Diario quotidiano del 2 marzo 2016: Non conviene ricorrere contro la cartella se si entra nel merito della questione

Pubblicato il 2 marzo 2016



Tassa annuale CC.GG. sulla vidimazione di libri e registri: versamento al 16 marzo 2016; Modello 730/2016: nuova detrazione Irpef sulle spese della scuola materna; avenuta transazione con il curatore fallimentare: è punibile il manager anche se ha restituito il maltolto; società tra professionisti: contratti stipulati con i clienti non validi se costituite prima della Legge sulla liberalizzazione; garanzia Giovani: dal 1 marzo 2016 bonus occupazionale raddoppiato; disabili: l’indennità di accompagnamento non costituisce reddito, sentenza del Consiglio di stato respinge il ricorso del governo; non conviene ricorrere contro la cartella se si entra nel merito della questione; l’Agenzia delle Entrate presenta i risultati 2015 e le strategie 2016; nuovo reato di omesso versamento di ritenute non retroattivo; deducibilità del costo dei lavoratori stagionali; software di compilazione per il credito d’imposta in favore degli enti di previdenza; la casa come l'auto, c’è il leasing immobiliare: arriva la Guida
Indice: 1) Tassa annuale CC.GG. sulla vidimazione di libri e registri: versamento al 16 marzo 2016 2) Modello 730/2016: nuova detrazione Irpef sulle spese della scuola materna 3) Avvenuta transazione con il curatore fallimentare: è punibile il manager anche se ha restituito il maltolto 4) Società tra professionisti: contratti stipulati con i clienti non validi se costituite prima della Legge sulla liberalizzazione 5) Garanzia Giovani: dal 1 marzo 2016 bonus occupazionale raddoppiato 6) Disabili: l’indennità di accompagnamento non costituisce reddito, sentenza del Consiglio di stato respinge il ricorso del governo 7) Non conviene ricorrere contro la cartella se si entra nel merito della questione 8) L’Agenzia delle Entrate presenta i risultati 2015 e le strategie 2016 9) Nuovo reato di omesso versamento di ritenute non retroattivo 10) Deducibilità del costo dei lavoratori stagionali 11) Software di compilazione per il credito d’imposta in favore degli enti di previdenza  12) La casa come l'auto, c’è il leasing immobiliare: arriva la Guida  
  1) Tassa annuale CC.GG. sulla vidimazione di libri e registri: versamento al 16 marzo 2016 Entro il prossimo 16 marzo le società di capitali, le società consortili, le aziende speciali degli enti locali e i consorzi costituiti fra gli stessi, nonché gli enti commerciali, devono effettuare il versamento della tassa di concessione governativa relativa alla vidimazione dei libri sociali per il 2016. Per alcune categorie di soggetti resta in vigore l’applicazione dell’imposta di bollo e della tassa di concessione governativa. Entro il 16 marzo di ciascun anno: -le società di capitali, -le società consortili, -le aziende speciali degli enti locali (e i consorzi costituiti tra gli stessi), gli enti commerciali, devono provvedere al versamento della tassa di concessione governativa relativa alla vidimazione dei libri sociali. Sono escluse dal pagamento della tassa di concessione governativa (ma soggette ad imposta di bollo in misura doppia da applicare sulle pagine del libro giornale e del libro degli inventari): -le società di persone, -le società cooperative, -le società di mutua assicurazione, -gli enti non commerciali, -le società di capitali sportive dilettantistiche. La tassa è determinata forfettariamente in base al capitale sociale e a prescindere dal numero dei libri sociali tenuti e dalle relative pagine. La misura della tassa anche per il 2016 sarà di: -309,87 euro per la generalità delle società; -516,46 euro per le società con capitale sociale all'1 gennaio 2016 superiore a -516.456,90 euro. Il modello di versamento della tassa di concessione governativa dovrà essere esibito alla Camera di Commercio (o agli altri soggetti abilitati alla vidimazione) in occasione di ogni richiesta di vidimazione dei libri sociali successiva al termine di versamento del 16 marzo 2016. Le società neocostituite devono versare la tassa di concessione governativa con bollettino postale. I versamenti per le annualità successive devono essere effettuati esclusivamente mediante modello F24 (codice tributo 7085 - sezione Erario - annualità per la quale si versa la tassa). Libri