2001”, formato da 49 pagine in formato PDF e datato giugno 2016. Si tratta di un progetto finalizzato, tra l’altro, a porre l’attenzione su tematiche spesso sottovalutate dagli operatori del settore come, ad esempio, la pianificazione d’impresa, la redazione dei business plan, il controllo di gestione, ecc. Il tutto a voler rimarcare la necessità di considerare la professione in tutte le sue accezioni, sia di tipo “tradizionale” che “innovativo”. La responsabilità degli enti prevista dal D.Lgs. 231/2001 si colloca senz’altro in tale solco. Il Decreto 231 ha introdotto nell’ordinamento italiano un regime di responsabilità a carico degli enti per la commissione di una serie di reati (specificatamente indicati dal Legislatore) da parte dei soggetti apicali o dei dipendenti, con conseguenze rilevanti anche sugli stessi enti, soggetti a pesanti sanzioni amministrative pecuniarie (anche molto onerose) e addirittura interdittive. L’ente non risponde, tuttavia, se dimostra di aver rispettato le condizioni poste dalla legge e, in particolare, di aver adottato ed efficacemente attuato un modello organizzativo “idoneo” a prevenire la commissione di reati della stessa specie di quello verificatosi. Il suddetto documento nasce proprio dall’esigenza di offrire una risposta di categoria alle istanze dei molti commercialisti che sono impegnati in questa area sia come consulenti, sia come componenti di collegi sindacali e di organismi di vigilanza, sia infine come consulenti tecnici nella valutazione di idoneità dei Modelli 231 in sede giudiziaria. Pur in assenza di un vero e proprio obbligo normativo, infatti, lo sviluppo di modelli organizzativi sta diventando sempre più una scelta indispensabile per offrire garanzie di trasparenza e affidabilità ai differenti stake holders nazionali ed internazionali. I commercialisti, per il background che li caratterizza, sono i referenti principali per tutti coloro che, direttamente o indirettamente,si trovano a dover affrontare le molte tematiche che il D.Lgs. 231/2001 ha trattato. Tra gli argomenti trattati: - I principi generali di redazione del Modello; - La costruzione del Modello: elementi operativi e metodologia; - Le procedure e i meccanismi di prevenzione: principi specifici di redazione e componenti; - L’efficace attuazione del Modello; - Organismo di Vigilanza.   ******   9) Intermediari per le trasmissioni telematiche: dal prossimo 21 luglio saranno disponibili su Entratel le segnalazioni di irregolarità Disponibili attraverso il canale Entratel le segnalazioni rivolte agli intermediari sulle irregolarità riscontrate nell’attività di trasmissione delle dichiarazioni fiscali (anni 2013/2014). A partire dal 21 luglio 2016 e nei giorni immediatamente successivi l’Agenzia delle Entrate provvederà, attraverso il canale telematico Entratel, a segnalare agli intermediari le irregolarità nell’attività di trasmissione delle dichiarazioni fiscali risultanti dall’incrocio dei dati presenti nel Sistema informativo dell’Anagrafe tributaria con riferimento agli anni 2013/2014. Gli intermediari potranno utilizzare la nuova versione dell’applicativo “In.Te.S.A.”, accessibile all’interno del portale Entratel, per fornire elementi e/o chiarimenti in relazione ai casi segnalati, nonché allegare eventuale documentazione a supporto. Attraverso lo stesso canale, le Direzioni Regionali comunicheranno agli interessati l’esito dell’istruttoria in relazione ai casi segnalati. Qualora non vengano forniti elementi utili alla verifica della regolarità dell’attività di trasmissione telematica, si procederà alla contestazione delle irregolarità e all’irrogazione della sanzione prevista dall’art. 7-bis del D.lgs. 241/97. Pertanto, gli intermediari dovranno verificare, nei prossimi giorni, la eventuale presenza di tali segnalazioni sul portale Entratel. (Agenzia delle entrate, comunicato del 7 luglio 2016)   ******   10) Rilevazione dei tassi di interesse usurari per factoring, leasing e mutuo Factoring, leasing e mutuo: nuova rilevazione dei tassi di usura. Con il DM 24 giugno 2016 è stata resa nota la nuova rilevazione dei tassi di interesse usurari in materia di mutuo, factoring e leasing finanziario per il periodo 1° luglio 2016 – 30 settembre 2016. Per il calcolo, i tassi medi rilevati sono stati aumentati di un quarto e si è aggiunto un margine di ulteriori 4 punti percentuali, come previsto dalla legge.
Factoring - fino a 50.000 euro - 10,9000%
- oltre 50.000 euro - 8,2000%
Leasing Immobiliare - a tasso fisso: 9,8000% – a tasso variabile: 8,3125%
Strumentale: – fino a 25.000 euro – oltre 25.000 euro – 14,2875% – 9,5250%
Autoveicoli: – fino a 25.000 euro – oltre 25.000 euro – 11,4375% – 11,5500%
Mutuo - a tasso variabile – a tasso fisso - 7,2500% – 7,9750%
  Vincenzo D’Andò