Aliquota IVA sulle prestazioni sociali, sanitarie ed educative delle cooperative sociali

Questo articolo fa parte del diario del 19 luglio 2016
Sulla base alla nuova disciplina, le prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative di cui ai nn. da 18) a 21) e 27-ter) dell’art. 10, co. 1, del D.P.R. n. 633 del 1972, rese da cooperative, sia direttamente sia in forza convenzioni e contratti di ogni genere, nei confronti delle categorie di soggetti elencati dallo stesso n. 27-ter), sono, dunque, assoggettate:
– all’aliquota IVA del 5%, se rese da cooperative sociali e loro consorzi;
– al regime di esenzione dall’imposta, se rese da cooperative non sociali aventi la qualifica di ONLUS;
– all’aliquota IVA ordinaria del 22%, se rese da cooperative non sociali e non ONLUS, sempreché non abbiano oggettivamente le caratteristiche per rientrare nell’applicazione delle esenzioni di cui ai nn. 18) e 21) dell’articolo 10 del D.P.R. n. 633 del 1972.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 31/E del 15 luglio 2016, fornisce chiarimenti in merito alle disposizioni contenute nei co. 960, 962 e 963 dell’unico articolo della L. n. 208 del 28 dicembre 2015 (legge di stabilità 2016), concernenti il regime IVA relativo a talune prestazioni rese da cooperative sociali e loro consorzi.
Introduzione dell’aliquota IVA ridotta del 5%
Il citato comma 960 introduce una nuova aliquota IVA ridotta, nella misura del 5%, applicabile alle prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative rese dalle cooperative sociali e dai loro consorzi.
La lettera a) del menzionato comma 960, infatti, riformula l’articolo 16 del DPR n. 633/72. La novella normativa, oltre a confermare l’aliquota IVA ordinaria nella misura del 22% della base imponibile dell’operazione, stabilisce che la misura delle aliquote ridotte è ora fissata nel 4%, nel 5% e nel 10% con riferimento alle operazioni aventi per oggetto i beni e servizi elencati, rispettivamente, nella parte II, nella nuova parte II-bis e nella parte III della tabella A allegata al d.P.R. n. 633 del 1972, fatto salvo quanto disposto dall’articolo 34 del medesimo d.P.R., relativo al regime speciale previsto per i produttori agricoli.
In particolare, la nuova parte II-bis della Tabella A, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972 – introdotta dalla lettera c) del citato comma 960 – prevede, al n. 1), che siano soggette alla nuova aliquota IVA del 5% determinate prestazioni (socio-sanitarie, assistenziali ed educative) rese da cooperative sociali e loro consorzi in favore di specifiche categorie di soggetti.
Prima, in base alla precedente formulazione dell’articolo 16 del D.P.R. n. 633 del 1972, trovavano applicazione, oltre all’aliquota ordinaria, una sola aliquota ridotta, pari al 10%, e un’aliquota super-ridotta, pari al 4%.
La novità recata dal nuovo articolo 16 del d.P.R. n. 633 del 1972 consiste, pertanto, nella previsione di una nuova aliquota ridotta, pari al 5%, per le operazioni elencate nella parte II-bis della citata Tabella A, introdotta in conformità con l’articolo 98 della Direttiva del Consiglio CE 28 novembre 2006, n. 112, ai sensi del quale “gli Stati membri possono applicare una o due aliquote ridotte” (non inferiori al 5 per cento) “alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi delle categorie elencate nell’allegato III”.
Più specificatamente, il n. 15) dell’Allegato III alla citata Direttiva 2006/112/CE accorda la possibilità di assoggettare ad aliquota ridotta le “cessioni di beni e prestazioni di servizi da parte di organismi di cui è riconosciuto il carattere sociale dagli Stati membri e che sono impegnati in attività di assistenza e di sicurezza sociale, nella misura in cui tali operazioni non siano esenti in virtù degli articoli 132, 135 e 136”.
La precedente disciplina
La disciplina IVA delle prestazioni di assistenza sociale rese dalle cooperative è stata oggetto, negli ultimi anni, di numerosi interventi normativi.
In origine, era contenuta nel n. 41-bis) della Tabella A, …

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