e registri per i quali è obbligatoria la vidimazione La vidimazione iniziale è prevista solo per i libri sociali obbligatori di cui all’articolo 2421 del codice civile, in particolare si tratta del: - libro dei soci; - libro delle obbligazioni; - libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee; - libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione; - libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale; - libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo; - libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli obbligazionisti; - ogni altro libro o registro per i quali l’obbligo della bollatura è previsto da norme speciali. I libri contabili previsti dal codice civile, ovvero libro giornale e libro degli inventari non vanno vidimati ma numerati in maniera progressiva al momento dell’utilizzo, su di essi deve essere apposta, precedentemente all’utilizzo, una marca da bollo nella misura di 16,00 euro per ogni 100 pagine. Quanto invece ai registri Iva e registro beni ammortizzabili essi non devono essere vidimati, sono soggetti a numerazione ma non alla apposizione della marca da bollo.   ******   2) Modello 730/2016: nuova detrazione Irpef sulle spese della scuola materna Modello 730/2016: detrazione Irpef spese scuola materna fino a 400 euro. Per fruire della nuova detrazione delle spese sostenute per la scuola materna, fino a 400 euro, la scuola materna deve appartenere al sistema nazionale di istruzione Una delle novità presenti nel quadro E, relativo a “Oneri e spese” detraibili o deducibili, del modello 730/2016 di quest’anno riguarda la possibilità di fruire della detrazione Irpef del 19% delle spese per istruzione diverse da quelle universitarie, in particolare delle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia del primo ciclo di istruzione (ovvero, della scuola materna, aperta ai bambini di età compresa dai 3 ai 5 anni) e della scuola secondaria di secondo grado (ovvero, della scuola superiore) del sistema nazionale di istruzione di cui all'art. 1 della Legge n. 62/2000 (quindi, scuole statali o scuole paritarie private e degli enti locali). Questa detrazione è stata prevista a partire dal 16 luglio 2015 dall’art. 1, comma 151, lett. a), Legge n. 107/2015, che ha modificato l'art. 15, comma 1, del TUIR inserendovi la nuova lett. e-bis). La detrazione spetta per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente.   ******   3) Avvenuta transazione con il curatore fallimentare: è punibile il manager anche se ha restituito il maltolto La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8308 del 29 febbraio 2016, ha stabilito che nell’ipotesi di bancarotta per distrazione non spettano attenuanti al manager a seguito dell’avvenuta transazione con il curatore fallimentare. Dunque, l’avvenuta restituzione del bene non comporta la impunibilità. È quanto ha affermato la Suprema Corte che ha confermato la condanna pronunciata dalla Corte d’appello di Lecce a carico di tre manager che avevano venduto degli immobili a un prezzo irrisorio, provocando il dissesto e poi il fallimento dell'azienda. La quinta sezione penale ha motivato la decisione mettendo nero su bianco che in tema di bancarotta fraudolenta per distrazione, neppure la restituzione del bene distratto a seguito di richiesta del curatore esclude la sussistenza dell’elemento materiale del reato, essendosi questo già perfezionato al momento del suo distacco dal patrimonio del fallito e che, in tema di bancarotta fraudolenta, il recupero del bene distratto a seguito di azione revocatoria non spiega alcun rilievo sulla sussistenza dell'elemento materiale del reato di bancarotta, il quale, perfezionato al momento del distacco del bene dal patrimonio dell'imprenditore.   ******   4) Società tra professionisti: contratti stipulati con i clienti non validi se costituite prima della Legge sulla liberalizzazione Non sono validi i contratti stipulati dalle società tra professionisti con i propri clienti prima dell’avvento della Legge che tolto i paletti vigenti con la ex L. 1815/1939. