Nuovo Codice dei contratti pubblici

E’ in vigore dal 19 aprile 2016 il nuovo Codice dei contratti pubblici (Decreto Legislativo n. 50 del 18 aprile 2016)

Questo articolo fa parte del diario del 4 maggio 2016

E’ in vigore dal 19 aprile 2016 il nuovo Codice dei contratti pubblici (Decreto Legislativo n. 50 del 18 aprile 2016).

In attuazione della legge delega n. 11/2016, il provvedimento recepisce con un unico decreto le direttive europee (23, 24 e 25 del 2014) sugli appalti pubblici e sull’aggiudicazione dei contratti di concessione. Esso prevede l’emanazione di oltre cinquanta misure attuative da parte del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e dell’Autorità nazionale anticorruzione.

Il Codice disciplina in sequenza le varie fasi del processo: dal momento della pianificazione, programmazione e progettazione a quello dell’aggiudicazione, fino a quello dell’esecuzione, verifica e collaudo.

In attuazione di un espresso criterio di delega, viene previsto il superamento della Legge Obiettivo; la pianificazione e la programmazione delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per il Paese è affidata agli ordinari strumenti quali il Piano generale dei trasporti e della logistica triennale e il Documento pluriennale di pianificazione. La fase di progettazione si sviluppa su tre livelli: il progetto di fattibilità tecnica ed economica, il progetto definitivo e il progetto esecutivo che viene posto a base di gara (artt. da 21 a 27).

Il Codice introduce un nuovo sistema di qualificazione per le stazioni appaltanti al fine di favorire la loro professionalizzazione. La qualificazione è assegnata da ANAC tenendo conto della struttura organizzativa e dell’esperienza maturato (art. 38).

Sono altresì specificati i criteri di selezione degli operatori economici che devono essere attinenti e proporzionati all’oggetto dell’appalto. Per i lavori rimane in vigore il sistema delle attestazioni SOA, ma l’ANAC entro un anno potrà individuare sistemi di qualificazione alternativi. Per gli appalti di servizi e forniture vengono introdotti due nuovi requisiti di capacità economico finanziaria: il rapporto tra attività e passività contabili e un adeguato livello di copertura assicurativa contro i rischi professionali. Sia per i lavori che per i servizi e le forniture viene previsto un sistema di rating di impresa, per il quale l’ANAC rilascia apposita certificazione. Tale sistema è connesso ai requisiti reputazionali che tengono conto del rating di legalità rilevato dall’ANAC in collaborazione con l’AGCM (artt. 83 e 84).

Il contratto è aggiudicato in via preferenziale in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo o sulla base dell’elemento prezzo o del costo, seguendo un criterio di comparazione costo/efficacia quale il ciclo di vita (art. 95).
Il Codice prevede un graduale passaggio a procedure interamente gestite in maniera digitale che interessano sia le fasi prodromiche alla gara sia le fasi successive.

Al fine di ridurre gli oneri amministrativi e favorire la concorrenza viene introdotto il documento di gara unico europeo che consiste in un’autodichiarazione aggiornata presentata dagli operatori economici con la quale si conferma il possesso dei requisiti per la partecipare alla gara (art. 85).

Per la prima volta nel Codice viene prevista una disciplina unitaria per le concessioni di lavori servizi e forniture. In recepimento della direttiva sulle concessioni viene chiarito che le concessioni sono contratti di durata caratterizzati dal rischio operativo che ricade in capo al concessionario artt. da 164 a 178).

Inoltre il Codice disciplina in via autonoma l’istituto del Partenariato pubblico privato per il finanziamento, la realizzazione o la gestione di infrastrutture o della fornitura di un servizio connesso all’utilizzo dell’opera stessa (art. 180). Tra le forme di partenariato pubblico privato vengono disciplinati anche gli interventi di sussidiarietà orizzontale (art. 189) e il baratto amministrativo (art. 190).

Viene…

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