Reverse charge: alcune persistenti criticità operative

di Massimo Pipino

Pubblicato il 20 giugno 2015

sono passati alcuni mesi da quando la Legge di Stabilità 2015 ha ampliato le casisitiche di utilizzo del reverse charge in edilizia, ma rimangono ancora alcune criticità in fase di interpretazione della norma: il caso delle manutenzione straordinarie e la definizione del concetto di edificio

Come noto con l'articolo 1, comma 629, lettera a, della Legge 190/2014 il legislatore è intervenuto inserendo nell’articolo 17, comma 6, del D.P.R. 633/1972 il comma a-ter con cui ha allargato alle prestazioni riguardanti “pulizia, demolizione, installazione impianti e completamento relative ad edifici” l'applicazione del regime della cosiddetta “inversione contabile” dell'IVA. In via interpretativa, con la Circolare 14/E/2015, l'Agenzia delle Entrate ha quindi emanato i primi chiarimenti ministeriali al fine di rendere possibile l'applicazione alle nuove fattispecie del particolare regime. Tuttavia, nonostante tale intervento sono comunque rimaste insolute numerose criticità, relative in particolare all’operatività del citato meccanismo in presenza, ad esempio, di un contratto unico avente ad oggetto un intervento di “manutenzione straordinaria”, di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b) del D.P.R. 380/2001 (T.U. Edilizia) o di un intervento edilizio eseguito contestualmente sia sull’edificio che su aree esterne ad esso. Vediamo quindi di approfondire le citate fattispecie anche per tentare di fornire una, almeno momentanea soluzione, alle principali problematiche.



Il caso del contratto unico di “manutenzione straordinaria

Nell’individuare le prestazioni alle quali occorre applicare il reverse charge, l’Agenzia delle Entrate, nella CM 14/E del 27 marzo 2015, ha chiarito che, in caso di contratto unico d’appalto, avente ad oggetto la costruzione di un fabbricato o la realizzazione sullo stesso di interventi di cui all’articolo 3, comma 1 lettere c - d del D.P.R. 380/2001 (T.U. Edilizia), non si concretizza la necessità di procedere a “spacchettare” la fattura (o le fatture) relativa alla prestazione, istinguendo le singole lavorazioni cui applicare il reverse charge da quelle che invece rimangono da assoggettare alle modalità di fatturazione ordinaria ma si procede alla redazione di fatture con IVA esposta.

Diversamente, per tutte le altre tipologie di intervento edilizio, quali, ad esempio, la “manutenzione ordinaria” e la “manutenzione straordinaria” (di cui, rispettivamente, all’articolo 3, comma 1, lettere a - b del DPR 380/2001),