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 3926 del 29 febbraio 2016, ha accolto il secondo motivo di ricorso presentato dai clienti di uno studio professionale che, ancora prima dell’entrata in vigore della liberalizzazione, aveva svolto attività di consulenza aziendale aggirando la normativa allora in vigore. La Corte Suprema ha spiegato sul punto che i divieti e limiti posti per le cosiddette professioni protette dalla legge 23 novembre 1939, n. 1815 non consentivano la costituzione di società aventi ad oggetto la prestazione di attività professionale, permettendo soltanto l’associazione ai professionisti muniti dei necessari titoli di abilitazione. In particolare, il divieto di cui all’art. 2 della legge n. 1815/1939, in particolare, appariva tale da abbracciare tutte le forme societarie, di capitali come pure di persone (compreso le società semplici), essendo lo studio associato ex art. 1, legge n. 1815/1939, l’unica forma consentita di esercizio in comune dell’attività professionale. Tale disciplina normativa mirava, in sostanza, a impedire l’esercizio in modo anonimo delle professioni protette ex art. 2229 c.c., giacché contrastante con la natura del rapporto di prestazione d’opera professionale, nel quale assume spiccato rilievo l’esecuzione personale e fiduciaria dell’incarico (art. 2232 c.c.).   ******   5) Garanzia Giovani: dal 1 marzo 2016 bonus occupazionale raddoppiato Garanzia Giovani: Dal 1 marzo 2016 bonus occupazionale raddoppiato per chi assume al termine del tirocinio. Dal 1 marzo 2016 il bonus occupazionale di Garanzia Giovani raddoppia il suo importo. Il Ministero del Lavoro ha, infatti, reso noto che verrà riconosciuto un “super bonus occupazionale”, da un minimo di 3 mila a un massimo di 12 mila euro, ai datori di lavoro che assumano, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, un giovane che abbia svolto, o stia svolgendo, un tirocinio extracurriculare finanziato nell’ambito di Garanzia Giovani. L’incentivo può essere fruito dai datori di lavoro che attiveranno un contratto di lavoro a tempo indeterminato a partire dal 1° marzo e fino al 31 dicembre 2016, per i tirocini avviati e/o conclusi entro il 31 gennaio 2016. Questa integrazione alla misura “Bonus Occupazionale”, mirata a promuovere la trasformazione dei tirocini in contratti di lavoro stabili, spiega il Ministero, rientra tra le iniziative che, da inizio anno, hanno dato avvio alla “fase due” della Garanzia Giovani.   ******   6) Disabili: l’indennità di accompagnamento non costituisce reddito, sentenza del Consiglio di stato respinge il ricorso del governo Indennità fuori dal calcolo Isee. La sentenza del consiglio di stato sulle prestazioni previdenziali e risarcitorie dei disabili. L’indennità di accompagnamento non costituisce reddito. I trattamenti assistenziali, previdenziali e risarcitori percepiti dai disabili e dalle loro famiglie non possono rilevare ai fini Isee. Lo ha ribadito in via definitiva il 29 febbraio 2016 la quarta sezione del Consiglio di stato, che con la sentenza n. 842/2016 ha respinto il ricorso del governo. Palazzo Chigi aveva infatti impugnato la pronuncia con cui il Tar Lazio aveva bocciato alcune norme del dpcm n. 159/2013, di revisione delle modalità di calcolo dell’Isee (indicatore della situazione economia equivalente). Ma i giudici di palazzo Spada confermano il verdetto, ribadendo l’irrilevanza delle somme pagate dallo stato per la disabilità. Nella pronuncia del 29 febbraio 2016 viene riaffermato che l’Isee può ricomprendere anche somme tassate a titolo d’imposta o addirittura esenti da Irpef. Tuttavia, le indennità percepite dai disabili “sono erogate al fine di attenuare una situazione di svantaggio”, recita la sentenza, “e tendono a dar effettività al principio di uguaglianza, di talché è palese la loro non equiparabilità ai redditi”. L'esecutivo ribadiva invece la legittimità dell’introduzione dell'indennità di accompagnamento nella nozione di “reddito disponibile” adottata a fini Isee. Tesi che però non ha convinto i consiglieri di stato. “Tali indennità sono accordate a chi si trova già così com’è in uno svantaggio al fine di pervenire in una posizione uguale rispetto a chi non soffre di quest’ultimo e a ristabilire una parità morale e competitiva”, prosegue la decisione. In alcun modo, quindi, tali somme possono essere assimilate a una fattispecie reddituale. Soddisfazione è stata espressa dalle associazioni nazionale di categoria. “È un giorno molto importante per il mondo delle persone con disabilità”. Immediate le reazioni della politica, “Il governo esce da questa vicenda doppiamente sconfitto”, viene sottolineato come la disabilità non si possa tassare.   ******   7) Non conviene ricorrere contro la cartella se si entra nel merito della questione La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3707 del 25 febbraio 2016, ribadisce alcune concetti fondamentali in relazione al difetto di motivazione: La cartella di pagamento è valida se chi la impugna ne conosce i presupposti. Sembra quasi ovvio. Dunque, se la cartella esattoriale di Equitalia presenta un difetto di motivazione, ciò non necessariamente comporta la sua nullità: infatti, basta che nell’impugnazione il contribuente dimostri di avere preso conoscenza dei presupposti impositivi perché l’atto rimanga valido. In particolare, se il contribuente si sia adeguatamente difeso impugnando tempestivamente la cartella esattoriale e deducendo, con motivi di opposizione qualificabile come opposizione all’esecuzione ex. art. 615 c.p.c., di non essere tenuto, in tutto o in parte, al pagamento delle somme pretese, ciò dimostra che la cartella esattoriale abbia raggiunto il suo scopo Nel caso di specie, il giudice di appello aveva dichiarato nullo l’atto per la carenza della motivazione, condannando quindi l’ente per la riscossione. Ma è stato poi presentato ricorso in Cassazione, dove è stato ricordato come la cartella esattoriale non segua uno specifico atto impositivo già notificato, ma costituisca il primo ed unico atto con il quale l’ente esercita la pretesa tributaria, e deve pertanto essere motivata. Un difetto di motivazione non conduce, però, automaticamente alla nullità, se “la cartella sia stata impugnata dal contribuente il quale abbia dimostrato in tal modo di avere piena conoscenza dei presupposti dell’imposizione, per averli puntualmente contestati”.   ******   8) L’Agenzia delle Entrate presenta i risultati 2015 e le strategie 2016 Secondo anno di record consecutivo per il recupero dell’evasione: in cassa 14,9 mld 250 milioni di euro dalle lettere di compliance: 1 su 2 corregge la propria posizione. Secondo record consecutivo di incassi dalla lotta all’evasione fiscale, mentre la nuova stagione all’insegna della compliance entra nel vivo. Ammontano a 14,9 miliardi di euro le somme recuperate dall’Agenzia delle Entrate nel 2015. Un risultato che supera il primato del 2014 (14,2 miliardi) e fa registrare un aumento del 240% di incassi in dieci anni. Allo stesso tempo, più di un contribuente su due, tra coloro che hanno ricevuto una lettera di compliance, ha scelto di autocorreggere la propria posizione con il Fisco, approfittando dei vantaggi assicurati dal nuovo corso di rapporti improntati a fiducia e trasparenza. Sono questi i dati più significativi emersi nel corso della conferenza stampa del 01 marzo 2016, alla presenza del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, del Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Luigi Casero, e di tutti i più importanti rappresentanti dell’Amministrazione finanziaria - in cui il direttore dell’Agenzia, Rossella Orlandi, ha tracciato il bilancio dello scorso anno e indicato gli obiettivi e le prospettive per il 2016. Sul fronte dei servizi ai cittadini, la dichiarazione precompilata si appresta a entrare nel suo secondo anno di vita, mentre sono numerosi i progetti che vedono l’Agenzia in prima linea sul fronte della compliance e della semplificazione. L’Agenzia guadagna efficienza sul fronte degli interpelli, con risposte più celeri ai dubbi dei contribuenti, il 100% entro il termine ordinario di 120 giorni, e in più di 7mila casi anticipando la risposta a 90 o a 40 giorni. E tutto questo mentre si registra un ulteriore calo dei ricorsi in primo grado. Buono anche l’indice di sostenibilità degli atti impugnati: più di 6 giudizi su 10 confermano in toto e in via definitiva la posizione del Fisco. Risultati e sviluppi anche per la fatturazione elettronica, con 28 milioni di file fattura gestiti nei primi 20 mesi dall’introduzione e per il nuovo regime del Patent box che, a pochi mesi dalla sua introduzione, fa già registrare circa 4.500 richieste di adesione da parte delle imprese. Precompilata Prosegue l’operazione precompilata e l’Agenzia è già pronta a mettere a disposizione dei cittadini circa 20 milioni di modelli 730 precompilati 2016. Dal 15 