Diario quotidiano del 5 novembre 2015: il modello Unico è emendabile anche in contenzioso

 Indice:

 1) Modello Unico emendabile anche in contenzioso

 2) Esonero contributivo per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato

 3) Per il Bilancio di previsione gli enti locali avranno tempo fino al 31 marzo 2016

 4) Esenzione Iva per gli eventi sportivi organizzati in Italia ma accessori a quelli svolti all’estero

 5) Non è dovuto il pagamento dell’IRAP per il medico convenzionato con il SSN

 6) F24: istituite due nuove causali per finanziare le entrate dei consulenti del lavoro

 7) Commercialisti: è lotta contro l’abusivismo per la tutela della professione

 8) Sconti sulla tardiva presentazione della dichiarazione di conguaglio dell’imposta di bollo virtuale

 9) Entro il 21 novembre 2015 ad Equitalia si potrà chiedere una nuova rateazione

 10) Gestione dei Fondi strutturali e d’investimento europei: guida della Commissione europea

 

1) Modello Unico emendabile anche in contenzioso

La dichiarazione dei redditi può essere emendata dal contribuente a proprio favore anche in sede contenziosa. La correzione può avvenire entro i termini di accertamento fissati dall’articolo 43 del DPR n. 600/1973, vale a dire entro quattro anni, e non entro un anno come sostenuto dall’amministrazione finanziaria. Il termine “ristretto” vale solo se si intende compensare l’eventuale credito risultante dalle dichiarazioni. Una diversa interpretazione che negasse al contribuente la possibilità di rettificare i suoi errori in giudizio darebbe luogo a un “prelievo indebito” e sarebbe in contrasto con gli articoli 53 e 97 della Costituzione.

E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 22443 del 3 novembre 2015, che ha accolto il ricorso di una società, dopo che la Ctr Campania, confermando il verdetto di primo grado, aveva escluso la possibilità di presentare l’integrativa a favore nel corso del processo tributario.

La Suprema Corte, richiamando diverse pronunce già rese in passato in tal senso, ricorda che la dichiarazione “è emendabile e ritrattabile anche in sede contenziosa, quando dalla medesima possa derivare l’assoggettamento del dichiarante a oneri contributivi diversi e più gravosi di quelli che, sulla base della legge, devono restare a suo carico”. È il caso per esempio della società che ha omesso di inserire alcuni costi nel modello Unico.

I giudici di appello avevano affermato che la dichiarazione integrativa ai sensi dell’articolo 8-bis del DPR n. 322/1998, volta a rimediare a tali errori con effetti pro-contribuente, doveva intervenire entro il termine di presentazione della dichiarazione per il periodo d’imposta successivo.

Una tesi però “demolita” dalla Cassazione, secondo cui la previsione è “necessariamente circoscritta ai fini dell’utilizzabilità in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del DLGS n. 241/1997, indicata nella successiva proposizione della disposizione”.

2) Esonero contributivo per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato

Il co.co.pro. nei sei mesi precedenti all’assunzione non impedisce l’esonero contributivo triennale. Lo ha precisato l’INPS, con la circolare n. 178 del 3 novembre 2015, con la quale è tornata su tema dell’esonero contributivo per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato effettuate nel 2015 (ex art. 1 commi 118 e seguenti della L. 190/2014). Oltre a soffermarsi sulle modalità di fruizione dell’esonero per i datori di lavoro iscritti alla Gestione dipendenti pubblici ed i giornalisti assicurati all’INPGI, l’Istituto nazionale di previdenza sociale fornisce anche ulteriori precisazioni riguardanti la legittimazione a fruire del beneficio per i datori di lavoro privati.

Si ricorda che la legge di stabilità 2015 ha introdotto, per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato effettuate nel corso di quest’anno, l’esonero triennale dal…

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