Diario fiscale quotidiano del 7 ottobre 2015: dal 2016 cambierà il trattamento fiscale degli interessi passivi

 

 Indice:
 1) Dal 2016 cambia il trattamento fiscale degli interessi passivi
 2) Nuove regole per la stabile organizzazione in Italia di non residenti
 3) Pagamento del bollo: contrassegno da assolvere con procedure telematiche
 4) Proroga della Voluntary Disclosure e rinvio degli aumenti delle accise sui carburanti
 5) Fisco: nuovi limiti di punibilità in ambito penale
 6) Accertamenti bancari anche nei confronti dei privati
 7) Disposizioni attuative per i “non residenti Schumacker” in G.U.
 8) Le casse edili fruiscono dell’esenzione da IMU e TASI
 9) Leasing finanziario: intervento delle sezioni unite della Cassazione
 10) Nuovo trattamento di CIGS: circolare del Welfare
 

 
1) Dal 2016 cambia il trattamento fiscale degli interessi passivi
Il cd. “Decreto internazionalizzazione” apporta modifiche alla disciplina fiscale degli interessi passivi: Nel ROL rientrano i dividendi incassati da controllate non residenti. Eliminati alcuni limiti di deducibilità e la possibilità di trasferire gli interessi indeducibili alle società estere che partecipano virtualmente al consolidato nazionale.
Come è noto, è stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 22 settembre 2015, il Decreto Legislativo n. 147 del 14 settembre 2015, recante disposizioni per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese, in vigore dal 7 ottobre 2015.
In particolare l’art.4 introduce alcune modifiche alla disciplina fiscale degli interessi passivi (art. 96 TUIR), in vigore dal periodo d’imposta 2016.
Ai fini del calcolo del ROL (reddito operativo lordo), bisognerà tenere conto anche dei dividendi percepiti da società controllate estere.
Viene abrogata l’indeducibilità assoluta prevista precedentemente per gli interessi su titoli obbligazionari di cui all’art. 3 comma 115 della Legge 549/1995, secondo cui gli interessi passivi su obbligazioni emesse da società per azioni non quotate ovvero da società a responsabilità limitata sono indeducibili a condizione che il tasso di rendimento non superi:
– il doppio del tasso ufficiale di riferimento per le obbligazioni similari quotate in borsa;
– il tasso ufficiale di riferimento aumentato di 2/3 delle obbligazioni diverse dalle precedenti.
Gli interessi eccedenti tali limiti sono indeducibili dal reddito d’impresa.
Poiché detto comma è stato abrogato dal decreto internazionalizzazione, a partire dal periodo d’imposta 2016 non dovrebbero più sussistere i suddetti limiti di deducibilità.
Viene abrogata la possibilità di cui al comma 8 dell’art.96 TUIR, secondo cui è possibile trasferire l’eccedenza di interessi passivi indeducibili all’interno del consolidato nazionale alle società estere per le quali ricorrano i requisiti previsti per il consolidamento nazionale.
Gli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione non rilevano ai fini dell’art. 96 TUIR per le società che svolgono in via effettiva e prevalente attività immobiliare. Si considerano tali le società che soddisfano i seguenti requisiti:
– valore dell’attivo patrimoniale prevalentemente costituito dal valore normale degli immobili destinati alla locazione;
– valore dei ricavi costituito per 2/3 da canoni di locazione o affitto di aziende, il cui valore complessivo sia prevalentemente costituito dal valore normale di fabbricati.
 
2) Nuove regole per la stabile organizzazione in Italia di non residenti
Tra le numerose novità introdotte dal decreto internazionalizzazione imprese, le previsioni in tema di stabile organizzazione. La riforma attua la legge delega fiscale con una rimodulazione della disciplina in tema di …

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