aprile, infatti, i contribuenti potranno visualizzare e scaricare il loro modello con i dati già inseriti dalle Entrate e prepararsi così ad accettarlo, modificarlo e inviarlo a partire dal 2 maggio. In particolare, nella dichiarazione precompilata 2016 sarà inserita una consistente quota di spese sanitarie (prestazioni mediche e spese farmaceutiche, con eccezione dei medicinali da banco) al netto dei relativi rimborsi. Inoltre, saranno comunicate all’Agenzia delle Entrate e, quindi, utilizzate per la elaborazione della dichiarazione precompilata le spese universitarie, le spese funebri, i contributi per la previdenza complementare e le spese per interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica. Si tratta di oneri che, negli anni passati, hanno fatto registrare le frequenze più alte in sede di compilazione delle dichiarazioni dei redditi. Si amplia, così, il pacchetto di informazioni che i cittadini potranno accettare per escludere i controlli da parte del Fisco. Sono infatti confermati i benefici già previsti lo scorso anno sia per chi accetta direttamente online, senza modifiche, la propria precompilata sia per chi si rivolge a un Caf o a un intermediario: nel primo caso sono esclusi eventuali accertamenti dell’Agenzia mentre nel secondo caso saranno gli intermediari a dover rispondere al Fisco. Nel frattempo, l’Agenzia è impegnata in un progetto ancora più ambizioso: precompilare anche le dichiarazioni Unico persone fisiche. Secondo anno record per il recupero dell’evasione, la stagione della compliance entra nel vivo I controlli del Fisco hanno consentito di riportare nelle casse dello Stato 14,9 miliardi di euro. Una cifra a nove zeri che segna, per il secondo anno consecutivo, il successo delle strategie di contrasto basate su specifiche analisi di rischio e fa registrare un incremento del 240% rispetto al recupero del 2006 (4,4 miliardi), anno in cui fu inaugurato il sistema di misurazione basato sugli incassi. Ma la riduzione dell’evasione non è solo frutto degli accertamenti. La grande novità dei risultati di quest’anno sul fronte degli incassi è infatti data dalla nuova strategia del Fisco che inizia a dare i suoi frutti. Le lettere per la compliance inviate nel 2015 hanno fatto centro: a fronte di circa 305mila comunicazioni, più di 156mila cittadini, quindi più della metà, hanno già accolto l’invito del Fisco a rimediare a un errore o a una dimenticanza in tempi brevi e con sanzioni ridotte, versando spontaneamente circa 250 milioni di euro. Dal nuovo rapporto con i cittadini improntato a fiducia e trasparenza e dal maggior ricorso alle banche dati è derivato anche un generalizzato aumento della compliance. Le Entrate intendono continuare su questa strada: anche il 2016 sarà pertanto improntato a meno deterrenza e più collaborazione. L’innovazione al servizio del Paese Continua l’impegno dell’Agenzia per rispondere alla domanda di assistenza da parte dei cittadini e per rendere il Fisco sempre più telematico. Accanto alla dichiarazione precompilata, disponibile online, sono sempre più numerosi i servizi disponibili via web e le possibilità di dialogo “a distanza” con il Fisco. In particolare, attraverso il canale Civis, il 100% delle oltre 818mila richieste di assistenza è stata evasa entro 3 giorni. Sono sempre di più i cittadini che scelgono il dialogo tramite i servizi telematici: gli utenti abilitati a Entratel e Fisconline hanno raggiunto nel 2015 quota 5 milioni. A dicembre, inoltre, è stata lanciata la prima app fiscale per smartphone e tablet tramite cui è possibile consultare le informazioni contenute nel proprio cassetto fiscale, come ad esempio i versamenti effettuati tramite modello F24 e le dichiarazioni fiscali presentate. La prossima sfida è realizzare servizi sempre più innovativi per i cittadini e le imprese. Sono già in cantiere nuovi video sul canale Youtube delle Entrate in collaborazione con l’Ente nazionale Sordi in Lingua dei segni (Lis), sessioni aperte su Twitter per rispondere ai quesiti degli utenti e una pagina Facebook per promuovere un dialogo interattivo sulle tematiche del 730 precompilato. Servizi sempre più efficienti e moderni Sono oltre 13 milioni i servizi erogati nel 2015 di cui 10 milioni presso gli uffici e oltre 2 milioni telefonicamente. Sempre sul fronte dei servizi, sono 3 milioni e 380mila i rimborsi erogati nel 2015, per oltre 16 miliardi di euro restituiti a cittadini e imprese. Nel 2015 i tempi per l’erogazione dei rimborsi sono stati ulteriormente ridotti rispetto all’anno precedente. