Diario quotidiano del 15 marzo: l’esdebitazione vale anche per i crediti previdenziali

Pubblicato il 15 marzo 2016

risponde solo la società per le violazioni tributarie commesse dal proprio consulente fiscale; bilanci su tre vie; esdebitazione anche per i crediti previdenziali; non retroattivo il nuovo reato di omesso versamento di ritenute; si può ricorrere anche contro gli avvisi bonari o, in alternativa, alle successive cartelle di pagamento?; ravvedimento operoso con PVC; modello EAS da presentare entro il 31 marzo 2016 per le variazioni intervenute; dimissioni on line ecco le FAQ; importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, mobilità, NASpI e DIS-COLL – anno 2016; assegnazione dei beni ai soci: documento del CNDCEC
 
agenda-immagineIndice: 1) Risponde solo la società per le violazioni tributarie commesse dal proprio consulente fiscale 2) Bilanci su tre vie 3) Esdebitazione anche per i crediti previdenziali 4) Non retroattivo il nuovo reato di omesso versamento di ritenute 5) Si può ricorrere anche contro gli avvisi bonari o, in alternativa, alle successive cartelle di pagamento ?. 6) Ravvedimento operoso con PVC 7) Modello EAS da presentare entro il 31 marzo 2016 per le variazioni intervenute 8) Dimissioni on line ecco le FAQ 9) Importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, mobilità, NASpI e DIS-COLL – anno 2016 10) Assegnazione dei beni ai soci: documento del CNDCEC  
  1) Risponde solo la società per le violazioni tributarie commesse dal proprio consulente fiscale Per le violazioni tributarie commesse risponde solo la società: è illegittimo, infatti, irrogare le sanzioni al consulente dell’ente, anche se ritenuto l’amministratore di fatto. E’ questo l’importante principio fornito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4775 del 11 marzo 2016, che, ha colto l’occasione per intervenire anche in materia di raddoppio dei termini di accertamento. L’Amministrazione finanziaria aveva notificato a un consulente fiscale un accertamento e un atto di irrogazione sanzioni, ritenendolo coautore delle violazioni commesse da una Srl. I provvedimenti venivano impugnati lamentando che le imposte non potevano essere pretese da soggetti terzi rispetto alla società di capitali, dotata di personalità giuridica. La questione finiva in Cassazione; qui i giudici hanno ritenuto illegittimo irrogare sanzioni a carico del consulente dell’ente anche se ritenuto amministratore di fatto. Sull’Irap illegittimo il raddoppio dei termini La Corte di Cassazione, con la suddetta sentenza ha, quindi, affermato che è illegittimo il raddoppio dei termini per le contestazioni Irap, poiché la normativa non riguarda questo tributo. Con riguardo invece alle imposte dirette e all’Iva, la valutazione sulla legittimità di operato dell'ufficio compete solo al giudice di merito. Nel caso di specie, il contribuente aveva rilevato l’illegittimità del raddoppio perché non era stata inoltrata alcuna notizia di reato in Procura; inoltre la norma era inapplicabile per le contestazioni Irap.   ****** 2) Bilanci su tre vie Tre diverse categorie di imprese con tre tipologie di bilanci ad hoc. Nuovi schemi di bilancio, abrogazione dei conti d'ordine e dei proventi e oneri straordinari, contabilizzazione degli strumenti finanziari derivati con valutazione a fair value e valutazione dei titoli al costo ammortizzato. Sono alcune delle novità in materia di bilancio di esercizio e consolidato commentate dalla Nota operativa n. 3/2016 della Fondazione Accademia Romana di Ragioneria dal titolo: Il nuovo bilancio di esercizio (DLgs n. 139/2015): Aspetti generali. La norma, pur concedendo alcune facilitazioni per la transizione (quali ad esempio deroga dal criterio del costo ammortizzato, non adeguamento della vita utile dell'avviamento iscritto nel bilancio 2015), comporta l’imputazione al conto economico, già dall’apertura 2016, di taluni conti quali, ad esempio, quelli di pubblicità e ricerca applicata, capitalizzati nel bilancio 2015, e la modifica di alcune voci del Patrimonio netto di apertura dei conti con conseguenti plusvalenze e minusvalenze da valutazione. In altri termini, il bilancio 2015 sarà redatto con le regole vecchie ma andrà poi riclassificato per poterlo comparare con le nuove disposizioni. La rivoluzione, già in sede di apertura dei conti nell'esercizio 2016, farà vedere da subito i propri effetti poiché, precisa l’Accademia di Ragioneria che si dovrà provvedere a: - far confluire le plusvalenze e le minusvalenze di apertura dei conti tra i componenti ordinari dell’esercizio, avendo il legislatore abolito i componenti straordinari del Conto economico (gruppo E); - inventariare tutti i derivati, poiché a partire dal 1/1 essi dovranno essere valutati al «fair-value» e iscritti in contabilità come un credito o fondo rischi a seconda se positivo o negativo, ponendo come contropartita il relativo componente di reddito «rettifiche di valore». Tra gli aspetti contabili di interesse per tutte le tipologie di aziende si ha l’eliminazione dal Conto economico della voce «Proventi ed oneri straordinari». Tale modifica, dettata dagli Ias/Ifrs, pur riducendo il valore segnaletico del bilancio, si evidenzia nel documento, rimanda alla nota integrativa la loro separata identificazione ed il loro commento. Dal bilancio dell’esercizio 2016, quindi, un evento non comporta oneri o proventi straordinari perché è eccezionale, anormale o imprevisto, ma in quanto tale evento non si collega alla normale gestione dell’impresa. Altra novità è apportata dal Principio contabile internazionale Ias 38 il quale stabilisce che, a differenza dei costi di sviluppo, nessuna attività immateriale derivante dalla ricerca debba essere iscritta tra le immobilizzazioni immateriali. La fase di ricerca va rilevata, pertanto, come costo nel momento in cui è sostenuta