Diario quotidiano del 14 gennaio 2016: le dichiarazioni fiscali sono sempre emendabili

Indice:

1) Intervento della Cassazione sulla falsa valutazione delle poste di bilancio

2) Caso in cui l’indennità di esproprio non è tassabile

3) Quotidiani on line con Iva al 4%

4) Dichiarazioni fiscali sempre emendabili

5) Dazi e diritti doganali: in vigore la Nomenclatura Combinata per il 2016

6) Tra le “società benefit” anche le società di persone e di capitali

7) Ecco il nuovo regime sanzionatorio in ambito tributario

8) PVC out per le attività istruttorie del Fisco

9) Modello Irap: in rete la bozza 2016

10) Personale comparto scuola e AFAM, accesso al trattamento pensionistico ai sensi dell’art. 1, comma 264 della legge n. 208/2015

 

 

1) Intervento della Cassazione sulla falsa valutazione delle poste di bilancio

E’ ancora falso in bilancio indicare un valore di realizzo per i crediti divenuti inesigibili. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 890 del 12 gennaio 2016, secondo cui il riferimento ai fatti materiali e l’espunzione dalla nuova veste dell’art. 2621 c.c. della locuzione “ancorché oggetto di valutazione” non vale a escludere la rilevanza penale delle valutazioni nel nuovo reato di falso in bilancio. Quando i fatti materiali, anche attraverso valutazioni, violino parametri di stima normativamente determinati o comunque tecnicamente indiscussi anche i non corretti criteri valutativi possono determinare il reato.

La Suprema Corte, che torna a esprimersi sul falso in bilancio, contraddice quanto precedentemente affermato con la sentenza n. 33774/2015, nella quale, a seguito della novella subita dall’art. 2621, c.c. attraverso la legge n. 69/2015, veniva sancita l’irrilevanza penale delle valutazioni nella configurazione del nuovo reato di falso in bilancio, che prevede la punibilità dei “fatti materiali non rispondenti” al vero, ma non fa più riferimento alla circostanza che gli stessi possano anche derivare da valutazioni. Da questo ne scaturiva l’irrilevanza delle valutazioni ai fini della configurazione del reato.

Adesso, invece, con il nuovo orientamento, la Cassazione prende a riferimento l’indebita valutazione di crediti a valore nominale senza tenere conto di una rilevante quantità di crediti “disastrati” e quindi non tenendo minimamente nota del presumibile valore di realizzo. In merito a tale circostanza, la Cassazione, fornisce una nuova chiave di lettura dell’art. 2621 c.c., ritenendo che la rimozione dal testo previgente della locuzione “ancorché oggetto di valutazioni” non possa, di per sé, assumere alcuna decisiva rilevanza.

Dunque, nella redazione del bilancio, occorre valutare solo dati informativi essenziali ai fini dell’informazione, restandone al di fuori tutti i profili marginali e secondari. E, quindi, il giudice che deve valutare se i fatti materiali, anche eventualmente dipendenti da valutazioni, risultino rilevanti ai fini del reato di cui al 2621 c.c..

 

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2) Caso in cui l’indennità di esproprio non è tassabile

La plusvalenza sull’esproprio non deve essere tassata se l’indennità tarda perché l’amministrazione finanziaria resiste in giudizio.

Intervento della Suprema Corte sul tema della espropriazione per pubblica utilità: La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 265 del 12 gennaio 2016, ha stabilito che la plusvalenza non è tassabile se l’indennità di esproprio è stata erogata in notevole ritardo.

In tal modo, il giudice supremo ha respinto il ricorso presentato dall’Agenzia delle entrate, così confermando la sentenza della Commissione Tributaria Regionale contraria all’applicabilità del prelievo fiscale di cui all’articolo 11, comma 5, della legge n. 413 del 1991 sulle somme percepite dal contribuente a titolo di esproprio di terreni.

Ai fini del prelievo fiscale è sufficiente che la percezione della somma, che realizzi una plusvalenza in dipendenza di procedimenti …

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