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha erogato 625mila rimborsi per 480 milioni di euro a contribuenti che non hanno più un datore di lavoro, grazie a una delle recenti semplificazioni introdotte in materia di dichiarazioni dei redditi. Infine, nel corso dell’anno passato l’Agenzia ha distribuito oltre 16 milioni di tessere sanitarie, quasi tutte nel formato “Carta nazionale dei servizi” (che consente l’accesso ai servizi in rete della Pubblica amministrazione), e ha gestito più di 225 milioni di modelli di pagamento F24, per un controvalore di circa 585 miliardi di euro. Non sono solo numeri, sono il segno dell’impegno dell’Agenzia al servizio del Paese. Risposte più veloci ai dubbi dei contribuenti e spazio all’interpello investimenti La compliance fiscale si rafforza anche con risposte chiare e celeri. Un principio che trova applicazione diretta sul fronte dell’interpretazione normativa, che nel 2015 ha visto l’Agenzia rispondere entro i termini previsti dalla legge a tutti gli interpelli ricevuti e, in molti casi, ben 7.539 volte, spingersi anche oltre, fino ad anticipare significativamente la scadenza perentoria dei 120 giorni. In dettaglio, gli interpelli pervenuti nel 2015 all’Agenzia sono stati 14.942, cui vanno aggiunte 592 consulenze giuridiche. L’anticipo dei tempi delle risposte è stato: a 90 giorni, invece dei 120 standard, per 5.883 istanze di interpello ordinario; e a soli 40 giorni, sempre in anticipo rispetto alla scadenza prevista di 120 giorni, per 1.656 istanze ritenute “inammissibili” per l’assenza dei requisiti minimi. Sono state inoltre fornite risposte entro 90 giorni a 5.904 istanze di “disapplicazione”, il 100% di quelle in scadenza nel 2015, ancorché il termine dei 90 giorni non fosse “perentorio”. Per l’anno in corso, il 2016, oltre ad una ulteriore riduzione dei tempi di risposta sono previste alcune novità sostanziali in materia di semplificazione e di attrattività e stimolo agli investimenti, tra cui un interpello innovativo con il quale fornire un’assistenza fiscale completa ai grandi contribuenti, italiani o stranieri, che intendono investire in Italia o all’estero. Diminuiscono i ricorsi, vittorie del fisco nel 64% dei casi Cresce il numero di procedimenti di mediazione tributaria, 115mila, di cui più della metà, 61mila, risolti senza andare in giudizio. Grazie a questo istituto, pertanto, i giudizi tributari sono scesi del 53%. Ulteriore calo per i ricorsi tributari in primo grado che si fermano a quota 107mila, con una riduzione del 3% circa rispetto al dato 2014 (110mila), anno record della riduzione del contenzioso. Anche nel 2015 gli uffici dell’Agenzia hanno puntato alla sostenibilità della pretesa evitando quindi di ricorrere al contenzioso per cavilli o questioni meramente formali: il risultato è che nel 64% dei casi i procedimenti si sono conclusi con una vittoria totale e definitiva dell’Agenzia. Se si includono anche gli esiti di parziale conferma dell’atto impugnato, cioè quelli ancora non definitivi, l’indice di vittoria sfiora il 70%. L’Agenzia per la modernizzazione: la Fattura elettronica Pa Tra le attività non strettamente fiscali svolte dalle Entrate, meritano un cenno quelle legate a filo doppio con il raggiungimento dell’obiettivo condiviso da tutta la Pubblica amministrazione: un paese più moderno e imprese più competitive. In quest’ottica la gestione della fatturazione elettronica è uno degli impegni più significativi portati avanti dall’Amministrazione finanziaria. I numeri del contributo fornito dal Fisco in questo ambito sono rilevanti. Il sistema FatturaPa ha coinvolto 23mila amministrazioni e 600mila fornitori e gestito 28 milioni di fatture nei primi 20 mesi dall’introduzione. Il futuro prevede altre impegnative sfide per aumentare il livello di collaborazione fiscocontribuenti. Entro il mese di luglio l’Agenzia metterà gratuitamente a disposizione dei privati un software per creare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche. Patent box e voluntary disclosure Nella seconda parte del 2015, a pochi mesi dall’introduzione del nuovo