Reverse charge: alcune persistenti criticità operative

sono passati alcuni mesi da quando la Legge di Stabilità 2015 ha ampliato le casisitiche di utilizzo del reverse charge in edilizia, ma rimangono ancora alcune criticità in fase di interpretazione della norma: il caso delle manutenzione straordinarie e la definizione del concetto di edificio

Come noto con l’articolo 1, comma 629, lettera a, della Legge 190/2014 il legislatore è intervenuto inserendo nell’articolo 17, comma 6, del D.P.R. 633/1972 il comma a-ter con cui ha allargato alle prestazioni riguardanti “pulizia, demolizione, installazione impianti e completamento relative ad edifici” l’applicazione del regime della cosiddetta “inversione contabile” dell’IVA. In via interpretativa, con la Circolare 14/E/2015, l’Agenzia delle Entrate ha quindi emanato i primi chiarimenti ministeriali al fine di rendere possibile l’applicazione alle nuove fattispecie del particolare regime. Tuttavia, nonostante tale intervento sono comunque rimaste insolute numerose criticità, relative in particolare all’operatività del citato meccanismo in presenza, ad esempio, di un contratto unico avente ad oggetto un intervento di “manutenzione straordinaria”, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b) del D.P.R. 380/2001 (T.U. Edilizia) o di un intervento edilizio eseguito contestualmente sia sull’edificio che su aree esterne ad esso. Vediamo quindi di approfondire le citate fattispecie anche per tentare di fornire una, almeno momentanea soluzione, alle principali problematiche.

Il caso del contratto unico di “manutenzione straordinaria

Nell’individuare le prestazioni alle quali occorre applicare il reverse charge, l’Agenzia delle Entrate, nella CM 14/E del 27 marzo 2015, ha chiarito che, in caso di contratto unico d’appalto, avente ad oggetto la costruzione di un fabbricato o la realizzazione sullo stesso di interventi di cui all’articolo 3, comma 1 lettere c – d del D.P.R. 380/2001 (T.U. Edilizia), non si concretizza la necessità di procedere a “spacchettare” la fattura (o le fatture) relativa alla prestazione, istinguendo le singole lavorazioni cui applicare il reverse charge da quelle che invece rimangono da assoggettare alle modalità di fatturazione ordinaria ma si procede alla redazione di fatture con IVA esposta.

Diversamente, per tutte le altre tipologie di intervento edilizio, quali, ad esempio, la “manutenzione ordinaria” e la “manutenzione straordinaria” (di cui, rispettivamente, all’articolo 3, comma 1, lettere a – b del DPR 380/2001), sarà necessario procedere alla scomposizione delle operazioni, individuando quali sono le singole prestazioni da assoggettare al regime del reverse charge, anche nel caso in cui tali interventi siano oggetto di un unico contratto d’appalto.

Per quanto riguarda gli interventi di costruzione e di recupero o ristrutturazione edilizia, l’orientamento che è stato espresso dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 14/E/2015 risulta essere ampiamente condiviso (e condivisibile) ponendosi in linea con le tesi sostenute anche dalle maggiori Associazioni di categoria. In base a questo orientamento, in caso in cui ci si trovi n presenza di contratto unico, le singole prestazioni devono essere intese non come autonome l’una dall’altra ma come parte integrante di un’operazione più complessa ed unitaria, per cui il meccanismo di “inversione contabile”, in considerazione della difficoltà operativa di procedere alla scomposizione del contratto, avrà modo di operare solo in riferimento alle prestazioni edili affidate in subappalto a soggetti terzi. Tuttavia, la mancata adozione del medesimo indirizzo interpretativo da parte dell’Agenzia delle Entrate in riferimento agli interventi di manutenzione straordinaria (di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b del D.P.R. 380/2001) non appare altrettanto condivisibile laddove. La citata tipologia di intervento rappresenta infatti una fattispecie edilizia che, soprattutto alla luce delle modifiche apportate dal Decreto Legge 133/2014 (cd. decreto sblocca Italia, convertito con modificazioni nella Legge 164/2014), si caratterizza, sempre più come un complesso unitario di prestazioni difficilmente distinguibili e che, quindi, non possono essere considerate in modo autonomo l’uno dall’altra.

L’articolo 17 del citato DL 133/2014, infatti, ha largamente…

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