regime del Patent box, sono state circa 4.500 le richieste di adesione presentate dalle imprese, di cui circa 1.200 solo in Lombardia. La maggior parte delle domande arrivano dalle aziende con fatturato compreso tra i 5 e i 50 milioni di euro (circa 1.900 domande). Subito dopo si collocano le imprese con fatturato inferiore a 5 milioni (circa 1.400). Infine, sono state 129mila le domande di adesione alla voluntary disclosure, in maggioranza arrivate dal nord Italia. Gli uffici sono già impegnati nella lavorazione delle istanze, che porteranno all’emissione di circa 500mila accertamenti entro la fine del 2016. L’informatizzazione del Catasto Grazie al lavoro svolto negli ultimi anni, oggi tutti gli atti di aggiornamento catastale vengono presentati via web: una semplificazione che rende completamente automatizzato l’aggiornamento delle banche dati e che consente ai professionisti di trasmettere le istanze di aggiornamento catastale comodamente dal proprio ufficio, senza doversi recare presso gli sportelli, in ogni giorno della settimana e in qualunque momento della giornata. La ricezione dei dati in formato digitale permette all’Agenzia di migliorare notevolmente la qualità dei dati catastali e snellisce i tempi necessari per l’aggiornamento delle banche dati, consentendo un risparmio di risorse e una maggiore trasparenza. Nel corso del 2015, inoltre, l’Agenzia ha reso disponibile nelle visure la superficie catastale delle unità immobiliari censite nelle categorie dei Gruppi A, B e C (circa 57 milioni di immobili), mettendo a disposizione dei proprietari un dato finora visibile solo nelle applicazioni degli uffici, e la superficie ai fini Tari, per consentire ai cittadini di verificare con facilità i dati utilizzati dai Comuni ai fini del controllo della tassa rifiuti. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 33 del 1 marzo 2016)   ******   9) Nuovo reato di omesso versamento di ritenute non retroattivo Il nuovo reato di omesso versamento di ritenute di cui all’art. 10 bis D. Lgs 74/2000 non ha applicazione retroattiva. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 7884 del 26 febbraio 2016. Ribadito poi che il Modello 770 non prova rilascio di certificazioni: In proposito la Corte Suprema – rispondendo alla censura del ricorrente - ha puntualizzato che la prova dell’elemento costitutivo del reato di omesse ritenute, rappresentato dal rilascio delle certificazioni ai sostituiti, non può essere costituita dalle dichiarazioni contenute nel modello 770 del datore di lavoro. Il modello 770 può semmai costituire indizio sufficiente o prova dell’avvenuto versamento delle retribuzioni o dell’effettuazione delle ritenute, ma non anche indizio o prova di aver rilasciato le certificazioni ai sostituiti prima del termine previsto per presentare la dichiarazione (dal momento che tale modello non contiene anche la dichiarazione di aver tempestivamente emesso dette certificazioni). Va in ogni caso precisato, conclude la Corte Suprema, che a seguito del D. Lgs. n. 158 del 24 settembre 2015, il suddetto art. 10 bis è stato modificato (eliminando l’inciso “ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti”) in modo da non richiedere più la prova della certificazione. Tuttavia, essendo detta norma più sfavorevole, è soggetta al principio del tempus regit actum e non trova dunque applicazione alla fattispecie in esame.   ******   10) Deducibilità del costo dei lavoratori stagionali Irap: deducibile il costo dei lavoratori stagionali. Nella Legge di Stabilità 2016 c'è spazio anche per una modifica della disciplina dell'Imposta Regionale sulle Attività Produttive. E’ quanto afferma la nota pubblicata il 1 marzo 2016 sul sito nazionale dei consulenti del lavoro. L'Irap era stata oggetto di intervento lo scorso anno quando, in occasione della stesura della legge di stabilità 2015, venne disciplina la totale deducibilità dalla base imponibile IRAP del costo del lavoro sostenuto per lavoratori subordinati assunti a tempo indeterminato. Tecnicamente, oltre alle deduzioni forfetarie ed analitiche già presenti nel decreto legislativo 446/1997 è stata aggiunta la deduzione della quota relativa alla differenza tra il costo del lavoro dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato e le deduzioni citate. Il risultato che si viene a creare è quindi la deduzione integrale del costo del lavoro. Inoltre, sempre nella legge di Stabilità 2015, è stato creato un credito di imposta pari al 10% dell'Irap versata in favore dei soggetti che non sostengono alcuna spesa per lavoro dipendente. L'articolo1, comma 73 della legge 208/2015 estende la deducibilità del costo del lavoro anche ai lavoratori stagionali nel limite del 70% del costo stesso. Beneficiari della scelta sono in primo luogo settori economici quali il turismo dove la scelta di attivare contratti di tipo stagionale è pressoché obbligata. Sarà quindi possibile per le imprese portare in deduzione il costo sostenuto per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno 120 giorni per due periodi d'imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato nell'arco temporale di due anni a partire dalla data di cessazione del precedente contratto. Il costo del lavoro sarà quindi deducibile a partire dal secondo contratto stipulato con il lavoratore e dopo un periodo di lavoro di almeno 120 giorni. Permangono alcuni dubbi sulla misura introdotta dalla legge di stabilità: per quanto riguarda il conteggio dei 120 giorni è opportuno un chiarimento per sapere se siano cumulabili o meno nei due periodi di imposta. Altro aspetto da chiarire è la definizione di lavoratori stagionali che, in assenza di un ulteriore intervento chiarificatore, è opportuno applicare ai soli lavoratori elencati nel Dpr 7 ottobre 1963 n. 1525 che individua le attività a carattere stagionale ma anche a quelli definiti tali dai contratti collettivi oppure da avvisi comuni. Nonostante non sia presente alcuna disposizione esplicita in merito alla decorrenza della misura, la deducibilità Irap per i lavoratori stagionali si applica a partire dal periodo di imposta in corso al 1° gennaio 2016.   ******   11) Software di compilazione - Richiesta di attribuzione del credito d’imposta in favore degli enti di previdenza obbligatoria e delle forme di previdenza complementare L’Agenzia delle entrate ha reso disponibile la versione software: 1.0.0 del 01/03/2016. In particolare, il software CEP consente la compilazione delle richieste di attribuzione del credito d'imposta in favore degli enti di previdenza obbligatoria e delle forme di previdenza complementare, istituito dall'articolo 1, comma da 91 a 94, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 e la predisposizione del relativo file da trasmettere in via Telematica all'Agenzia delle entrate.   ****** 12) La casa come l'auto, c’è il leasing immobiliare: arriva la Guida Novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 - Una Guida per la casa in leasing, per spiegare tutte le novità della Legge di Stabilità 2016, a beneficio di cittadini ed operatori del settore, inclusi gli agenti immobiliari. E' quella che è stata illustrata a Roma, alla Camera dei deputati, nel corso di un convegno al cui hanno partecipato, tra gli altri, il viceministro dell'Economia e delle Finanze, Luigi Casero, e il presidente del Consiglio nazionale del Notariato, Maurizio D'Errico. Le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 prevedono che la prima casa si potrà comprare in leasing, come l'automobile. In pratica l'intermediario finanziario acquisterà l'immobile e l'utilizzatore pagherà un 'affitto': alla fine potrà riscattare la casa. Casero: con leasing abitativo miglioreranno mutui - "Nella legge di stabilità abbiamo introdotto il leasing abitativo per dare un altro strumento per l'acquisto della prima casa oltre a quello del mutuo ipotecario. La concorrenza infatti è fondamentale, così le banche saranno spinte a migliorar la presentazione dei mutui. Sono convinto che il leasing migliorerà anche lo strumento dei mutui". Lo ha detto il viceministro dell'Economia, Luigi Casero, intervenendo alla presentazione alla Camera della "Guida al leasing prima casa giovani" realizzata dal Mef con la collaborazione di Assilea, Consiglio del notariato e undici associazioni di consumatori. "Non pensiamo - ha spiegato - che questo strumento debba essere alternativo ai mutui, l'importante è avere uno strumento che faccia un pò di concorrenza ai mutui. Garantirà vantaggi per chi usa questo strumento ma anche complessivamente perché spinger le banche a migliorare i mutui e a renderli più competitivi".   Vincenzo D’Andò